Dialoghi in Città.

Il 20 giugno 2011 si sono conclusi gli interessanti Dialoghi organizzati dall’Arcivescovo di Spoleto-Norcia, Sua Eccellenza Renato Boccardo.L’ultimo incontro aveva come argomento l’uomo della cristianità più amato dai fedeli: il Papa Giovanni Paolo II ritratto e raccontato dal Segretario polacco Dziwisz , suo più stretto collaboratore e attuale Arcivescovo di Cracovia.

A causa di una improvvisa indisposizione, Dziwisz non ha potuto essere presente ma è stato degnamente sostituito da una improvvisata ma altrettanto importante, interessante e dettagliata testimonianza dall’Arcivescovo di Spoleto. Anche Mons.Boccardo ha avuto un contatto molto stretto e diretto con il Papa Karol Wojtyla essendo stato per anni al Governatorato del Vaticano e organizzatore scrupoloso delle Giornata Mondiale della gioventù.

La sala conferenze della Scuola di Polizia di Spoleto ha ospitato generosamente l’incontro.

La scenografia molto semplice. L’installazione fissa rialzata corredata con un banco per riunioni in cui hanno preso posto l’Arcivescovo Boccardo e il collaboratore per la Stampa Francesco Carlini, più uno schermo gigante di un videoproiettore collegato ad un computer, come sfondo, che riproduceva sei immagini, ma quelle più rappresentative di Papa Giovanni Paolo II; fotografie da cui Boccardo prendeva spunto per la conversazione con i fedeli presenti.

E’ difficile rendere calorosa e illuminante un’austera e militarizzata sala, ma l’Arcivescovo senza ricorrere a trucchi, effetti ed espedienti teatrali è riuscito a trasmettere con le qualità di Pastore con cui si lascia apprezzare in Città, e l’esperienza diretta di cui è testimone, importantissimi frammenti di vita di un uomo acclamato Beato e a gran richiesta Santo.

Non siamo solo di fronte a racconti come, il ruolo importante che la Chiesa riveste per il giovane di oggi, traghettandolo alla maturazione ed evitando pericoli della Società moderna proprio nel periodo di maggiore fragilità, o l’ostinata indifferenza verso il culto di Medjugorje (malgrado le pressioni e le rassicurazioni del più grande marianista attuale), le inevitabili discussioni per i viaggi tra il Papa e i collaboratori preoccupati dalle proibitive condizioni di salute e infine nelle difficoltà di dare l’annuncio della morte in diretta televisiva… ma anche in una mimica e fedele riproduzione della voce del Papa, che ha fatto vivere una dimensione spirituale unica e condivisa. Tanto che, nelle conclusive domande, con cui si chiudevano i dialoghi, da parte dei numerosissimi fedeli, si continuava a respirare un climax di perfetta intesa, curiosità e sete di sapere.

L’Arcivescovo ha delineato una figura di un Papa mediatico e girandolone, non fine a se stessa, per la diffusione della Chiesa , come alcuni media tentano ad illustrare, ma del suo vivo interesse di portare direttamente Cristo e condividerlo con la gente. Come illuminanti riferimenti sono stati portati la costante sofferenza in seguito agli incidenti, visibile nel proprio corpo e nel volto e le sue lunghe, meditative e intense preghiere che nessuno osava per alcun motivo interrompere.

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