Festarch svela il volto della “Città ideale”.

Festival dell'Architettura
Festarch - Festival dell'Architettura
Inserita negli eventi del Festival dell’Architettura si è tenuta presso il Palazzo Conestabile della Staffa di Perugia, in Piazza Danti a Perugia una interessante conferenza intitolata Topos-Tomie, la Città costruita dall’uomo secondo la propria inconscia esigenza interiore. Non è la Città ideale del Laurana…A tirarla fuori e a rappresentarla ci ha pensato l’Artista Raul Gabriel, che insieme ad un pool di esperti tra Scienza e Intelletto sono riusciti a stabilire interessanti collegamenti tra le linee del corpo umano e quelle della Città. Lo studio, che è partito dal Mondo dell’Arte ha coinvolto l’Anatomia, che studia il Corpo umano -segni dell’uomo- e la Topografia, lo Studio delle località -i segni del Territorio.
Come i segni del corpo corrispondono ad una esigenza funzionale del ‘macchinario’ uomo -nascono prima gli elementi e poi le macchine- anche i segni del territorio nascono in funzione delle esigenze umane. E’ quindi il Funzionalismo che crea, muove e plasma tutte le forme. Ma questo parte tutto dall’essere. Tutto è disegnato in funzione dell’essere che scende ad invadere il mondo empirico.
Raul pensa che qualsiasi opera dell’uomo che interagisce con del materiale, come quando egli lavora come artista, si producono dei linguaggi che diventano essi stessi Topografia. E questi devono essere indagati dalla scienza per capire di più sull’influenza dell’uomo nell’ambiente un cui si muove.
Si sono confrontate piante della Città di Perugia del ‘600 e ‘700. Nel passato Perugia era conosciuta per avere la forma di una mano. Quindi la corrispondenza ipotizzata tra Anatomia e Topografia è del tutto evidente. Il confronto è stato possibile con il dialogo tra scienza ed arte. Per l’Arte a condurre il gioco il Pittore Raul Gabriel che ha fatto anche da anello di collegamento e stimolo alla spiegazione scientifica di situazioni non facilmente spiegabili. Le risposte della Scienza si concretizzavano grazie agli interventi del Critico Paolo Bolpagni, Docente di Istituzioni di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università Cattolica, che propone una visione unitaria per una lettura ottimale, sottolinea come la mancanza del segno nelle arti visuali d’Avanguardia del ‘900 allontana dalla comprensione, indicando come perno l’Architettura, che disegna il Territorio, in una rappresentazione del corpo umano non esattamente fedele ma nella dimensione di energia e vita; il Prof.Rosario Francesco Donato, Ordinario di Anatomia umana presso l’Università degli Studi di Perugia neuroni specchio che ci permettono di comprendere le intenzioni dell’interlocutore prima che si esprima e questo si riflette nella struttura umana, avallata anche da quella che Malpighi chiamava Anatomia artificiosa et subtilis, le cellule viste al microscopio della natura; e infine l’Arch.Anna Tini Brunozzi che conferma questa assimilazione topografica con il corpo umano.
Non è sufficiente conoscere un’opera d’arte di un artista me è essenziale conoscere anche l’artista stesso. Anche questa è una considerazione che porta a quell’identificazione segno dell’uomo e del territorio.
Nella Pratica professionale c’è collaborazione tra i settori professionali ma anche molta gelosia. L’Architetto rimprovera all’Ingegnere la mancanza di gusto che invece rintraccia nel Critico d’Arte in maniera esageratamente maniacale e varie viceversa. In questo caso la collaborazione è molto propositiva e si avvale anche di un esperto di Anatomia.
Topos-Tomie insomma ha proposto un interessante dialogo hce stimola la conoscenza per la quale Raul formula andando oltre al proprio campo ma proponendo degli interogativi interessanti per la Scienza. Magari il colloquio anrebbe esteso a materie come la Psicologia e la Teologia, elementi che possono indagare direttamente un rapporto effettivo tra idea e territorio.
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