Il Castello è un progetto di Giorgio Barberio Corsetti per la messa in scena di un adattamento teatrale, di tipo itinerante, del romanzo omonimo di Franz Kafka.

Allo Spoleto 54 è stato presentato il primo frammento dal titolo “Frida”. ‘Il Castello’ di Kafka è un romanzo sui generis rispetto alla tradizione dei ricorrenti soggetti dell’autore polacco e opera molto vasta. Viste le dimensioni, non è molto semplice ridurlo e proporlo in Teatro e Corsetti ha dovuto operare scelte non semplici per l’adattamento. Una sintesi troppo spinta avrebbe comportato di non poter comprendere le intensioni dell’autore; riportare esattamente tutti gli episodi e le sfumature avrebbe finito per annoiare lo spettatore. Corsetti ha cercato di cogliere l’essenziale, per ripresentare le sensazioni che lascia la lettura del romanzo.
La trama segue le peripezie della famiglia del “Fattore K” – protagonista interpretato da Ivan Franek – che giunge in una piccola cittadina, e che ne viene allontanata per il rifiuto da parte della madre di cedere alle richieste sentimentali di un personaggio importante del paese.
Kafka introduce nella storia moltissimi personaggi che ritardano quella della famiglia, predestinata a muoversi verso il Castello. Ciò è in perfetto accordo alle Teorie della Relatività di Einstain cui Kafka aderirà con fedeltà.
Ad esempio, l’arrivo in paese di un agrimensore e la comparsa di altri personaggi. K non rinuncerà mai al suo obbiettivo, malgrado le complicazioni e l’intrigo. Corsetti, in accordo allo stato d’animo che si vive nel romanzo, fa muovere anche lo spettatore in uno spettacolo itinerante – che trae le origini nel passato già nel Teatro elisabettiano – ritardando ulteriormente la storia e sensibilizzando maggiormente il pubblico. Le condizioni dello spettatore sono sempre precarie, diverse e di fortuna. Ci si è trovati a seguire in piedi, seduti su di una panca poi stesi e per terra. Erano consigliabili vestiti comodi e casual.
Kafka nel romanzo sfoggia la sua sapienza assicurativa, nell’ambito degli infortuni sul lavoro presentando alcuni casi specifici.
Corsetti si è avvalso di una equipe di artisti validi a partire da Igor Renzetti e il giovanissimo Massimo Tronconetti per le scene; il costumista che creano appositamente per gli spazi ampi ma non immensi di San Simone. San Simone è stata scelta perchè proposta da Ferrara e piaciuta immediatamente. E’ uno spazio fatiscente che però ha una grande attrattiva per gli artisti.
Il Castello andrà anche fuori dello Spoleto 54 specialmente per il Progetto ABC della Provincia di Roma per valorizzazione dei Palazzi di Genazzano e Rospigliosi a Zagarolo.
Non solo, il Progetto è un occasione per la formazione risultando dunque pratico, concreto e formativo.
Lo spettacolo dello Spoleto 54 sarà itinerante partendo da San Simone e terminando all’ingresso della Rocca albornoiziana senza entrarvi.
Lo spettacolo itinerante a cui si assite ha anche un valore iniziatico, quello di K che parte dalla Chiesa prosegue per il Villaggio, il Castello e termina nel sito internet in cui si può ritrovare il volto di K, testo e immagine più video in streaming. Un lavoro davvero molto intenso sia per la parte teatrale che per quella multimediale. Il villaggio vuol lasciare pensare al ‘Villaggio Globale’, uncomunicazione molto forte, nel quale ogni spettatore si può confrontare con qualsiasi altro. Ciò in accordo alla scrittura del ’900 in cui non viene narrata la realtà, ma come essa influisce sul mondo.
Dimensione paradossale di personaggi che somigliano a quelli di Dostoevskij. Solo il protagonista riveste una parte specifica, gli altri attori sostengono ruoli di diversi personaggi.
La recitazione è sempre stata molto avvincente e sentita, con un’ottima regia che non ha risparmiato sorprese, come i rapidi spostamenti del personale di servizio pronto a spostare le panche e i cuscini degli spettatori per risistemarli in direzione delle nuove scene itineranti, le sollevazioni di polvere del fondo ghiaioso di San Simone e non ultimo le sorprese finali con i coriandoloni A4 lanciati dall’alto dei finestroni e lo scenico e caldo fuoco finale in un contenitore metallico proprio di fuori della porta d’ingresso.
Anche la comunicazione degli addetti stampa sempre molto efficace e professionale a partire dalla conferenza stampa di presentazione.
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