SEMIOTICA della FOTOGRAFIA.

MANUALE DELLA FOTOGRAFIA PROFESSIONALE.
Parte XVI: Semiotica della Fotografia.

Semiotica.
Con il termine Semiotica si intende lo studio dei segni (produzione, trasmissione e interpretazione). Deriva dal termine greco semeion che significa segno.

Semiotica

Nella semiotica antica il triangolo segno-concetto-referente ha il limite di assenza di una finalità dell’interpretazione non si riesce a passare direttamente dal segno al referente.
Il concetto di segno, nel contemporaneo, fu introdotto da Ferdinand de Saussure (Ginevra 1857 – Vufflens-le-Château 1913), definendolo come unione di significante e significato.
Significante è ciò che fa riferimento a un significato.
Se vedo un cuoricino nella chat (significante) qualcuna mi vuole bene (significato).
Significato e significante esistono solo in virtù della decodificazione di un interprete.
Il segno può essere di diversa natura, foto=pics, due lingue diverse ma stesso significato.
Il significato ha una connotazione concettuale e culturale, non materiale.
Il referente, è la cosa concreta a cui si riferisce il significato: il sagittario esiste come concetto, non come realtà.

All’interno della speculazione sulla semiotica Peirce ha individuato segno, oggetto e interpretante ossia 3 elementi affinché si possa parlare di semiosi.
Suddivise i segni in 3 categorie:
simboli, costituiti da segni in cui manca un nesso tra essi e ciò che si intende individuare;
segni iconici, che possiedono analogia con ciò che si rappresenta;
segni indicali, in cui si ha continuità fisica tra il soggetto e l’oggetto.

L’oggetto immediato, è il risultato dell’interpretazione stessa ed è in continuo divenire formulando così l’oggetto dinamico che è quello fuori dall’interpretazione. L’avvicinamento all’oggetto dinamico è detto semiosi (Teoria della semiosi illimitata).

La Semiotica studia tutti i fenomeni di significazione e di comunicazione e necessariamente prende in considerazione una pluralità di segni
(S.Agostino distingueva tra segni naturali, segni artificiali) tra cui il testo e altre forme verbali e non verbali (arte, dipinti, fotografia, video).
Il testo fa riferimento non solo ad enunciati scritti autonomi e autosufficienti ma a qualsiasi oggetto semiotico mirato a ottenere uno scopo comunicativo.

Umberto Eco invece propone una semiotica estetologica o interpretativa.
Sostenedo che il problema del testo è la sua interpretazione in quanto il senso di esso è determinato dal suo emittente, e dal fruitore.
In questo modo la cultura è determinante nella interpretazione e propone una lettura enciclopedica piuttosto di una a dizionario.

Quindi la semiotica strutturale e generativa proposta da Algirdas Julien Greimas che ha definito un modello di analisi che prende in considerazione la narratività in due fondamentali dimensioni di base, una sintattica (costruzione formale del senso del testo) e una semantica (contenuto), e una stratificazione in livelli a strutture profonde e superficiali (discorsive).
Etnografo russo Vladimir Jakovlevic Propp nel suo volume Morfologia della fiaba (1928) analizza le fiabe russe di magia individuando una 31 funzioni narrative ricorrenti e 7 ruoli in sfere d’azione dei personaggi.
Greimas applicherà questo studio a ogni forma di narrazione chiamandole attanti e creando 3 coppie soggetto-oggetto, destinante-destinatario, aiutante-opponente.
Greimas elaborerà dunque una teoria semiotica per livelli di profondità progressivi. Divide lo Schema narrativo in 4 momenti: manipolazione, competenza, performanza e la sanzione.
Rappresenta ciascuna categoria semantica attraverso il modello grafico del quadrato semiotico.
L’asse dei contrari definisce l’ermafroditismo; l’asse dei sub-contrari definisce la non sessualità dell’angelo.

Il Semiologo francese Roland Barthes porterà al centro dell’interesse le significazioni sociali con la Sociosemiotica.
Testi e/o discorsi dei mass media sono sempre più diffusamente espressione dei soggetti sociali

Di qui l’interesse della semiotica nell’analisi dei discorsi e dei testi sociali e mediali come giornali, pubblicità, scienza, religione, economia.
Jean Marie Floch si muoverà nel settore nel settore pubblicitario, marketing, spazi e design.

Oggi si teorizza una pluralità di semiosi, tante quanti i contesti analizzati.

Semiologi che hanno trattato di Fotografia.
Roland Barthes nato a Cherbourg (Normandia) il 12 novembre 1915, morto a Parigi il 26 marzo 1980 semiologo francese autore di un volume “La camera chiara” che
contiene digressioni e riflessioni sull’arte della fotografia.

Umberto Eco nato ad Alessandria il 5 gennaio 1932 morto a Milano 2016, è un semiologo italiano.
Per Eco la semiotica non è globale ma ne distingue due modalità:
semiosi naturale in cui segno e oggetto hanno un rapporto non stabilito dall’uomo;
semiosi culturale in cui il rapporto tra soggetto e oggetto è stabilito dall’uomo (ed anche l’unica possibile secondo l’autore).
Critica alla società per forzare una erronea educazione alla ricezione delle informazioni e delle notizie, per le quali è costruito un complotto che falsifica la realtà.
Per questo motivo è un rivoluzionario nello studio dei nuovi sistemi di comunicazione secondo l’aspetto semiologico, dando impostanza a video, fotografia, internet, computer.

Charles Sanders Peirce nato a Cambridge il 10 settembre 1839 morto a Milford il 19 aprile 1914 è stato un semiologo americano che ha dedotto una semiotica cognitiva
che si opponeva al Nominalismo (le cose esistono solo come segno, non come realtà).
A Peirce vengono attribuite due Teorie: la definizione della struttura triadica del segno con il segno, l’interpretante e l’oggetto; (nella semiosi la traduzione rende possibile la scoperta del significato da un segno)
il rapporto del segno con gli oggetti a cui sono associete le categorie di icona, indice e simbolo.
Per Peirce il segno rinvia ad un altro segno e non a un significato.

Thomas Albert Sebeok (Budapest 1920 – Bloomington 2001) semiologo ungherese naturalizzato statunitense.
Coniò il termine zoosemiotica includendo nella Semiotica segnali e sistemi di comunicazione non umani, uno dei fondatori della biosemiotica.
Sebeok rifiutava le capacità linguistiche dei primati in quanto sosteneva in alternativa la funzione semiotica.
Fu incaricato per lo studio di come segnalare un pericolo per i futuri millenni e il suo responso fu quello di creare una casta sacerdotale
che lo mantenessero per mezzo di miti e leggende. Per Sebeok la semiotica è in grado di coinvolgere qualsiasi ambito culturale definendo così il concetto di semiotica globale.

Jean-Marie Floch (1947–2001) semiologo e pubblicitario francese, che fondendo le due discipline ha dato avvio all’analisi semiotico-testuale della comunicazione pubblicitaria.
Applicando il tradizionale quadrato semiotico ha illustrato il comportamento dei consumatori associando una o più delle possibilità espresse dal quadrato:
pratica, ludico-estetica, utopica, critica. In questo modo l’azienda è in grado di attuare quattro tipi diversi di campagna pubblicitaria:
pubblicità referenziale (il testo è legato alla realtà);
pubblicità obliqua (si fa ricorso alle strategie del paradosso e dell’ironia);
pubblicità mitica (il prodotto può assumere contenuti onirici e leggendari);
pubblicità sostanziale (il prodotto ha delle caratteristiche iperrealistiche).

Philippe Dubois (Lobbes 1958) è un artista e pittore belga che firma le sue opere con lo pseudónimo di Phébus.
Inizia a dipingere verso i trenta anni e nel dicembre 1998 comincerà a produrre opere astratte.
E’ autore di un saggio sulla rappresentazione e recezione in cui analizza le relazioni della Fotografia con la realtà.
La prima fase all’esordio della Fotografia, nel 19° secolo, la definisce come specchio della realtà.
Nella seconda fase, definisce la Fotografia come figlia in parte del reale per mezzo della selezione di tutti i suoi
attributi che è attribuita alle convenzioni sociali.
Nella terza fase tenderà ad associare la Fotografia con la nozione di indice di Charles Sanders Peirce.

Jean-Marie Schaeffer (18 maggio 1952) critico francese di Arte e Filosofo.
Specialista di estetica e di teorie dell’arte, è ricercatore del CNRS e direttore di studi all’EHESS, dove si è occupato principalmente di ricezione esterica e di definizione dell’arte.
Concentra i suoi sforzi nell’analisi filosofica nel campo dell’Arte e dell’Estetica.
Nello studio della Storia dell’estetica filosofica dei concetti in essa espressi indaga anche i relativi specifici oggetti come l’immagine fotografica, racconto, finzione, genere letteriario.
Basandosi sui risultati degli studi antropologici, le scienze cognitive e la filosofia naturalistica usa come strumenti metodologici la filosofia analitica e l’analisi strutturale.
Negli studi più recenti ha esplorato i fondamenti cognitivi ed evoluzionistici della relazione estetica,
indagando l’interazione tra l’Estetica e l’Arte ed estetica.

La composizione di un’immagine è fondamentale e funziona se gli elementi sono disposti in modo tale da comunicare e stimolare con il pubblico.
Gli elementi chiave che compongono la scena vanno disposti ricorrendo ad un posizionamento opportuno della fotocamera e trattati con valori di fuoco ed esposizione appropriati ed isolando gli elementi superfrui.
Di qui è importante conoscere i complessi meccanismi che attraggono l’utilizzatore finale dell’immagine e le sue modalità di riconoscere e interpretare i segni ivi presenti. Dpbbiamo comprendere come spettatore e/o critico interpreta le informazioni e gli oggetti presenti nella fotografia.
Dunque è indispensabile conoscere le fondamentali regole che la Semiotica definisce in ambito fotografico.

Ci sono diversi tipi di significato che un osservatore può dare di un testo o di una fotografia e questo dovrebbe agevolare il compito del fotografo nel riprendere una scena.
significato referenziale è un primo approccio in cui lo spettatore immagina un senso logico più o meno reale;
significato esplicito in cui mediante un’astrazione si assegna una spiegazione più concettuale;
significato implicito in cui la mente dello spettatore ricerca simboli per confortare le sue idee su quella immagine;
significato sintomatico in cui si prende in considerazione il modo involontario dell fotografia di comunicare.

Conoscere il punto dell’osservatore è indispensabile perchè il fotografo riesce ad esprimersi meglio, e farsi comprendere.
Definire degli schemi di composizione della fotografia è importante, ma più importante è la pratica.
Notissima la regola dei terzi che dividere l’inquadratura con una griglia di due linee verticali e di due orizzontali.
La composizione sulla diagonale si ottiene dividendo il rettangolo dell’inquadratura in due triangoli con una diagonale. Lungo la diagonale ci sono due punti di maggior interesse.
La composizione circolare in cui si sistemano gi elementi attorno a un punto di interesse.
Composizione a radianti in cui delle linee partono da un punto di maggior interesse.

Le correnti delle Scienze della comunicazione sono:
lo “struttural-funzionalismo” -corrente oggettivista- strutturalismo riferito alla linguistica di Ferdinand de Saussure e funzionalismo con riferimento alla sociologia di Herbert Spencer, di Émile Durkheim e Talcott Parsons che considera i sistemi sociali come corpi organici.
Il segno ha carattere di assoluta universalità nel contesto sociale analizzato e il ruolo dell’interprete dipende dalla sua conoscenza.
le Teorie critiche oggettiviste marxiste; le Teorie cognitivo-comportamentali soggettiviste
di tipo psicologico dell’individuo che studiano le relazioni che intercorrono tra le variabili cognitive che si determinano nel corso dei fenomeni;
le Teorie interazionali, convenzionali e interpretative soggettiviste che studiano la costruzione dei significati elaborata attraverso la comunicazione.

Attività e studio delle Pubbliche Relazioni (PR) e delle Scienze della comunicazione seguono codici etici e deontologici rispettosi della società;
mentre ci sono dei soggetti denominati spin doctor che usano qualunque mezzo ledito o illecito, vero o falso per raggiungere i propri scopi, facendo ricorso alla manipolazione delle informazioni e delle notizie detto anhce News management.

Lo spin doctor è l’esperto di comunicazione che lavora come consulente per conto di personaggi pubblici influenti.
Il pubblicitario americano Ivy Lee soprannominato Poison Ivy per le capacità di avvelenare l’informazione è considerato il primo spin doctor pubblicando nel 1906 la Dichiarazione dei principi delle pubbliche relazioni (PR).
Il primo spin doctor fu il nipote di Freud, Edward Bernays. Nel 1928, nel saggio L’ingegneria del consenso, teorizzava i meccanismi e le logiche che regolano il comportamento di un gruppo per controllare le masse.
William Safire introdusse il termine per distinguere i comunicatori, dai più ambigui e spregiudicati specialisti delle PR.

La manipolazione avviene in diversi modi. Fornendo ai giornalisti e ai media una versione aggiustata di una notizia, notizie informali o confidenze falsate ai giornalisti, scrivendo delle notizie anonime,
promuovere l’immagine del rappresentante utilizzando tecniche di marketing e creare eventi per convincere l’opinione pubblica.

La manipolazione psicologica è quel tipo di influenza sociale che ha il fine di cambiare comportamenti e percezioni di soggetti della società usando metodi subdoli e ingannevoli.

L’influenza sociale non assume una connotazione negativa, se fatta al fin di bene.
La persuasione è un’influenza sociale positiva quando è priva di elementi coercitivi.

Gli insegnamenti di Semiotica e Sociologia, Semiotica generale, Semiotica del testo, Semiotica narrativa fanno parte del settore scientifico-disciplinare della Filosofia del linguaggio, Filosofia e teoria dei linguaggi, raramente associati a quello di Estetica. Anche la Semiotica delle Arti e dello spettacolo fa parte del raggruppamento L-ART.

Semiotica dell’Arte visiva.
La semiotica dell’Arte visiva studia significati e significanti di un’opera d’Arte visiva attraverso una precisa strategia di analisi.
Sarà il semiologo Algirdas Greimas ad intraprendere le prime analisi di questo tipo sulle rappresentazioni pittoriche, anche se le sue ricerche possono essere
utilizzate anche per semiotica del cinema e degli altri linguaggi visivi come scultura, fotografia.

La valutazione semiotica di un’opera artistica planare o tridimensionale va effettuata secondo le due forme espressive del linguaggio visivo che sono il figurativo e il Linguaggio plastico, ossia se rappresenta icone relative al mondo reale (individui, fenomeni, oggetti, esseri) o se non possiede algun tipo di espressione figurativa.
La prima analisi da fare è quella figurativa, poi terminata quella, si procede all’Analisi plastica.
L’analisi plastica consiste nell’individuazione dell’organizzazione di linee, spazi e colori.
Da questo primo studio se ne possono ricavare i formanti plastici ossia dei contenuti che esprimono qualcosa.
Per Greimas esiste una gradualità figurativo/astratto: figurazione totalmente assente -Astrattismo; figuratività molto densa -Realismo o Iconica.
Rimando può essere simbolico o semi simbolico.
Il significato del testo visivo plastico sarà definito dei formanti plastici, rimandando ad un contenuto o tramite correlazione simbolica (unità espressione/contenuto) o semi simbolica (categoria espressione/contenuto).

Il linguaggio dell’immagine fotografica o cinematografica e della scultura possiedono delle categorie plastiche che sono però diverse.

La semiotica del Cinema.
Il linguaggio cinematografico permette combinazioni altamente dialettiche in quanto usa e crea una molteplicità di codici.
I codici del linguaggio cinematografico hanno le seguenti caratteristiche: scala delle immagini, velocità di ripresa, direzione e natura dell’illuminazione, sistema colore.
La Semiotica del Cinema si può far risalire all’articolo di Christian Metz, “Le cinéma: langue ou langage?” (1964) il quale si prefiggeva un approccio metodico allo studio dei film.
I film possono essere analizzati secondo 4 criteri:testo, messaggio, codice che l’interprete assegna, sistema singolare ossia l’organizzazione del testo filmico).

I codici non specifici riguardano linguaggi più disparati come i codici della registrazione meccanica, quelli della composizione audio-visiva, quelli della messa in scena, quelli ionico–visivi, quelli della dizione, quelli della recitazione dei dialoghi, che il cinema condivide con il teatro, etc.
I codici cinematografici generali sono inquadratura, fotografia, illuminazione, movimenti di macchina,
I codici cinematografici particolari: movimenti di macchina particolari (film espressionisti), riprese grandi totali (es.western); montaggi tipici di alcune categorie di film.

SEMIOTICA nella FOTOGRAFIA.
Barthes individua nel processo semiotico una distinzione fondamentale tra aspetto descrittivo o denotativo (significato oggettivo)
e aspetto esplicativo o connotativo (significato implicito). Per lui la Fotografia è un messaggio senza alcun codice; non è un segno in quanto referente e significante non sono scindibili. La Fotografia è comunicazione quando l’aspetto denotativo
e aspetto connotativo sono uniti.

Barthes è autore del saggio “La camera chiara” in cui analizza la Fotografia analizzando realtà, immagine, comunicazione e rappresentazione.
Per Roland Barthes la Fotografia è l’unione tra passato e realtà e sono 3 gli elementi fondamentali:
operator il soggetto che scatta la foto, spectator lo spettatore che guarda la foto e spectrum il soggetto che è immortalato nella foto.
Con la fotografia, il potere dell’autenticità è maggiore di quello di rappresentazione.

Lo spectator può analizzare una fotografia con due modalità diverse:
studium in cui si individuano razionalmente le informazioni generiche sul soggetto della fotografia e gli elementi;
punctum in cui viene preso in considerazione l’aspetto emotivo, ciò che si vuole comunicare o recepisce di importante con la foto e ingenera piacere allo spettatore.

Peirce attribuisce un valore indicale o indessicale della Fotografia in quanto definita come impressione della luce.

Per Umberto Eco ci sono due tipi fondamentali di approccio al segno. Una modalità alfa o primaria, in cui già prima di recepire un segno (segni iconici o ipoicone) come tale abbiamo la percezione dell’oggetto finale che esso rappresenta;
una modalità beta o secondaria in cui occorre ipotizzare che di segno si tratti (altri segni).

Per Dubois nella Fotografia non è possibile svincolare immagine da referente associato e quindi finisce per concepire un’ontologia dell’immagine, legata ad un atto estetico che definisce il segno.

Schaeffer riconduce la Fotografia ad un mero codice binario (0 e 1), teorizzando un’immagine precaria che non rappresenta la realtà. Pertanto entra in gioco la fede nell’artefice della fotografia.

Per Floch ogni fotografia ha un senso proprio essendo una possibile tra le forme di impronta. L’analisi della fotografia si basa su due dimensioni: dimensione sintagmatica e dimensione nascosta.

La fotografia è una materia dell’espressione come la voce, non una forma di segno.
A differenza della voce con cui si possono costruire oggetti semiotici (parola, canto ecc.) ad essa possono essere associate graduatorie di indicalità minima e massima.
Oggi, nell’era del fotoritocco estremo in cui si mettono in scena falsi guerriglieri o si ritoccano delle modelle fino a farle diventare perfette, si ricorre all’identikit piuttosto che ala foto tessera per il riconoscimento, occorre ripensare ad una semiotica che prenda in considerazione tutte queste tipologie e novità.

Un ulteriore elemento da valutare è il rapporto tra fotografia e memoria la quale ha due tipi di memoria, una memoria sociale (documentaria) e una memoria personale (soggettiva).
L’analisi poi si può effettuare nel campo giornalistico o in quello inquisitorio giudiziale possono essere ribaltate da documentazioni fotografiche più o meno casuali, e divergere da una memoria sociale.

Elkins ricercatore in visual studies e Geoffrey Batchen che criticano Peirce in quanto egli scriveva nel periodo del minimalismo congeniale alla critica d’arte l’emulsione. Oggi invece è il confronto con il digitale che è costruzionista, non impressionista.

INDICE GENERALE DEL MANUALE DELLA FOTOGRAFIA PROFESSIONALE.
Parte I:Storia della Fotografia.
Parte II Tecnica fotografica.
Parte III …ancora sulla Tecnica della fotografia.
Parte IV Fotografia Professionale e Artistica.
Parte V: Leggi, Privacy, Copyrights, Liberatorie.
Parte VI: Paparazzi e Deontologia del fotografo.
Parte VII: i sensori degli apparecchi digitali [videocamere e fotocamere].
Parte VIII: l’Elettronica delle fotocamere digitali professionali.
Parte IX: Cellulari e Smartphone per la ” Fotografia “.
Parte X: Set fotografico, Piano, Allestimento e Illuminazione.
Parte XI: Fotografia per il ritratto e glamour.
Parte XII: Processori e firmware delle Fotocamere professionali.
Parte XIII: La Fotografia Fashion – Moda.
Parte XIV: Book, composit, agenzie, riviste, calendari, posa in passerella, Informatica per la Moda.
Parte XV: Post-produzione Digitale Professionale per la Fotografia.

 

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