Gli influencer dell’Arte.

Nell’eterna ricerca e continua formazione nei più disparati settori della Cultura, facevo ingresso al Chiostro di S. Nicolò di Spoleto, sbrigando le formalità per l’accredito stampa,Criticamalgrado l’ottima amicizia con il Presidente. Location, blindatissima ed ingresso a pagamento. Presentato l’accredito per Notitiae, ricevevo il badge per muovermi all’interno degli spazi espositivi della città. Varcato il portone d’ingresso, controllavo l’orario. Dovevano essere le ore 17,30 di venerdì 24 settembre 2010. Aveva avvio un’avventura nel mondo dell’Arte contemporanea che richiamava la dimensione culturale dell’originalissimo “Duca”, Gian Carlo Menotti. Il Maestro ci lasciava nel febbraio 2007. Erano passati tre anni, e tra gli stands allestiti con pregevolissime opere artistiche, gazebo molto chic con bar e ristorante super affollati, media e telecamere in ogni dove, pareva di vivere le emozioni del paese dei balocchi dell’Arte moderna e contemporanea. Le prime edizioni erano caratterizzate più che altro da Galleristi che proponevano affermatissimi contemporanei storicizzati. Ora la direzione sembra dirigersi verso il pionierismo, la scoperta di nuovi talenti specialmente tra gli emergenti. Siamo arrivati all’Edizione numero otto dello Spoleto Festival Art (2017) e l’attesa è snervante perché tutti gli anni, il Festival di Luca Filipponi riserva sempre molte sorprese. Un Festival con spazi indipendenti, off site, not-for-profit, artist-run, independent space, ma che ha il concept, la vera anima si direbbe in Italiano, della Filosofia culturale menottiana, di cui il prof.Filipponi è ideale erede. A lavori terminati possiamo fare considerazioni e bilancio consuntivo dopo le misteriose e segrete suspances delle previsioni. Abbiamo rilevato che si è consolidata la formula dell’”Art in the City”. L’Arte contemporanea è entrata nei Palazzi portando un confronto tra linguaggi nuovi ed antichi nei severi, assopiti e scuri saloni solitari, che con le opere selezionate dello Spoleto Festival Art hanno brillato nel loro originale splendore.
La vera bellezza è un concetto assoluto che rimane, si rinnova e sempre viene e verrà creata.
Modellazione, assemblaggio, selezione, miscela, creazione, ideazione, scatto. Ciò che è universalmente riconosciuto, ma non con le regole della ipocrita empirica democrazia che propone iniquamente eletti e disgrazie. Ciò che suscita stupore dell’Essere che unico è, e tutto permea.
All’estremo opposto troviamo tutela e ragioni di mercato. Un business che confeziona, propone e pubblicizza l’investimento certificato, trascurando la bellezza, il profondo, il significativo, l’aspetto artistico insomma. Il mercato delle expertise determina il valore venale delle opere. La scelta delle gallerie, ma soprattutto il parere di Critici, degli Artisti affermati e delle case d’asta sono determinanti per l’artista. Ma il valore aggiunto è senz’altro il collezionista.
Una svolta importante sarà la riorganizzazione del Mibact con 41 soprintendenze che oltre alla creazione di nuovi musei ha ridefinito poteri e competenze. Il predominio dei Sovrintendenti lascia una maggiore autonomia ai Direttori di Museo che si trasformano in veri e propri manager con maggiore autonomia decisionale. Staremo a vedere l’evoluzione, perché con tutta probabilità ci sarà una ripartizione del rischio di eventuali incompetenze meno diffuso, regionale e settoriale.
Le possibilità si stanno ampliando con i nuovi sistemi tecnologici, anche se sono già oggetto di continua e costante manipolazione, come i media e i canali tradizionali. Computer, rete internet, sistemi e contenuti multimediali, ipertesti, social media, evoluzione del web 2.0, 3.0, con tutte le possibilità di formazione e facilità di accesso vengono costantemente monitorati. E’ bene conoscere queste situazioni perché internet offre grandi opportunità, ma è essenziale che vi sia libertà di opinione e crescita, senza subdoli condizionamenti. Trovo molto interessanti a questo proposito le possibilità offerte da Pinterest perché ha un’impostazione di catalogazione molto efficiente per l’Arte visuale con alta risoluzione e possibilità di memorizzazione anche se unico limite è rappresentato dalla pesantezza e lentezza della navigazione. L’alternativa più affermata è Instagram che deve scontare una scarsa cura del dettaglio, cosa non secondaria specialmente nel visuale.
Malgrado queste nuove possibilità, l’Arte sembra inchiodata su posizioni moderne più che contemporanee. La creazione e l’elencazione di nuove invenzioni, movimenti, filoni e correnti dovrebbe essere catalogata sempre in tempi più brevi. Alla velocità dei social, lo spazio del contemporaneo dovrebbe ridursi all’istantaneo. Invece la maturazione sembra sia ancora più lenta rispetto al passato. Con molta probabilità, la possibilità espressive sembrano aver raggiunto la saturazione, un limite difficile da superare.

Lo sviluppo del concetto artistico si delinea in Francia intorno alla metà dell’Ottocento con il Realismo di Courbet. Il destino è inesorabilmente segnato dall’introduzione della Fotografia. Quest’ultima sbaraglia i pittori e il concetto dell’Arte, anche se lentamente e molto subdolamente. Superato il Realismo, il pittore reagisce alla perfezione della minuziosa descrizione fotografica. La sopravvivenza dell’Artista è affidata al suo genio di reinventare la creazione prima con un uso intenso del colore, poi di qualcosa interiore all’uomo, in uno spazio inaccessibile alla Fotografia. Quindi Manet diventa capostipite dell’Impressionismo (1865-1900). A questo seguono le Avanguardie storiche (Cubismo, Espressionismo (1900-1920), Futurismo, Dadaismo); l’Astrattismo di Wilhelm Worringer del 1907 (punto linea superficie di Kandinksy 1909). Quindi, tra le due Guerre Mondiali seguono Metafisica, Realismo Magico, Nuova Oggettività, Surrealismo, nell’Architettura e nel design appare il Razionalismo. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale si sviluppano Informale, Abstract Expressionism, Action Painting.
Si susseguono poi, le seconde avanguardie artistiche degli anni Sessanta e gli anni Settanta con la Pop Art, l’Arte Concettuale, l’Arte Povera, la Minimal Art, la Land Art, le Performance Art, quindi la Transavanguardia (recupera la pittura e il disegno figurativi con Chia, Clemente, Cucchi, de Maria e Paladino). Seguono per chiudere gli anni Ottanta con la Stagione postmoderna e le Esperienze di fine millennio. La situazione dell’Arte attuale sembra una copia delle precedenti stagioni. Si cerca di sperimentare nella miscela di generi artistici diversi.

Sebbene elencazione delle opere, la Storia dell’Arte, la Critica siano importanti e comunque non meno della spontanea creazione artistica, eppure ci sono stati degli esempi abbastanza isolati di Artisti, che si sono prodigati per un’anarchica libertà dell’Arte.
Probabilmente l’ultima folle ed estrema difesa della bellezza fu da parte dell’Entartete Kunst. Ma i movimenti artistici che prendo vita dall’Esistenzialismo, che nelle arti/letteratura inizia con il teatro dell’assurdo del drammaturgo e scrittore Alfred Jarry (Laval, 1873 – Parigi 1907), del quale nel novembre saranno 110 anni dalla morte, che propongono un’arte di contenuto Concettuale hanno il fascino dell’indagine, scoperta e sviluppo nel settore visuale. E’ innegabile che il visuale, sintetico e immediato com’è costituisca ausilio importante per la scoperta scientifica, filosofica, cosmologica, ontologica.
L’indagine visuale nell’occulto, nel mistero, nella morte, la magia, invisibile, follia, in tutti i nuovi temi scientifici della staticità, gravità, tempo ecc. con gli occhi dell’Artista e dei suoi osservatori possono fornire delle indicazioni preziose per scoperte e progresso umano.
Sotto questo aspetto volevo ricordare la figura di un artista contemporaneo Gino de Dominicis (Ancona 1947 – Roma 1998) che ad aprile festeggiava il 70° anniversario compleanno. Un Artista unico nel genere che si può inquadrare come progenitore contemporaneo della corrente degli Eleatici di cui Valerio Giuffrè è teorizzatore e attuale esponente di spicco e io un modesto rappresentante, specialmente per la Fotografia.
Gli ingredienti ci sono tutti. Negazione dell’esistenza del tempo, immobilità che si estende addirittura al mondo esteriore oltre che all’Essere.

Contrariamente all’idea generale, egli sopravvive alla sua morte a ragione dell’immortalità, della scomparsa e dell’invisibilità. Nella sua fine, superando il Nichilismo riesce ad opporsi all’entropia, ossia creare qualcosa che ha un valore molto maggiore dello sforzo per realizzarla. Questo per De Dominicis è la definizione di Arte.

Ma De Dominicis non è Arte codificata. Tanto meno vuole farsi catalogare nell’Arte Concettuale, quel contenitore in cui viene riversato l’artista contemporaneo che si esprime per il proprio fine intelletto culturale, a scapito della bellezza. Critica dunque il centro occulto di manipolazione dell’Arte, puntando alla Liberazione e quindi alla assoluta libertà nell’Arte.
L’Arte contemporanea, attinge alle proprie sperimentazioni e in modo speciale agli studi demoetnoantropologici, e sconfina dal mondo ai luoghi antropologici del corpo. Novità interessanti nella multidisciplinarietà sono i nuovi linguaggi, la Net Art e le Nuove Tecnologie dell’Arte.
Come tutti gli anni un importante spazio è stato dedicato alla Filatelia un mondo fondamentalmente connesso con l’Arte. Poste Italiane hanno presentato uno speciale annullo e delle cartoline postali celebrative.

Lo Spoleto Art segue con enorme interesse e propone senza indugio tutte queste evoluzioni artistiche. Una città vocata alla tradizione classica, ma al tempo stesso fucina delle nuove tendenze, è il luogo dell’Artista. Artista è quell’artigiano che riesce ad esprimere il suo messaggio libero dai condizionamenti codificati e veicolati, ossia un messaggio universale, in cui tutti devono identificarsi, dando massimo risalto alle proprie capacità tecniche. Significa superare timori e riverenze oltre le barriere d’Ercole, Scilla e Cariddi poste dal potere.

Dal punto di vista della comunicazione, le novità imminenti in affermazione nell’Arte visuale contemporanea sono gli Influencers. I palazzi sono costantemente monitorati da stampa tradizionale ai più dinamici talent scout free lance. Il fenomeno è particolarmente esplosivo, in un Festival che fa sui social media una permanente comunicazione, affidandosi alla vera affermazione spontanea della bellezza. Questo aspetto è monitorato con grande interesse dalla Giornalista Angela Nasone. Con la sua rivista delle eccellenze magazine fornisce un’indagine molto spassionata e professionale del mondo dell’Arte.
Dall’Oriente sotto questo aspetto, vengo informato dall’Architetto Maryam Zohouri che la novità nell’Arte visuale contemporanea consiste nel confronto diretto dell’Influencer con le opere artistiche statiche o installazioni, degli artisti più affermati. E la sfida viene proposta nei termini di giovane età, bellezza e in modo speciale fashion.

La formula del Palazzo, “Art in the City”, sebbene pone dei limiti per l’artista che ha maggiori difficoltà nella visita delle 50 differenti location (concentrato com’è nei propri allestimenti), rende unica scenografia ai visitatori, che riescono ad usufruire delle magnificenze dell’architettura cittadina. Abbiamo assistito al massimo lustro degli spazi vista la cura di tutti i singoli Artisti che popolano il nutrito cartellone dello Spoleto Art Festival. Circa 2.500 Artisti per l’intero 2017 per un colore di bandiera praticamente caleidoscopico per tutti i colori della ruota cromata.

Enorme successo di critica e di pubblico anche per il Premio Letteratura del 23 settembre 2017, che si è svolto a Palazzo Mauri proponendo come tutti gli anni interessanti tematiche e nuovi scrittori di talento.

Novità di quest’anno è la sezione Musica dello Spoleto Art Festival Musica che si è avvalsa della direzione artistica del soprano Tania di Giorgio. Nelle locations di Casa Menotti, Caffè letterario hanno proposto un cartellone musicale di enorme valore, tra passi coreografici, azioni teatrali e inediti manoscritti di Montecassino.

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