Manuale Fotografia Parte IV: Fotografia Professionale e Artistica.

Prosegue dalla III Parte: ancora sulla Tecnica fotografica.

La fotografia abbraccia molti ambiti professionali, tecnici e artistici.

La distinzione più generica che può essere fatta è tra Fotografia professionale e Fotografia artistica.

La Fotografia professionale riguarda piucchealtro l’aspetto fiscale della questione.
Non esiste un albo professionale. Esistono solo alcune Associazioni, tra le quali la più importante è l’Afip (Associazione Fotografi Italiani Professionisti), ma non è un vero e proprio ordine, e il suo riconoscimento ha solo un valore fiduciario personale, e non formale.

Il professionista è un fotografo che ha aperto una partita Iva all’Ufficio Provinciale Iva e inscritto al settore merceologico “studi fotografici e attivita’ di ripresa” codice attività 74.20.19, o “laboratori fotografici per lo sviluppo e la stampa conto terzi” codice 74.20.20, o “fotogiornalista o fotoreporter” con codice 74.20.11, alla Camera di Commercio della propria Provincia, e pratica regolarmente e continuativamente la professione.
Il fotografo deve iscriversi all’Albo Artigiani della Provincia nel caso in cui si intenda operare come impresa artigiana o alla Camera di Commercio della provincia negli appositi registri Rec nel caso operi come libero professionista.
In entrambe i casi, occorre dare comunicazione tempestiva dell’inizio di attivita, con una lettera raccomandata al Questore della Provincia in cui l’attività ha sede legale.

Altre incombenze importanti sono: l’iscrizione per l’assicurazione sugli infortuni del lavoro Inail e l’iscrizione ai ruoli contributivi sociali Inps.

Il professionista deve rispettare le incombenze dei prestatori d’opera, che sono soggetti ad Imposta sul Valore Aggiunto.

La Fotografia artistica é realizzata sia da professionisti che da dilettanti e amatori, spesso molto preparati. Anzi, tra i non professionisti capita spesso di trovare veri e propri artisti della Fotografia, che fanno della fotografia la propria arte, come i pittori o gli scultori con le proprie tecniche.
La distinzione tra fotografia professionale e artistica è dunque solo questione di aspetto prettamente di carattere legislativo-commerciale.

La fotografia artistica è quindi spesso espletata da fotografi amatoriali che esercitano la propria attività in maniera non continuativa, e che da regolamento commerciale in vigore effettuano delle cosidette “prestazioni occasionali”, se retribuiti per un loro lavoro su commissione . Ora, le prestazioni occasionali possono essere di due tipi: o di servizi (lavoro autonomo); o commerciali (redditi diversi dal lavoro autonomo).
Nel caso del lavoro autonomo, la prestazione occasionale è esente Iva, ma soggetta a ritenuta d’acconto.

La ritenuta d’acconto si versa all’Erario (Agenzia delle Entrate) in due modi: nel caso di prestazione ad una società questa si comporta da sostituto d’imposta e versa per il fotografo; nel caso di prestazione ad un privato, è il fotografo che si dovrà attivare ad annotare nella dichairazione dei redditi e versare il dovuto (20% dell’imponibile) con il modello F24.

Il fotografo non professionista che effettua una prestazione occasionale al proprio “cliente” deve emettere una ricevuta in duplice copia, in carta semplice indicando le proprie generalità (cognome e nome, luogo e data di nascita, residenza e codice fiscale), quelle del cliente, numerazione progressiva e data del documento, descrizione della quantità, natura e corrispettivo (prezzo in euro) della prestazione (va apposta inoltre la dicitura “esente Iva secondo il D.P.R.633/1972” e una marca di euro 1,81 per importi superiori ad euro 77,47). Nel caso in cui il cliente è una persona giuridica (società o ente) il compenso è soggetto a ritenuta alla fonte (un importo che dal 1998 è commisurato al 20% dell’importo della ricevuta e che il cliente ritiene al fotografo e versa all’erario entro il 15 del mese successivo al pagamento tramite modello f24 e dichiarato sul modello 770) e il fotografo percepisce l’importo al netto. Il cliente (persona giuridica) entro il 30 aprile dell’anno successivo, deve inviare al fotografo occasionale, un’attestazione del versamento della ritenuta.

Se consideriamo la Fotografia dal punto di vista del soggetto o della situazione ritratta dovremmo parlare di Fotografia naturalistica, Fotografia panoramica, Fotografia ritrattistica, Fotografia documentaria (o fotogiornalistica), Fotografia sociale, Fotografia politica, Fotografia astronomica, Fotografia aerea, Fotografia d’arte, Fotografia glamour.

Ritratto.
David Octavius Hill (1802-1870), Robert Adamson (1821-1847) furono tra i primi ritrattisti.
Il primo ad intuire le enormi possibilità delle tecniche fotografiche per immortalare personalità, fu il Francese Nadar, ossia Gaspard Félix Tournachon (1820-1910), il “Tiziano della Fotografia”.
Seguirono i ritratti di Julia Margaret Cameron (1851-1879) con grande penetrazione psicologica.
Fu la volta del Pictorialism con un metodo di ritrarre i soggetti molto esteriori e deteriori spesso in costume, in Epoca Vittoriana. In questi primi periodi la fotografia veniva utilizzata ricercando l’imitazione pittorica. Solo all’inizio del ‘900, conl’evolversi della tecnica, la Fotografia sviluppò una propria espressione artistica (George Eastman, A.G.Bragaglia, Thomas Eakins). All’interno delle concezione della Bauhaus, Man Ray e Laszlo Moholy Nagy avevano ritratto i soggetti nella purezza e assolutezza svincolandoli dalle emozioni, dal sentimento e dal naturalismo, portando la Fotografia su concezioni prettamente astratte.
La fotografia ha spaziato inoltre ovunque con la fotografia documentaristica sociale, politica, (corrispondenti di guerra, crisi sociali [Neorealismo])

La Fotografia d’arte.
La fotografia d’arte è chiamata anche “fotografia di ricerca” e in Italia ha inizio alla fine degli anni 60′ raggiungendo la maturità nella metà degli anni ’90.

Punto di riferimento d’avvio per i Fotografi artisti al suo apparire era la “Galleria il Diaframma” di Milano. Gli esponenti più illustri sono stati Franco Fontana, Paolo Gioli, Luigi Ghirri, Augusto De Luca, Mimmo Jodice.

Fotografia Glamour.
La Fotografia Glamour è più attenta agli elementi simbolici della fotografia e cerca un’enfasi del soggetto ritratto.

Attualmente si cerca di mostrare meno nudità ricercando il nudo implicito, (tecnica handbra ad esempio -la modella, copre le forme più intime con le mani).

La Fotografia glamour ha inizio con le immagini ritratte delle Pin-up intorno agli anni venti del ‘900.

Pubblicità e riviste facevano poco ricorso alla Fotografia Glamour, in quanto era moralmente e legalmente vietato, equiparate come erano alla Pornografia.
Alla diffusione del Glamour concorse la rivista Playboy, che nel numero 1 del dicembre 1953 pubblicò fotografie dell’attrice Marilyn Monroe ritratta nuda.

Fotografia documentaria.

Accredito nelle manifestazioni.
L’accredito consiste in un permesso di ingresso alle manifestazioni, a titolo gratuito, per espletare i diritti di cronaca o per effettuare scatti o riprese audio-video.

In linea generale, un evento o manifestazione pubblica o privata che sia, è organizzata con un personale di servizio composto da addetti agli ingressi, sicurezza, che vigilano e sorvegliano gli utenti (spettatori, pubblico, invitati ecc.) affinchè possano accedervi solo i paganti, gli invitati o gli autorizzati. E’ premura dell’organizzazione di predisporre l’evento affinchè riscuota successo.
A questo punto entra in gioco un elemento estraneo ma molto collegato alla fotografia.
E’ buona norma organizzare una “sala stampa” affinchè si abbia propaganda gratuita o pubblicità dell’evento predisponendo opportune campagne e/o comunicati stampa. I comunicati stampa sono strumenti importanti ed economici affinchè la stampa più o meno locale parli della nostra manifestazione. I comunicati stampa sono degli articoli giornalistici predisposti dagli addetti stampa che parlano della manifestazione e che vengono rigirati ai principali media sia locali, nazionali o internazionali. Gli organizzatori, secondo la capienza massima della struttura in cui ha luogo la manifestazione (numero dei posti disponibili totali) ed altre considerazioni stabiliscono un numero di addeti alla stampa che possono aver accesso alla manifestazione, in base alle richieste. Tra questi una buona parte è costituita da fotografi e cameraman, che immortaleranno le immagini. In più esiste sempre qualche fotografo ufficiale della manifestazione, che lavora esclusivamente per essa.
Varia da evento ad evento la possibilità di ottenere l’accesso. Alcune manifestazioni accettano solo fotografi inscritti a particolari associazioni, o i soli professionisti, o acclarati per le proprie capacità. Altre manifestazioni accettano solo fotogiornalisti, altre prendono un pò di tutto…

L’accredito da pubblicista o giornalista è dunque uno dei metodi per avere l’ingresso alle manifestazioni.

Altro modo è l’accredito da parte di una Testata giornalistica, il pass dell’organizzazione legata all’evento. Spesso gli accrediti hanno il limite imposto da spazio, numero, importanza della Testata, altre volte dall’ordine pubblico e la sicurezza. Inoltre in certi casi occorrono permessi speciali come il “Permesso stampa della Questura” o il tesserino azzurro (il lasciapassare rilasciato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri).

Con gli accrediti si evita di acquistare un regolare biglietto o di ottenere un invito risparmiando i soldi.
Alle volte gli scatti sono permessi solo ai fotografi ufficiali della manifestazione. In questo caso dobbiamo rinunciare a fotografare.
Ci sono casi in cui il servizio fotografico e/o mediatico è venduto in “esclusiva” ad un particolare media. In questi casi, i concorrenti che non sono riusciti ad ottenere il servizio per se, si fanno sempre più accaniti e organizzano massicce e accanite spedizioni dei loro addetti (giornalisti, fotografi) per far saltare l’esclusiva. In questo caso si parla di un servizio di scoop con gli scatti e le informazioni che sono riusciti ad ottenere, forzando i sistemi di sicurezza. L’organizzazione o la testata che ha avuto l’evento in esclusiva, in questi casi predispone un servizio di sicurezza ancora più accurato con bodyguard professionisti, accessi e barriere e sistemi come ad esempio i famosi ombrellini bianchi nei servizi matrimoniali.

Parte V: Leggi, Privacy, Copyrights, Liberatorie, Paparazzi e Deontologia del fotografo

Questa voce è stata pubblicata in ARTI, fotografia, Informatica, Informatica, Manuale Fotografia e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.