Manuale della fotografia Professionale, Artistica.

Manuale della fotografia Professionale e Artistica: digitale e analogica.

Storia della Fotografia.
La Fotografia è un processo chimico-ottico per mezzo del quale si cattura e impressiona un’immagine fedele della realtà su un supporto di materiale vario, per mezzo di un macchinario chiamato macchina fotografica.

Dagherrotipo

Dagherrotipo

La Fotografia prende come riferimento storico la data del 1727, anno in cui il Medico tedesco J.H.Schulze scopre la sensibilità alla luce del nitrato d’argento [Almeno un secolo prima, e si suppone anche 5, senza troppi riferimenti documentali si riusciva ad ottenere “fotografie” per annerimento diretto (con pose che arrivavano anche a 3 giorni)].

Gli studi ebbero ulteriori sviluppi con la scoperta di altri sali d’argento sensibili ai raggi blu, viola e ultravioletti.
Anche l’Inglese T.Wedgwood insieme al Chimico Davy nel 1802 realizzarono alcune stampe (non permanenti) che lasciavano comparire dele sagome o silhouettes di soggetti ritratti.
E’ solo con il 1839, anno in cui la Susse Frères (Ditta parigina) mette in commercio la Daguerreotype antenato della macchina fotografica (si basava sulle scoperte dei Francesi Luois-Mandè Daguerre e Nicèphore Niepce -riconosciuto come inventore della Fotografia chimica fissata su lastra di rame e ioduri d’argento, sviluppata con ioduri di mercurio in negativo).
Nel 1840 l’Inglese William Henry Fox Talbot inventa il procedimento fotografico negativo-positivo (Kalotipia o Talbotipia allo ioduro d’argento) che permette la stampa di infinite copie da una sola pellicola.
Nel 1871 il Medico inglese Maddox inventa le lastre ad emulsione secca di gelatina e bromuro d’argento che riuscendo a conservarsi nel tempo evitando la seccante preparazione delle lastre sul posto ai fotografi.
Il 1873 è un anno davvero importante perchè il Fotochimico tedesco H.W.Vogel trovò la maniera di sensibilizzare il bromuro d’argento alle emissioni gialle e verdi,della luce (e nel 1883 alle rosse e arancio). [Questi studi permisero al Nobel G.Lippmann di inventare, a Parigi, nell’anno 1908 il primo procedimento di fotografia a colori, poco diffuso al tempo perchè molto complesso].
Nel 1878 il Tedesco Carl Zeiss realizza, a Jena, il primo obiettivo apocromatico.
Nell’anno 1881 il contadino Usa Peter Houston inventa il rullino fotografico con il nome di Rollfilm
Nel 1888 la ditta Usa Kodak mette in commercio la prima macchina fotografica a pellicola di celluloide (sostituendo le ingombranti lastre) su progetto di George Eastman.
Nel 1925 la Ditta tedesca LEITZ, grazie all’intuito dell’erede del Fondatore Ernst Leitz e l’ingegnere proveniente dalla Zeiss, Oskar Barnack, progettano la fotocamera Leica specializzandosi per la produzione di macchine portatili con accessori intercambiabili. L’innovazione fondamentale sta nelle impostazioni generali della macchina, che nessuna ditta ha mai più cambiato o migliorato, introducendo anche il formato 35mm.

Dall’invenzione della fotografia ad oggi di passi ne sono stati fatti molti…
Per parlare della fotografia occorre fare una premessa di carattere tecnico.
Bisogna considerare lo strumento, ossia la macchina fotografica, utilizzato per riprendere un soggetto.
Dalle prime camere scure alle più moderne macchine fotografiche l’evoluzione è stata la seguente.

Esaminiamo i più importanti.
Ciò che permette di ritrarre un soggetto in una pellicola o in un sensore digitale è la macchina fotografica che consiste in due elementi essenziali: un obiettivo che ha la funzione di riprendere il soggetto da ritrarre per impressionare un sensore per registrare i dati (o la vecchia pellicola analogica) contenuto nella camera oscura di un corpo macchina.

Attualmente le macchine più diffuse a livello professionale sono le SLR reflex 35 mm di tipo digitale. Come corpi macchina ve ne sono di molti tipi con diverse caratteristiche. Molto importanti sono i sensori che devono essere veloci e in grado di memorizzare maggiori informazioni possibili (mediamente vengono utilizzati circa 15mpixel).
Un’importanza rilevante però viene attribuita all’obiettivo che costituisce l’elemento essenziale perchè riesca una buona fotografia.

Il primo passo verso il miglioramento delle ottiche fu fatto da Zeiss (Casa tedesca del 1902) producendo delle lenti molto luminose come il Teleobiettivo Tessar del 1923, o Biotar 42.5 f2, Sonnar 180 f2.8; il Biotar un 45mm ultraluminoso (versione f/1.0 o f/0.85) per fini militari e scientifici del 1930; nel 1932, con la nascita del sistema Contax (corpo macchina che emulava e migliorava il Leica) avremmo il Sonnar, un 50mm f/2 ed unn’altro con f/1.5.

Successiva tappa sarà l’invenzione del trattamento antiriflessi (brevettato nel novembre 1935), sul quale fu imposto il segreto militare, reso disponibile solo nel 1939 per scopi civili.
Fu il Prof. Alexander Smakula, dell’Università di Gottingen a scoprire dei procedimenti sui vetri ottici che diminuivano la perdita di luce dovuta alla riflessione.

Il primo obiettivo Zeiss ad essere equipaggiato con questo singolare trattamento fu il Sonnar f/1.5., ma fu il Plannar il maggior beneficiario molto meno luminoso.

Il trattamento consisteva nella vaporizzazione, in ambiente privo d’aria, di fluorite di calcio (o floruri di magnesio) sui vetri, e permetteva una riduzione della perdita di luce dopo l’applicazione (ogni singola lente presenta una perdita di circa il 4-5% di luce prima del trattamento per via dei riflessi). Gli obiettivi sottoposti a tale trattamento venivano denominati “transparenz” e indicati con una “T” rossa. Il trattamento antiriflesso rese possibile la realizzazione di obiettivi retrofocus o a lunghezza focale variabile chiamati comunemente zoom.
Il trattamento antiriflesso venne migliorato nel 1943, applicando tre strati di rivestimento invece di uno solo coprendo ogni singolo colore primario.
Per molto tempo le ottiche più luminose non vennero trattate con i procedimenti antiriflesso, in quanto il sistema penalizzava la “risolvenza” (molto utile per le riprese notturne).

Ulteriore impulso si ebbe negli anni Settanta con il trattamento multistrato brevettato dalla Asahi Optical, SMC, Super Multi Coated (1971) (Pentax [casa giapponese 1919]) che permise la permeabilità della luce intorno al 100%.

Nel 1928 Kodak commercializza la Kodacolor, prima pellicola a colori 16 mm.

Nel 1935 la Kodak sugli studi di due musicisti, Leopold Mannes e Leopold Godowsky, comincerà la commercializzazione del Kodachrome, la prima pellicola fotografica a colori.

La Macchina russa Cnopm è considerata la prima reflex per pellicola 35mm nell’anno 1935.
Nel 1948 Edwin H. Land (padre delle lenti polarizzate) inventa la Polaroid per fotografie istantanee.

Nell’anno 1951 La Kodak introduce un supporto ininfiammabile, al triacetato di cellulosa delle pellicole cinematografiche sostituendolo al supporto in nitrato di cellulosa.
Pentax nel 1954 progetta la prima reflex con specchio a ritorno istantaneo.

Negli anni ’50 Rectaflex e Contax presentarono le prime Slr.

L’anno 1957 la Pentax applicò il pentaprisma ottico alle macchine fotografiche da Pentaprism reflex, che permetteva l’inquadratura del soggetto della foto in maniera più precisa.

Nel 1959 la Voigtlander costruisce lo Zoomar 36-82 mm f 2,8, primo obiettivo a focale variabile, zoom applicato ad una macchina fotografica (il progetto dello zoom è del ricercatore americano Frank Back nei laboratori della Zoomar Corporation).

Nel 1960 Pentax presentò una fotocamera SLR Single Lens Reflex con un esposimetro che misurava la luce diretta alla pellicola tramite l’obiettivo.

Nel 1981 è l’anno della Nascita della Fotografia digitale con il modello Mavica della Sony, la prima fotocamera che utilizza un supporto magnetico al posto della pellicola.

Nel 1983 Pentax con la ME-F per prima e successivamente Nikon con la F3AF presentarono in commercio le prime fotocamere reflex autofocus su brevetti di qualche anno precedente con sensori e logica di controllo alloggiati all’interno del corpo macchina [La Konica C35 AF fu presentata alla Photokina del 1976.Commercializzata nell’anno 1978 è considerata la prima fotocamera autofocus sebbene compatta].

INDICE GENERALE DEL MANUALE DELLA FOTOGRAFIA PROFESSIONALE.
Parte II Tecnica fotografica.
Parte III …ancora sulla Tecnica della fotografia.
Parte IV Fotografia Professionale e Artistica.
Parte V: Leggi, Privacy, Copyrights, Liberatorie.
Parte VI: Paparazzi e Deontologia del fotografo.
Parte VII: i sensori degli apparecchi digitali [videocamere e fotocamere].
Parte VIII: l’Elettronica delle fotocamere digitali professionali.
Cellulari e Smartphone per la ” Fotografia “.
Parte IX Fotografia artistica, di ricerca. —> in progress

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