Leonardo da Vinci alla Cascata delle Marmore.

Una recente lettura di uno dei più celebri disegni di Leonardo da Vinci conservanto nel Museo degli Uffizi di Firenze, dal titolo “Paesaggio con fiume”, sta riscrivendo la Storia del Genio toscano.

La Cascata delle Marmore

Non solo, ma anche quella della Bottega in cui egli era apprendista e di una amena località naturalistica del Sud dell’Umbria, la Cascata delle Marmore (Terni) ed il territorio circostante.

Autore, titolo, dati tecnici.

Leonardo da Vinci (Anchiano 1452 – Amboise 1519)

Paesaggio con fiume – noto come “F8P”

tecnica: disegno a penna su carta bianca

dimensioni: 28,5×19,0 cm;

realizzato in data 5 agosto 1473, prima opera certa datata dallo stesso autore;

Descrizione dettagliata del dipinto.

Provienente dal Fondo Mediceo Lorenese e conservato presso il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe del Museo degli Uffizi di Firenze, il disegno raffigura una veduta panoramica di una vallata con montagne, colline, corsi d’acqua, castelli, abitati.

Sul lato sinistro in alto del disegno Leonardo di pugno scrive in maniera mancina speculare, da destra a sinistra: “Dì de Sta Maria della Neve / Adì 5 daghosto 1473” – “giorno di Santa Maria della neve, addi 5 agosto 1473”; in basso a destra la firma autografa.

La data del 5 agosto 1473 la rende prima opera datata di Leonardo, primo puro paesaggio occidentale dove non compaiono figure umane, che diventa soggetto principale dell’immagine e svincolato da un soggetto sacro o profano.

Le attribuzioni dei più autorevoli studiosi volevano localizzare ufficialmente il dipinto in Valle

dell’Arno inferiore (da Malmantile), dove Leonardo aveva trascorso la sua infanzia; poi nel 1985 Vezzosi indicò la più probabile veduta prospettica della Valdinievole e del Padule di Fucecchio dai colli nei dintorni di Vinci (con in evidenza il cono del colle di Monsummano Alto e i barchini di Padule), con la conferenza “La Valdinievole del Buggiano e di Leonardo” Palazzo Pretorio di Buggiano (Montecatini Terme).

Vezzosi prende come riferimento la data del 5 agosto 1473 e l’indicazione del giorno di Santa Maria della Neve data e località in cui Leonardo studiava il territorio nei dintorni di Vinci per il progetto di deviazione delle acque del’Arno in un canale che avrebbe attraversato Prato, Pistoia, la Valdinievole e il Padule di Fucecchio.

L’attribuzione più recente di un team di esperti, parte dalla scoperta operata da parte di uno storico dell’Arte milanese Luca Tomìo da un’intuizione del figlio di sei anni, che vedendo il disegno di Leonardo oggetto di studio del padre associò felicemente alla Cascata delle Marmore. La similitudine, scoperta da un bambino che studia alla Scuola Leonardo Da Vinci di Terni, era talmente evidente che il Tomìo non fece altro che avvalorare le precedenti indicazioni del paleontologo geologo Carmelo Petronio del Dipartimento scienza della terra – Università Sapienza di Roma, che visto il disegno di Leonardo, aveva già individuato una conformazione geologica più confacente all’Umbria del Sud piuttosto che alla Toscana, formado un comitato di esperti (Vittorio Sgarbi, Miro Virili, Vladimiro Coronelli, Carmelo Petronio, Federico Nannurelli, Stefano Notari, Andrea Giardi, Bruno Vescarelli, Cristina Acidini, Francesco Scoppola ognuno per le proprie specifiche preparazioni accademiche) per un più preciso studio e riscontro.

Il 12 dicembre 2016, un primo resoconto delle attività di studio sono state presentate al pubblico e alla stampa.

Attività del Comitato Tecnico Scientifico sull’Opera della Cascata delle Marmore .

10.30 Teatro Sociale di Amelia, la scoperta di Luca Tomio è stata illustrata con la presentazione di Vittorio Sgarbi davanti alle Istituzioni e i Rappresentanti della Comunità Scientifica con patrocinio della Regione Umbria.

12.45 Palazzo Montani Leoni di Terni (sede Fondazione CARIT) Vittorio Sgarbi e Luca Tomio hanno incontrato le Istituzioni, la Stampa per la Conferenza su “Leonardo in Umbria”.

14.30 Belvedere Superiore “Specola di Pio VI” Comune di Terni ha inaugurato il tour inaugurale “sui passi di Leonardo” alla presenza del Sindaco di Terni, le Istituzioni, gli studiosi, gli appassionati ed i cittadini interessati. Il sentiero prevede visite guidate a cura della gestione del Sito

turistico della Cascata delle Marmore. 074462982 – http://www.marmorefalls.it/

Uno studio attento del disegno identifica tutte le località e riferimenti architettonici, naturalistici, paesaggistico e catastali dell’epoca di osservazione, individuando tutti i riferimento della Cascata e della Conca Ternana, nella doppia visione in cui la ritrae Leonardo; la visione della Cascata dal punto di osservazione più ardito dalla bassa Valnerina e il paesaggio che si intravede guardando nel percorso a ritroso della sgurgola (strada e montagna a strapiombo sopra la Valnerina e il Nera, che conduce alla Cascata sul punto di osservazione di Leonardo). Tutti i riferimenti nel disegno sono:

Collestatte, Valnerina, Torre Orsina, Colline di San Giovanni – Guglie di Villa Graziani, Penne di San Giovanni (confine con Cesi), Colleluna, Torre Cervara, Castello di Papigno, guglie di valle, stada della Sgurgola, Collina di San Giovanni, i Monti Martani e i Monti Amerini, tutta una formazione calcarea – calcare massiccio inserite nel preistorico Lago Tiberino (il cono di Monsummano e Valdarno ha una geomorfologia non compatibile con il disegno di Leonardo)

Anche la conformazione della Cascata, ha la corrispondenza del periodo di osservazione di Leonardo, e qui il confronto con altri dipinti della Cascata dell’epoca è sostanziale. Nei dipinti dello Spagna la Cascata è ripresa dalla bassa Valnerina.

Giovanni di Pietro detto Lo Spagna (1450 – Spoleto 1528)

Battesimo di Cristo fra i Santi Sebastiano e Rocco(1527-1532) -semicatino della Chiesa di San Giovanni Battista di Eggi di Spoleto.

Seguace del Perugino e interprete delle novità dell’arte di Raffaello la sua produzione artistica dello spoletino e Valnerina, ebbe influenza sui pittori dell’Umbria meridionale. Nel paesaggio del Battesimo l’artista ha raffigurato la Cascata delle Marmore, i monti dietro a Cesi e Terni.

Cascata delle Marmore.

La Cascata delle Marmore è uno spettacolo naturale artificiale realizzato dall’uomo per la bonifica dei terreni a monte. In tre salti le acque del fiume Velino si gettano in quelle del Nera.

I Romani furono i primi a realizzarle per eliminare la zona paludosa che si era formata per il ristagno delle acque.

Fu il Console romano Manio Curio Dentato nell’anno 271 a.C. ad ordinare il dirottamneto delle acque in un canale che prese il nome di Cavo curiano per dirigerle verso il salto di Marmore. Con la caduta dell’Impero Romano il canale fu abbandonato e la zona paludosa riprese a infestare la zona.

Lo Stato della Chiesa nell’anno 1422 con Papa Gregorio XII intraprese la costruzione di un nuovo canale che prese il nome di Cavo reatino o gregoriano.

Il Cavo paolino fu opera di Antonio Sangallo il Giovane su incarico di Papa Paolo III intorno all’anno 1520. Nel 1598 la cava curiana venne ampliata per volere del Papa Clemente VIII che fu ribattezzata come Cava clementina. L’intervento non risolse i continui allagamenti che si verificavano a valle. Solo con Pio VI nel 1787 i problemi furono risolti dall’architetto Andrea Vici che diede l’attuale sistemazione e aspetto al salto.

In particolare lo sperone roccioso dove si spegne la cascata, il crinale arrotondato senza vegetazione, la caduta, il catino, la specola delle Marmore con uscita a sinistra e la cateratta che scendono per il nera e lo stramazzo è compatibile con il Cavo che aveva ripreso Leonardo il Cavo Paolino.

Leonardo, giovanissimo ventenne è il primo turista del mondo, partendo dalla Toscana, arriva in Umbria, alla stregua dei viaggi di Petrarca per la valorizzazione del territorio circostante.

Si muove nei territori umbri in compagnia del Maestro Verrocchio e una brigata tra cui Piermatteo d’Amelia e il Perugino. Il disegno rappresenta un diario di viaggio, degli appunti per lo studio del paesaggio.

…il Vasari diede la sua vesione: “è anche possibile però che fosse eseguito solo per piacere personale, stando anche alla passione di Leonardo citata dal Vasari verso “il disegnare et il fare di rilievo, come cose che gl’andavano a fantasia più d’alcun’altra”.

Il padre Piero mandò Leonardo dal 1469, nella bottega di Andrea del Verrocchio (Firenze, 1435 – Venezia, 1488) artista poliedrico, attivo soprattutto alla corte di Lorenzo de’ Medici per il quale realizzò la gran parte delle arti visive di corte. La bottega del Verrocchio era tra le più importanti di Firenze, anche perchè era una fucina di nuovi talentuosi artisti. Furono allievi Sandro Botticelli, Perugino, Domenico Ghirlandaio e Lorenzo di Credi.

La bottega aveva un’intensa attività poliedrica: Disegno, Pittura, Tecniche scultoree -pietra, fusione, intaglio-, incluse le Arti minori, carpenteria, meccanica, ingegneria e architettura. Grande importanza veniva data al disegno per il quale c’era un interesse primario.

Lo stile leonardesco di pittura.

Leonardo partiva da un’accurata osservazione della realtà, e riteneva il disegno il fondamentale strumento per riprodurla. L’osservazione dei soggetti diede anche modo di studiare le variazioni che erano indotte dalla variazione dell’intensità luminosa. In questo contesto intuì il modo di proporre un diverso significato di ambiente che l’artista volesse riprodurre, dal sole allo zenith del deserto al bondoire di un più intimo ritratto, dando dunque espressione di grazia, forma, eleganza, delicatezza o l’inverso ad una scena.

Lo stile detto “sfumato” di Leonardo, consiste nel gioco di luce ed ombre preso dalla tecnica del chiaroscuro nel disegno in cui i contorni si unificano e fondono, con l’uso di infinite tonalità della tinta per il quale le figure risultano arrotondate e quindi adiacenti.

Leonardo aveva intuito che con l’aumentare della distanza dal punto di osservazione l’aria (a causa di polveri, umidità e foschie) non rimane trasparente ma rende i contorni sfumati, i colori meno nitidi e la gamma cromatica produce una dominante azzurro grigiastra che possiamo formulare come prospettiva aerea.

L’effetto complessivo di tutte queste scoperte pittoriche modulate con le altre tecniche caratteristiche della bottega rinascimentale (Verrocchio) gli consentono di ottenere un senso spaziale libero e profondo che supera i limiti imposti dalla semplice prospettiva.

Nel ritratto della figura umana, usa un attento studio del personaggio, dell’espressione, fino al più profondo sentimento esprimendo la natura in armonia con il paesaggio circostante, di motivi fluenti, giocando molto spesso con l’ambiguità umana e gli elementi naturali e vegetali.

In questo senso supererà tutti i suoi colleghi di bottega.

Da una più accurata analisi il dipinto in questione potrebbe ascriversi dallo scrivente ad un disegno preparatore commissionato dal Verrocchio per il Battesimo di Cristo.

Il Battesimo di Cristo olio e tempera su tavola (177×151 cm) Andrea del Verrocchio, Leonardo da Vinci e Botticelli, 1475-1478 Galleria degli Uffizi – Firenze.

Tra il 1474 e il 1475 il Verrocchio realizzò il Battesimo di Cristo, ora agli Uffizi, con il giovane allievo Leonardo da Vinci, che dipinse quasi sicuramente l’angelo di sinistra e i fondali paesistici.

Il Battesimo, opera commissionata verso il 1470 e preparata in 10 anni circa per il Monastero Vallombrosano di San Salvi nel periodo in cui la bottega del Verrocchio era la più importante di Firenze.

L’ipotesi parte dalla considerazione che lo sfondo per un Battesimo di Cristo doveva contemplare un paesaggio compatibile con le località del fiume Giordano (sorge alle falde del monte Hermon). Le cascate potevano essere un importante area di studio, per un giovanissimo artista.

Leonardo alla Cascata è da considerarsi una ricerca preliminare, incontro studio, per attribuire con certezza il disegno di grande importanza per la Storia dell’Arte, prosegue con grande passione e apertura per chi volesse collaborare con proprie intuizioni.

Sono in studio altri disegni di Leonardo in cui si attribuiscono altre località umbre, tra le quali il più interessante è il disegno conservato alla National Gallery di Londra, in cui protagonista è il Ponte di Amelia.

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