L’accordatura del Pianoforte.

L’accordatura di uno strumento musicale è un’operazione che potrebbe essere considerata banale. L’attività coingolge molti settori a cominciare dalla Fisica, l’acustica, la manualità, per giungere fino alla Filosofia.

La funzione non lineare delle frequenze musicali.
La funzione non lineare delle frequenze musicali.
Si tratta di stabilire dei valori di frequenza di vibrazione di un complesso di note di cui è costituito lo strumento. Con studi che partono prima di Pitagora e che con l’Ellenico acquisiscono una teorizzazione più compiuta. Occorrono molteplici osservazioni e criteri solo per fissare il diapason di una scala musicale. Oggi è fissata convenzionalmente al La 440Hz, cui si giunge dietro una lunga serie di teorizzazioni, scontri e soprattutto infinite polemiche*(1). Si giunge persino a chiamare in causa una Teoria della cospirazione dell’innalzamento del corista*(2). Non essendo possibile trovare una composizione o soluzione legale, malgrado la Teoria scientifica abbia il suo fondamento radicato, almeno quanto quella empirica d’ascolto, siamo costretti ad accettare e a costruire degli strumenti ottimizzati per il La 440Hz.

Definito dunque forzatamente il corista di riferimento si può partire con l’accordatura.

Oggi, grazie al progresso tecnologico ci sono due alternativi metodi d’accordatura. Il tradizionale, la sempre più apprezzata accordatura aurale ossia fatta ad orecchio, e l’accordatura elettronica, con l’ausilio di strumenti meccanici e informatici.

Per il Pianoforte l’operazione d’accordatura risulta ancora più complessa rispetto ad altri strumenti più semplici, non tanto per il maggiore numero di corde da regolare, ma per una serie complessa di fenomeni fisici che intervengono.

Il principale è conosciuto con il termine di inarmonicità*(3) delle corde acustiche.
L’inarmonicità si risolve con particolari accorgimenti a seconda si utilizzi l’aurale o l’elettronica.
Un secondo problema è connesso alla specificità e alla complessità dell’attrezzatura e nella reperibilità molto limitata.
L’attrezzatura base dell’accordatore è costituita da una chiave d’accordatura universale, un nastro per la ripartizione del centro, un diapason, cunei in feltro o gomma e un diapason La 440Hz.
Nemmeno la semplice attrezzatura di base è troppo facile da reperire nei negozi nusicali specializzati. Generalmente hanno in magazzino delle chiavi d’accordatura di pessima qualità che rovinano facilmente le caviglie. L’ideale è un manico in acciaio e legno o plastica anche di fabbricazione russa e una bussola universale professionale con acciai tedeschi. Per i cunei, zeppe e strisce in feltro non ci sono particolari problemi.

Regole generali.
La fondamentale regola è di non improvvisarsi mai ad accordatori senza una particolare esperienza per non rischiare di rovinare il pianoforte.

Inserire sempre la bussola della chiave d’accordatura nella caviglia relativa controllando che coincida con la corda da sistemare, perchè essendo molto ravvicinate ci si confonde facilmente. Ruotare la chiave d’accordatura con delicatezza, sempre a stringere e con rotazioni che non superino il quarto di giro, perchè si rischia di riscaldare il legno del somiere – la caviglia si avvita letteralmente al somiere e quindi le operazioni devono essere molto delicate altrimenti si compromette la stabilità della corda. Si procede accordando per prima la corda sinistra e poi via le altre sulla destra, in ragione della conformazione del telaio. E’ consigliabile accordare prima i registri bassi e poi gli acuti perchè si abbia migliore stabilità di accordatura.

Per aggirare il fenomeno dell’inarmonicità delle corde si procede a seconda si accordi con i sistemi elettronici o ad orecchio.

– Con i sistemi elettronici basta suonare una nota del piano, registrarla sullo strumento elettronico che elabora velocemente l’inarmonicità del pianoforte e da quella si calcola automaticamente tutte le frequenze ideali per quello specifico pianoforte. Il compito dell’accordatore è ridotto a qualche semplice regola e alla manualità personale. Si suona una corda, il calcolatore acquisisce la nota tramite un microfono e visualizza la frequenza, si sistema la corda con la chiave d’accordatura fino a quando il valore non è quello esatto. Si effettua per tutte le corde e l’accordatura è terminata.

– Per l’accordatura aurale o armonica, il procedimento è molto più complesso perchè occorre effettuare il cosiddetto “centro”.

Si inizia temperando il “centro”, l’ottava che parte dal fa sotto al do centrale fino al fa sopra.
La prima operazione è quella di isolare le ventiquattro corde dell’ottava fa3-fa4 lasciando le sole 12 sinistre, una corda sola per coro -due o tre corde che concorrono a produrre una nota- per mezzo della striscia in feltro. A questo punto accordiamo perfettamente il La centrale a 440Hz per mezzo del diapason.
Per quarte e quinte sistemo le altre corde dell’ottava centrale fa3-fa4. Suono LA e la quarta sopra, il RE che sistemo lasciando un battimento *(4) al secondo in crescere; suono il RE e il SOL una quinta sotto ottenendo un intervallo calante di un battimento; suono il SOL e il DO una quarta sopra ottenendo una quarta crescente, suono il DO e il FA una quinta sotto.

A questo punto controllo l’intervallo di terza FA – LA che dovrebbe avere circa 7 battimenti al secondo.

Suono il FA – SIb una quarta sopra ottenendo intervallo crescente di un battimento.

A questo punto controllo l’intervallo di sesta FA – RE con 8 battimenti, e l’intervallo di terza Sib – RE con 9 battimenti.

Suono il SIb – MIb una quarta sopra ottenendo un intervallo crescente di un battimento.

Suono il MIb – LAb, una quinta sotto ottenendo un intervallo calante di un battimento.

Suono il LAb – REb una quarta sopra ottenendo un intervallo crescente di un battimento.

A questo punto controllo gli intervalli di terza maggiore LAb – DO, LA – REb, SIb- RE che hanno delle progressioni nei battimenti uniformi 12, 13 e 12 battimenti.

Suono il REb – SOLb una quinta sotto ottenendo un intervallo crescente di un battimento.

Controllo che le terze FA – LA e SOLb – SIb siano in progressione, 10 battimenti circa.

Suono il SOLb – SI una quarta sopra ottenendo intervallo calante di un battimento; suono il SI – MI una quarta sopra ottenendo intervallo calante di un battimento.

Infine regolo all’ottava il FA3 togliendo ogni battimento rispetto al FA4.

Avremmo pertanto ottenuto delle terze in progressione in modo che la terza maggiore fa-la lasci 7 battimenti al secondo fino ad arrivare alla terza maggiore re bemolle-fa con 13 battimenti al secondo.

In quato modo ho ottenuto una ripartizione dell’ottava lasciando equamente gli errori distribuiti per tutta l’ottava il cosiddetto temperamento equabile, e una costante accelerazione o rallentamento costante dei battimenti.

Ottenuta l’ottava centrale, poi non ci resta che accordare il resto delle altre corde del pianoforte per ottove ed il lavoro è terminato.

Scendendo verso i suoni gravi otterrò bassi calanti rispetto ai matematici e il contrario salendo verso gli acuti, in quanto le ottave ottenute matematicamente sono più strette rispetto a quelle sistemate con i battimenti.

Con l’operazione di accordatura non si è esaurito il compito dell’accordatore perchè occorre anche effettuare un’altra operazione con cui ci si confonde che consiste nell’intonazione. Intonazione riguarda la sistemazione dei martelletti del piano. Vengono smontati ad uno ad uno e con un pettinino si rinnovano e rinfrescano le fibre del feltro. I martelletti delle corde più acute sono in feltro più duro e più slanciato rispetto a quelle delle corde più gravi.

Un’altra operazione abbastanza semplice da operare è la sostituzione di una corda spezzata del piano. Infine ci sono una gran serie di altre operazioni che coinvolgono specialmente la meccanica con una regolazione che risulta più complessa ma molto meno usata.

Note.
*(1) Il diapason fu fissato sul La 440 Hz con la Risoluzione europea n.71 del 30 giugno 1971.

In Italia la Legge 3 maggio 1989, n.70, pubblicata sulla G.U. n.109 del 12/05/1989 stabilì la frequenza della nota di riferimento per l’accordatura degli strumenti musicali: “Normalizzazione dell’intonazione di base degli strumenti musicali”. Art.1: “Il suono di riferimento per l’intonazione di base degli strumenti musicali è la nota La3, la cui altezza deve corrispondere alla frequenza di 440 hertz, misurata alla temperatura ambiente di 20 gradi centigradi”.

Diapason alternativo è il la 415 o 430 Hz che viene utilizzato per l’esecuzione filologica con stumenti storici barocchi e classici.

La questione riemerse con la polemica lettera di Giuseppe Verdi, indirizzata alla Commissione musicale del Governo, Genova 10 febbraio 1884, durante un dibattito su un diapason armonico a 432Hz contro un diapason a 440Hz, in cui sosteneva l’adozione di un “diapason normale”.

Il “diapason normale” conservato al Museo del Conservatorio nazionale di Parigi a cui Verdi si riferiva prevedeva una frequenza per il La 435Hz.

Il “diapason scientifico” è calcolato sul Do3 a 256 Hz, corrisponde ad un La3 a 440Hz e fu approvato all’unanimità dal Congresso dei musicisti italiani del 1881.

Questa corsa ad una intonazione più acuta era ricercata delle bande militari russe e da quelle austriache avallato da Wagner e da Liszt, fu accettato convenzionalmente a Londra nel 1939. Il diapason 440 non è sorretto da alcuna argomentazione scientifica, ne tantomeno tollerato dalle caratteristiche delle voce umana.

Perchè nella scelta tra tanti diapason si dovrebbe selezionare proprio il La 432?

Perchè ci sono elementi per dire che la musica è più rilassante all’ascolto, più cantabile, ma anche per ragioni scientifiche.

Si prende come riferimento la frequenza fondamentale di oscillazione della Terra, 7,83Hz, che fu dimostrata matematicamente dal Fisico Winfried Otto Schumann nel 1952, chiamata risonanza elettromagnetica globale e conosciuta con il termine “Risonanza di Schumann“.

La scala musicale intonata sul la 432 produce l’armonia musicale più perfetta rispettando la vibrazione naturale fondamentale della terra. Un tale ascolto predispone il cuore a ritmi cardiaci regolari, ad una sincronizzazione biemisferica del cervello corretta, la frequenza di replicazione del Dna più precisa con un miglioramento complessivo del riposo.

Nel canto si osserva come le famose “Voci verdiane” con un La 432Hz suonano rotonde, piene, potenti, corpose. Con un La 440Hz si introducono delle forzature che impongono di affrontare uno scalino, un “passaggio di registro”, non solo per le corde vocali che dovrebbero vibrare su certe frequenze ma anche per i risuonatori, essendo il canto un’attività umana naturale basata sulla proporzione aurea di 432 oscillazioni al secondo.

*(2) La teoria della cospirazione riguarda una sorta di tortura psicologica cui sarebbe sottoposto l’uomo all’ascolto di una musica costruita su una scala non naturale. Un siffatto ascolto provocherebbe tensioni, malumori, malesseri e malattie di cui a profittarne è il violento Potere.

*(3) L’Inarmonicità fenomeno per il quale le frequenze degli armonici parziali delle corde prese singolarmente, hanno la caratteristica di deviare di qualche cent dai teorici multipli della frequenza fondamentale pura, rispetto ad una corda all’ottava superioore.

Suonando una corda e le sue corrispondenti alle ottave superiori, percepiamo dei fastidiosi battimenti causati dalle differenti frequenze. Per risolvere il problema occorre stringere di qualche cent queste ultime ottave.

Rispetto alla lunghezza (L) delle corde, l’inarmonicità (I) ha una relazione pari all’inverso della IV potenza di questa. I=1/(L elevato 4). Possiamo dunque affermare che l’inarmonicità e inversamente correlata alla lunghezza. Per inciso, più lunghe sono le corde, minore è l’inarmonicità e viceversa.

Inoltre le corde rivestite in rame o ottone del registro grave del pianoforte genera una inarmonicità, seppur ridotta, sostanzialmente attenuata dalle inferiori frequenze di vibrazione che questo settore genera.

Le frequenze dette “parziali non armonici“, sono dei suoni prodotti dalla vibrazione di una corda con frequenze non armonicamente collegate alla fondamentale.

Quando si pone in vibrazione una corda essa genera un’onda fondamentale e molteplici onde stazionarie. Le onde stazionarie si generano per via dei nodi e ventri che si producono secondo vari rapporti matematici metà, 1/3, 2/3 ecc. durante l’oscillazione di una corda. Nell’oscillazione di una corda non udiremo mai un suono puro ma qualcosa di complesso formato dal fondamentale e da una serie di parziali non armonici e armoniche -o suoni multipli della frequenza base con intensità sonora via via decrescente. Questi suoni in più non sono mai pari esattamente a quelli che la corda all’ottava successiva produce. Tale differenza genera per il noto problema del Terzo suono di Tartini, un’ascolto non gradevole quello dei battimenti. Pertanto si deve intervenire per correggere questa differenza accordando strette le note più basse e larghe quelle più acute. I nodi e i ventri che si generano nei parziali armonici hanno delle misure più corte rispetto alla misura della corda originale, pertanto suonano più acute; è questa la ragione dell’inarmonicità.

*(4) I battimenti è un fenomeno fisico che si avverte quando due frequenze distano tra loro fino a 17 Hz di differenza. Vengono avvertiti ad orecchio come una fluttuazione del suono. Oltre i 17Hz si possono percepire i battimenti delle armoniche, ma non del suono principale. Per accordare il piano secondo il Temperamento equabili si dovranno distribuire uniformemente i battimenti. I battimenti delle terze maggiori sono molto più facili da sentire. Più si sale più battimenti rimangono difficili da distinguere.

Jacopo Feliciani

7 risposte a “L’accordatura del Pianoforte.”

  1. Bravo Jacopo Feliciani,
    Siamo con voi, per la normalizzazione dell diapason. Ottimo articolo, chiedo il permesso di tradurre in castigliano. La diffusione e la chiarezza è importante. Abbiamo un amico sull’isola di Palma di Mallorca, che accorda i pianoforte a La-432Hz, i clienti sono felici di sentire tutta l’armonia della scala musicale. Abbracci.

    1. Salve, ho un piano a coda Yamaha C3, vorrei sapere se accordando a 432Hz non ho problemi di intensità e, soprattutto se poi in futuro riuscirò, nell’evenienza a riportare l’accordatura a 440. Ci sono discussioni in proposito? è stato già sperimentato? Grazie mille

      1. Ciao Enrico, scusami per il ritardo nel rispondere. So fossi in te non lo toccherei… Ricordati che si deve accordare aumentando il pitch, non diminuendo. I bischeri si avvitano letteralmente nel pancone acciaio su legno. Se sviti la corda non tiene più l’accordatura! Inoltre conta che il telaio subisce delle deformazioni e non riuscirai mai più ad ottenere un’accordatura perfetta. Ti sconsiglio vivamente!! Jacopo

    1. Il temperamento equabile che ripartisce gli errori genericamente dappertutto. Però tieni conto che dipende anche dal tipo di musica che sei solito eseguire. Alcuni temperamenti sono suggeriti. Se hai un organo ad esempio hai la possibilità di sceglierli digitalmente e variarli anche durante un concerto.

  2. Egregio Signore, ho avuto modo di leggere attentamente il suo interessante articolo e ho notato delle imprecisioni e inesattezze che posso creare varie confusioni.
    Nell’articolo si legge: “Suono il FA – SIb una quarta sopra ottenendo intervallo crescente di un battimento.”
    Desidero precisare il fatto che a causa della disarmonicità gli intervalli delle quinte e quarte possono anche dimezzare o quasi annullare i battimenti, pertanto possiamo avere strumenti dotati di corde corte (maggiormente disarmoniche) che producono quinte e quarte quasi giuste, ovvero quasi prive di battimenti!

    Poi si legge: “A questo punto controllo gli intervalli di terza maggiore LAb – DO, LA – REb, SIb- RE che hanno delle progressioni nei battimenti uniformi 12, 13 e 12 battimenti”.
    Desidero precisare che la terza maggiore LAb – DO è caratterizzata da circa 8,24 battimenti, la terza maggiore LA – REb è caratterizzata da circa 8,73 battimenti, e la terza maggiore SIb – RE è caratterizzata da circa 9,25 battimenti al secondo!

    Poi si legge: “Controllo che le terze FA – LA e SOLb – SIb siano in progressione, 10 battimenti circa.”
    Desidero precisare che le terze maggiori FA – LA e SOLb – SIb sono in progressione pari a 6,93 e 7,34 battimenti al secondo!

    Poi si legge: “Avremmo pertanto ottenuto delle terze in progressione in modo che la terza maggiore fa-la lasci 7 battimenti al secondo fino ad arrivare alla terza maggiore re bemolle-fa con 13 battimenti al secondo.”
    Desidero precisare che che la terza maggiore re bemolle-fa è caratterizzata da circa 11 battimenti al secondo.

    Chiedo scusa per la franchezza, ma le mie precisazioni non vogliono puntualizzare errori o inesattezze, bensì essere motivo di chiarezza ed esattezza!
    Buon lavoro e in bocca al lupo.

    1. Signor Bettin, grazie per il passaggio sul nostro sito, ha fatto bene a chiarire certi argomenti, si figuri, ci fa piacere, è un onore. Dopotutto la ‘scordatura’ del piano non è cosa semplice. Siamo sempre molto grati alla critica costruttiva. In fondo il nostro scopo è quello del progresso della conoscenza e del sapere. Con questo articolo si tendeva a dare una procedura per ‘accordare’ considerando la dilatazione che l’accordatore deve cercare di dare ad un pianoforte. I pianoforti non sono tutti uguali ci mancherebbe esistono delle differenze abissali tra quelli da concerto e i verticali ed ognuno risponde a modo suo, e alcuni pianoforti vanno dilatati da -40 cent per le note gravi fino +50 cent per le note acute. Il risultato lo può solo giudicare un orecchio espertissimo e allenatissimo oltre che il cronometro e gli altri strumenti. Questa tecnica si basa su appunti presi da un corso di Steve Van Nattan e da quanto ho capito sovrastima la dilatazione con questo sistema. Si tendeva a dare argomentazioni per lo studio dell’accordatura visto che esiste pochissimo di manualistica. Ho fatto riferimento oltretutto anche al piccolissimo Norme per l’Accordatura dei Pianoforti del dott. Luigi Enrico Bongioanni, forse un testo unico in Lingua italiana. Certamente la pratica e la professionalità è essenziale nell’accordatura. Per questo la ringraziamo infinitamente per i chiarimenti. Cordialmente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *