La Befana.

Un festeggiamento trascurato sempre di più dai Media, rispetto agli anni passati, cui si dava il giusto risalto. Purtroppo si stanno perdendo sempre di più le tradizioni nostrane per seguire ciò che non ci appartiene.

Befana
La Befana
Il momento dello scambio dei doni è essenzialmente quello dell’arrivo dei Magi per l’Epifania, non certamente quello della nascita, il Natale. Epifania deriva dal greco Epifaneia, ossia manifestazione, o illuminazione, il manifestarsi dell’umanità e divinità di Gesù ai Re Magi.

Tale festività era celebranta anche nella Roma antica con i Compitali, nei compita (svincoli), e nelle strade dove i le divinità domestiche dei Lari possedevano le loro cappellette. Ciascuna famiglia nelle propria cappella celebrava la festa con delle pietanze, focaccie, bambole, e gomitoli di lana appesi alle porte, riservata praticamente alla servitù. La festività cadeva all’inizio di Gennaio, appena dopo i Saturnali, in cui si festeggiava il Sol Invictus (Apollo -Helios).
In Oriente era festeggiata la Epiphàneia intorno al 120 per ricordare il Battesimo di Gesù nel Giordano.

L’Epifania si diffuse in Occidente attorno al IV secolo d.C., con l’Adorazione dei Magi: Melchiorre, Gaspare e Baldassarre in visita a Gesù il giorno 6 gennaio.

La leggenda popolare vuole che i Re Magi, diretti a Betlemme per recare doni a Gesù e non conoscendo bene la strada, chiesero indicazioni ad una vecchietta, invitandola a guidarli a destinazione. La donna rifiutò ma, pentita preparò un cesto di dolci, e uscì in cerca dei Magi. La “befana” si fermava in ogni casa incontrata lungo il percorso, donando dolci ai bambini, nella speranza di donarli a Gesù.
La Befana non trovò più i Magi! Da quel tempo gira facendo regali ai bambini per ottenere perdono.

L’usanza della festa è quella di lasciare, la notte del 5 gennaio, una grande calza vuota vicino al camino, e la mattina la si ritrova piena di dolci e regali.

Fascista
La Befana Fascista

Da ricordare che nel Ventennio fu introdotta, nell’anno 1928 la “Befana Fascista”. Era una Befana solidale per i più poveri, che non avevano le possibilità di avere doni. Pertanto le famiglie che ne avevano diritto facevano la richiesta e ricevevano doni per i loro piccini, secondo la ricetta: “ad ogni bimbo, un balocco, un dolce ed un oggetto utile”.

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