Manuale Fotografia Parte XI: Fotografia per il ritratto e glamour.

Abbiamo già trattato genericamente il set di ripresa che è l’ambiente in cui si muoveranno i soggeti della Fotografia per il ritratto e glamour. Il set è stato ideato e sviluppatto a partire dai concetti e le tecniche che si sono avvicendate e studiate con lo sviluppo dell’Illuminotecnica*(1) 

Piero della Francesca

Ritratto della Maddalena di Piero della Francesca

Rappresentazione Grafica dell’ambiente di posa -SET.
Oltre al piano descrittivo per la preparazione e l’allestimento del set, potremmo pensare alla sua rappresentazione grafica -molto utile e pratico soprattutto quando il set va allestito in più conformazioni diverse. A tal fine possiamo utilizzare delle mappe sintetiche e allo stesso tempo precise e rappresentative. Il set di ripresa sia fotografico che video può immaginarsi inserito in un grafico tridimensionale. Il piano terra è suddiviso per comodità in 12 quadrati e il rimanente spazio in 3 livelli. Per comodità possiamo chiamarlo con degli acronimi anglosassoni di facile memoria specialmente si se lavora con professionisti del settore internazionali.

subject = soggetto di ripresa – Camera = fotocamera o videocamera – rear = dietro – front = di fronte – left = sinistra – right = destra e dai livelli I – II – III rispettivamente sotto, allo stesso livello ed infine sopra la fotocamera o il soggetto.

Gli acronimi alfanumerici del Set di ripresa foto e video sono i seguenti.
Parte retrostante al soggetto rear: rsl rs rsr
Lati del Soggetto: sl [Subject] sr
Fronte del soggetto o camera Front fsl (fs [Camera]) fsr
Parte retrostante alla fotocamera rcl rc rcr
Con:
rsl = rear subject left = alle spalle del soggetto a sinistra (rispetto al set)
rs = rear subject = alle spalle del soggetto
rsr = rear subject right = alle spalle del soggetto a destra
s = subject = soggetto della fotografia o della ripresa
sl = subject left = a sinistra del soggetto
sr = subject right = a destra del soggetto
fsl = front subject left = di fronte al soggetto a sinistra
fs o Camera = front subject = di fronte al soggetto o posizione di installazione della fotocamera
fsr = front subject right = di fronte al soggetto a destra
rcl = rear camera left = alle spalle della fotocamera sulla sinistra del set
rc = rear camera = alle spalle della fotocamera
rcr = rear camera right = alle spalle della fotocamera a destra del set

Spazio di SET.
Diviso in tre livelli diversi di altezze I sotto la macchina fotografica e del soggetto, II al livello della macchina e del soggetto, III sopra al livello della macchina e del soggetto.

Ogni elemento sul set è quindi individuato da una coppia di caratteri alfanumerici. Indicando le varie coppie di valori per tutti gli elementi del set possiamo facilmente visualizzare e sistemare diverse combinazioni in base alle esigenze.

Individuate le posizioni del soggetto, della strumentazione e degli accessori come macchine di ripresa -videocamera o fotocamera- illuminatori, riflettori, sul set, si ha la possibilità di indicare anche l’orientamento degli illuminatori secondo il puntamento individuato da due angoli: l’angolo orizzontale -horizontal view angle- e l’angolo verticale -vertical view angle.

Set di ripresa video e fotografico

Gli acronimi alfanumerici del Set di ripresa foto e video

In una preventiva fase di studio si possono riempire i piani del set descrittivi e le mappe del set in bianco indicando le posizioni specifiche di Soggetto (S), Camera (C) e illuminatori L
Per praticità si stampare dei fogli con il set percezione della luce e della sua natura nelle diverse forme. Che sia luce naturale o di studio, il fotografo ritrattista deve rappresentare esteticamente espressioni, umori, emozioni profonde e riportare il tutto in un’immagine.

 

 

 

Orientamento degli illuminatori.

Le luci vanno orientate secondo degli angoli che si formano tra soggetto inquadrato e fonte d’illuminazione. Per il puntamento delle luci ci sono pertanto due angoli che vanno indicati; orizzontale e verticale.

Angolo d’inclinazione orizzontale.

Angolo_inclinazione_orizzontale

 

 

 

 

 

Angolo d’inclinazione verticale.  

angolo_inclinazione_verticale

 

 

 

 

Tecnica di illuminazione.

L’illuminazione base ottimale è quella con usa i tradizionali 3 punti luce: una luce principale, una luce di riempimento e una per il controluce.
La luce principale o luce chiave -main light- va posizionata lateralmente -con un angolo orizzontale ideale tr 45°/60°- in direzione del soggetto principale, e costituisce la fonte di luce prevalente e più intensa.
La luce di riempimento o secondaria -fill light- è utilizzata per ammorbidire le ombre generate da quella principale. Fornisce il contrasto ottimale della scena esaltando i dettagli nelle zone d’ombra.
La terza di controluce, d’effetto o di enfasi -back light (rim, kicker, hair, shoulder)- viene posizionata dietro al soggetto principale per garantire una maggiore profondità ed esaltare il soggetto principale staccandolo dal fondo. Disegna il contorno del soggetto e conferisce lucentezza ai capelli. Come unica fonte disegna la silouette del soggetto rimanendo in totale ombra, privo di rilievo.
L’aggiunta di una quarta, luce di fondo – background light- orientata verso il fondale serve per eliminare le ombre generate dalle altre luci.

Illuminazione a luce stretta -spot light- i fasci di luce sono molto concentrati e fanno luce su una zona molto stretta. E’ utilizzata per affinare un volto largo e tondo.
Illuminazione ampia -wide light- illumina molto uniformemente il soggetto.

Andiamo a vedere le principali disposizioni.

Illuminazione piena.
E’ la classica illuminazione per il ritratto, con luce principale posta a 45° rispetto al soggetto principale.

Illuminazione di taglio.
E’ una tecnica che esalta e modella la forma del soggetto affinando i lineamenti e si ottiene sistemando la luce secondaria sul lato del soggetto di fronte alla macchina e la principale sul lato opposto.

Illuminazione a taglio alto o Rembrandt.
Le luci sono disposte in maniera simile a quella dell’illuminazione di taglio, ma con la luce principale sistemata più staccata dal soggetto e in alto.
Utilizzata per ritratti a toni scuri -low key- romantici; affina il viso ma ha la tendenza ad evidenziare i difetti della pelle.
Prende il nome dai ritratti del Pittore olandese che sistemava i soggetti illuminandoli con luce naturale proveniente da una stretta finestra posta in alto del soffitto.

Luce fessura.
E’ così denominata la luce di taglio quando è portata agli estremi lasciando in ombra completa o quasi la parte di viso rivolta verso la macchina. Sconsigliata nei casi di difetti del volto, affinante il volto, è una illuminazione che esalta la psicologia e la drammaticità della scena.

Illuminazione a farfalla.
E’ un tipo di illuminazione che simula la normale luce solare e forma un’ombra sotto il naso del soggetto a forma di farfalla. La luce principale va sistemata in alto di fronte al soggetto.

Luce bounce.
E’ un tipo di illuminazione che sfrutta il riflesso di un soffitto bianco su cui va puntata la luce principale. Utilizzata soprattutto per ritratti di moda per l’immagine moderna che produce. Si usa anche in sovraesposizione per ritratti a toni alti -high key.

Illuminazione silhouette.
E’ un tipo di luce che disegna il contorno del soggetto con un effetto carico di sensualità e stile. Le luci, una o più, vengono sistemate molto arretrate dietro al soggetto.

Luce diffusa.
E’ un tipo di illuminazione che consiste nel proiettare la luce principale frontalmente al soggetto molto diffusa o riflessa, nello stesso lato leggermente al di sopra della fotocamera. Utilizzata per servizi di bellezza, beauty, in tono alti, caratterizzata da ringiovanimento del viso valorizzando la pelle non perfetta.

Illuminazione ad anello.
Un tipo di luce che prevede la disposizione di varie lampade intorno al soggetto (almeno 4) e fornisce un soggetto senza ombre esasperando le caratteristiche della luce diffusa. E’ utilizzata anche in abbinamento a sovraesposizione in chiave alta -high key- e per valorizzare volti magri.

High-key lighting è uno stile di illuminazione per la fotografia, il cinema e la televisione che mira a ridurre la luce media presente sulla scena. Attualmente è molto utilizzata per le commedie e le sitcom.

Low-key lighting è uno stile di ripresa che mira a creare suggestivi chiaroscuri a forti contrasti. La tecnica prevede l’uso di una sola luce principale puntata nella parte opposta rispetto al lato esposto in camera del soggetto ritratto. Il rapporto di contrasto è spesso molto spinto intorno a 1:8. Genere molto usato nei film horror e noir.

Luce morbida laterale: la luce posizionata lateralmente al corpo esalta le forme.

La luce posizionata dall’alto in basso illumina il soggetto completamente eliminando ed ammorbidendo ombre nette. Tale illuminazione crea tridimensionalità al soggetto, ombre nette sul fondale evidenziando trama delle superfici. Sono caratterizzati da una concentrazione del fascio luminoso.

Luce naturale.
Se si intende utilizzare la luce naturale che entra direttamente o indirettamente in studio, si ha la possibilità di giocare con i pannelli riflettenti utilizzando la sia come sorgente principale che come luce di schiarita o silouette. Con l’ausilio delle lampade da studio si possono aumentare gli effetti.
Negli esterni i soggetti vengono illuminati dai raggi del sole diretti ma anche dal riflesso del cielo e del terreno.

Una luce frontale diretta non mette bene in rilievo il soggetto e produce ombre nette di fondo; una
luce morbida a 45 gradi migliora rilievo ed erotismo; una luce di taglio o laterale aggiunge molti chiaroscuri esaltando le forme del corpo.

Il volto è costituito da elementi che hanno numerosi piani in diverse direzioni. Nel tradizionale ritratto classico, il volto è orientato in un leggero 3/4 in modo che il naso non cada fuori al tondo della faccia. I singoli dettagli, fronte, guance, naso e labbro superiore hanno i tutti piani rivolti verso l’alto e riescono pertanto a riflettere più luce proveniente dall’alto; lato inferiore del sopracciglio, guance inferiori, aree sotto il naso, labbro inferiore e mento, hanno i piani rivolti verso il basso e rimangono più in ombra con una luce puntata dall’alto.
Gli occhi e la bocca sono gli elementi del volto in cui si concentra il maggiore interesse e devono essere pertanto ben evidenziati ed in luce con una opportuna illuminazione frontale. Un’illuminazione laterale del volto lo rende bilaterale ossia tende a dividerlo in due. Il naso genera un’ombra intensa e ben definita.
Per il volto la tecnica base è costituita dai seguenti tre tipi di set.
Due luci principali a tre quarti e un riflettore in basso al viso.
Una luce principale è sistemata a 45 gradi e 3 riflettori a sinistra – sotto destra del soggetto.
Illuminazione a conchiglia consiste nel sistemare una luce frontale in alto rivolta in basso e una seconda in basso che punta verso l’alto il soggetto.

Obbiettivi per il ritratto.
Nella generalità dei casi si utilizzano i tele. L’obbiettivo da ritratto per antonomasia è il 135mm segue l’85mm utilizzati spesso a tutta apertura. I tele sono migliori dei 50mm perché anche se distorcono la figura, danno maggiore nitidezza e rendono un maggiore sfocato per lo sfondo.

L’illuminazione più appropriata sarebbe un faretto con lampada allo iodio che offre una qualità di luce eccellente e potente. Produce al contrario molto calore ed è quindi sconsigliata per problemi di sicurezza e in calde giornate.

Inquadratura e composizione.
La regola da tenere presente nella scelta degli elementi da inserire nell’inquadratura è di dover rappresentare oggetti, espressioni, umori, emozioni dell’ambiente fissando la percezione che si ha della luce e delle sensazioni circostanti.
Richiamiamo i concetti essenziali delle precedenti lezioni (Parte III), per il set cerchiamo di massimizzarli al massimo.
Preventivamente studiamo il contenuto che vogliamo trasmettere con la fotografia e il sentimento che vogliamo sia percepito; poi cerchiamo di capire il modo per evidenziarlo. Nel corso d’opera poi valutiamo se c’è qualche altro elemento che può aiutarci o suggerire a perfezionare lo scatto.
Eliminiamo dalla scena eventuali oggetti e situazioni che rovinano la fotografia spostandoli, o sistemando la fotocamera o scegliendo delle ottiche che scongiurino il rischio in questione. E’ buona norma fare degli scatti di prova, analizzando nel liveview della fotocamera e meglio ancora su schermi più grandi.
L’oggetto principale deve essere posizionato e giocare secondo la regola dei terzi. Ricordiamo la fondamentale regola del ritratto ad esempio per il quale vuole il soggetto principale in perfetto fuoco e lo sfondo sfumato. Per ottenere l’effetto chiaramente si gioca sul valore dell’apertura del diaframma impostandolo sui valori più bassi che dispone l’obbiettivo cercando di ottimizzare valori troppo bassi che mettono a nudo difetti della lente, e il fuoco esattamente sul soggetto.
Si devo poi giocare molto tra “posa” e “spontaneità” del soggetto, ricercando e approfittando di entrambe le situazioni; attenzione e concentrazione è fondamentale per non perdere fotogrammi irripetibili. Per la fotografia glamour è quella erotica il fotografo alle prime armi potrebbe chiedere come ricercare una appropriata tensione sensuale. Il consiglio e quello di cercare grande sintonia o contrasto tra soggetto e ambientazione, ricercare similitudini tra espressione del volto e posa.
Il taglio verticale è preferibile con il modello in piedi o in ginocchio, se è steso è migliore l’orizzontale, anche se si può giocare molto.

FOTOGENIA.
Si parla molto spesso di fotogenia. Un comunissimo problema che riguarda la prestazione fotografica personale di un soggetto che può venir risaltato positivamente o negativamente nella sua espressione nella fotografia. Ci sono giochi e trucchi che il fotografo mette in atto per esaltare o peggiorare l’immagine: il pensiero va per valorizzare modelle o ad esempio nelle competizioni politiche e professionali, per proporre l’avversario peggiorando l’immagine.

Lunghezza focale e posizione rispetto al soggetto -distanza, posizione nello spazio alto, basso, destra, sinistra- sono parametri che permettono di correggere o alterare le proporzioni del soggetto ritratto.

L’immagine, specialmente nei ritratti, risulta più o meno gradevole in base alla scelta del tipo di obiettivo. La distorsione che ingenerano le lenti, quindi gioca un ruolo fondamentale nell’appeal del modello. C’è una notevole differenza tra quello che l’osservatore vede ad occhio nudo e quello che l’obiettivo rifrange per la riproduzione dell’immagine.

Nel ritratto l’85 è consigliato per i mezzi busti o piani americani; nel ritratto del solo volto, primi piani, si utilizzano tele da 135 a 300, che danno una minore profondità di campo.

La differenza prospettica gioca un ruolo fondamentale per rendere la figura del soggetto più o meno slanciata. L’inquadratura dal basso, ad esempio, slancia la figura e quindi è consigliata per far risaltare soggetti bassi di statura. In genere in questi casi occorre isolare le immagini da punti di riferimento, altre persone o elementi metro, che possono dare dei punti di riferimento indiscutibili.

La lunghezza focale della lente è determinante non solo per la diversa quantità di campo che si può ritrarre ma per slanciare o arrotondare il volto. Un volto scarno e magro può essere valorizzato con tele molto spinti. Un volto rotondo e cicciottello può essere sfinato utilizzando obiettivi più normali es. 50mm. Infatti un tele molto spinto rende l’immagine più piatta e ampia.
Quindi si riesce a spiegare il trucco della fotogenicità di un soggetto in base alla sua anatomia risulta più o meno gradevole a seconda dell’obiettivo usato e all’angolo di inquadratura scelto.
Un ruolo fondamentale viene giocato anche dalla disinvoltura di fronte alla fotocamera specie nelle riprese video.

I Segreti degli studi di posa.
Una delle strategie per migliorare come fotografi è quella di osservare con attenzione il lavoro dei grandi fotografi, analizzare le migliori fotografie. Qualsiasi foto contiene una serie lunga di
informazioni che riguardano la tecnica adottata per lo scatto.

Analizzando con perizia una fotografia possiamo capire ad esempio se sia stato utilizzato un accessorio come un bank che crea un’illuminazione diffusa, ombre leggere e sfumate, oppure luci dirette; studiare i riflessi sulla cornea del modello o di altre superfici riflettenti è utile per capire intensità, numero, disposizione e tipo di fonti di illuminazione (forma e colore) utilizzati.

Per gli esterni la valutazione è più complessa perché il sole diffonde bene la luce, il riflesso del cielo e del terreno è molto forte e quindi alcune volte è difficile valutare l’orientamento dell’illuminazione.

Il sole si riflette in modo puntiforme e può essere valutato in base al quadrante in cui si trova il riflesso (sole alto – sole frontale o laterale – sole perpendicolare crea un’ombra in basso).

Una foto in controluce diretto fa risaltare la sagoma in contrasto allo sfondo molto luminoso e capigliatura ben delineata in trasparenza. L’uso dell’illuminazione artificiale, in questo caso è rilevata da un riflesso centrale puntiforme della cornea o da un punto laterale se la fonte è istallata in una direzione diversa dalla fotocamera.
L’effetto occhi rossi (illuminazione retina colpita da una forte fonte di luce coassiale) fornisce una indicazione essenziale ossia che il soggetto è ritratto in condizioni di bassa luminosità ambiente.

INDICE GENERALE DEL MANUALE DELLA FOTOGRAFIA PROFESSIONALE.
Parte I:Storia della Fotografia.
Parte II Tecnica fotografica.
Parte III …ancora sulla Tecnica della fotografia.
Parte IV Fotografia Professionale e Artistica.
Parte V: Leggi, Privacy, Copyrights, Liberatorie.
Parte VI: Paparazzi e Deontologia del fotografo.
Parte VII: i sensori degli apparecchi digitali [videocamere e fotocamere].
Parte VIII: l’Elettronica delle fotocamere digitali professionali.
Cellulari e Smartphone per la ” Fotografia “.
Parte IX: L’Elettronica delle fotocamere digitali.
Parte X: Set fotografico, Piano, Allestimento e Illuminazione.
Parte XI: Fotografia per il ritratto e glamour.
Parte XII: Processori e firmware delle Fotocamere professionali.
Parte XIII: La Fotografia Fashion – Moda.
Parte XIV: Book, composit, agenzie, riviste, calendari, posa in passerella, Informatica per la Moda.
Parte XV: Post-produzione Digitale Professionale per la Fotografia.

*(1) L’Illuminotecnica è una disciplina molto antica e può farsi risalire ad epoche molto remote per le esigenze di illuminare i Templi, i Teatri posizionandoli secondo la direzione del sole negli orari dei riti e degli spettacoli, oppure con l’ausilio di aperture, fuochi e torce. La problematica è già riportata da Vitruvio nel “De architectura” -orientamento secondo l’irraggiamento solare, in base alla destinazione d’uso dell’edificio (Per gli interni c’erano molti sistemi per illuminare un soggetto, un ambiente, una scena tra i quali aperture al soffitto, porte, finestre, lanterne e lucernai e vari riflettori come vasche d’acqua, lampade pensili. Poi i velari per proteggere dalla luce i teatri e gli spazi all’aperto che vennero ripresi nei cortili rinascimentali per gli spettacoli. Le stoffe erano utilizzate per riflettere la luce); l’illuminazione del Tempio ipetro ossia privo di copertura nella parte centrale-, ma una più compiuta trattazione è poi passata al Teatro con la scenotecnica del XV secolo. Un esempio è la mandorla del Brunelleschi (1435), poi le trattazioni di Leonardo da Vinci, di Sebastiano Serlio, “De re aedificatoria” (1450) di G.B.Alberti, Bernardo Buontalenti. Al tempo la tecnica d’illuminazione per le scene –che venivano disegnate sui teli di quinte e fondali, ovverosia prodotte per scenosintesi- utilizzava lumiere pendenti intorno, davanti e sopra le scene e dei lumi in ribalta. Altri testi che contemplavano l’illuminotecnica, il Trattato (1615) dello Scamozzi Vincenzo e le speculazioni di Francesco Milizia e Francesco Algarotti.
Nel ‘700-‘800 vennero avviati degli studi della luce nell’architettura templare, per vedere quale importanza rivestisse la luce per questa illuminata categoria di monaci-guerrieri. Un notevole sviluppo nell’illuminotecnica venne garantito dalla scoperta della lampada a gas (1822) e a petrolio (1859) con le quali la scena poteva avere maggior risalto e la luce poteva essere regolata nell’intensità; anche se al periodo, con le novità Neoclassiche la scenosintesi vennero eliminate a favore di scene tridimensionali o scenoplastica, per esaltare il realismo ma risultavano più complesse da rendere. Tale tipo di illuminazione costituì una grossa novità, anche se la vera innovazione rivoluzionaria per l’Illuminotecnica di tipo moderno ha avuto sviluppo con l’invenzione della lampadina (1880) da parte di Edison. Le posizioni convenzionali dell’illuminazione scenica vennero dettate definitivamente nell’800: luce di ribalta situata a terra di fronte al proscenio – luce delle bilance appesa in alto sopra la graticcia oggi chiamta stangone o americana – luce di quinta o piantana situata ai lati del palcoscenico dietro ciascuna quinta con lo scopo di illuminare la quinta successiva – lanterne d’orizzonte altrimenti detti riflettori mobili per illuminare i fondali. Nel 1836 fu inventato il limelight il seguipersona o occhio di bue, luce molto intensa che ha il compito di mettere in risalto un personaggio o una scena.
La luce teatrale divenne un elemento scenografico grazie all’impiego pionieristico dell’avanguardia del primo novecento e dei futuristi, con illustri nomi come Gordon Graig, Adolphe Appia.
Oggi l’addetto alle luci chiamato lighting designer è uno dei protagonisti della riuscita della scenografia e dello spettacolo, perchè un uso sapiente dell’illuminazione è determinante.
Per quanto riguarda l’illuminazione sul set prende avvio con l’invenzione della fotografia e del cinematografo, ma la rivoluzione nel campo è dettata da Stanley Russell McCandless.
Stanley Russell McCandless (Chicago1897-NewHaven 1967) è considerato il padre del moderno Design d’illuminazione, Illuminotecnica. Nel suo libro “A Method of Lighting the Stage” (1932) descrisse i sistemi per l’illuminazione del palcoscenico, separandolo in aree da riempirli con luce di intensità, colore, distribuzione e controllo ben studiate. E’ anche l’inventore dei riflettori ellissoidali.
Questa voce è stata pubblicata in fotografia, Informatica, Informatica, Manuale Fotografia e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a Manuale Fotografia Parte XI: Fotografia per il ritratto e glamour.

  1. Pingback: Set fotografico, Piano, Allestimento e Illuminazione. | NoTiTiAE

  2. Pingback: Post-produzione Digitale Professionale per la Fotografia. | NoTiTiAE

  3. Pingback: I Calendari delle Miss. | NoTiTiAE

  4. Pingback: La Fotografia Fashion - Moda. | NoTiTiAE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *