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		<title>Giuseppe Verdi.</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 20:31:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>epistola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel Bicentenario dalla nascita 1813-2013. La vita, le Opere, il privato, l'imprenditore, lo stile musicale, i librettisti, l'uomo politico e sociale, l'europeo, segreti e la provocazione...  <a href="http://www.notitiae.info/2013/05/14/giuseppe-verdi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo trattato del periodo iniziale, della formazione e dei primi successi del piccolo Verdi, nella <strong>parte prima</strong>: <a title="Giuseppe Verdi Parte I" href="http://www.notitiae.info/2012/10/08/roncal-capitale-del-melodramma/">Roncal Capitale del Melodramma.</a> Ora riprendiamo la trattazione nel suo Periodo milanese per il quale è indispensabile accennare ad una breve premessa, che riguarda Teatro e Melodramma.<div id="attachment_4833" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/05/Busse12i.jpg"><img class="size-medium wp-image-4833" alt="Statua Teatro Busseto" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/05/Busse12i-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Il Cigno di Busseto -Giuseppe Verdi</p></div><span id="more-4832"></span>Il Teatro è nato in contrapposizione alla politica fin dalla Grecia Antica. Non quella Politica con la lettera maiuscola, per l&#8217;ugualianza dei cittadini, ma quella creata per replicare la casta dei privilegiati. Nell&#8217;800, il Melodramma -evoluzione più fine del Teatro- era utilizzato nella sua funzione di veicolo politico per brevi frasi e slogan dell&#8217;Arstocrazia, e questa funzione venne gradatamente assorbita come strumento per l&#8217;affermazione della borghesia in ascesa, abbattendo così l&#8217;Antico potere decadente della nobiltà. Verdi fu tra i primi a proporre i nuovi temi della borghesia, nasconderli alla censura e renderli disponibili ad ampie platee intellettuali. Il contenuto del suo Melodramma era animato da uno spiccato senso del patriottismo che era proposto con enorme abilità, facendo molto attenzione al pubblico e sacrificando la letteratura al successo. Nella semplicità di un sentimento primordiale dell&#8217;uomo sapeva spremere e ricavare il massimo del Melodramma con l&#8217;abilità compositiva. Lo<strong> stile musicale</strong> riflette la sua vita privata. La vita di Giuseppe Verdi è costellata da una costante serie di eventi drammatici. A partire dalla malattia della sorella, la morte del cugino, quella dei figli e della prima moglie. Il suo carattere è segnato dunque dal naturalismo delle vallate padane, con tutte le sue misteriose nebbie, i colori freddi blù, grigio, verde e marrone, i vapori che sia alzano dalle umide zolle, cosa che inspira le scenografie di Melodrammi sia del primo Verdi come Oberto, Battaglia di Legnano, i Foscari come pure dell&#8217;ultimo con il declamato cantabile e interpretativo di Otello, Falstaff. Si distingue invece il Verdi dei drammi della trilogia ispirati più dalla componente drammatica (periodo caratterizzati dalla morte della moglie, dei figli).</p>
<div id="attachment_4834" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/05/Busse6i.jpg"><img class="size-medium wp-image-4834" alt="I loggiati di Busseto" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/05/Busse6i-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">I loggiati di Busseto</p></div>
<p>Più che il lato musicale, è interessante considerare l&#8217;analisi più prettamente letteraria dei melodrammi, considerando la sequenza degli impresari e dei librettisti della sua grande produzione compositiva. Verdi si concentra in prevalenza con l&#8217;opera lirica per la quale investe tutte le sue energie. Ci sono episodi non operistici in cui è altrettanto conosciuto e grande come la Messa di il Requiem (1874) composta per il primo anniversario dalla morte di Alessandro Manzoni (1785-1873) che alcuni auspicavano come rinnovamento della Musica sacra dopo anni di latitanza.</p>
<p>Tornando ai Melodrammi consideriamo anzitutto i suoi committenti e impresari.<br />
Il suo più grande sostenitore e scopritore è senzameno il Barezzi di cui abbiamo già parlato. Quando si trasferisce a Milano sarà l&#8217;impresario teatrale <strong>Bartolomeo Merelli*(8)</strong> a proporre la stesura del primo Melodramma del compositore &#8220;Oberto Conte di San Bonifacio&#8221; (1839) che lo introduce a <strong>Temistocle Solera*(9)</strong> per il libretto, e con cui seguiranno altre collaborazioni.<br />
L&#8217;opera ebbe discreto successo tanto che <strong>Giovanni Ricordi*(10)</strong> acquisì i diritti di pubblicazione della partitura. La collaborazione con il Merelli era molto intensa tanto che lo stesso suggerì a Verdi qualche scena, e continuò con altri melodrammi, uno dietro l&#8217;altro. La rottura con Donizetti nel 1839 aprì la strada al compositore di Busseto trasferendo la causa patriottica nei temi di Verdi.</p>
<p>&#8220;Un giorno di regno&#8221; (1840) opera comica su libretto di <strong>Felice Romani*(11)</strong> fu un disastro a causa di un libretto vecchio, non rispondente al gusto del tempo, probabilmente influirono anche le morti dei familiari. Fu il primo ed ultimo tentativo con Romani. Seguì &#8220;Nabucco&#8221;<strong>*(12)</strong> (1842) con grande trionfo e &#8220;I Lombardi alla prima crociata&#8221; (1843) entrambe di Solera. Poi una collaborazioni in trasferta al Teatro La Fenice di Venezia che sul successo di Nabucco gli commissiona &#8220;Ernani&#8221; (1844) -un nuovo Melodramma per il Carnevale<strong>*(13)</strong>- e i &#8220;I due Foscari&#8221; al Teatro Argentina di Roma entrambe su libretto di <strong>Francesco Maria Piave*(14)</strong>. Era stato il più grande degli impresari romani, Vincenzo Jacovacci o <strong>Jacobacci*(15)</strong> (Roma 1811-1881) ad affidargli questi ultimi melodrammi. Per finire con il grande successo al Teatro alla Scala con &#8220;Giovanna d&#8217;Arco&#8221; (1845) su libretto di T.Solera, ultima opera di Verdi ad essere commissionata dal Merelli.</p>
<p>La rottura con Merelli dipese dal fatto che Verdi lo vide contrattare con Ricordi, a sua insaputa, diritti sulle sue opere: dichiarò i non voler più mettere piede alla Scala e di averne più a che fare con lo staff del Merelli.<br />
Al Teatro la Fenice di Venezia va in scena &#8220;Attila&#8221; su libretto di Temistocle Solera completato da Francesco Maria Piave; sarà l&#8217;ultima collaborazione con Solera perchè il librettista si trasferirà definitivamente in Spagna.<br />
Inizia la messa in musica del <strong>drammi di Shakespeare </strong>a Firenze con Macbeth (Teatro della Pergola 1847) su libretto di Francesco Maria Piave, un gran successo.</p>
<p>&#8220;I Masnadieri&#8221; opera commissionata da Benjamin Lumley, impresario del <strong>Teatro londinese </strong>Her Majesty&#8217;s Theatre, Haymarket (1847) su mediazione di Francesco Lucca (Cremona 1802-1894). E&#8217; a Londra che Verdi conoscerà Giuseppe Mazzini.</p>
<p>“Il corsaro” Teatro Grande di Trieste (1848) su libretto di Francesco Maria Piave;</p>
<p>Inizia un&#8217;alternanza molto proficua Piave Cammarano.<br />
<strong>“La battaglia di Legnano”</strong> Teatro Argentina di Roma (27 gennaio 1849) su libretto di <strong>Salvatore Cammarano,*(16) </strong>porta in scena l’epoca più gloriosa della Storia italiana ossia la ribellione della Lega Lombarda all’oppressione del Barbaro Federico Barbarossa invasore. In grande tripudio, con il bis dell&#8217;intero quarto atto, in sala sono presenti Mazzini e Garibaldi.</p>
<p>“Luisa Miller” Teatro <strong>San Carlo</strong> di Napoli (1849) su libretto di S.Cammarano; “Stiffelio“ su libretto di Francesco Maria Piave rappresentato al Teatro Grande di Trieste il 16 novembre 1850.</p>
<p>Nella primavera del 1851 si trasferì con la soprano Giuseppina Strepponi in una tenuta nel Piacentino a Sant&#8217;Agata, una frazione di Villanova sull&#8217;Arda (Piacenza).<strong>*(17)</strong></p>
<div id="attachment_4835" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/05/Busse7i.jpg"><img class="size-medium wp-image-4835" alt="Casa Verdi Busseto" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/05/Busse7i-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Casa Verdi Busseto</p></div>
<p><strong>La Trilogia Popolare. </strong><br />
“Rigoletto” Teatro La Fenice di Venezia (1851) su libretto di Francesco Maria Piave; su libretto di Salvatore Cammarano, il 18 gennaio 1853 al Teatro Apollo di Roma ebbe luogo la prima de &#8220;Il Trovatore&#8221; in una Roma allagata a causa dello straripamento del Tevere. Per le prove vi furono enormi discussioni tra le primedonne, Rosina Penco &#8220;Leonora&#8221;, ed Emilia Goggi, &#8220;Azucena&#8221;. Fu un vero trionfo tanto che i romani accompagnavano personalmente il Compositore all&#8217;hotel nella notte rischiarata dalle luci delle torce appositamente predisposte;<br />
“La Traviata” Teatro La Fenice di Venezia (1853) su libretto di Francesco Maria Piave. Con la trilogia popolare Verdi anticipa i temi del futuro Verismo, iniziando a trattare le esigenze delle frange più umili della società sebbene nel Melodramma siano sempre presenti le altre formazioni sociali.<br />
Il 17 febbraio 1859 &#8220;Un ballo in maschera&#8221; al Teatro Apollo di Roma. Altro successo. A seguito delle continue inondazioni del Tevere si ordinò la demolizione del Teatro Apollo nel 1888.<br />
“I Vespri Siciliani” Teatro de l&#8217;Operà di Parigi (1855) su libretto di Eugène Scribe e Charles Duveyrier;<br />
“Simon Boccanegra” Teatro La Fenice (1857) su libretto di Francesco Maria Piave, un fiasco;<br />
Con l&#8217;impresario <strong>Vincenzo Torelli</strong> (Barile 1807 – Napoli 1882) non andò in porto la messa in musica del &#8220;Re Lear&#8221; (incompiuta) di Verdi sull&#8217;omonimo dramma di Shakespeare (1858 San Carlo di Napoli).<br />
“Un ballo in maschera” Teatro Apollo di Roma (1859) su libretto di Antonio Somma (1809-1864);<br />
Con &#8220;Un ballo in maschera&#8221; il compositore terminerà il rapporto con gli impresari lasciando gestire a Ricordi le opere vecchie e proiettando le nuove -<strong>Grand Opéra</strong>- sui <strong>Teatri internazionali</strong>. Nascono dunque: &#8220;La forza del destino&#8221; Teatro Imperiale di San Pietroburgo (1862) su libretto di Francesco Maria Piave.<br />
Nel 1962 conosce a Parigi <strong>Arrigo Boito</strong> (Padova 1842 – Milano 1918)<strong>*(18)</strong> il quale gli fornisce il libretto per l&#8217;Inno delle Nazioni. La collaborazione è breve e riprende solo in seguito (1881) per i Melodrammi e diviene una vera profonda amicizia.<br />
&#8220;Don Carlo&#8221; al teatro dell&#8217;Opéra di Parigi (1867) su libretto di Joseph Méry e Camille du Locle; intantoGli abitanti di Busseto poi che erigono il Teatro a Busseto (1868) con lui vivente, ma lui sarà sempre contrario.</p>
<div id="attachment_4837" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/05/Busse11i.jpg"><img class="size-medium wp-image-4837" alt="Il Teatro G.Verdi di Busseto " src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/05/Busse11i-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Il Teatro G.Verdi di Busseto</p></div>
<p>&#8220;Aida&#8221; al Teatro khediviale dell&#8217;Opera de Il Cairo, su libretto di Antonio Ghislanzoni e commissionata da Khedivè (1871), diretta da <strong>Franco Faccio*(19)</strong>, con queste due ultime in cui lascia soccombere l&#8217;uomo alla storia con lo strumento della religione.<br />
Un Verdi insomma che comincia ad acquisire una dimensione europea.<br />
Nel 1872 Giuseppe Verdi, per mettere termine all&#8217;interminabile pellegrinaggio dei suoi fans alla sua Casa natale, propose al proprietario, Giuseppe Maria Pallavicino Marchese di Zibello (Parma 1802-1884), di acquistarla insieme al mulino per demolirli. Il Marchese si rifiutò ed anzi donò la casa ai Cittadini di Busseto e fece apporre una lapide di fronte all&#8217;ingresso: &#8220;Questo abituro dove il 10 ottobre 1813 la prima aura spirò il musical genio del Verdi vollero i coniugi Marchesi Giuseppe e Leopoldina Pallavicino mantenuto qual è al cupido sguardo dei posteri 1872&#8243;.<strong>*(20)</strong></p>
<p>In occasine dell&#8217;anniversario della morte di Alessandro Manzoni, il 22 maggio 1874 Verdi dirigerà la sua Messa da Requiem nella Chiesa di San Marco di Milano.</p>
<p>Ripropone il &#8220;Simon Boccanegra&#8221; (1881) su libretto di Arrigo Boito.<br />
&#8220;Otello&#8221; (1887) e Falstaff entrambe al Teatro alla Scala di Milano (1893) e su libretti di Arrigo Boito.<br />
In seguito a colpo apoplettico che lo colpì nella mattina del 24 gennaio 1901 alle ore 10 e 30 mentre si stava vestendo, Verdi morì nella suite 105 dell’Albergo di Milano il 27 gennaio 1901 alle ore 2 e 50. Fu Mons.Adalberto Catena, parroco di S. Fedele, a somministrasse l&#8217;Estrema Unzione al Maestro<strong>*(21)</strong>.<br />
La cerimonia funebre ebbe luogo, il 30 gennaio, alle ore sei, nella Chiesa di San Francesco di Paola (il suo corpo venne trasferito nella mattina alle ore 4 e 30 con un modestissimo carro funebre di terza classe tirato con un cavallo di poco pregio), in Via Manzoni di fronte all’Albergo Milan.<br />
Venne sepolto provvisoriamente al Cimitero Monumentale. Qualche giorno dopo venne sistemata la cripta della Casa di riposo, e il 27 febbraio si celebrò il trasporto solenne della salma al Piazzale Michelangelo Buonarroti, con un corteo solenne che attraversò la città.</p>
<p>Notizie relative alla partecipazione di Verdi alla <strong>vita politica</strong> della Nazione.<br />
Mazziniano fin dal &#8217;48 con i moti che prende una linea politica decisa. Si converte alla Politica sabauda del Cavour che sostituì con quella di Quintino Sella -prima appoggiandola e poi osteggiandola- alla morte del piemontese.<br />
In seguito alla vittoria contro gli austriaci (1859), G.Verdi viene nominato a rappresentare l&#8217;Assemblea del popolo, &#8220;Unione delle Province Parmensi al Regno di Sardegna&#8221; e insiema ad una commissione raggiunge Torino per incontrare il Re Vittorio Emanuele II.<br />
Verdi farà parte del primo Parlamento italiano a Torino del 1861 essendo portato da Cavour, portando a termine il mandato malgrado il poco interesse del compositore.<br />
Nel 1874 viene nominato Senatore del Regno. A Piacenza intraprende relazioni con la famiglia Piatti della quale Camillo è direttore della Banca Nazionale a Piacenza.<br />
Nel 1879, quindi entrerà a far parte del Consiglio comunale di Villanova d&#8217;Arda fino al 1884; nell&#8217;autunno 1889 viene eletto Consigliere provinciale di Cortemaggiore.<strong>*(22)</strong></p>
<p>In un parallelismo con <strong>Wagner</strong> vista l&#8217;affinità celebrativa, dobbiamo dire che i due non si sono mai incontrati. Wagner non espresse mai apprezzamenti per il <a title="Home Page Busseto " href="http://www.bussetolive.com">Cigno di Busseto</a> se non molto indirettamente. Verdi invece lo conobbe musicalmente nel 1865 con il Tannhauser della cui sinfonia iniziale non rimase troppo colpito. Si è sempre espresso in un notevole apprezzamento per il compositore d&#8217;Oltralpe anche se non gli andava giù l&#8217;accostamento che i critici facevano di lui al wagnerismo.</p>
<p>Per concludere volevo lasciare un&#8217;immagine spensierata e insolita di Verdi seduto accanto al camino con il calice di Fontana di Taro e l&#8217;odore del Trabuco, assorto nella tranquillità più assoluta lancia il suo sguardo nella nebbia delle sua tranquilla campagna.</p>
<p>Comitato nazionale per la celebrazione del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi home page al link: <a title="Celebrazioni Verdiane" href="http://www.giuseppeverdi.it/ ">http://www.giuseppeverdi.it/ </a>.</p>
<h6><strong>Note.</strong><br />
<strong>*(8)</strong> <strong>Bartolomeo Merelli </strong>(Bergamo 1794 – Milano 1879) impresario teatrale. Dal 1829 ebbe l&#8217;incarico di amministrazione al Teatro alla Scala di Milano con altri importanti uomini come Domenico Barbaia (Milano 1778 – Napoli 1841), e dal 1835 fino al 1850 ne fu esclusivo addetto.</h6>
<h6><strong>*(9)</strong> <strong>Temistocle Solera</strong> (Ferrara 1815 – Milano 1878) ebbe una formazione austriaca al Collegio Imperiale Maria Teresa. Collaborò con Giuseppe Verdi, in qualità di librettista dei libretti: Oberto, Conte di San Bonifacio (1839), Nabucco (1842), I Lombardi alla prima crociata (1843), Giovanna d&#8217;Arco (1845), Attila (1846). Nel 1846 si trasferirà in Spagna.</h6>
<h6><strong>*(10) </strong> <strong>Giovanni Ricordi</strong> (Milano, 1785-1853) iniziò la sua carriera come editore musicale nel 1808 fondando una casa editrice che coinvolse tutti i più grandi operisti italiani del tempo come Rossini, Bellini, Donizetti. Dall&#8217;anno 1844 inserì in catalogo anche i melodrammi di Giuseppe Verdi con cui strinse un forte legame di collaborazione professionale e d&#8217;intensa amicizia che rivoluzionò il costume musicale italiano. Con gli stessi intenti proseguirono l&#8217;attività il figlio Tito Ricordi (Milano 1811-1888) insieme al padre e il figlio di Tito, Giulio Ricordi (Milano 1840-1912) animato da amicizia e stima con Verdi e successivamente con G.Puccini.<br />
L&#8217;attività fu continuata dal figlio di Giulio, Tito Ricordi (Milano 1865-1933), e dal 1919 volle ritirarsi lasciando a collaboratori fidati la direzione della Casa Editrice Ricordi.</h6>
<h6><strong>*(11) </strong><strong>Felice Romani</strong> (Genova 1788 – Moneglia 1865) è tra i maggiori dei librettisti partendo dalla giurisprudenza passa a lettere sotto sotto la guida del grecista don Giuseppe Solari (1737-1814).<br />
Comincia la sua carriera da librettista con Simone Mayr e G.Rossini. Scrive quasi 100 libretti per i maggiori compositori del tempo tra cui Donizetti, Verdi e 7 per Bellini.<br />
Di impostazione Classica rifuggì sempre le occasioni Romantiche anche se seppe coniugare i nuovi gusti del tempo. Influenzerà la scittura dei librettisti della successiva generazione come Salvadore Cammarano e Francesco Maria Piave.</h6>
<h6><strong>*(12)</strong> <strong>Clara Maffei</strong> (1814-1886) -Carrara-Spinelli- contessa animatrice della vita milanese. Giuseppe Verdi iniziò a frequentare il salotto di Clara Maffei dopo la prima del Nabucco (1842). In quel salotto conobbe anche A.Manzoni. I frequentatori del salotto erano simpatizzanti per la Giovine Italia (1831). Nel 1850 in seguito all&#8217;ingresso dei nuovi frequentatori come i Visconti Venosta il salotto prese una nuova linea nel sostegno dei Savoia che veniva perfezionato con il periodico &#8220;Il Crepuscolo&#8221;.</h6>
<h6><strong>*(13)</strong> <strong>Le stagioni</strong> dei Teatri dell&#8217;Opera italiani erano tre:<br />
Carnevale che aveva inizio il 26 dicembre e aveva termine con il Carnevale successivo (per la Quaresima, i teatri, erano chiusi in un primo momento poi, potevano venir utizzati solo per le rappresentazioni a carattere sacro);<br />
Estiva, iniziava dopo la Pasqua e aveva termine alla metà di giugno;<br />
Autunnale che iniziava alla fine di agosto e terminava all’inizio di novembre.</h6>
<h6><strong>*(14) Francesco Maria Piave</strong> (Murano 1810 – Milano 1876) discendente di una famiglia benestante dell&#8217;industria del vetro, sospende la vocazione ecclesiastica. Si trasferisce a Roma insieme alla famiglia. Nel 1842 viene nominato direttore degli spettacoli del Teatro La Fenice di Venezia, prima della nomina definitava come poeta ufficiale (1848-1859). Contemporaneamente dal 1842 intraprende la collaborazione quale poeta ufficiale con il Teatro alla Scala di Milano (1859-1867). Per Giuseppe Verdi scrive 10 libretti: Ernani (1844), I due Foscari (1844), Attila (1846), Macbeth (1847), Il corsaro (1848), Stiffelio (1850), Rigoletto (1851), La traviata (1853), Simon Boccanegra (1857), La forza del destino (1862).</h6>
<h6><strong>*(15) Tetaro Apollo</strong> di Roma. La Confraternita di S.Girolamo della Carità ebbe l&#8217;idea della costruzione del Teatro Apollo di Roma. La richiesta fu accolta da Papa Clemente IX, nel 1669, grazie alle pressioni della Regina Cristina di Svezia. La costruzione del Teatro completamente in legno, fu affidata a Carlo Fontana e venne chiamato inizialmente Teatro Tordinona e fu inaugurato nel 1670 da Tiberio Fiorilli. Venne prolungato fino all&#8217;argine del Tevere e venne rinaugurato l&#8217;anno successivo con &#8220;Scipione l&#8217;Africano&#8221;. Nel 1695 fu rifatto in muratura e nel 1697 Papa Innocenzo XII lo fece demolire. Nel 1733 Papa Clemente XII ne riordinò la ricostruzione e nel 1781 un incendio lo distrusse completamente. Fu inaugurato nel marzo 1795 con il nome Teatro Apollo. In seguito all&#8217;acquisto dei Torlonia, fu fatto ricostruire dal Valadier nel 1829. Nel 1839 lo acquistò l&#8217;impresario romano Vincenzo Jacovacci e in un quarantennio il Teatro sperimentò il massimo del successo. Nei primi anni del &#8217;900 passò al Comune di Roma e fu demolito per la sistemazione degli argini del Fiume Tevere.</h6>
<h6><strong>*(16) Salvadore Cammarano </strong>(Napoli 1801 – Napoli 1852) librettista e più grande drammaturgo per musica del Romantico italiano. Fautore dei lunghi versi dopppi e del suono armonioso dei versi studiato per la Musica, il Melodramma e il Teatro con richiami intertestuali della sua poetica . Nel 1833 divenne librettista ufficiale del Teatro San Carlo di Napoli.<br />
I quaranta libretti per musica vedono la collaborazione dei più importanti compositori del tempo:<br />
Lucia di Lammermoor, Assedio di Calais per Donizzetti; otto libretti per Mercadante (tra cui la Vestale) e sei per Pacini (tra cui Saffo); per Verdi Alzira, La Battaglia di Legnano, Luisa Miller e il Trovatore.<br />
&#8220;Lucia di Lammermoor&#8221; iniziò la collaborazione con Gaetano Donizetti primo dramma per musica romantico Italiano. Morì subito dopo il completamento del libretto, &#8220;Il trovatore&#8221; per Giuseppe Verdi altro capolavoro indiscusso di Cammarano.</h6>
<h6><strong>*(17) Casa Verdi</strong> a Palazzo Orlandi, un edificio neoclassico in Via Roma, sul corso principale di Busseto. Verdi lo acquistò nel 1845, per poi trasferirsi quattro anni dopo nel 1849 convivendo con Giuseppina Strepponi prima del matrimonio. In questa casa morì il padre Carlo. Vi compose le opere Luisa Miller, Stiffelio, Rigoletto e Trovatore. Nel 1851 si trasferirono a Villa Agata. Verdi vendette la casa alla moglie, che se ne disfece donando il ricavato ai poveri.</h6>
<h6><strong>*(18) Arrigo Boito </strong>(Padova 1842 – Milano 1918) conosciuto per il Melodramma Mefistofele (1868) è librettista tra i più raffinati. Per Verdi scrive il testo dell&#8217;Inno Delle Nazioni -cantata profana per l&#8217; Esposizione Universale del 1862. Poi si concentra su una serie di libretti trascurando la composizione: La Gioconda (1876 Amilcare Ponchielli), Simon Boccanegra (1881 G.Verdi), Otello (1887 G.Verdi), Falstaff (1893 G.Verdi). Si dedica al Nerone melodramma di cui scrive libretto e musica (1924 musica propria eseguita postuma).</h6>
<h6><strong>*(19) Franco Faccio</strong> (Verona 1840 – Monza 1891) direttore e compositore studiò musica a Milano. Insieme ad Arrigo Boito ed Emilio Praga era un assiduo frequentatore del Salotto Maffei. Fu Clara Maffei a presentarlo a G.Verdi. L&#8217;accoglienza fu tiepida a causa della divergente tendenza musicale tra i due antitradizionale, strumentale e wagneriana quella di Faccio, rispetto alla tradizionale melodrammatica nazionale del Verdi. Il primo melodramma di Faccio &#8220;I profughi fiamminghi&#8221; su libretto di Emilio Praga, riscosse molto successo al Teatro alla Scala di Milano il giorno 11 novembre 1863; seguì Amleto su libretto di Arrigo Boito (Genova, 1865) librettista conosciuto nell&#8217;adesione alla corrente della Scapigliatura di entrambe. Nel 1867 venne nominato direttore del Conservatorio di Milano e nel 1872 Direttore del Teatro alla Scala. In questo periodo abbandonando strategicamente le ambizioni compositive divenne il più celebrato e prestigioso direttore d&#8217;orchestra in Italia. Di lì a poco Faccio e Verdi legarono moltissimo e nel 1871 diresse la prima italiana dell&#8217;Aida e nel 1887 dell&#8217;Otello, divenendo il proprio direttore d&#8217;orchestra di fiducia. Nel 1889 diresse la prima italiana dell&#8217;Edgar di Puccini.<br />
Ebbe grandissimo merito nel promuovere in collaborazione a Bazzini e alla &#8220;Società del Quartetto milanese&#8221; la musica sinfonica europea e di autori italiani. Ebbe una stabile relazione con il celebre soprano Romilda Pantaleoni (1847-1917).</h6>
<h6><strong>*(20)</strong> Nel 1901 i poveri di Roncole Verdi, che erano stati beneficiati dal testamento del Compositore ne apposero un&#8217;altra. Nel 1913 fu installato invece il busto in bronzo di Verdi dello scultore G.Cantù, in occasione del centenario dalla nascita.</h6>
<h6><strong>*(21)</strong> Giuseppe Verdi non ha discendeni naturali ma insieme alla Giuseppina Strepponi, seconda moglie, adottano Filomena Maria, Filomena Verdi una bambina che il padre di Giuseppe aveva voluto strappare alla miseria. Quando Carlo, il padre di Verdi morì il 14 gennaio 1867, il musicista e la moglie accolsero la bambina a casa loro. Aveva sette anni. La ribattezzarono Maria e se ne presero la massima cura. Maria Verdi si prese cura del Maestro rimasto vedovo. Insieme a Teresa Stolz furono presenti suo letto di morte del compositore. Maria nel 1878 si sposò con Alberto Carrara, il figlio del notaio personale di Verdi in Busseto, e amico di Famiglia. Attualmente dunque eredi Verdi è la linea Verdi-Carrara. La coppia ebbe quattro figli maschi. Maria Mercedes Carrara Verdi Presidente della Fondazione Istituto Nazionale Studi Verdiani.</h6>
<h6><strong>*(22) </strong>Giuseppe Verdi aveva una mentalità molto industriosa e pratica. Attaccatissimo alla tradizione e alla natura, e molto attento alle novità. La sua natura era prevalentemente portata all&#8217;attività tradizionale del tempo, l&#8217;Agricoltura con grande attenzione alla tutela naturalistica e sviluppo compatibile del territorio e all&#8217;impiego della manodopera locale per la quale si spese sempre molto per impiegare i poverissimi disoccupati della zona. Giuseppe Verdi dovra essere, dunque, protagonista anche all&#8217;appuntamento nel 2015 per l&#8217;Expo 2015 -Esposizione Universale di Milano, appuntamento internazionale intitolato &#8220;Nutrire il Pianeta, energia per la vita&#8221;, come rappresentare per l&#8217; Emilia-Romagna in qualità di imprenditore agricolo. http://www.expo2015.org/</h6>
<h6>Si era occupato di molti settori, a diversi livelli:<br />
-aveva previsto la fortuna delle <strong>Terme</strong> di Salso e Tabiano. Dal 1872 era assiduo frequentatore. Lo stesso Principe degli albergatori europei, lo Svizzero Cesar Ritz (1850 – 1918) -inventore dell&#8217;ospitalità moderna di lusso con la camera d’albergo arredata con gran lusso e comfort, e la separazione in tavoli individuali della comune “table d’hotel”, sul quale gli ospiti mangiavano in comune- anticipò il futuro con la costruzione del Grand Hotel des Thermes di Salsomaggiore;</h6>
<h6>-molto attento al settore chimico per una profondissima stima di <strong>Cavour</strong>.<br />
L&#8217;Industrializzazione in Italia ha avvio intorno agli anni 1896-1907 ma c&#8217;erano stati alcuni tentativi di far aumentare la produttività in Agricoltura con l&#8217;impiego della Chimica.<br />
1850-1913 Industria Chimica (concime artificiale -perfosfato d&#8217;ossa che si ottiene facendo reagire l&#8217;acido solforico con ossa animali) Il Chimico tedesco Liebig (1803-1873) indicò il meccanismo di azione della fertilizzazione dei terreni con concimi organici, dimostrando che l&#8217;azione era dovuta ad alcuni elementi presenti nei concimi (fosforo, potassio, azoto, silicio) [1840]. Dimostrò anche la gliore produttività con l&#8217;impiego di fertilizzanti artificiali -nitrato di sodio, solfato ammonico, sali potassici- come il nuovo perfosfato. La verifica del tedesco diede dunque avvio alla moderna Chimica. Anche in Italia non stavano con le mani in mano e fu il Cavour (1810-1861) attentissimo alle esigenze agricole a costituire la prima ditta per la fabbricazione del concime artificiale con il nome &#8220;Società Rossi, Schiapparelli e Compagnia&#8221; Nel Milanese erano attive fin dal 1853 la ditta del dott. Bernardino Baroni Gaurinoni, la Angelo Curletti (1868), ditta Ajraghi, la Fino, la Tosi di Busto Arsizio; a Torino la Sclopis, la Bechis e C.; ditta del Consorzio agrario di Bagnolo Mella (Bs, 1897) e le Fabbriche riunite degli agricoltori (1899);</h6>
<h6>-Possiamo inoltre supporre una conoscenza non secondaria di ciò che sarebbe diventato successivamente l&#8217;Oro nero, il <strong>Petrolio</strong> e il gas naturale di Cortemaggiore.<br />
La madre Luigia Uttini era originaria di Cortemaggiore e il compositore era solito pregare presso la Collegiata del Paese. Per suo volere fu intrapresa la costruzione dell&#8217;attuale SS 587 che collega Cortemaggiore con Piacenza. Doveva conoscere molto bene nella zona gli affioramenti di petrolio negli Appennini settentrionali risalgono ai tempi degli Antichi romani.<br />
La prima iniziativa imprenditoriale per lo sfruttamento del petrolio significativa fu intrapresa da <strong>Achille Donzelli</strong> nel 1860. Scavò due pozzi a Ozzano (Pr) con una modesta produzione.<br />
Il Marchese <strong>Guido Dalla Rosa Prati </strong>(Parma 1821 – Salsomaggiore 1882), docente universitario di Matematica, fu onorevole al Parlamento insieme a Giuseppe Verdi nel 1961, fu Sindaco di Salsomaggiore dal 1863 al 1874 e Sindaco di Parma dal 1875 al 1877.<br />
Nel 1888 realizzò a Salsomaggiore, tra consistenti eruzioni gassose un pozzo battezzato &#8216;Trionfo&#8217; di 308 metri di profondità per una consistente produzione di 3.750 kg di petrolio al giorno. Autore di interessanti pubblicazioni e studi: Il gas infiammabile a Salsomaggiore [Gazzetta di Parma 1877, n. 157-158]; Salsomaggiore e i suoi bagni [Parma, 1881]; Il petrolio in Italia specialmente nei depositi sotterranei nel sottosuolo di Salsomaggiore [Borgo San Donnino, 1882].<br />
Come non ricordare lo Scandalo Sinclair (1924) e l&#8217;accidentale eliminazione di Giacomo Matteotti.<br />
Nel 1949 per l&#8217;interesse di Enrico Mattei furono scoperti giacimenti a Cortemaggiore e Pontenure, e tutte le successive evoluzioni che portarono all&#8217;incidente di Bascapè.</h6>
<h6>Il primo pozzo petrolifero contemplato della Storia è quello scavato il 27 agosto 1859, a Titusville (Pennsylvania, Usa). L&#8217;importanza della scoperta induce alla nascita, nel 1870 della prima compagnia petrolifera ad opera di J. D. Rockefeller (1839-1937) che chiamerà Standard Oil, l&#8217;odierna Exxon -la Esso italiana.</h6>
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		<title>Maria Callas: XC dalla nascita.</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 23:13:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L'anniversario internazionale più prestigioso dell'anno 2013.  <a href="http://www.notitiae.info/2013/05/08/maria-callas-xc-dalla-nascita/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Fervono i preparativi per un anniversario molto atteso da Melomani e Loggionisti di tutto il mondo.<br />
Il 2 dicembre 2013 il Soprano <strong>Maria Callas</strong> (New York, 2 dicembre 1923 – Parigi, 16 settembre 1977) avrebbe compiuto 90 anni e ad opera dei più appassionati sostenitori della Diva del&#8217;900 -che ha reso omaggio al Melodramma italiano adoperando talento e dedizione- vengono proposti al pubblico diversi eventi per ricordare e conoscerla meglio.<div id="attachment_4826" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/05/RecCallas.jpg"><img src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/05/RecCallas-300x225.jpg" alt="I preziosi oggetti appartenuti alla Callas" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-4826" /></a><p class="wp-caption-text">I preziosi oggetti appartenuti alla Callas</p></div><span id="more-4825"></span>E&#8217; riduttivo pensare di dedicare una sola giornata ad un fenomeno della portata della più celebre Diva internazionale dell&#8217;ultimo secolo, pertanto gli appuntamenti saranno molteplici, interessanti e serrati. Il primo appuntamento ha preso avvio al <a href="http://www.bibendaassisi.it/" title="Bibenda Assisi">Bibenda</a>, il prestigioso locale ad Assisi, ospitando Callas Gold, le tele foglia oro 24 carati della Pittrice senese <strong><a href="http://annasticco.altervista.org/site1/" title="Sticco">Anna Sticco</a></strong>, dedicate alla Diva ed è destinato a rimanere un punto di riferimento di considerevole durata. La preparatissima <a href="http://www.nilahalun.com/" title="Nila Home Page">Nila Halun</a>, la prof.ssa in Storia internazionale che cura il locale e lo spazio espositivo nota un notevole interesse della propria clientela riguardo alla Callas. Ci sono due fenomeni il vino e il canto rappresentato dalla Callas entrambe a forte risonanza mondiale. Culture che provengono da territori diversi ma che trovano un comune impianto nella spiccata bellezza artistica e umana.<br />
Si stanno perfezionando e studiando dunque molti altri appuntamenti sul territorio nazionale e estero tra i quali anticipiamo delle mostre di materiale inedito sulla Diva di collezionisti quali Tanzi dell&#8217;Archivio Internazionale della Callas e l&#8217;arredatore Ilario Tamassia, con particolare enfasi Assisi, Spoleto, Mentone, Monaco per una programmazione decisamente interessante. </p>
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		<title>SpoletoInternationalArtFair: IV appuntamento con l&#8217;Arte.</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 18:32:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>epistola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La quarta serie di personali dell'Expo.  <a href="http://www.notitiae.info/2013/05/07/spoletointernationalartfair-iv-appuntamento-con-larte/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Spoleto, sabato 27 aprile 2013 ore 16:30 </p>
<p>Lo <strong>SpoletoInternationalArtFair</strong> continua il suo articolato percorso con la presentazione di 5 mostre per un numero complessivo di 7 artisti.<div id="attachment_4818" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/05/Tigelli2i.jpg"><img src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/05/Tigelli2i-300x199.jpg" alt="Roberto Tigelli nell&#039;intervista a Arte 24" width="300" height="199" class="size-medium wp-image-4818" /></a><p class="wp-caption-text">Roberto Tigelli nell&#8217;intervista a Arte 24</p></div><span id="more-4816"></span>Si parte da un luogo decisamente importante, la Chiesa di <strong>San Lorenzo </strong>Illuminatore, edificio concesso con estrema parsimonia dall&#8217;Arcidiocesi per la personale della Cibei, gallerista e artista romana conosciuta per le affinità pittoriche di Mario Schifano e la personale dello scultore  Fabio Santori. L&#8217;appuntamento è previsto per le 16 e 30 e come al solito lo staff della prestigiosa manifestazione è al completo e in perfetto orario per la presentazione personalmente in successione di tutti i 6 artisti. Il Presidente Luca Filipponi, il Direttore artistico e critico Giammarco Puntelli, il Direttore marketing Michele Greco, gli addetti stampa, giornalisti e fotografi di prestigiose testate e reti come Arte 24, Tef, critici d&#8217;arte come Alessandra Lupo. Per il secondo appuntamento il trasferimento d&#8217;obbligo era alla Chiesa della Manna d&#8217;Oro nella quale a fare gli onori di casa c&#8217;era il Maestro triestino <strong>Roberto Tigelli</strong>, per la sua personale con opere d&#8217;arte della sua ultima collezione della Luce e qualche rarissimo pezzo della collezione del sentiero delle Acque. L&#8217;ultimo Tigelli confeziona astratti metafisici in cui la dimensione contemplativa diventa componente sempre più fortemente interpretativa. All&#8217;ingresso sulla sinistra ad esempio è esposto il suo San Giovanni Battista facilmente individuabile e riconoscibile immerso in una esplosione di tenui ma variabilissimi colori. Negli ultimi lavori l&#8217;esplosione è generale, totale, in un percorso della luce che stimola la fantasia e l&#8217;io dell&#8217;osservatore in un rapporto con l&#8217;opera d&#8217;arte che esclude ed annulla il ruolo del pittore in questo dialogo. Possiamo dire insomma che queste opere sono come uno specchio in cui l&#8217;osservatore ottiene indietro non la propria immagine esteriore ma quella interiore, sempre mutevole e nuova. Non a caso Tigelli è autore del manifesto dello SpoletoFestival Art della corrente edizione 2013, Expo che si terrà dal 27 al 30 settembre 2013 al Chiostro di San Nicolò.<br />
Si passa dunque alla <strong>Sala orafi</strong> di Via Saffi in cui il Pittore romano Valerio Giuffrè custodisce in maniera molto apprensiva e orgogliosa, in particolare, un suo dipinto; il primo quadro statico della storia, secondo le sue originalissime considerazioni filosofiche. Di cosa si tratta? Di un dipinto diverso dal suo solito genere della &#8220;No art&#8221;, delle sue sole d&#8217;autore che vanno contro la provocazione dell&#8217;Arte. Solo le tonalità dei colori accesi restano uguali ma lo stile è diverso e un volto umano viene lasciato nei suoi veloci tratti a matita, a simboleggiare la staticità dell&#8217;uomo secondo il ragionamento presocratico della Scuola di Elea, che trova il massimo esponente in Zenone. Una provocazione filosofica all&#8217;imperante affermarsi della corrente di Aristotele&#8230; E la provocazione viene rilanciata anche dalla presenza di Tony Raggetti, il &#8220;No artista&#8221; che rappresenta l&#8217;arte con la semplice presenza. Tutta la carovana si muove poi verso l&#8217;<strong>ex Monte di Pietà </strong>per la presentazione della mostra storica antologica del celeberrimo Maestro toscano Sergio Scatizzi pittore tra i più amati a Firenze con l&#8217;esposizione di opere importanti e di altre inedite, mai esposte.<br />
Per terminare si passa al Chiostro di San Nicolò dove ad attendere eccezionalmente fino alle 20 e 30 c&#8217;è <strong>Cecilia Piersigilli</strong> la pittrice ternana anello di congiunzione tra lo Spoleto International art Fair e Spoleto a Colori. Le tele della Piersigilli parlano piucchaltro dei paesaggi cittadini in cui l&#8217;azione dle tempo è marcatamente sentita. L&#8217;azione del tempo potremmo paragonarla alla giornata dell&#8217;affresco ma i cui pigmenti parlano con linguaggi di differenze nell&#8217;intensità cromatica che passa dal chiarissimo della luce solare del meriggio per terminare con il barlume della sera.  </p>
<p><strong>Sala orafi</strong>, Spoleto addì venerdì 3 maggio 2013, ore 16:30<br />
Cambio della guardia, Giuffrè lascia le nicchie della Sala orafi all&#8217;Artista Alessandro Trani. Per l&#8217;occasione ha preparato dei paesaggi marini su misura. La mostra personale di questo artista è stata promossa dalla Galleria Astrolabio di Roma e resterà aperta fino al 18 maggio 2013. La mostra dell&#8217;Artista fiorentino Sergio Scatizzi all&#8217;ex monte di Pietà e quella del Maestro Roberto Tigelli alla Manna d&#8217;Oro resteranno aperte fino al 27 maggio 2013.</p>
<p>La manifestazione conferma la sua forte vocazione internazionale con l&#8217;obiettivo di arrivare nel 2014 con un 40 per cento di artisti e galleristi stranieri e per il 2015 per un 60 per cento , di cui circa la metà extra europei&#8221;. </p>
<p>Guarda il video su <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZiBbth0Hheo&#038;list=UUdH_cFxnS8jAq9rJwStgzjQ&#038;index=1" title="CANTATADACAMERA">CANTATADACAMERA</a>. </p>
<p><strong>Galleria fotografica. </strong><br />

<a href='http://www.notitiae.info/2013/05/07/spoletointernationalartfair-iv-appuntamento-con-larte/siafiv4i/' title='Siaf IV 4'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/05/SiafIV4i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="La Perosnale della Cibei e Santori" /></a>
<a href='http://www.notitiae.info/2013/05/07/spoletointernationalartfair-iv-appuntamento-con-larte/tigelli2i/' title='SIAF IV 2'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/05/Tigelli2i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Roberto Tigelli nell&#039;intervista a Arte 24" /></a>
<a href='http://www.notitiae.info/2013/05/07/spoletointernationalartfair-iv-appuntamento-con-larte/tigelli3i/' title='SIAF IV 3'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/05/Tigelli3i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="La Personale del Maestro triestino R.Tigelli" /></a>
<a href='http://www.notitiae.info/2013/05/07/spoletointernationalartfair-iv-appuntamento-con-larte/scati3i/' title='SIAF IV 4'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/05/scati3i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Le Tele di Scatizzi" /></a>
<a href='http://www.notitiae.info/2013/05/07/spoletointernationalartfair-iv-appuntamento-con-larte/siafiv13i/' title='SIAF IV 5'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/05/SiafIV13i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="La Personale di V.Giuffrè" /></a>
<a href='http://www.notitiae.info/2013/05/07/spoletointernationalartfair-iv-appuntamento-con-larte/piersig2i/' title='SIAF IV 6'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/05/piersig2i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Le Tele della Pittrice ternana Cecilia Piersigilli" /></a>
</p>
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		<title>Vegoia.</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Apr 2013 19:37:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>epistola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vecu, Sibilla etrusca, dei fulmini, delle saette, delle folgori e dei confini.  <a href="http://www.notitiae.info/2013/04/20/vegoia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Vegoia</strong> era una Ninfa etrusca o Sibilla a cui si attribuiscono gran parte delle Rivelazioni etrusche. Considerata essere soprannaturale femminile alato, con nome di Vecu e appellativo di Lasa [ninfa, spirito]*(1).<br />
Con origini dalla Città di Chiusi era la Ninfa delle acque, interpretava i fulmini mandati dagli Dei.</p>
<div id="attachment_4811" class="wp-caption alignleft" style="width: 212px"><a href="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/Vegoia.jpg"><img class="size-medium wp-image-4811 " alt="Vecu Vegoia" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/Vegoia-202x300.jpg" width="202" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Vecu Vegoia</p></div>
<p><span id="more-4810"></span>Conosceva i Riti connessi alla delimitazione dei territori e delle Proprietà. Tutte le sue conoscenze erano contenute nel &#8220;Liber Vegoia&#8221; andato perduto.</p>
<p>E&#8217; rappresentata in forma di giovane fanciulla alata, che indossa tunica e calzari, e con una spiga di grano in mano.<br />
La sua immagine è ritratta fin dall&#8217;antichità: in uno specchio di bronzo (300-275 a.C.) conservato al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia in Roma, insieme a Menvra. In un secondo specchio è rappresentata con Tinia con in mano una saetta; é ritratta anche nell&#8217;annello d&#8217;oro di Todi (300 a.C.) nell&#8217;atto di predire il futuro di una giovane con uno specchio (strumento utilizzato in Etruria per predire il futuro).<br />
E&#8217; associata molto spesso alle Ninfe, alle Profetesse, alla Sybilla e alle Divinità messaggere.</p>
<p>Il nome Vegoia appare nel Corpus dei Gromatici -trattato di metrologia del V secolo a.C. in Latino &#8211; che riferisce dei Libri Vegonici nella dottrina della limitazione e dell’inviolabilità dei termini e cippi di confine, delle opere idraulichee della costruzione dei ponti.<br />
Nel &#8220;Corpus Agrimensorum Romanorum&#8221; è riportato un frammento, in lingua latina, della Profezia etrusca consegnata da Vegoia a Arruns Veltumnus, un Re, Principe o un Veggente etrusco di Chiusi.</p>
<p><strong>La profezia di Vegoia.</strong><br />
Inizia con i resti di una Cosmogonia (origine del mondo) individuata con la Tradizione Caldea che evoca echi biblici.</p>
<p>L&#8217;Elogium di Tarquinia sostiene che l&#8217;Haruspex Tarquitius Priscus (vissuto a Roma alla fine della Repubblica e amico di Varro) aveva composto un &#8220;Carminibus Edidit&#8221;, versione ritmico-poetica dei misteri religiosi rivelati ad Arruns tramite Vegoia.<br />
La rivelazione era l&#8217;inviolabilità dei Territori etruschi Ius Terrae Etruriae e la sacralità dei confini indicati dal Dio Juppiter Terminus. Per il culto, Numa si ispirava ad Egeria, l&#8217;Equivalente etrusco di Vegoia.</p>
<p><strong>IDEM VEGOIAE ARRUNTI VELTYMNO.</strong><br />
Il &#8220;Gromatici Veteres&#8221; riporta un frammento del libro di Vegoia: Scias mare ex aethera remotum. Cum autem Iuppiter terram Aetruriae sibi undicauit, constituit iussitque metiri campos signarique agros. Sciens hominum auaritiam vel terrenum cupidinem, terminis omnia scita esse uoluit. Quos quandoque quis ob auaritiam prope nouissimi octaui saeculi data sibi homines malo dolo uiolabunt contingentque atque mouebunt. Sed qui contigerit atque moueritque, possessionem promovendo suam, alterius minuendo, ob hoc scelus damnabitur a diis. Si serui faciant, dominio mutabantur in deterius. Sed si conscientia dominica fiet, caelerius domus extirpabitur, gensque eius omnis interiet….</p>
<p>indirizzato al Re di Chiusi Arunte Veltimno.</p>
<p>&#8220;Sappi che il mare è stato separato dal cielo. Quando Giove ebbe rivendicato la Terra dell&#8217;Etruria, stabilì e ordinò che le pianure fossero misurate e i campi delimitati. Conoscendo l&#8217;umana avarizia e le passioni che la Terra suscita, volle che tutto fosse delimitato da confini. Questi confini, quando qualcuno, un giorno, mosso dall&#8217;avarizia dell&#8217;VIII che finisce, disprezzerà i beni che gli sono stati concessi e desidererà quelli altrui, gli uomini, con manovre dolose, li violeranno, li intaccheranno o li sposteranno. Ma chi li avrà intaccati o spostati per estendere le sue proprietà e diminuire quelle altrui sarà, per questo delitto, condannato dagli Dei. Se sono schiavi cadranno in schiavitù peggiore. Ma se vi è complicità del padrone, ben presto la casa di quest&#8217;ultimo sarà estirpata, e la sua razza perirà. Coloro che avranno spostato i confini saranno colpiti dalle peggiori malattie e ferite, e afflitti nelle loro membra debilitate. Poi la Terra sarà colpita da tempeste e turbini che la faranno vacillare. I raccolti saranno rovinati e distrutti dalla pioggia e dalla grandine. Vi saranno dissensi tra il Popolo. Questi castighi si produrranno quando avranno luogo tali delitti. Per questo non devi essere né in malafede né in fallo. Metti nel tuo cuore i nostri insegnamenti&#8221;.</p>
<p>Il compito della figura archetipica Vecu è quello di interpretare la volontà degli Dèi Celesti che comunicano con saette e folgori e del rispetto dei confini dettati dalla Divinità Tinia sulla Terra, per la rappresentazione sulla Terra del cosmo celeste.</p>
<p>La delimitazione e il rispetto degli spazi fisici si possono estendere per la protezione e la definizione degli spazi personali interiore e dello &#8220;spazio Prossemico&#8221;. Regole e leggi che Vegoia stabilisce per gli uomini come indicazioni divine, tracciano un limite inviolabile della sfera psicofisica individuale ponendo dei rispetti specifici che pongono gli individui responsbili di fronte a esperienze quotidiane nuove come amore, amicizia, lavoro.</p>
<p>Vegoia si occupa della Divinazione e della Meditazione introspettiva etrusca per la difesa della sfera individuale conoscendo con Tages la Legge di Simpatia.</p>
<p>I <strong>Testi Sacri</strong> etruschi erano le &#8220;Scritture etrusche&#8221; divise in tre Libri: gli Aruspicini, i Fulgurales e i Rituales, detenuti dalla casta sacerdotale.<br />
I Libri Haruspicini di Tagete per l&#8217;interpretazione delle viscere degli animali;<br />
I Libri Fulgurales della Ninfa Vegoia per l&#8217;interpretazione dei fulmini;<br />
I Libri Rituales con le norme di comportamento per la vita pubblica e privata.</p>
<p>I Libri Haruspicini sono attribuiti a Tages.<br />
Libri Rituales sono attribuiti sia a Vegoia che a Tages. Nei Libri Rituales erano raccolte le modalità per i rituali pubblici e privati per vari argomenti: i riti da effettuare nella fondazione delle città, per consacrare altari e templi, le norme giuridiche per mura e porte, le norme rituali per l’organizzazione dei campi, l’istituzione delle tribù, curie, centurie ed esercito. Libri Fatales contenevano le profezie sul destino degli uomini dell&#8217;Etruria secondo la Dottrina dei Saecula, le regole per una maggiore longevità e i Portenta per riconoscere la fine dell&#8217;esistenza.<br />
I Libri Acherontici contenevano sacrifici e preghiere, le prescrizioni cerimoniali, magiche e religiose per il defunto e la descrizione del mondo dell’Oltretomba, la Dottrina degli Di Animales, che con delle pratiche, riti e cerimonie permetteva di far divenire Divinità, i defunti.<br />
Calendari o Ostentaria contenevano i Prodigi o Ostenta che dovevano essere interpretati.</p>
<p>I Testi sacri a <strong>Roma</strong> erano i Libri Vegoici, conservati insieme ai Libri Sibillini nel Tempio di Apollo situato sul Colle Palatino di Roma.<br />
Secondo la Tradizione, i Libri Vegovici furono copiati in lingua latina e venicano conservati insieme ai Libri Sibillini e ai Libri dei Marci -per ordine di Augusto- nel Tempio di Apollo Palatino. Vennero bruciati nel 408 d.C. Per ordine del Generale Stilicone.</p>
<p>Gli Etruschi dividevano lo <strong>Spazio celeste</strong> in quattro settori che corrispondevano ai quattro punti cardinali Nord, Sud, Est ed Ovest.<br />
Ogni settore ulterirmente diviso in quattro in cui risiedeva una divinità. Il settore Est in cui si leva il Sole, era propizio al contrario dell&#8217;ovest il settore in cui il Sole tramonta. La profezia riguardava la direzione e il propagarsi di fulmini e volo degli uccelli.<br />
A Nord-Ovest erano le divinità infernali.<br />
Il termine cerimonia sembra che derivi dalla Città di Caere, dimostrando la spiccata religiosità degli Etruschi.</p>
<p><strong>L&#8217;Arte divinatoria etrusca.</strong><br />
Era una vera e propria religione rivelata e trasmessa dai Profeti e scritta nei libri attraverso due intermediari Tagete e la Ninfa Vegoia. Insegnarono l’arte divinatoria all&#8217;uomo.</p>
<p>La divinazione etrusca prendeva come riferimento il riconoscimento dei segni, e l&#8217;interpretazione attraverso atti e rituali particolari.</p>
<p>In Etruria oltre a Tinia (Zeus) potevano scagliare i fulmini dal cielo per indicare la loro volontà sempre dietro consiglio degli Dei.</p>
<p>Solo nove degli Dèi potevano scagliare i fulmini. Solo Tinia poteva usufruire di tre folgori. Il primo fulmen praesagum era il fulmine che veniva lanciato per avvertimento; il secondo, fulmen ostentorium, veniva scagliato per impaurire dopo consulto tra Tinia e il resto delle divinità; l&#8217;ultimo, fulmen peremptorium aveva effetto devastante.<br />
Il fulmine era così importante per gli Etruschi, rappresentando il volere divino, tanto che il luogo che era colpito veniva considerato infausto da venir eretta una tomba per il folgore</p>
<p>L&#8217;Arte divinatoria insegnava anche i riti espiatori da intraprendere.</p>
<h5><strong>Note.</strong><br />
<strong>*(1)</strong> le Lase erano giovani esseri femminili alate, rappresentate nude o coperte da una tunica e con ricchi calzari di foggia etrusca. La capigliatura ere acconciata in diverse fatture cinta da un diadema, una benda o un copricapo. Ritratte con l&#8217;alabastrum -il recipiente che conteneva unguenti e profumi- e il tappo lungo a immersione per cospargere essenze in mano, quando non erano a mani vuote . A volte tenevano discerniculum (pettine), collana, scettro, specchio, spiga di grano o pergamenna.<br />
Molteplici entità soprannaturali messaggere degli Dèi e consiglieri degli uomini con compiti diversi<br />
Il Fegato di Piacenza riporta il nome Lasl che probabilmente indica ninfe, geni o sibille.</h5>
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		<title>Marietta Gioja Tamburini: una favola nella storia.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 00:36:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>epistola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle Dive assolute del Melodramma.  <a href="http://www.notitiae.info/2013/04/16/marietta-gioja-tamburini-una-favola-nella-storia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Marietta Gioja </strong>(Napoli 1801-1833) illustre Contralto di origini italiane, figlia del celebre coreografo e compositore di balletti per musica Gaetano Gioja -famoso per l&#8217;ideazione dei &#8220;tableaux vivants&#8221;-morto nel 1826.</p>
<div id="attachment_4803" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/Marietta_GioJa_Tamburini.jpg"><img class="size-medium wp-image-4803" alt="Il Contralto Marietta Gioja Tamburini " src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/Marietta_GioJa_Tamburini-300x222.jpg" width="300" height="222" /></a><p class="wp-caption-text">Il Contralto Marietta Gioja Tamburini</p></div>
<p><span id="more-4804"></span>La madre francese -era figlia della Marquise de Pins e del Conte Gaetani (nobile che aveva visitato la Francia nella residenza del Re di Napoli), la famiglia dovette allontanarsi dalla Francia in seguito alla Rivoluzione del 1789 trasferendosi a Napoli- Teresa Gaetani aveva sposato giovane il Marquis de Miriallia che ben presto la lasciò erede della sua fortuna a condizione che rimanesse single- segretamente sposò a Napoli l&#8217;artista Gaetano Gioja (Napoli 1764-1826), perse la sua eredità alla scoperta della violazione della vedovanza. Essa fu chiusa in un convento e ne uscì per interessamento di Maria Carolina. I due ebbero tre figli tra i quali Marietta Gioja.<br />
Marietta Gioja dovette sostenere i primi ruoli prima del 1818 perchè in quell&#8217;anno debuttava al Teatro alla Scala di Milano con &#8220;Il barone di Dolsheim&#8221; di Pacini. Negli anni &#8217;20 interpretava i ruoli rossiniani come &#8220;Il barbiere di Siviglia&#8221; e &#8220;L&#8217;Italiana in Algeri&#8221;. Nel 1822 Gioja incontrò il Baritono Antonio Tamburini (Faenza 1800-Nizza1876) migliore interprete del Bellini, ma anche di Donizetti, Rossini e Mercadante.<br />
L&#8217;<strong>incontro</strong> ebbe curiosi retroscena.<br />
Il Conte Alberto di Gaeta e il Marchese di Ronza tentano di convincere il Tamburini a non entrare in convento, in seguito alla depressione per la morte della madre. Sono riuniti  per dissuaderlo. Dopo inutili tentativi tentano la carta artistica Antonio si avvicina al piano e Ronza accompagna Tamburini in un&#8217;aria della Cenerentola. Finito il brano bussano alla porta e il postino reca al Tamburini la risposta negativa, non sarà accettato nel convento. Antonio è dispiaciuto ma non si rassegna, magari proverà in un altro convento fuori Milano. Ronza e Gaeta non sono soddisfatti ed escogitano un piano, che prevede l&#8217;intercessione della bellissima Marietta Gioja. Su Antonio, Gioja esercitava una fortissimo ascendente perchè oltre che bellissima era anche davvero talentuosa.<br />
Il Marchese di Ronza si reca dunque in casa di Madamea Gioja. Un servitore lo riceve e lo reca nella stanza al cui centro sul tavolo c&#8217;è la Signora assorta nella lettura e la ragazza di estrema bellezza che si accompagnava al piano. Marietta si alzò dal piano per salutare. Il Marchese non potè fare a meno di fissarla così insistentemente che ella arrossì così profondamente tanto che la madre rimase estremamente contrariata e turbata. Il Marchese riconobbe l&#8217;errore e sentì l&#8217;esigenza di chiedere scusa per il comportamento fuori luogo. Chiese poi il permesso alla madre di poter avere un colloquio privato con Madame Gioja. Il Marchese formulò, dunque, la richiesta per assentire alla figlia di cantare sul nuovo Melodramma di Mercadante. Dopo un pò di riluttanza la madre assentì, anche perchè non nascose molto elegantemente che la richiesta servisse per un&#8217;opera di bene verso il Tamburini che non riusciva a riprendersi dal dramma per la scomparsa della madre. In un primo momento Marietta era molto contrariata e la convinse solo l&#8217;elemento della parola data dalla madre al Marchese. L&#8217;occasione oltretutto era ghiotta perchè la preventiva audizione era per il Melodramma &#8220;Il Posto abbandonato &#8221; ossia &#8220;Adele ed Emerico&#8221; di S.Mercadante, per la prima al Teatro alla Scala di Milano fissato per il 21 settembre 1822. Il Tamburini rimase riluttante fino alla fine, deciso com&#8217;era per lasciare il mondo civile per quello religioso. L&#8217;unica concessione che non potè rifiutare era il concerto di saluto finale prima della partenza, per congedarsi con gli amici più intimi. L&#8217;unica richiesta del Tamburini fu quella di consegnare un pacco con tutte le sue più importanti partiture, dopo la partenza. Il Conte fu sorpreso al vedere il nome impresso. Il Tamburini avrebbe donato le sue partiture alla Marietta Gioja. Tamburini espresse la sua intensa passione per la Marietta che oltre che bellissima era anche molto brava. Abbinando la morte della madre con l&#8217;impossibilità di conquistare la bella aristocratica, il tamburini aveva perso l&#8217;entusiasmo di vivere. Si avviarono dunque nel pomeriggio nella casa di un appassionato di Lirica che aveva messo a disposizione il salone attrezzandolo in una sorta di piccolo elegante teatro per il concerto di congedo del Tamburini. Il palcoscenico era stato brillantemente illuminato e rifinito con scene ben dipinte da dare un&#8217;illusione quasi reale. L&#8217;orchestra iniziò a suonare in quell&#8217;ambiente così raffinato che lo spirito del Tamburini rimase colpito e scosso come nella sua più tenera giovinezza. A poca distanza da lui era l&#8217;eroina del brano in tutto il suo splendore e la sua nobile postura. Con un&#8217;involontaria esclamazione di sorpresa egli si mise di fronte. Antonio non scorse audacia o civetteria nel tentativo di Gioja di evitarlo, però non c&#8217;era modo di spiegarsi perchè la musica incalzava. Entrambi gli artisti eseguirono meravigliosamente la propria parte per la gioia del pubblico. Alla fine venne calato il sipario e rimasero da soli uno di fronte all&#8217;altro. Gioja girò per andare via ma Antonio le prese la mano. La fanciulla tentò di liberarsi e nello stesso tempo scoppiò in lacrime. Antonio chiese cosa le avesse mai fatto, e le mostrò tutte le sue speranze, paure e sentimenti e entrambe si abbracciarono in ardente devozione. Apparì una tonalità di rosa e violetto sulle guance di Gioja e distratta dal brusio che veniva dalla sala attravero il telo del sipario, Gioja si divincolò dalla presa per lasciare il palcoscenico, quando entrò la madre che l&#8217;afferro per la mano. Madame Gaetani ebbe parole per benedire la coppia perchè aveva capito che entrambe si amavano, e in modo speciale il Tamburini si mostrava molto sensibile alla figlia. Intanto dalla platea venivano delle urla che declamavano &#8220;Tamburini, fuori Tamburini&#8221;. Ricevettero gli applausi, poi Ronza parlò dell&#8217;imminente congedo di Tamburini, che aveva comunque ancora modo di essere a Milano per presentare il nuovo lavoro di Mercadante.</p>
<p><em id="__mceDel"> Marietta ed Antonio si sposarono durante la quaresima del 1823 e Marietta diede alla luce il primo figlio nel gennaio 1824. Il figlio di Marietta e di Antonio, Salvatore Tamburini divenne anche lui cantante, e l&#8217;altra figlia sposò il tenore Italo Gardoni.</em></p>
<p><strong>Marietta Gioja cantò in tutte queste prime:</strong><br />
Stefano Pavesi <strong>&#8220;Arminio&#8221;</strong> ossia L&#8217;eroe germano (1821) -Sigismondo<br />
Saverio Mercadante <strong>&#8220;Maria Stuarda&#8221;</strong> (1821) -Carlo<br />
Gaetano Donizetti <strong>&#8220;Chiara e Serafina&#8221;</strong> (1822) -Lisetta<br />
Giuseppe Balducci <strong>&#8220;Riccardo l&#8217;intrepido&#8221;</strong> (1824)<br />
Giovanni Pacini <strong>&#8220;La gioventù di Enrico V&#8221;</strong> (1825)<br />
Giocchino Rossini <strong>&#8220;Aureliano in Palmira&#8221;</strong> (1825)<br />
Pietro Generali <strong>&#8220;Chiara di Rosembergh&#8221;</strong> (1826)<br />
Gaetano Donizetti <strong>&#8220;Alahor in Granata&#8221;</strong> (1826) -Muley Hassem<br />
Felice Frasi <strong>&#8220;La selva d&#8217;Hermanstadt&#8221;</strong> (1827) -Isabella<br />
Francesco Carini <strong>&#8220;Pigmalione&#8221;</strong> (1827)<br />
Giuseppe Persiani <strong>&#8220;Il solitario&#8221;</strong> (1829) -Corrado<br />
Giovanni Pacini <strong>&#8220;Il talismano&#8221;</strong>, o sia, La terza crociata in Palestina (1829) -Berengaria<br />
Carlo Conti <strong>&#8220;Giovanna Shore&#8221;</strong> (1829) -Alicia<br />
Saverio Mercadante <strong>&#8220;Zaira&#8221;</strong> (1831)<br />
Gaetano Donizetti (1797-1848) <strong>&#8220;La romanzesca e l&#8217;uomo nero&#8221;</strong> (1831)<br />
Gaetano Donizetti <strong>&#8220;Francesca di Foix&#8221;</strong> (1831) -Edmondo<br />
Vincenzo Bellini <strong>&#8220;La straniera&#8221;</strong> (1832)</p>
<p><strong>Le colleghe e concorrenti di Gioja dell&#8217;epoca: </strong><br />
Isabella <strong>Colbran</strong> (Madrid, 1785 – Castenaso 1845) (S) &#8211; Rosmunda Benedetta <strong>Pisaroni</strong> (Piacenza, 1793 – 1872) (C) &#8211; Giuditta Angiola Maria Costanza <strong>Pasta</strong> Negri (Saronno 1797 – Como 1865) (MS) – Angelica <strong>Catalani</strong> (Senigallia1780 – Parigi1849) (S) &#8211; Maria <strong><a title="Maria Malibran" href="http://www.notitiae.info/2012/09/15/maria-malibran-la-diva-delle-dive/">Malibran</a></strong> (Parigi 1808 – 1836 Manchester) (C) &#8211; Giulia <strong>Grisi</strong> (Milano 1811 – Berlino 1869) (S) &#8211; Fanny Tacchinardi <strong>Persiani</strong> (Roma 1812 – Parigi 1867) (S)</p>
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		<title>SpoletoInternationalArtFair Spoleto-Versilia e ritorno.</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 00:54:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L'Arte contemporanea itinerante Spoleto città Teatro.  <a href="http://www.notitiae.info/2013/04/10/spoletointernationalartfair-spoleto-versilia-e-ritorno/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Carrara</strong>, mercoledì 3 aprile 2013 ore 17:00.</p>
<p>La Biennale Internazionale d&#8217;Arte <a title="Spoleto International Art Fair" href=" http://www.spoletointernationalart.it/">SpoletoInternationalArtFair</a> è stato presentata nella Capitale mondiale del Marmo<strong>*(1)</strong>, la prestigiosa Città toscana delle Alpi Apuane del Comprensorio della Lunigiana Storica, <strong>Carrara *(2)</strong>.</p>
<div id="attachment_4795" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/Carrara6i.jpg"><img class="size-medium wp-image-4795" alt="Il Monumento dell'Arch.A.Giorgi &quot;Il Giocoliere&quot; " src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/Carrara6i-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Il Monumento dell&#8217;Arch.A.Giorgi &#8220;Il Giocoliere&#8221;</p></div>
<p><span id="more-4783"></span>Ad organizzare ed ospitare l&#8217;evento, nella Sala conferenze della Camera di Commercio di Carrara, il Direttore Artistico della manifestazione, il Critico e <strong>Prof.Giammarco Puntelli</strong> che ha voluto coinvolgere la sua prestigiosissima Città nel connubio tra due centri artistici dell&#8217;importanza come Spoleto e Carrara. Città distanti nello spazio ma vicine a livello culturale ed artistico. Carrara con una florida economia industriale e una propensione artistica davvero imponente nelle arti visuali e Spoleto Capitale delle arti nel suo complesso e nella diffusione media. Il dialogo sembra molto costruttivo perchè rilancia gli scambi e gli intrecci culturali tra varie attività artistiche ed industriali che fanno progredire il sapere. La conferenza presentata dalla D.ssa Annalisa Saccheti è stata molto seguita in modo speciale dagli artisti e dai media. Praticamente erano presenti gran parte degli artisti più importanti impegnati con le personali tra i quali spiccano i Maestri Menozzi, Tigelli, Monteforte, l&#8217;Arch.tto Alessandro Giorgi che ci è stato da guida nella sua Città sia per le vicende storiche che per il suo monumento in Piazza Cesare Battisti e molte delle più importanti testate dell&#8217;arte come Urbis et Artis, Arte in, reti nazionali come Rai, Canale 836 di Sky con il regista A.Mastrini e la giornalista Barbara Isidori. Tra i relatori il Prof.Luca Filipponi, Presidente dello Spoleto International Art Fair, il Prof.G.Puntelli, il direttore marketing Michele Greco, il Direttore di Urbis et Artis Gastone Ranieri Indoni, Lorella Pagnucco Salvemini direttore della rivista Arte in, la Baronessa Soares, il critico Sonia Terzino e i curatori delle collettive Girardi, Cibei di Astrolabio e Artinvest. E&#8217; stata illustrata compiutamente l&#8217;intera rassegna artistica con il suo iter gennaio-novembre e le più recenti problematiche connesse al successo del catalogo già in ristampa e le notevoli richieste di partecipazione degli artisti che vede il tutto esaurito degli spazi espositivi e l&#8217;accorciamento dei tempi morti per dar spazio e accontentare le richieste di artisti di eccellenza internazionale. La conferenza ha rimandato all&#8217;imminente successivo terzo appuntamento a Spoleto per le personali di sabato 6 aprile pv.</p>
<p><strong>Spoleto</strong>, sabato 6 aprile 2013<br />
A partire dall&#8217;Ex Monte di Pietà, alle ore 16:30, in Via Saffi, è stata presentata la mostra personale del Pittore fiorentino <strong><a title="Alinari" href="http://www.notitiae.info/2012/06/29/mostra-alinari-alla-galleria-simboli-art-di-firenze/">Luca Alinari</a></strong>. Assente il Maestro per problemi di salute, ma il Prof.G.Puntelli ha inviato i saluti dell&#8217;Artista con la rassicurazione che le sue condizioni si ristabiliranno per il meglio al più presto. L&#8217;artista ha siglato il manifesto dei Mondiali di Ciclismo 2013 che si terranno in Toscana. Il Maestro Alinari parteciperà allo SpoletoFestivalart che si svolgerà al Chiostro di san Nicolò dal 27 al 30 settembre 2013 attraverso la galleria Fiorentina diretta da Michele Greco Art Symboli. Alinari è un Maestro molto apprezzato, discendente della famiglia dei prestigiosi fotografi fiorentini, che si lascia apprezzare per il suo &#8216;Stile&#8217; onirico proiettato nel disegno classico più puro.</p>
<p>A seguire presso la Sala Orafi è stata presentata la personale della Pittrice <strong>Elisa Donetti</strong>. Un&#8217;Artista che sta avendo notevoli successi di critica e di pubblico. E il succeso lo abbiamo sperimentato direttamente con una cura meticolosa estrema dell&#8217;allestimento. Lo stile ricalca il tema onirico caro ad Alinari, ma è risolto non all&#8217;interno delle forme classiche rinascimentali, ma in tessere di mosaico molto raffinate e attraenti.<br />
Il percorso itinerante ha avuto termine &#8216;in gloria&#8217; alla Manna D&#8217;Oro, per la mostra personale del Maestro Romano <strong><a title="Testa" href="http://www.notitiae.info/2012/03/13/la-bottega-del-maestro-gianni-testa/">Gianni Testa</a></strong>, noto come pittore metafisico di cavalli, Artista che vedrà celebrare la sua lunga carriera internazionale con una storica mostra antologica presso il Vittoriano in Roma per il 2014. Per i lettori di Notitiae il Maestro Testa è un autore molto stimato e conosciuto, un autore che con il classico olio e la tavolozza in pero, interpreta con un gusto tipicamente da bottega, la tradizione estetica della prestigiosissima Scuola romana</p>
<p>Tutte le mostre rimarranno aperte fino a venerdì 26 aprile 2013. I lettori sono tutti invitati per la successiva IV Tornata di SpoletoInternationalArtFair che presenterà il Maestro Triestino <strong>Tigelli</strong>.<br />
Per gli estimatori dell&#8217;Arte contemporanea è un vero privilegio poter approfittare di una siffatta programmazione che porta nel territorio un confronto diretto del meglio della ideazione nostrale ed internazionale. &#8220;Spoleto città Teatro&#8221;, tutte le Mostre sono aperte al pubblico ad ingresso tassativamente gratuito.<br />
Jacopo Feliciani</p>
<h5><strong>Note. </strong><br />
<strong>*(1)</strong> Il termine Marmo deriva dal Termine greco marmairon che significa risplendere, indicando le rocce adatte ad essere lucidate. L&#8217;origine del termine si associa al bianco marmo Proconnesio dell &#8216;Isola di Marmara, tra i primi materiali ad essere tagliati.<br />
Il termine romano marmora si associava a tutte le pietre o lapis, adatte ad essere lucidate come marmi, porfido, alabastri e graniti. Con il termine Lapides venivano invece indicati i materiali edili o pietre levigabili -tufi e travertini.<br />
Come materiali edili da costruzione o Lapides venivano impiegate le pietre locali comuni come i travertini o il ceppo.<br />
I Marmi antichi che usavano i Romani provenivano dall&#8217;Anatolia, porfido, graniti e alabastri dall&#8217;Egitto, Cipollino Mandolato dai Pirenei, Breccia Verde di Sparta e il marmo giallo dalla Numidia.<br />
Le maggiori richieste edilizie dell&#8217;Impero (I sec. a.C.) resero i più vicini marmi di Carrara più competitivi, e vennero pertanto ad essere molto richiesti.<br />
Il marmo è una roccia metamorfica che ha un contenuto in carbonato di calcio superiore al 50% e composto da altre tipologie di rocce per la parte restante -norma EN 12670. La purezza del marmo è importante per quei lavori di cesellatura fine che insieme alla grana fine permette una lavorazione piu&#8217; dettagliata e fine.<br />
Il Bianco di Carrara ha collocazione geologica nel Giurassico ossia 195-140 milioni di anni.<br />
Il marmo bianco è quello più puro e cristallino, gli altri colori utilissimi nella plasticità cromatica sempre ugualmente pregiatissimi sono considerate impurità.<br />
Un marmo specialmente nella colorazione bianca di una qualità eccelsa che è stato ed è impiegato per i lavori architettonici ed artistici internazionali di più grande lustro a partire dal periodo preromano, per arrivare fino a Michelangelo in cui si ha una esplosione a livello &#8216;industriale&#8217;, continuando fino ai nostri giorni. Le varietà sono principalmente tre il Bianco di Carrara, il Bianco Michelangelo e il Bardiglio di colorazione (grigio verde) con verie porosità in purezza o con varie venature.</h5>
<h5><strong>*(2)</strong> Il nome deriva da Kar che nell&#8217;Antico ligure significa &#8220;luogo delle pietre&#8221;. Qualche studioso ha ipotizzato una derivazione egiziana da Kar-Rha che significa Tempio del Sole. I primi insediamenti nel territorio di Carrara risalgono al IX secolo a.C., ad opera della popolazione di Origine celtica dei Liguri Apuani. Sotto gli Etruschi Carrara si trovava all’estremità occidentale della regione Etruria. La Città di Luni divenne importante come avanposto per l&#8217;estrazione del marmo dalle montagne circostanti. Il porto di imbarco era denominato Portus Lunae che nella versione italiana significa Porto della Luna in ragione della conformazione a falce dello stesso consacrato alla Dea romana &#8220;Lunae&#8221; (Diana Lucifera), che i Greci chiamavano città e porto della Dea Selene (Roma riuscì ad espugnare la Regione soltanto nel 180 a.C.). Il porto di Luni era ubicato in prossimità della foce del Fiume Magra che nel I secolo a.C., secondo la descrizione di Tito Livio, era di grandi dimensioni e una disposizione su più punti con prevalenza sulla parte destra dell&#8217;estuario. -Gli studi sulla variazione dell&#8217;estuario del Magra con cui si risale alla fine della glaciazione wurmiana, inizio dell’Olocene, (10.000 a.C. c.ca) il livello del mare presso la riva di Luni era di 7-8 metri più basso dell’attuale con il tratto finale del corso del fiume costituito da una piana di depositi sabbiosi; una variazione importante avviene nel 2000 a.C. al termine del periodo caldo post-glaciale, il livello marino si innalza superando 4 metri quello attuale creando un’area paludosa; il clima freddo e piovoso del I millennio a.C. fece regredire il livello del mare e costituire una piana alluvionale sabbiosa più estesa, che si protrasse fino a metà ‘800; dal 1878, si verificò un&#8217;inversione con progressiva erosione e arretramento della linea di costa ad est dell’estuario del Magra, la situazione che troviamo poi fino ad oggi-</h5>
<h5>Proprio nel I secolo a.C. la Città di Luni divenne il porto di imbarco dei marmi estratti dalle Alpi Apuane. Dalle antiche cave marmifere erano portati sui carri al Porto di Luni per essere imbarcati.<br />
Già in periodo romano si conoscevano i tre principali giacimenti, i tre bacini marmiferi principali di Torano -Cave di Mandria e Polvaccio- di Miseglia -Cave di Canalgrande, Fantiscritti, Tagliata- e di Colonnata -Cave del Bacchiotto, Calaggio, Gioia, Fossa Ficola,Fossacava.<br />
L&#8217;estrazione diminuì molto con la caduta dell&#8217;Impero e le scorrerie dei barbari con i Bizantini sconfitti nel 642 dai Longobardi di Rotari preferirono la valle e la Città di Carrara, maggiormente difendibile, piuttosto che Luni. Pertanto Carrara acquisì sempre maggiore importanza. Gli abitanti di Luni passarono a Sarzana in seguito alle frequenti scorrerie dei Normanni.<br />
La richiesta del marmo ebbe un progressivo declino che riparte solo nel tardo Medioevo e l&#8217;inizio del Rinascimento. Le commissioni più ingenti sono quelle del Papato che vuole riportare Roma all&#8217; antico splendore e le nobili Famiglie fiorentine, genovesi e veneziane.<br />
Ecco quindi che il nuovo porto di Carrara, Bocca di Magra comincia ad avere importanza con il metodo di carico della &#8220;capra&#8221; o della &#8220;vetta&#8221;.<br />
Uno sviluppo ulteriore si deve all&#8217;unione delle famiglie Cybo e Estensi con il matrimonio (1741) della Contessa di Massa Carrara, Maria Teresa Cybo (proprietaria delle cave più prestigiose in un tratto di litorale di 12Km), con il duca Ercole Rinaldo D&#8217;Este di Reggio e Modena. Il padre dello sposo, il Duca Francesco III, fece costruire un grande bacino per il carico e lo scarico dei marmi e delle merci. Poi nel 1851 l&#8217;industriale del marmo Walton, tra i leader nella lavorazione e nello scavo del marmo, costruirà il primo pontile di caricamento per il marmo. Del 1871 il secondo pontile e il terzo nel 1880. Il trasporto su binari (1876) diede un altro impulso e sviluppo, come fece anche il sistema di taglio che dall&#8217;antico Sistema di taglio direttamente su monte romano con formelle a cuneo, mazzoli e scalpelli (sfruttando le fratture e fessure naturali); si passa direttamente al &#8217;700 , periodo nel quale si impiega con impatto ambientale disastroso e spreco di materiale l&#8217;esplosivo inserito nelle insenature create artificialmente con l&#8217;erosione dell&#8217;acido; ed infine nel 1889 l&#8217;adozione di una nuova tecnica (brevetto di un Belga) con un impianto che consentiva il taglio di marmo con filo elicoidale (una treccia di 3 cavi d&#8217;acciaio di 5mm che consentiva il taglio per discesa dentro la massa rocciosa della parte del filo che scorreva tra due montanti che incideva il marmo colando una miscela di acqua e sabbia ), presentato all’Esposizione Internazionale di Parigi.<br />
Il Ministero dei Lavori Pubblici (1922) diede il via ai lavori finali di realizzazione del Porto di Marina di Carrara che distrutto nella seconda Guerra (1942) venne ricostruito nel 1954.</h5>
<p>Guarda il video su <a title="CANTATADACAMERA TV" href="http://www.youtube.com/user/CANTATADACAMERA">CANTATADACAMERA TV</a>.</p>
<p><strong>Galleria fotografica. </strong></p>

<a href='http://www.notitiae.info/2013/04/10/spoletointernationalartfair-spoleto-versilia-e-ritorno/carrara38i/' title='Carrara 38'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/Carrara38i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Carrara 38" /></a>
<a href='http://www.notitiae.info/2013/04/10/spoletointernationalartfair-spoleto-versilia-e-ritorno/carrara37i/' title='Carrara 37'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/carrara37i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Il Prof.Luca Filipponi" /></a>
<a href='http://www.notitiae.info/2013/04/10/spoletointernationalartfair-spoleto-versilia-e-ritorno/carrara36i/' title='Carrara 36'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/Carrara36i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="I Relatori" /></a>
<a href='http://www.notitiae.info/2013/04/10/spoletointernationalartfair-spoleto-versilia-e-ritorno/carrara31i/' title='Carrara 31'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/Carrara31i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="I Maestri Tigelli e Menozzi" /></a>
<a href='http://www.notitiae.info/2013/04/10/spoletointernationalartfair-spoleto-versilia-e-ritorno/carrara27i/' title='Carrara 27'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/Carrara27i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="L&#039;Editrice Lorella Pagnucco Salvemini" /></a>
<a href='http://www.notitiae.info/2013/04/10/spoletointernationalartfair-spoleto-versilia-e-ritorno/carrara24i/' title='Carrara 24'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/Carrara24i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Il Direttore di Urbis et Artis G.R.Indoni" /></a>
<a href='http://www.notitiae.info/2013/04/10/spoletointernationalartfair-spoleto-versilia-e-ritorno/carrara21i/' title='Carrara 21'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/carrara21i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Il Prof.Giammarco Puntelli" /></a>
<a href='http://www.notitiae.info/2013/04/10/spoletointernationalartfair-spoleto-versilia-e-ritorno/carrara11i/' title='Carrara 11'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/Carrara11i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Il pubblico nella Sala CCIAA" /></a>
<a href='http://www.notitiae.info/2013/04/10/spoletointernationalartfair-spoleto-versilia-e-ritorno/carrara9i/' title='Carrara 9'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/Carrara9i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Il Pubblico nella Sala conferenze della CCIAA di Carrara" /></a>
<a href='http://www.notitiae.info/2013/04/10/spoletointernationalartfair-spoleto-versilia-e-ritorno/carrara7i/' title='Carrara 7'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/Carrara7i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Filipponi - Biadetti - Giorgi" /></a>
<a href='http://www.notitiae.info/2013/04/10/spoletointernationalartfair-spoleto-versilia-e-ritorno/carrara6i/' title='Carrara 6'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/Carrara6i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Il Monumento dell&#039;Arch.A.Giorgi &quot;Il Giocoliere&quot;" /></a>
<a href='http://www.notitiae.info/2013/04/10/spoletointernationalartfair-spoleto-versilia-e-ritorno/carrara5i/' title='Carrara 5'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/Carrara5i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Il Monumento dell&#039;Arch.A.Giorgi &quot;Il Giocoliere&quot;" /></a>
<a href='http://www.notitiae.info/2013/04/10/spoletointernationalartfair-spoleto-versilia-e-ritorno/siafiii12i/' title='SIAF III 2'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/siafiii12i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Personale della Pittrice Elisa Donetti" /></a>
<a href='http://www.notitiae.info/2013/04/10/spoletointernationalartfair-spoleto-versilia-e-ritorno/siafiii2i/' title='SIAF III 3'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/SIAFIII2i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Personale del Maestro Gianni Testa" /></a>
<a href='http://www.notitiae.info/2013/04/10/spoletointernationalartfair-spoleto-versilia-e-ritorno/siafiii1i/' title='SIAF III 1'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/SiafIII1i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Personale del maestro Luca Alinari" /></a>

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		<title>Torneo Internazionale di Scacchi “Città di Spoleto” I Edizione 2013.</title>
		<link>http://www.notitiae.info/2013/04/08/torneo-internazionale-di-scacchi-citta-di-spoleto-i-edizione-2013/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 21:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>epistola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Scacchi]]></category>
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		<category><![CDATA[Torneo]]></category>

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		<description><![CDATA[Un 'gioco' elitario, intuito ed intelletto...  <a href="http://www.notitiae.info/2013/04/08/torneo-internazionale-di-scacchi-citta-di-spoleto-i-edizione-2013/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Spoleto, 1 aprile 2013. </p>
<p>Dal 29 marzo al 1 aprile 2013 il Teatro Nuovo Giancarlo Menotti di Spoleto ha ospitato il <strong>I Torneo Internazionale di Scacchi “Città di Spoleto”</strong>. Organizzato dall&#8217;Accademia Internazionale di Scacchi in un contesto raffinatissimo ed elegantissimo della Sala 17 settembre del Teatro nuovo di Spoleto, in gran silenzio e perfetta meditazione si sono sistemati i giocatori nelle loro lunghe meditazioni di sfida.<div id="attachment_4778" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/Scacchi10i.jpg"><img src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/Scacchi10i-300x199.jpg" alt="La Scacchiera" width="300" height="199" class="size-medium wp-image-4778" /></a><p class="wp-caption-text">La Scacchiera regolamentare</p></div><span id="more-4776"></span>Il gioco degli Scacchi ha delle tradizioni antichissime. Shah Mat, il Re (Scià) è morto, un gioco nato in Persia e pervenuto in Occidente grazie agli Arabi. Una sfida che accomuna le culture Oriente ed Occidente. Parlare di &#8216;gioco&#8217; risulta molto riduttivo perchè l&#8217;attività sviluppa un uso intenso del pensiero in linguaggi e intelligenze specialmente non verbali. Bambini, adulti, donne, anziani il terget è molto vasto. La tipologia varia ma lo scacchista campione ha una peculiarità ben distinta, un quoziente intellettivo sempre molto alto e spiccato, una memoria di ferro, studio, molto allenamento. Capacità di risolvere problemi e intuito sono le componenti essenziali più che la capacità di elaborazione dei movimenti. La capacità di memorizzare modelli (fino a 50.000) contraddistingue i Maestri che offre la possibilità del rapido e istintivo intuito a seguire la strategia migliore per portare a termine vittorioso dichiarando lo scacco matto.<br />
E&#8217; davvero stimolante scambiare delle chiacchiere con gli scacchisti perchè si percepisce subito il genio che li anima. La Città è stata invasa dagli scacchisti più importanti ed essendo il primo Open internazionale nella Città del Festival ha riscosso un enorme successo.<br />
Con un montepremi di 2.500 euro complessivi ha visto vittorioso l&#8217;Italiano <strong>Dvirnyy Danyyil</strong>. </p>
<p><a href="http://www.accademiainternazionalediscacchi.com/" title="Accademia Scacchi">Accademia Internazionale di Scacchi </a><br />
Via Campo di Marte, 52 Perugia (Pg)<br />
e-mail: segreteria@accademiainternazionalediscacchi.com</p>
<p>Il prossimo evento è fissato a <strong>Marina di Grosseto</strong> con il 2° Open Internazionale degli Scacchi della Maremme Marina di Grosseto 9-12 maggio 2013. </p>
<p><strong>Classifica. </strong><br />
1	Dvirnyy Danyyil	        ITA	2530<br />
2	Congiu Mathilde	        FRA	2220<br />
3	Chiaretti Roberto	ITA	2204<br />
4	Lodici Lorenzo	        ITA	2042<br />
5	Calabrese Claudio	ITA	1976<br />
6	Stromboli Ettore	ITA	2324<br />
 	Pescatore Lorenzo	ITA	2206<br />
8	Calandri Fausto	        ITA	2105<br />
9	Marsili Riccardo	ITA	2101<br />
10	Messina Roberta	        ITA	2001<br />
11	Colantuono Virginia	ITA	1812<br />
12	Wieringa Helmer	        NED	2091<br />
13	Lim Kian Hwa	        MAS	1839<br />
14	Simoncini Francesco	ITA	2041<br />
15	Tortolini Francesco	ITA	1921<br />
 	Brugaletta Giorgio	ITA	1727<br />
17	Di Primio Eugenia	ITA	1982<br />
18	Carletti Davide M.	ITA	1882<br />
19	Trasciatti Mirko	ITA	1964<br />
20	Cuppone Damiano	        ITA	1941<br />
21	Scali Fausto		ITA	1950<br />
22	Bighiu Gheorghe	        ITA	1978<br />
23	Gambardella Piero	ITA	2007<br />
 	Rebeggiani Andrea	ITA	1932<br />
25	Di Benedetto Desiree	ITA	1752<br />
26	Le Bail Clara		FRA	1984<br />
27	Tortora Franco	        ITA	1870<br />
28	Di Benedetto Edo.	ITA	1903<br />
29	Rybytskyi Stepan	UKR	1764<br />
30	Spanos Nomikos	        GRE	1772<br />
31	Maddaloni Giovanni	ITA	1713<br />
32	Cicioni Luigi		ITA	1831<br />
33	Belloni Umberto	        ITA	1804</p>
<p><strong>Galleria fotografica.</strong><br />

<a href='http://www.notitiae.info/2013/04/08/torneo-internazionale-di-scacchi-citta-di-spoleto-i-edizione-2013/scacchi4i/' title='Scacchi 4'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/Scacchi4i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="I tavoli da gioco" /></a>
<a href='http://www.notitiae.info/2013/04/08/torneo-internazionale-di-scacchi-citta-di-spoleto-i-edizione-2013/scacchi10i/' title='Scacchi 10'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/Scacchi10i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="La Scacchiera regolamentare" /></a>
<a href='http://www.notitiae.info/2013/04/08/torneo-internazionale-di-scacchi-citta-di-spoleto-i-edizione-2013/campionatiscacchi1i/' title='Campionati Scacchi'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/CampionatiScacchi1i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="La Sala 17 settembre" /></a>
</p>
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		<title>Callas Gold al Bibenda.</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Apr 2013 11:27:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>epistola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Assisi, venerdì 29 marzo 2013. Anno 2013 molto intenso per il Melodramma, con i festeggiamenti di anniversari dalla nascita dei personaggi più illustri dell&#8217;Opera lirica.Ai Romantici Giuseppe Verdi e Richard Wagner, indiscussi massimi esponenti dell&#8217;ideazione compositiva, si aggiunge con altrettanto &#8230; <a href="http://www.notitiae.info/2013/04/04/callas-gold-al-bibenda/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Assisi, venerdì 29 marzo 2013.</p>
<p>Anno 2013 molto intenso per il Melodramma, con i festeggiamenti di anniversari dalla nascita dei personaggi più illustri dell&#8217;Opera lirica.<div id="attachment_4771" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/CallasGold.jpg"><img src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/04/CallasGold-300x199.jpg" alt="Omaggio alla Callas 90° della nascita" width="300" height="199" class="size-medium wp-image-4771" /></a><p class="wp-caption-text">Omaggio alla Callas 90° della nascita</p></div><span id="more-4770"></span>Ai Romantici <a href="http://www.notitiae.info/2012/10/08/roncal-capitale-del-melodramma/" title="Anniversario Verdi">Giuseppe Verdi</a> e Richard Wagner, indiscussi massimi esponenti dell&#8217;ideazione compositiva, si aggiunge con altrettanto merito esecutivo, Cecilia Sophia Maria Anna Kalogheròpoulos (New York, 2 dicembre 1923 – Parigi, 16 settembre 1977) il soprano assoluto <strong>Maria Callas</strong>.<br />
Il tributo alla Callas dopo i festeggiamenti del 35° dalla nascita del passato anni, continua con l&#8217;attività pittorica e commemorativa della Pittrice Anna Sticco. Dopo la partecipazione alla Biennale di Palermo con un&#8217;esposizione delle più selezionate opere a Palazzo Malfitano, la Pittrice senese torna nella Patria di Francesco ad Assisi per omaggiare il celebre soprano per i 90 anni dalla nascita. Per l&#8217;occasione ha preparato una selezione oro altamente significativa. Le <strong>nuove esclusive tele</strong> della Pittrice senese Anna Sticco son rifinite foglio oro 24 carati e sono in mostra al prestigioso Bibenda di Assisi. Bibenda Assisi è una location che ospita eventi culturali di esclusivo interesse, coniugandolo con le proprie proposte eno-gastronomiche di sapiente, studiato e rinnovato valore.<a href="http://www.bibenda.it/" title="Bibenda Rivista"> Bibenda</a> è anche la rivista specializzata di maggior prestigio. Evento <a href="https://www.facebook.com/events/313935278734698/" title="Evento Facebook">Facebook</a>. Guarda il video su <a href="http://www.youtube.com/user/CANTATADACAMERA" title="CANTATADACAMERA TV">CANTATADACAMERA</a>.</p>
<p><a href="http://www.bibendaassisi.it/" title="Bibenda Assisi">Bibenda Assisi </a>-<br />
Via Nepis, 9<br />
06081 ASSISI (PG)<br />
Tel. +39 075 8155176 </p>
<p>http://www.bibendaassisi.it/</p>
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		<title>TNT in HOFFICINA d’ARTE.</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Apr 2013 23:20:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>epistola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti visuali]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Hofficina]]></category>
		<category><![CDATA[Marcantoni]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[reinterpretare le opere dei Maestri del passato.  <a href="http://www.notitiae.info/2013/04/03/tnt-in-hofficina-darte/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>TNT GROUP &#8211; ORA,NOW. MAURO BELLUCCI, DANIELE CARNOVALE, DANIELE CONTAVALLI, FERNANDO DI NUCCI, MAURO MOLLE<br />
Vernissage 6 aprile ore 18.00<br />
Dal 6 al 17 aprile 2013<br />
A cura di Romina Guidelli e Claudio Marcantoni</p>
<div id="attachment_4478" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2012/12/MosLupo3i.jpg"><img class="size-medium wp-image-4478" alt="Collective Exibit n.1" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2012/12/MosLupo3i-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Hofficina d&#8217;Arte</p></div>
<p><span id="more-4768"></span><strong><a title="Hofficina dell'Arte" href="http://www.hofficinadarte.eu/">HOFFICINAd’ARTE</a></strong><br />
Via del Vantaggio, 3 Roma / TEL. 06 3236202 Lun/Sab 10.30-14.00; 16.30-19.30 hofficinadarte@tiscali.it / www.hofficinadarte.eu www.ilgruppotnt.com<br />
Con il Patrocinio di Roma Capitale e Biblioteche di Roma.</p>
<p><strong>Dal Manifesto TNT GROUP:</strong><br />
“TNT sa che ci siamo già giocati la creazione e che siamo in un continuo tutti giù per terra.<br />
Fare una galleria convulsa di volti, corpi e situazioni della nostra società, genti mai viste e pur notissime, non desiderate dall’idea conforme di ciò che è bello o anche correttamente brutto.<br />
Fare il corpo e la sua deflagrazione, la sua mutazione ora, in questo ora, adesso che è l’anno che passa e quello che arriva, di questo inguaribile tempo storico.<br />
I corpi devono essere esterni, di chi è mondo visibile ai più. Nessun anonimo, tutto è noto ma non sempre in visione.</p>
<p><strong>LA VISIONE è di TNT.</strong><br />
Non celebrazione di stereotipati standard, ma affronto derisione, denuncia del fenomeno del vero che accade &#8230;ora, adesso!” TNT<br />
Avrete letto di loro, forse. Forse qualcuno avrà visitato il loro sito che mostra l’Opera-Opere, in bilico tra passato, presente e futuro prossimo, in arrivo… Benvenuti. TNT GROUP: 5 Artisti: Mauro Bellucci, Daniele Carnovale, Daniele Contavalli, Fernando Di Nucci, Mauro Molle. 5 Grandi Tele. Ispirazione: l’opera Davide e Golia di Caravaggio, oggi. Con lui e dopo di lui. Moderni Davide, Contemporanei Golia. Freudiani vittime e carnefici. “Scegliere di reinterpretare l’Opera di Caravaggio e farlo attraverso disegno e pura pittura, significa affidarsi, sfidarsi e poi, lasciare che se ne parli”. Romina Guidelli Subito il fascino, sentito il “peso”. Rivendicato il significato, concepita e riscoperta la destabilizzante attualità del soggetto, percepita come superiore all’immortalità dell’opera, i 5 artisti hanno elaborato l’immagine selezionata senza tradirla, facendo in modo che somigliasse il più possibile a essi stessi: uomini/<br />
contemporanei. Attraverso questo desiderio e il lavoro dell’Arte, avviene la traduzione del volto e dell’anima di un’Epoca, di una condizione umana che muta, ma forse mai abbastanza; poiché nonostante ineluttabilmente evolva, nella contingenza sa eludere il suo corso, interromperlo a tratti sublimi o travestirlo. Eppure-oppure, Umanità stessa, nella pausa, nel caos, nel colore, nel gruppo, gode del tempo e lucida lo smalto. “I 5 lavori del Gruppo TNT spaziano per il presente direttamente dalla storia dell&#8217;arte e individuano punti nevralgici dei nostri tempi: moderni Davide e moderni Golia si danno senza soluzione di continuità. Disgregazioni di punti che cercano unità, messe a fuoco, coni di luce, teatralità esibite e attualizzate; drammatiche espressioni, lucide analisi. I 5 lavori infine, dopo aver compenetrato il soggetto, si compenetrano essi stessi. Davide e Golia si mostra improvvisamente come un lavoro unico a 5 mani. Apre e chiude il palco in energiche scene presenti, vive e irreversibilmente centrali. La pittura si da senza alibi: niente eversione dalla realtà. Realtà pittorica, contenuto che in-forma. (…) Dentro, e non fuori, la pittura si disgrega, inonda lo spazio dell&#8217;emozione e forse del dolore” . Fabrizio Pizzuto<br />
“L’artista contemporaneo, figlio del mercato e dei suoi ambasciatori, responsabile del suo Tempo, reagisce, replica e si manifesta attraverso un lessico concepito dal segno, dal colore dei ricordi e da gesti scelti elaborati dalla realtà collettiva.<br />
E quando la scelta è libera di scomodare il mito, è perché l’idea non spaventa, affascina”.<br />
<strong>Romina Guidelli.</strong></p>
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		<title>La Passione di Cristo.</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Mar 2013 18:23:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>epistola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'antica versione Umbra nella tradizione medievale che anticipa il Melodramma.  <a href="http://www.notitiae.info/2013/03/30/la-passione-di-cristo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nella Terra dei Poeti, dei Santi e dei navigatori e nello specifico nella Patria dei Santi, di Poeti e di Artisti, la verde Umbria, la tradizione della Pasqua è fortemente sentita. <div id="attachment_4763" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/03/Sanbar3i.jpg"><img src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/03/Sanbar3i-300x199.jpg" alt="La Sacra Sindone - copia fotografica positiva" width="300" height="199" class="size-medium wp-image-4763" /></a><p class="wp-caption-text">La Sacra Sindone &#8211; copia fotografica positiva</p></div><span id="more-4760"></span>Con la condanna, il martirio di Cristo e la morte del Venerdì Santo dobbiamo attendere la domenica per la sua Resurrezione. Tutto questo tragico evento, che va sotto il nome di &#8220;Passione di Gesù&#8221;, è rievocato da secoli nel Territorio umbro. <strong>Le prime Passioni popolari</strong> risalgono al Periodo medievale (1290 ca.) ricordata nei Memoriali della Beata Angela di Foligno (1248-1309). Sono dei Riti paraliturgici -a partire dalla drammatizzazione liturgica presentata nei Conventi alla ideazione di veri e propri Drammi liturgici- che fanno da contorno alla Messa Memoria Passionis, lettura a più voci dei Vangeli della Passione, schiavellazione e Visitatio Sephulcri. La rievocazione storica è molto sentita anche oggi. Le processioni del venerdì santo sono molto diffuse, Assisi, Spoleto e in tutto il territorio.</p>
<p>Foligno è il centro per antonomasia per la memoria della Passione e a <a href="http://www.santosepolcrofoligno.it/" title="Convento San Bartolomeo">San Bartolomeo in Marano</a>, una località molto marginale della terra ma profondamente spirituale e grazie al Convento del 1406 che contiene molte preziosità e sorprese. Sinteticamente possiamo ricordare la copia del <strong>Santo Sepolcro </strong>in Gerusalemme, una delle tre copie positive fotografiche autorizzate a livello mondiale, della <strong>Sacra Sindone</strong>, un antichissimo Cristo morto, una Veronica e una <strong>Reliquia</strong> proveniente da Gerusalemme. L&#8217;interno del chiostro ospita un percorso che illustra la descrizione del Sacro telo e il lavoro del restauro. La Sindone sarà visibile al pubblico liberamente anche di sera, dalle 21 alle 23 fino a ferragosto 2013.</p>
<p>Domenica 17 marzo si sono susseguiti due eventi molto significativi. La presentazione della <strong>Mostra </strong>artistica della Pittrice spoletina <a href="http://www.mariateresaromitelli.com" title="Romitelli">Maria Teresa Romitelli</a> sul tema &#8220;La passione di Cristo&#8221; che sarà in esposizione fino a Domenica 7 aprile2013, e la Passione secondo Matteo del Maestro di Cappella Angelo Gargiulo proposta dalla Cappella Musicale della Cattedrale di Spoleto diretta dal M.o Francesco Corrias. Una concentrazione di elementi sacri molto spirituale&#8230;<br />
Guarda il video su <a href="http://www.youtube.com/user/CANTATADACAMERA" title="CantatadaCamera Tv">CANTATADACAMERA TV.</a></p>
<p><strong>Galleria fotografica.</strong><br />

<a href='http://www.notitiae.info/2013/03/30/la-passione-di-cristo/sanbar10i/' title='San Bartolomeo 10'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/03/SanBar10i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="La Passione della Romitelli" /></a>
<a href='http://www.notitiae.info/2013/03/30/la-passione-di-cristo/sanbar7i/' title='San Bartolomeo 7'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/03/SanBar7i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Il Santo Sepolcro" /></a>
<a href='http://www.notitiae.info/2013/03/30/la-passione-di-cristo/sanbar3i/' title='Sanbar3i'><img width="150" height="150" src="http://www.notitiae.info/wp-content/uploads/2013/03/Sanbar3i-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="La Sacra Sindone - copia fotografica positiva" /></a>
</p>
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