“Il sangue di Abele”.

304 pagine ematiche intrise della disperata scelleratezza, più tragiche di tutti gli altri atti criminosi compiuti da altri regimi, perché vissute nel più assoluto silenzio; una inquietante testimonianza quella del volume “Il sangue di Abele” scritto dal sacerdote francescano Zef Pllumi e curato da Keda Kaceli, che fa luce e denuncia le atrocità compiute dal regime comunista in Albania.Scheda il Sangue di AbeleUna criminale persecuzione, quella di un ‘potere’ dispotico e deformato che spazza via e fa piazza pulita degli oppositori pacifici, in un’Antica Terra di Cultura che l’egoismo cieco del dominio assoluto di una casta di criminali utilizzando i differenti pensieri politici-etnici e religiosi hanno manovrato intere popolazioni e trasformato in un crocevia di odi e di rancori una terra che poteva essere sapientemente usata per appianare le divergenze.
Ciò che va più ampiamente criticato, non è tanto l’ideologia in senso lato, ma quella deformazione del sistema a fini d’impero e di comando, che ha una matrice comune in tutte le subculture prodotte dal dissennato potere, che si chiama violenza.
La violenza, specialmente in quella prassi che tocca l’intera umanità della persecuzione ideologica e politica ai barbari fini economici è dei più grandi crimini che la mente umana possa immaginare.

L’invito della curatrice e traduttrice del libro Keda Kaceli che ha personalmente proposto e curato l’evento il giorno 6 marzo 2014, alla sala “Zuccari” di Palazzo Giustiniani – Senato della Repubblica luogo deputato ai senatori a vita, è stato accolto con enorme entusiasmo e favore da parte del Cavaliere Silvio Berlusconi, che ha personalmente deciso di prestarsi per la prefazione al volume e fare da promotore del volume edito da Diana Edizioni.
Applausi e standing ovation per l’ingresso del Cavaliere che lascia comprendere che ancora è seguito e amato malgrado le polemiche, specialmente quando si presta per questi eventi che non possono che catalizzare il consenso unanime.
A presentare l’evento Alessandro Sallusti, il Direttore del Giornale, che ha lasciato generosamente ampio spazio e immagine ai protagonisti, Keda Kaceli che oltre alla ineccepibile traduzione nella versione italiana del libro curava con enorme scrupolo ogni fase di preparazione del libro, l’intera organizzazione della presentazione con l’esplicita richiesta della sala del Senato cui Berlusconi mancava dal 17 novembre 2013 a seguito delle decadenza; Silvio Berlusconi che nella presentazione sfoggia la sua enorme preparazione storico-culturale sulla questione dei Gulag albanesi e che di riflesso trasferisce nella politica attuale; Il Vescovo di Ferrara, S.E. monsignor Negri che ammonisce il pubblico indicando nella Empietà -mancanza del rispetto- il problema di fondo e la prevenzione che causa queste aberrazioni. La sentita lettura di alcuni stralci dell’attore Saverio D’Amelio, con ambiente creato in sottofondo da musiche composte per l’occasione dal Maestro Filippo Lui, ha calato il pubblico in quell’incubo di terrore in una dimensione senza via di scampo, che solo la vittoria del bene sul male può lasciare.

Testimonianze del genere devono essere di monito a tutti i regimi e non regimi, ideologie e non, religioni e non, democrazie e non democrazie, in cui il male e la sete di dominio e potere ha il sopravvento rispetto alla cultura del bene e della giustizia che ogni società civile deve assicurare come priorità, non escluse eventuali situazioni attuali e future che possono investire le attuali società.

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