La splendente Turandot dell’Arena.

L’Arena conferma le sue straordinarie attitudini liriche proponendo un incantevole spettacolo, che seppur di precedente adozione scenografica 2010, senza alcun dubbio non si può concepire di migliore.
Temperatura da Teatro greco, climax da Arena romana con le fioche fiamme fisse di infinite candele sparse per tutte le gradinate.

Arena
La suggestiva Arena di Verona nell’immediato inizio della Turandot inaugurale
L’orologio è già indietro nel tempo, è quando le deboli luci accese sul palcoscenico lasciano intravedere le numerose comparse che entrano lateralmente occupando la prima scena con forme, costumi e segni orientali, si ferma a Beijīng (Pechino), la Cina Imperiale Ming di Turandot.
La musica della Turandot è un pò ostica per un orecchio poco allenato ad un genere diverso dal tradizionale operistico. C’è tutta la ricerca e sperimentazione dell’ultimo Puccini specialmente nella forma che il testo assume una volta piegato alla sua ideazione musicale e ideale. I generi sono molto vari, da melodie prettamente cinesi, a richiami romantici e veristi utilizzati con sapiente professionalità quasi a Leitmotiv wagneriani per far correre il racconto. Ticoscopia sapientemente usata specialmente negli interventi dei Ministri del Regno Ping, Pong e Pang.
Puccini però sembra trasferire la propria visione del rapporto amoroso in Turandot, nascondendolo per bene in una favola che adatta alle sue esigenze. Turandot è un Melodramma molto intimo e psicologico, che comunica una sommessa concezione dell’amore giustificando una necessaria ingiustizia terrena. Un amore che giustifica machiavellicamente qualsiasi mezzo. Giacomo era un vero passionale e si lasciava coinvolgere molto facilmente dalle più intrigate situazioni amorose; gli si ascrivono una contemporanea moltitudine di amanti. Oltretutto il trattamento riservato non era spesso dei più galanti. L’eroe della fiaba, risulta dunque essere Calaf, l’uomo che conquista Principesse e non, in virtù del suo valore intellettuale. Il finale non lo soddisfa, e non vuole terminarlo, perché non riesce a trovare una trama d’effetto che sostenga una ideazione musicale superiore al “Nessun dorma”.

In occasione del novantesimo anniversario della fondazione del Teatro lirico dell’Arena di Verona, veniamo alla versione Veronese di sabato 4 agosto 2012 ore 21:00.
Nel 1983 alla Scala, nel 1987 al Metropolitan, nel 2010 all’Arena (porta in scena una Turandot che fa terminare con la morte di Liù) Zeffirelli scopre man mano le sue trovate scenografiche e registiche.
Il primo tempo è compresso in uno spazio scenico davvero angusto, lungo e stretto. Quivi si muovono oltre 150 comparse e cast principale per tutto il primo atto. L’attesa è lunga fino alla scena seconda dell’atto II in cui si spalanca uno spettacolo senza pari, un Palazzo imperiale intero con tutto il suo cortile in un angolo di un’arena!
Le scene nel Palazzo davvero sfavillanti con le luci bianche, azzurre e arancio puntate intensamente riproducendo uno sfavillante oro orientale degli edifici reali e una luna quasi piena reale incastonata nel cielo notturno. Cori perfetti nei loro interventi con suggestive combinazioni stereofoniche naturali. Nella proposta 2012 Arena Zeffirelli aggiunge il finale di Alfano rivedendo
Suntuose anche le coreografie sulla Piazza del Palazzo dei 24 Imperatori.
L’esecuzione complessiva di gran livello, cast canoro molto incisivo con Casolla e Amarilli in modo speciale, sottolineando un bis nel Nessun dorma di Ventre. Un pò discusse dai puristi del Melodramma le interruzioni, per la foga d’applauso e la richiesta del bis.

Giacomo Puccini – Turandot
prima del 4 agosto 2012
Orchestra e coro dell’Arena di Verona dirette dal Maestro Andrea Battistoni
Regia e scene del Maestro Franco Zeffirelli.
Turandot – Giovanna Casolla
Imperatore Altoum – Carlo Bosi
Timur – Giorgio Giuseppini
Calaf – Carlo Ventre
Liù – Amarilli Nizza
Ping – Leonardo López Linares
Pong – Paolo Antognetti
Pang – Saverio Fiore
Mandarino – Nicolò Ceriani
Principe di Persia – Cristiano Olivieri
Costumi Emi Wada
Coreografie Maria Grazia Garofoli
Luci Paolo Mazzon
Corpo di Ballo e Tecnici dell’Arena di Verona
Direttore del Coro Armando Tasso
Direttore del Corpo di ballo Maria Grazia Garofoli
Direttore Allestimenti scenici Giuseppe De Filippi Venezia

Tra le più celbri Turandot dell’Arena ricordiamo Brigitte Nielsen e Maria Callas.
Maria Callas ha vissuto per circa otto anni a Verona.

Sulle tracce di Maria Callas a Verona.
Maria Callas approda per la prima volta a Napoli in una Traversata atlantica in nave insieme a Rossi Lemeni, Louise Caselotti moglie dell’agente Eddie Bagarozy. E’ il Basso Nicola Rossi-Lemeni, appositamente in America per ingaggiare voci nuove per “La Gioconda”, a metterla in contatto con Giovanni Zenatello, Direttore artistico della stagione estiva dell’Arena di Verona.
A Verona oltre al debutto ufficiale italiano conosce il futuro marito Giovanni Battista Meneghini. Terminata ‘Gioconda’ con critiche non eclatanti rimase disoccupata e il Veronese le diede l’opportunità di un lavoro come segretaria e si trasformò in suo agente. A Verona Maria viveva in pieno centro, alla pensione Accademia, l’attuale omonimo hotel in Via Scala, 12. Si conobbero e frequentarono al ristorante Pedavena nel 1947, in Piazza Bra di fronte all’Arena, pian terreno di un prestigioso palazzo, trasformato oggi in elegante self service. I due si stabiliranno prima nella villa di Meneghini nella campagna di Zevio (Vr)*(1) -in Via Piave, 3 e ora intitolata alla suocera Giuseppina Meneghini e nel cui giardino i vicini si affacciavano per sentirla cantare nelle prove- poi acquistarono un attico con ampio terrazzo in Via Leoncino 14, nei dintorni dell’Arena, dove vissero dal 1950 al 1955.
La coppia Callas Meneghini si sposarono il 21 aprile 1949, alla sola presenza dei testimoni, nella sagrestia della Chiesa dei Filippini a Verona perchè Maria non volle rinunciare al proprio Rito greco ortodosso.
Gli itinerari sono stati suggeriti da una delle maggiori esperte di Maria Callas, la Dr.Anna Sticco e la Mirella Grosso della libreria Grosso di Verona in Via Scala, 1A.

*(1) A Zevio la coppia frequenta il bar Sport in Piazza Santa Toscana e il bar Commercio in Piazza Marconi.
Il Comune di Zevio, insieme alla Fondazione Maria Callas doveva dar vita ad un progetto per ricordare la permanenza della “Divina” nel Territorio. Era stata individuata la vecchia sede del Comune come spazi espositivi del Museo che doveva ospitare la prestigiosa Collezione Giancarlo Tanzi – fotografie, documenti, registrazioni originali, riviste d’epoca, abiti, cimeli, a tutt’oggi non ci sono altri riscontri positivi. Auspichiamo una pronta soluzione della vicenda non solo per gli appassionati Callas ma anche per i Melomani.

Galleria fotografica.

4 risposte a “La splendente Turandot dell’Arena.”

  1. Abbiamo assistiti ad una stupenda Turandot(ci ha sorpreso vedendo molti posti liberi!).
    L,unica cosa negativo era che essendo seduti ai posti laterali non abbiamo potuto amirare il bellissimo Palazzoo.
    Si vedava solo un pezzo. Veramente peccato!
    Bastavo penso fare in modo di aprire di piu le mure.

    Gentile saluti.
    Wilma Van Geel

    1. Ciao Wilma, ci fa piacere ricevere commenti sul sito! Comprendo critiche e lamentele di questo tipo che sono sempre molto costruttive. Negli allestimenti, specialmente così complessi in spazi ampi come in Arena, si massimizza certamente la visione per gli spettatori nelle zone più centrali. Chiaramente si deve operare una scelta alla fine e chiaramente chi ha pagato un prezzo maggiore dovrà avere un servizio in più… Qualcuno ha lamentato la mancanza di sottotitoli ad esempio, ma sono scelte che portano fuori da una visione complessiva dello spettacolo. Per ciò che riguarda i posti penso che c’era una parte del settore centrale di destra che aveva qualche poltrona libera. Mi è parsa ampiamente affollata l’Arena. insomma non si può pretendere sempre il tutto esaurito. Vieni a ritrovarci sul sito, grazie! Jacopo

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