Archeologia Preventiva.

L’Archeologia Preventiva è una materia che previene il Rischio archeologico in aree o zone urbane o extraurbane in caso di costruzioni pubbliche o private.

Il Rischio archeologico è individuato in base alla probabilità che ha un’area di presentare nel sottosuolo elementi di interesse archeologico ed è suddiviso in rischio archeologico diretto o indiretto, a seconda della maggiore o minore alea, secondo le definizioni e i provvedimenti legislativi adottati.

Il rilievo fortografico Aereo
In base al rischio archeologico avremo dunque delle Aree con Vincolo archeologico diretto o indiretto.

L’Archeologia Preventiva è una materia di recente concezione; una metodologia operativa che si affianca all’Archeologia tradizionale, i cui Studi si accede con un Corso biennele Master di II livello.

La Materia è da qualche anno diventata di grande attualità in relazione alle difficoltà incontrate nel’Edilizia Pubblica e Privata, nella valutazione dei rischi archeologici, vista la notevole propensione peninsulare. Dai vincoli, i divieti e le lungaggini degli altri anni, gli addeti ai lavori si sono accorti che il blocco dei lavori non serve a nessuno, nè al costruttore, nè alla sovraintendenza.
Quindi si cerca di contemperare l’Interesse privato (di costruire nuovi manufatti edili), con quello Pubblico che mira allo studio del territorio.

L’iter è il seguente:
Il privato fa redigere dai propri Consulenti archeologici una Relazione preliminare che passa alla Sovraintendenza. La Sovraintendenza, analizzata la documentazione, fa i dovuti apprezzamenti, variazioni e limitazioni e autorizza poi lo Scavo assistito da più Archeologi secondo delle Procedure archeologiche. In caso di rinvenimento di reperti occorre distinguere due casi:
rinvenimento di reperti mobili che vengono inviati all’Università o alla Sede del Museo Archeologico Locale;
rinvenimento di strutture stabili di enorme interesse e allora si bloccano i lavori e si procede alla valutazione di un congruo indennizzo; o di scarso interesse, in tal caso si termina con gli studi più pertinenti al caso, si cementa e reinterra facendo procedere i lavori.

Master in Archeologia Preventiva (M.A.P.) di II Livello dell’Università degli Studi di Siena – Facoltà di Lettere e Filosofia ha avuto avvio nell’Anno Accademico 2010-2011. Ora anche altre prestigiose Università hanno istituito un corso analogo.

Il corso ha l’obiettivo di formare professionisti che siano in grado di affrontare tutte le richieste procedurali degli interventi in Archeologia preventiva secondo la nuova Legislazione e prassi in materia archeologica in aree urbane ed extraurbane.

Il corso è orientato prevalentemente alla:
valutazione rischio di impatto archeologico e ambientale nelle opere pubbliche;
progettare le varie fasi dell’intervento archeologico e la scelta e l’utilizzo di strumenti diagnostici;
sviluppare competenze per dialogare con specialisti degli altri settori collegati come progettazione edilizia o ingegneristica;
lettura ed interpretazione della cartografia;
acquisizione competenze per monitoraggio non invasivo;
acquisizione delle facoltà appropriate per rapportare la scoperta archeologica alla condizioni storiche, paleoambientali e geomorfologiche;
lettura della stratigrafia;
acquisizione competenze per la messa in opera di strumentazione e strutture GIS e LIDAR.

Materie principali di Studio.
Analisi fonti scritte e cartografiche
Legislazione archeologica
Analisi e documentazione di contesti (materiali).
Rilievo e gestione dati Gis.
Archivio = DB – Database
CAP

Nell’Archeologia Preventiva, ma anche nell’Archeologia tradizionale, rilievo ed elaborazione digitale dei dati sono di fondamentale importanza per uno studio del territorio. Altre al tradizionale sistema di rilevamento con aerofotogrammetria aerea, è stato adattato il rilievo satellitare, che ha rivoluzionato lo studio. L’adozione del software Gis -geographic information system- ha contribuito ulteriormente ad una individuazione più precisa del sito in studio. Il Gis è un programma per elaboratori elettronici che è in grado di georeferenziare varie mappe del territorio in studio e sovrapporle. La sovrapposizione (previa georeferenziazione = attribuzione di un dato di informazione geografico specifico su una mappa) facilita lo studio archeologico. Si basa essenzialmente sullo studio delle mappe satellitari che presentano variazioni cromatiche i prossimità dei siti archeologici. La sovrapposizione delle altre mappe catastali, storiche, di antichi archivi, civili o religiosi, forniscono indicazioni utilissime all’individuazione dei siti.
Molti siti archeologici recenti sono stati scoperti con questa tecnica.

Per ulteriori aggiornamenti consulta il nuovo aggiornamento al link: Cartografia geografica e mappe topografiche.

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