Storia della ripresa video.

Parte II: Le Videocamere.
Broadcasting, Storia della Televisione.
Telecamere elettroniche.

Abbiamo già descritto la macchina da presa o cinepresa che sostanzialmente svolge il medesimo compito della videocamera: riprendere e memorizzare video*(1) .

Storia della videocamera

Rispetto all’uso delle due apparecchiature dobbiamo dire che la cinepresa è vocata per la proiezione nei cinematografi, mentre la telecamera è concepita per il mass media broadcasting, trasmissione via etere per una visione sugli schermi tv. La precedenza nella descrizione della macchina da presa è in ragione dell’ordine temporale dell’invenzione. Gli studi sulla meccanica-chimica su cui si costituisce la cinepresa erano molto più avanti rispetto agli studi sull’elettronica su cui si basa la telecamera, che erano ancora in embrione.

La videocamera è un apparecchio elettronico utilizzato per riprese audio-video di un soggetto o di un evento. La videocamera si compone di due elementi elettronici con funzionamento autonomo ossia una telecamera per la ripresa del video, e un registratore per la registrazione dell’audio.

La telecamera è un’apparecchiatura che riprende una serie continua di fotogrammi, frame o immagini che vengono elaborati in segnali elettrici e inviate in sequenza agli schermi video. In linea generale, il numero di 25 fotogrammi per secondo con una dimensione pari ad un aspect ratio (lato corto su lato lungo) di 4:3 è lo standard normale (attualmente si sta imponendo il 16:9). Accanto alla elaborazione video viene associata l’elaborazione dell’audio in sincronia.

Accanto alla elaborazione video e audio della telecamera, viene abbinata la registrazione dei segnali A/V in sincronia, mediante un video registratore che memorizza in sequenza il flusso dei dati sui dei supporti appositi.
L’apparecchio quindi è in grado di riprendere contemporanemente audio e video e registrarlo su un supporto. Alcune telecamere di utilizzo cinematografico dette anche macchine da presa o cineprese, registrano i dati su una pellicola (sia video che sonoro) mente le più diffuse analogiche e digitali registrano su un supporto magnetico elaborando il segnale analogico che creano camera e registratore e convertendoli in segnale digitale. E’ importante sottolineare che l’assemblaggio dei due elementi telecamera e registratore che costituiscono la “videocamera” è avvenuto in periodi temporali diversi. Il registratore audio/video è una scoperta che è stata abbinata alla telecamera solo negli anni ’50, mentre la seconda era già stata presentata per la television broadcasting video (telediffusione) negli anni ’30.

La telecamera funziona come una macchina fotografica. Ha quindi il sistema di impressione delle immagini costituito da un obbiettivo, la camera oscura e una pellicola o un sensore. Come per le fotocamere, la qualità dell’immagine dipende dalle seguenti caratteristiche:
qualità e dimensione delle ottiche degli obbiettivi;
dimensione della pellicola (per le cinematografiche);
dimensione del sensore (per la telediffusione);
grandezza e numero di pixel del sensore;
convertitore del segnale analogico/digitale a/d;
processore della fotocamera che elabora il segnale.

In più, rispetto alle fotocamere sono essenziali i seguenti requisiti:
la velocità e la precisione dell’AF;
la velocità e la precisione dell’eleborazione dell’esposizione automatica;
lo stabilizzatore d’immagine.

Che diventano requisiti essenziali in caso di riprese in condizioni variabili di luminosità e di dinamica del soggetto.

Storia della telecamera elettronica.
La caratteristica essenziale del sistema telecamera/televisione è la capacità di scomporre un’immagine e di ricomporla su di uno schermo, un visore.

Alexander Bain e Collier Bakewell presenteranno un modello per la scansione dell’immagine, nel 1851. Nel 1883, il tedesco Paul Nipkow inventa la trasmissione delle immagini a distanza, il Telescopio elettronico che scansiona in base a un disco. Ma sarà lo Scozzese Logie Baird (1888 – 1946), che il 2 ottobre del 1925, invierà un’immagine televisiva a distanza utilizzando un sistema di scansione meccanica. Fino a questo periodo le telecamere erano una sorta di spot scanner volante che utilizzava un disco meccanico. Il primo a immaginare e descrivere un sistema di televisione completamente elettronica di tipo moderno, è stato l’ingegnere elettrico britannico A.Cambell Swinton. Nell’anno 1911 descriveva un progetto che impiegava il cathode-ray tubes (una bottiglia allungata su cui veniva fatto il vuoto dal lato stretto venivano inviati gli impulsi elettrici di un catodo e dall’altro visualizzate le immagini in uno schermo piatto coperto di fosforo) per catturare e visualizzare le immagini.

Il progetto della telecamera elettronica sarebbe del Russo Vladimir Zworykin (1889 – 1982) scienziato che elaborò le ricerche negli Usa negli anni ’20. In Russia collabora con il fisico Boris Rosing che stava sperimentado la trasmissione di immagini anche su tubo catodico.

Trasferito negli Usa, nel 1919 iniziò a lavorare per la ditta Westinghouse. Nel 1923 si dichiara inventore del primo tubo elettronico da ripresa televisiva *(2) che rielaborato in seguito fu battezzato iconoscopio (30 immagini al secondo interlacciate su 343 linee). Sempre per Westinghouse coadiuvato da altri colleghi inventò il tubo catodico per la riproduzione delle immagini negli schermi televisivi ossia il cinescopio. Nello stesso anno avrebbe presentato la trasmissione delle immagini video all’interno dell’azienda e nel 1929 dopo perfezionamento, seguì la prima dimostrazione di ripresa televisiva completa all’Institute della Radio Engineers di Rochester. Il vice presidente e general manager della RCA, David Sarnoff, offrì a Zworykin la direzione del Laboratorio di ricerca elettronica per dare avvio commerciale del sistema tv da lui inventato. L’attribuzione non è molto chiara perchè sembra che il Russo abbia usato in parte il brevetto dell’inventore Farnsworth. Philo Taylor Farnsworth (1906 – 1971) inventore americano e pioniere della televisione. Diede così tanti contributi cruciali per lo sviluppo di tutti gli apparecchi legati alla televisione. Nel 1927 inventò e brevettò la video camera tube, una telecamera completamente elettronica funzionale nella dissezione dell’immagine e la ricostruzione su uno schermo tv. Tra il 1938 e il 1951 Farnsworth commercializzò un sistema televisivo completo di ricevitore e telecamera. Le sue realizzazioni fanno riferimento all’idea dell’ingegnere A.Cambell Swinton che Farnsworth conosceva, apprezzava e mise in pratica.

La prima telecamera ad alta definizione, denominata Olympiakanone, fu costruita da Telefunken *(3) nel 1936 usando il progetto dell’iconoscopio della RCA e la super Emitron, nello stesso anno veniva presentata la telecamera super Emitron (50 immagini al secondo interlacciate in 405 righe) con la collaborazione delle ditte Marconi ed Emi.

Le prime telecamere erano in bianco e nero, non possedevano sonoro e il video poteva solo essere visualizzato su schermi tv, inoltre avevano un impiego esclusivamente professionale. Il sonoro veniva ottenuto suonando un pianoforte ed usando una voce recitante, specialmente per la cinematografia. Nel 1930 venne aggiunta la traccia sonora alla macchina da presa.

Queste prime telecamere erano fisse da studio, molto ingombranti e pesanti erano montante su carrelli con ruote gommate. Le telecamere da studio erano di fabbricazione inglese, americana e tedesca. *(4)

Nel 1953 una svolta si ebbe con la commercializzazione della RCA TK-40 prima telecamera televisiva con sistema NTSC a colori (NTSC-M).

Il colore fu introdotto internazionalmente con i sistemi N.T.S.C. Usa 1953, S.E.C.A.M. (Sequential Coleur a Memoire) Francia 1959, P.A.L. (Phase Alternation Line) Germania 1965; arrivò in Italia nel 1977 nel sistema pal.

Il sonoro fu introdotto, in ordine di tempo, grazie alle seguenti invenzioni:
il formato di registrazione a nastro in ossido di ferro fu inventato nel 1927 da Joseph A. O’Neill
e la versione cinematografica è stato introdotta nel 1928 e brevattata nel 1929 da Fritz Pfleumer.
Il registratore a nastro è stato inventato nel 1936.

La video registrazione –VTR technology – è stata inventata nel 1951 dai Bing Crosby laboratories da un team di ricerca coordinato dall’ingegnere John Mullin e nel 1956 la tecnica fu portata alla perfezione e commercializzata da Charles Ginsburg per la ditta Ampex Corporation *(5) in Usa California. Il primo modello denominato Ampex VR-1000, era un cubo da un metro circa per il peso di 665 kg.
La registrazione video denominata anche registrazione video magnetica (RVM). La sala di ripresa e quella di registrazione avevano due ambienti separati per evitare i fastidiosi rumori emessi dai primi videoregistratori.
Philips ha introdotto la cassetta audio nel 1963. VCR (Video Cassette Recording), videoregistratore casalingo, di Sony (U-matic) fu commercializzato nel 1971 e dalla Philips (N1500) nel 1972. JVC ha introdotto il sistema VHS (Video Home System) nel 1976. Le videocassette hanno rivoluzionato la storia della ripresa video rendendola disponibile ad un più vasto pubblico (al pari dell’invenzione della trasmissione radio, video). Seguirono i video CD (compact disc) nel 1993, i DVD (Digital Versatile Disc) e i mini DV (Digital Video) nel 1995 .

Le telecamere elettroniche possono essere suddivise in ordine cronologico di successione in:
telecamere analogiche che possono essere a tubo catodico, a sensori CCD o CMOS;
videocamere digitali.

Le telecamere analogiche tradizionali sono dispositivi di tipo elettronico-meccanico di cattura dell’immagine basati sul tubo catodico come l’iconoscopio, image orthicon,vidicon, plumbicon ecc. A questi modelli primordiali usati in ambito prettamente professionali, si sono susseguite le analogiche a sensori CCD o CMOS ma tutte basate sulla generazione di un segnale analogico.

Il segnale analogico prodotto dalla telecamera contiene informazioni audio e/o video costituiti da impulsi elettrici codificati in base agli standard adottati (sistemi NTSC, PAL o SECAM). Il segnale analogico è molto sensibile alle interferenze. Per trasferire i dati memorizzati sulle telecamere analogiche sui computer occorre una connessione FireWire.

All’inizio degli anni ’70 si diffusero le telecamere portatili a colori monotubo.
Alla fine degli anni ’70 l’impiego dei sensori di immagine CCD allo stato solido e i successivi sensori CMOS sostituirono i tubi catodici rendendo le fotocamere più maneggevoli. L’invenzione della videocamera o camcorder consisteva nell’abbinamento, nei primi anni ’80, della telecamera con il videoregistratore in unico dispositivo autoalimentato e portatile. La videocamera ha operato una vasta diffusione della ripresa video. L’abbinamento è stato reso possibile con lo studio del contenimeno del peso dei videoregistratori.
Prime fotocamere amatoriali analogiche a cassette Betamax, Video8, VHS e VHS-C.
Il primo camcorder è nato ad opera di Sony nel 1983. Denominato Betamovie BMC-100P utilizzava cassette Betamax e impostazione da spalla. Nello stesso anno JVC producepa il primo camcorder VHS-C modello GR-C1 professionale. Nel 1985 Sony commercializzava il formato Video8, e Panasonic, RCA e Hitachi iniziarono la produzione di camcorders che usavano le cassette full-size VHS con 3 ore di registrazione.
Nel 1987 furono lanciati i camcorder Super-VHS (S-VHS). Sony rispose con il camcorder Hi8.

Videocamere digitali.
L’avanzamento tecnologico che permise lo sviluppo della telecamera iniziò negli anni sessanta, quando la NASA convertì il segnale analogico in digitale per le necessità spaziali di inviare le foto della superfice della luna, oltre che per gli impieghi di pc e digitale nei satelliti spia. L’uso governativo della tecnologia digitale aiutò dunque l’uso privato e nel settore del digital imaging.

Nel 1972 Texas Instruments brevettò la prima filmless electronic camera.
Nel 1981 Sony creò il modello Mavica una single-lens reflex – telecamera digitale still video (fermo immagine) che usava un disco magnetico di 2 pollici di diametro che poteva registrare 50 immagini.
Nella metà degli anni ’70, Kodak ha introdotto vari sensori d’immagine allo stato solido che avevano la facoltà di convertire la luce in immagini digitali per uso domestico o professionale.
Nel 1986 i ricercatori della Kodak inventarono il primo sensore capace di registrare 1.4 milioni di pixels fornendo una qualità fotografica ad una stampa delle dimensioni 15 x 21 cm.
Nel 1987 Kodak rilasciò molti apparecchi per la registrazione, manipolazione, trasmissione e memorizzazione di fermo immagine. Nel 1990, la ditta sviluppò il Photo CD system.
Poi propose il primo standard mondiale per la definizione del colore digitale nei computer.
Nel 1991 Kodak presenta la prima fotocamera digitale professionale (DCS) destinata ai fotogiornalisti. Nello stesso anno la Nikon F-3 sarà equipaggiata con un sensore da 1.3 megapixel kodak.

Il segnale digitale trasforma gli impulsi elettrici analogici, mediante i convertitori ADAC, campionati secondo algoritmi in byte digitali 0–1, generando l’informazione in un insieme di bit, e trasferendole direttamente al supporto di memorizzazione dei dati. Il segnale digitale è molto meno sensibile alle interferenze rispetto all’analogico. Mentre il segnale analogico arriva pur sempre disturbato in presenza di interferenze, il segnale digitale ha la caratteristica di vedersi perfettamente o di non vedersi affatto (tuttalpiù si nota assenza di segnale o quadrettoni colorati). Nel trasferimento via etere, il segnale analogico necessita di una maggiore potenza degli amplificatori pari a circa 10 volte maggiore rispetto al digitale.

Cavi di trasmissione e metodi di trasferimento di segnali analogici o digitali sono gli stessi. Il digitale, in più, può viaggiare anche su fibra ottica.
Per trasferire i dati memorizzati sulle telecamere digitali, occorre una connessione USB 2.0 ad alta velocità.

Sensori delle videocamere.
La caratteristica più importante è la dimensione del sensore.

Video.
Per le riprese video si consigliano sensori grandi almeno 1/3 di pollice (1/4” sono applicati sulle semiprofessionali 3,6 x 2,7 mm), i commerciali camcoder che troviamo in giro ovunque, pratici e maneggevoli del costo massimo di un migliaio di euro. Il sensore da 1/2″ ha dimensioni fisiche di 6,4 x 4,8 mm.
Per catturare delle immagini luminose occorre fare i conti anche con diametri dell’obbiettivo da 52 o 72 mm e lenti con bassi valori di f 1.8.
Inoltre sono consigliate videocamere a 3 CCD, tre sensori: in quest’ultimo caso ogni CCD è sensibile solo a una delle tre componenti cromatiche RGB (rosso, verde e blu), la cui composizione determina l’immagine finale. Il CCD progressivo, cattura singoli fotogrammi interi e non interlacciati.

Il video utilizza dei sensori più piccoli rispetto ad una fotocamera perchè l’immagine da riprodurre deve essere della dimensione di quella di uno schermo tv di 720×576 Pal con 415Mpixel. Questa definizione si può ottenere con un sensore da 800.000 Mpixel ed in più memorizzare immagini più grandi compremetterebbe la fluidità dell’immagine.

I maggiori produttori di telecamere ad uso commerciale sono: Panasonic, Samsung, Canon, Sony, Jvc.
I processori adottati sono i seguenti:
Canon —> Digic DV II e Digic DV III;
Sony —> Bionz
panasonic —> processore Crystal Engine
jvc —> Falconbrid per le nuove 3d
processore LSI

Gli utilizzi si distinguono:
Consumer uso hobbystico;
Prosumer uso semi-professionale;
Professionale.

Videocamera digitale anni ’90 su nastri dv e nel 1996 si è diffuso il formato Mini DV, che miniaturizzava la cassetta rendendo l’apparecchiatura più maneggevole e leggera.

La micro tecnologia e il passaggio all’alta definizione ha permesso di costruire modelli senza registratore o tapeless, in grado di registrare sulle schede di memoria o sull’hard disk della videocamera. Negli anni 2000 le ditte più affermate come Sony e Philips hanno introdotto le telecamere basate sull’archiviazione su supporti allo stato solido come memorie flash o su hard disk, rivoluzionamdo il mondo della ripresa e produzione video. I più recenti camcorder registrano in formato compresso (solitamente DivX).
Per le apparecchiature che utilizzano una forma di registrazione digitale viene utilizzato di solito un collegamento Firewire oppure USB 2.0 per il trasferimento dei video su personal computer.
La tecnologia video analogica ha raggiunto livelli qualitativi eccellenti. E’ possibile usare immagini registrate in analogico riversando e convertendo il formato in video digitali con specifici software per Pc, mantenendo una qualità molto buona.

Accessori per il montaggio video.
Oltre ai ben noti accessori per il cinema utilizzabili anche per le telecamere, con la portabilità a mano si sono diffusi degli accessori come lo Stabilizzatore video palmare. Video handheld stabilizer stabilizzatore video-fotocamera stabilizzatore per telefono, dslr, dv, smartphone.

Formati video digitali.
Nel complesso panorama che riguarda il video digitale occorre dare delle definizioni per comprendere bene il mondo del movimento con il sonoro. Il digitale con tutta la competizione nella creazione e diffusione dei formati video/audio, sia open che proprietari, ha introdotto una vasta serie di formati e codec. Se un tempo era la battaglia con il formato 8 o super 8, vhs e betamax, oggi sui nostri pc siamo di fronte a innumerevoli sigle e files che a volta troviamo difficoltà a far girare nelle nostre device o apparecchiature (smartphone, pc, tablet, lettori, tv ecc.).

L’importanza del codec da scegliere si ha massimamente quando dobbiamo fare il rendering dopo il montaggio di un nostro video. Il rendering è l’esportazione finale del lavoro audio/video da noi creato con appositi software di montaggio video. Abbiamo l’esigenza di scegliere il codec video e il codec audio più pertinente considerando l’utilizzo del nostro filmato se per scopi altamente professionali, o come fini più dilettantistici. In base a questo dobbiamo scegliere formati non compressi o eventualmente formati compresssi senza perdita di dati più performanti. Potremmo anche pensare di effettuare rendering diversi in base alle piattaforme su cui devono girare. Per lo streaming in rete, per il broadcastind, per una visione su schermi professionali ad alta definizione.

La differenza sostanziale da capire è quella tra contenitore e codec.

Il Contenitore o container, sono formati di file che contengono audio, video, codec, metadati come menu, sottotitoli. Alla lettura di questo tipo di files sono predisposti particolari software che eseguono i vari componenti secondo il flusso in cui sono progettati.
I container più diffusi e conosciuti sono:.avi, .mov, .wmv, .vob, .asf, .rm, .mp4

AVI (Audio Video Interleave) contenitore formato standard video per S.O. Windows realizzato da Microsoft nel 1992. Contiene un flusso video e uno o due flussi audio; non supporta sottotitoli che a meno di non inserirli dentro il flusso video (hardsub), o come file a parte (softsub); non supporta formati aperti. Questo formato video richiede molte risorse dati essendo senza perdita, ma ha una buonissima qualità.
Windows Media Video (WMV) tecnologie proprietarie sviluppate da Microsoft per streaming di file video. Le ultime realease usano una sua versione modificata dell’MPEG-4. Lo stream video è abbinato a quello audio di WMA (Windows Media Audio).
I Video WMV possono essere incorporati in contenitori di AVI o ASF (Advanced Streaming Format). I lettori Windows Media Player dei sistemi operativi Microsoft Windows e Macintosh, MPlayer di Linux sono in grado di riprodurre questo formato.
VC-1 codec usato per la diffusione della televisione ad alta definizione su DVD o WMV HD. Che può essere riprodotto su computer o su lettori DVD compatibili approvato come standard internazionale dalla Society of Motion Picture and Television Engineers (SMPTE).
QuickTime (.mov) è un formato file contenitore, in grado di riprodurre video, audio, immagini, e informazioni multimediali varie come filmati in Flash, per creare e visualizzare video clip cross-platform che possono essere visualizzati in streaming o scaricati da internet. Creato da Apple nel 2001, specialmente per i suoi sistemi Macintosh è riconoscibile per l’estensione .mov.
Supporta i seguenti formati video MPEG-1, MPEG-2, MPEG-4, WMV, Theora, Adobe Flash e i seguenti files audio, MP3, WMA, Vorbis, AC3, DTS, FLAC.

MPEG-4 Part 14 contenitore di MPEG.
I Codec video sono degli algoritmi di dati digitali usati per codificare e memorizzare un flusso video ed audio in bytes binari per essere richiamato e riprodotto. La strategia di sviluppo presuppone la ricerca della migliore qualità, simulando quella originale, occupando uno spazio dati più piccolo possibile, o comunque una trade off tra spazio e qualità variabile a seconda delle esigenze.
Per questo motivo, i codec forniscono un’informazione aggiuntiva che riguarda il BitRate.
l BitRate è la dimensione occupata del file video per ogni secondo di registrazione, espresso in Megabit per secondo -Mb/s.
La compressione può essere con o senza perdita di dati.
La compressione senza perdita di dati sfrutta l’uso di algoritmi intelligenti, che non permettono una riduzione della qualità, anche se la riduzione dello spazio di archiviazione risulta spesso non troppo marcato.
La (Lossy Compression), compressione con perdita di dati è quella in cui si rinuncia ad una parte della qualità video/audio per esigenze di spazio di memorizzazione del file video. La qualità originale non è più ottenibile perchè la perdita di dati è irreversibile.
La compressione dati è importante se il nostro progetto video non richiede una qualità estrema e anche nella lavorazione dei video per ottenere un prodotto finale.
Un film non compresso in video 1080p può occupare oltre 400 gigabyte, un film con qualità 4K circa 160 gigabyte, un blu-ray sotto i 50 gigabyte.
I formati più diffusi e conosciuti sono: .mpg, .mpeg, .xvid, .divx,

H.264MPEG-4 AVC (Advanced Video Codec) – MPEG-4 Part 10 è un formato standard di compressione video digitale con perdita, di proprietà del MPEG (Moving Picture Experts Group) e ITU-T Video Coding Experts Group (VCEG), rilasciato nel maggio 2003.

Questo formato video possiede una buonissima qualità video a bit rate inferiori rispetto agli standard precedenti (MPEG-2), con bassa complessità di codifica, ha una ampia flessibilità d’uso in applicazioni, reti e sistemi, ad alto o basso bit rate, risoluzione, broadcast, archiviazione dvd, reti RTP e sistemi di telefonia multimediale ITU-T.

I servizi di broadcast occupano una banda inferiore rispetto ad altri standard, garantendo economiche trasmissioni di programmi ad alta definizione, sia con compressione dati con perdita (lossy), ma anche con compressione senza perdita (lossless).

Le più comuni periferiche come televisori ad alta definizione HDTV, dvd o telefoni cellulari e smartphone, iPod video, console Sony PSP e i lettori di Blu-Ray sono compatibili con questo formato.

La telediffusione è nata negli Stati Uniti nel 1928 a scopo applicativo. I suoi sviluppi hanno permesso la nascita della tv privata in USA, e negli anni ’60 la tv pubblica nei Paesi europei.
Ai nostri giorni la telediffusione è elencata tra le tecniche d’avanguardia delle Telecomunicazioni accanto al settore informatica.

La ripresa video e Tv in Italia.
All’inizio degli anni Trenta trasmissione e ricezione televisiva è al bivio tra meccanica ed elettronica. Si imporrà l’elettronica in quanto la meccanica aveva modeste possibilità di sviluppo.

In Italia gli studi sulle apparecchiature tv vennero intraprese ad opera di ditte, come la Fracarro Radioindustrie i cui titolari Giovanni e Bruno Fraccaro di Castelfranco Veneto già nel 1933 misero in commercio un modello di Televisore meccanico; la Magneti Marelli che nel 1938 a Milano presentarono la prima Telecamera elettronica a tubo catodico costruita in Italia; oppure dal pubblico come dall’EIAR (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche). Già dal 1929 Alessandro Banfi ed altri tecnici dell’EIAR intrapresero esperimenti sulla televisione negli studi radio di Milano e nel visorium, locale della EIAR di Torino, misero in funzione il primo impianto italiano di ripresa, trasmissione e ricezione tv.

Nel 1930 a Torino nasce il Laboratorio Ricerche dell’EIAR, che sarà il futuro “Centro Ricerche Rai”*(5). Studi televisivi e riprese venivano allestite alle fiere o nei locali degli studi radiofonici dell’EIAR. A causa della II Guerra la Tv è rimandata negli anni ’50. Il 3 gennaio 1954 fu inaugurato ufficialmente il servizio di telediffusione in Italia con il nome RAI radiotelevisione italiana. Le trasmissioni a colori con il sistema Pal furono introdotte nel 1977 .

Le telecamere elettroniche permettono due tipi di broadcasting in diretta per notizie o documentari.

Raccolta elettronica di notizie.
ENG (Electronic News Gathering) per notizie di attualità con giornalista, fonico e operatore di ripresa. Videocamere ENG sono apparecchiature portatili, pensate per l’uso da parte di operatori dell’informazione (reporter-telecronisti). Somigliano alle telecamere consumer ma leggermente più pesanti. Sono studiate per l’uso da spalla in modo di lasciare le mani dell’operatore libere per il controllo della messa a fuoco e dello zoom. Sono dotate di 3 sensori a pixel attivi del tipo CCD o CMOS uno per ciascuno dei colori primari, lenti intercambiabili.
Possono essere agganciate su treppiedi con teste fluida con piastra a sgancio rapido.

Produzione programmi con mezzi elettronici.
EFP (Electronic Field Production) – Produzione elettronica sul Campo di tipo documentaristico fuori dello Studio con Regista, fonico e operatore di ripresa.
Videocamere EFP sono simili alle telecamera da studio, ma sono configurare per operare in un sistema multiplo di telecamere per eventi quali quelli sportivi, concerti ed eventi particolari. Possiedono zoom con lunghezze focali molto grandi, non hanno possibilità di videoregistrazione fornendo solo il segnale all’unità per il broadcasting attraverso cavi tradizionali o fibra ottica. Sono telecamere molto versatili potendo essere montate a spalla, su piedistalli o crane.

Parte III: Telediffusione —> In PROGRESS.

INDICE GENERALE DEL MANUALE DELLA FOTOGRAFIA PROFESSIONALE.
Parte I Storia della Fotografia Professionale.

Note.
*(1) Video deriva dalla parola latina videre, è un’informazione elettronica che contiene immagini e audio in sequenza che possono variare nel tempo. Si basa essenzialmente sulle scoperte tecnologiche che consentono la ripresa e la memorizzazione delle immagini e dell’audio associato. Quindi fa riferimento alla invenzione delle apparecchiature meccanico elettroniche cinepresa-proiettore (pellicola e file A/V) e telecamera-registratore-tv (nastro elettromagnetico e file A/V). Quindi riguarda tutta la storia, tecnologia e tecnica della Ripresa audio/video del Cinema e della Televisione e oggigiorno anche dell’Informatica/Internet.

*(2) Il tubo per ripresa CRT (termine inglese cathode-ray tube),è un tipo di trasduttore implementato con un tubo catodico (a raggi catodici) in uso nelle prime telecamere a partire dal 1927 per convertire in segnale elettrico, la luce riflessa dalle immagini ottiche. Si basa essenzialmente sulle scoperte tubo di Crookes e tubo di Braun (1897).
Nel corso degli anni, i tubi catodici si sono perfezionati con l’introduzione di nuove metodologie e di cristalli impiegati:
image dissector è il primo tubo per ripresa della storia inventato nel 1927 da Philo Farnsworth;
iconoscopio della Westinghouse progettato da Vladimir Zworykin e commercializzato da RCA;
emitron; orthicon; image orthicon; vidicon ;
plumbicon di Philips all’ossido di piombo possedeva basso segnale in uscita, ma un incredibile rapporto segnale/rumore, con elevata risoluzione anche se mancava delle precise ombre artificiali;
saticon di Hitachi con superfice al selenium con tracce di arsenico e tellurium (SeAsTe) rendeva un segnale più stabile;
pasecon brevetto Heimann superfice al cadmium selenide (CdSe);
newvicon la cui superficie impiegava lo sinco selenide (ZnSe) e lo zinco cadmium telluride (ZnCdTe), molto sensibile alla luce, brevetto della Matsushita;
trinicon di Sony, unico ad impiegare un unico sensore per le tre componenti RGB, molto economico.
Alla fine degli anni settanta, l’introduzione del sensore CCD a stato solido, ha decretato la fine del tubo da ripresa.

*(3) Telefunken Il Dottore Hans Bredow (1879-1959) direttore del progetto Telefunken, è considerato il padre della teledifusione. Il Professore Walter Bruch (1908-1990) sviluppò la prima telecamera elettronica chiamata Olympiakanone (ideata da Emil Mechau fu impiegata nel 1936 con tecnologia RCA) per la Telefunken. E’ inventore del sistema a PAL (1962) a colori per la televisione. Nel 1938 Telefunken aprì il primo studio televisivo equipaggiato integralmente in modo elettronico per la Posta del Reich tedesco.
Nel 1939 fu acceso il più potente trasmettitore tedesco a banda larga da 500 kW di Herzberg
Nel 1941 la società AEG acquistò il resto del 50% delle azioni Telefunken che diventò totalmente filiale di AEG.
Distrutta totalmente per la II guerra, nel 1945 la società Telefunken ripartì dalla Germania occidentale e Berlino e già nel 1953 era tornata a ottimi livelli con varie apperecchiature (apparecchiature radio e televisi, radio, sistemi di navigazione, radar, strumenti di misura, apparecchiature musicali, apparecchiature da registrazione, microonde).
Nel 1955 cambiò il nome in Telefunken GmbH e nel 1956 sviluppò il primo transistor tedesco.
Nel 1963 trasforma ancora il nome Telefunken AG e nel 1967 AEG-TELEFUNKEN.
Nel 1969 AEG-TELEFUNKEN mette in commercio il suo modello 204 TS di registratore a cassette vendendone 2 milioni di esemplari. Il televisore a tubo catodico b/n del 1970 fu prodotto in 0 milioni di esemplari.
Nel 1974, la crisi del petrolio fa rallentare la produzione di elettronica che è ulteriormente deteriorata dalla competizione nel settore dell’elettronica di grande consumo per la concorrenza giaponese.
Nel 1983, il gruppo francese Thomson-Brandt SA comprò il 75% delle azioni Telefunken.

*(4) Philco (Helios Electric Company rinominata Philadelphia Storage Battery Company) fu una ditta pionieristica nella produzione di batterie, radio, e televisioni.
Philco è stata pionieristica nel broadcasting tv con la sua stazione sperimentale W3XE (1932). Nel 1941 la sua station WPTZ divenne la terza licenza commerciale TV degli Usa. Nel 1953 fu venduta alla Westinghouse Broadcasting operando oggi come KYW-TV.
Nel 1936 RCA ideò la telecamera iconoscope la prima telecamera a tubo catodico completamente elettronica. Nello stesso anno, RCA espose il proprio sistema televisivo totale nella Fiera Mondiale di New York e nello stesso anno cominciò il proprio broadcasting televisivo sperimentale (NTSC standard) dagli NBC studios per l’area metropolitana di New York metropolitan con la station W2XBS, Channel 1 (ridenominata WNBC channel 4) trasmettendo dall’Empire State Building.
Nel 1941, la Federal Communications Commission autorizzò l’inizio delle trasmissioni commerciali. RCA fu anche la maggiore produttrice dei tubi per il vuoto con il marchio Radiotron. Inventò il Nuvistor tubes, vacuum tubes che competevano molto bene con i transistor.
Nel 1946 RCA ideò la telecamera da studio modello TK-10 con un Image Orthicon Tube di 3 pollici e torre a 4 lenti. La RCA TK-30 (1946) modello da campo portatile nell’unità di controllo.
RCA TK-40 è considerata la prima telecamera televisiva a colori. Funzionante con il sistema NTSC a colori (NTSC-M), fu impiegata per il broadcasts video alla fine del 1953. Il modello TK-40A fu prodotto per la commercializzazione nel 1954. Nel 1954 RCA produsse la TK-11 e la RCA TK-31 che riprendevano le caratteristiche delle telecamere del ’46. Solo nel 1975 la ditta abbandonò i tubi a vuoto per passare completamante alle apparecchiature completamente allo stato solido. Il modello TK-47 (1978) è stata l’ultima telecamera high-end tube della RCA.
Marconi Company una ditta di telecomunicazioni e ingegneristica britannica, fondata da Guglielmo Marconi, pioneieristica per la comunicazione wireless lunga distanza e il mass media broadcasting. La prima telecamera della Marconi fu prodotta nel 1938. Nel 1948 ideò la Dumont Marconi MK IV Image Orthicon Camera.
Nel 1950 l’introduzione delle telecamere a tubo Vidicon resero tali apparecchiature molto piccole.
Nel 1952 si ebbe la prima telecamera portatile Walkie-Lookie.
Le telecamere inglesi EMI furono usate in Usa negli anni ’60 come la EMI 203/4, la EMI 2000 e la EMI 2001.
Nel 1962 Ikegami presentò la prima vera televamera televisiva portatile a mano.
Norelco era l’acronimo di North American Philips electrical Company. Il nome che la Philips doveva usare negli States per distinguerlo da quello della Philco fino al 1974, quando Philips acquisto la Magnavox Company che così chiamò i prodotti di consumo elettronico in Usa. Poi nel 1981 Philips acquistò anche Philco usando il nome Norelco solo per gli apparecchi di cura personale.
Nel 1967 la Philips possedeva i seguenti modelli di telecamere della linea Norelco: PC-60 (1965), PC-70 e PCP-90 (portatile del 1968). Philips/BTS-Broadcast Television Systems Inc. uscì in seguito con la linea di telecamere LDK, di cui il modello di punta high end tube era la telecamera LDK 6 del 1982. Nel 1965 Philips inventò Plumbicon Video camera tube che rendevano un’immagine più chiara.
Bosch Fernseh commercializzò in Usa una linea di high end cameras KCU, KCN, KCP, KCK per finire nel 1978 con la modifica dell’ultimo modello di telecamera KCK-40 chiamandola Image Transform che utilizzava 24 frame e banda passante di 10 MHz ossia il doppio della risoluzione del NTSC che anticipava l’HDTV video System.
Nel 1987 BTS -Broadcast Television Systems Inc.- (Bosch e Philips) introdusse la LDK90, prima telecamera HandHeld Frame transfer CCD- Charge coupled device.

*(5) Il sistema VTR di Ampex si basa sulla cattura del segnale elettrico video/audio prodotto dalla telecamera e l’archiviazione in un nastro magnetico. I primi Ampex avevano una velocità elevata di rotazione delle testine e quindi il nastro aveva un consumo e stoccaggio molto consistente. Ginsburg dunque si mise allo studio dell’high-frequency response per risolvere il problema.
*(6) RAI Le telecamera del 1950 era una scatola molto grande provvista sulla parte frontale di un congeno ruotabile che presentava tre obbiettivi di focale diversa.
Le prime telecamere in dotazione Rai nel 1950 erano: Dumont modello 124-B, General Electric modello PC-7A e PC-11A, RCA: TK-11, TK-15,TK-30A, TK-31A.

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