Si forniscono i minimi dettagli, dall’utilizzo degli elicotteri segreti (velivoli che sfuggono ai radar denominato Bestia di Kandahar, un MH-60 Blackhawk modificato con tecnologia stealth nei profili ad angolo, accorgimenti come le silenziose pale del rotore a 5 eliche, l’uscita degli scarichi modificata), ai cani da guerra (qualcuno suggerisce addirittura il nome Cairo, un malinois belga attrezzato con videocamera e registratore, e dell’insostituibile fiuto) la mappa dettagliata della località -Google maps-
, le foto del complesso residenza, i dati rinvenuti negli smartphone e pc con l’attacco alle ferrovie Usa nel decimo anniversario dell’11 settembre, la deposizione del figlio dodicienne (ha dichiarato che il padre sia stato seguestrato e poi ucciso solo successivamente).
Le notizie si susseguono tutte con un denominatore comune: la contradditorietà.
Il fatto è ancora più grave, perchè se un fatto d’attualità, ai giorni nostri, contiene incertezze tanto misteriose ed arbitrarie, pensiamo cosa possa contenere la “Storia”, avvenimenti del passato per i quali la verifica risulta ancora più difficile. …e preoccupazione delle preoccupazioni, gli scenari apocalittici del futuro!
Oggi, un lettore raffinato, per una notizia, accanto alla lettura di infinite fonti, è costretto ad intrudurre, la scienza, per poter farsi un’idea “approssimativa” del fatto. Dobbiamo per prima cosa far ricorso all’informatica utilizzando un foglio excel per sistemare la variabilità di dati; alla statistica, con media, varianza, scostamenti dalla media per comprendere qualcosa del problema.
Posto di essere ottimi calcolatori, verificando, riverificando tutti i passaggi, siamo quindi affidati alla completa casualità, alla incertezza più completa.
Un blitz denominato in codice “Operazione Geronimo” (scatenando tra l’altro le ire del pronipote Harlyn Geronimo) o Operation Neptune’s Spear o Abbottabad Operation (Stampa Pakistana), svoltasi nella notte del 2 maggio 2011 ore 23:00 Italiane, e una ora locale. Vi è enorme incertezza, addirittura sulla data dell’operazione che qualcuno piace anticipare di un giorno.
I membri del team sarebbero stati reclutati tra i 2.300 militari del prestigioso corpo, addestrati nelle più difficili operazioni (sub, paracadutismo ecc.) per un periodo di 5 anni.
A comandare il blitz McRaven detto “Bill”. L’operazione si è conclusa con la frase ”GERONIMO E.K.I.A.” nemico eliminato e obiettivo raggiunto nel corso dell’operazione: “Enemy Killed In Action”.
L’Associated Press (Agenzia di Stampa Usa) ha inoltrato la richiesta per l’accesso alle informazioni sull’Operazione Geronimo, nel rispetto del Foia, “Freedom of Information Act”, la Legge Us sulla libertà di stampa.
Il Governo americano, dunque, potrebbe essere costretto secondo “Termini legali” a fornire immagini e video dell’Operazione.
La banale spiegazione del diniego nel rilascio del materiale fotografico, di un Capo di Stato non regge. Già la fortezza in cui avrebbe vissuto il Terrorista è iniziata ad essere meta del pellegrinaggio, come lo saranno in futuro la casa di nascita, il WTC ecc… Il materiale che testimonierebbe l’uccisione del capo del terrore, non alimenterebbe altro pericolo.
















