Appunti alle Storie di "San Francesco" di Assisi.

Basilica superiore di San Francesco, Assisi (Umbria).

E’ un ciclo di affreschi, dipinto in data incerta tra 1292 e il 1296, nella navata unica della Gotica Basilica superiore di Assisi attribuito con buona attendibilità a Giotto.Ciclo francescano
Gli affreschi mostrano una qualità esecutiva molto varia, e questo lascia pensare che furono dipinti all’interno di uno stesso cantiere da più artisti coordinato da un capomastro esperto.

La tradizione storiografica, a partire da Riccobaldo Ferrarese, il Ghiberti, il Vasari indicava il pennello di Giotto negli affreschi dell’intero Ciclo francescano.

L’attribuzione tradizionale a Giotto, può essere empiricamente rintracciata visivamente nelle modalità di organizzare le scene, l’uso di una prospettiva istintiva degli sfondi, fisionomia intuitiva dei personaggi e loro gesti comprensibili e diretti.

L’attribuzione a Giotto era stata messa in discussione da studiosi e critici di area anglosassone come Oertel, Rintelen e Meiss, fermamente opposti agli Esperti italiani che rimanevano convinti dalle tesi del Vasari.

I più recenti studi ad opera di Federico Zeri e del restauratore della Basilica dopo gli eventi sismici del ’97, Bruno Zanardi, hanno rimesso in dubbio l’attribuzione dell’intero ciclo a Giotto, indicando la mano di Giotto esclusivamente negli affreschi della Basilica inferiore, mostrando una tecnica pittorica identica a quella Padovana della Cappella degli Scrovegni.
Mentre il resto sarebbe opera di Maestri romani, non escludendo Pietro Cavallini, unico Artista gotico di spicco mai indicato nel Cantiere Assisano.

Nella prima parte, I campata, assistiamo ad un Francesco in crisi interiore.

1- “Omaggio del semplice.”
I Fratelli stendono il mantello a Francesco che indossa un abito blu prezioso. [Riferimento all’entrata di Cristo a Gerusalemme.]

2- “Il dono del mantello.”
Francesco, in abito rosso pregiatissimo, regala il mantello [riferimento al gesto che fece S.Martino].

3- “Il sogno del Palazzo.”
Sogno di Francesco della sposa e del Palazzo. Nell’affresco viene ideata una prospettiva diversa per il livello superiore e quello inferiore e per la superiore dal basso verso l’alto. C’è il riferimento alla investitura a Cavalieri di Cristo e alla promozione in battagli.

Nella II campata il ciclo continua con un Francesco ancora non convertito, ma è sempre di più in crisi, e questo lo si può comprendere anche dal colore rosa (colore meno pregiato e poco attrattivo) dei sui abiti.

4- “Il Crocifisso di San Damiano.”
“Ripara la mia casa che è in rovina”. Francesco è con le mani alzate [gesto che deriva dall’Antico Testamento]. Viene raffigurato il Crocifisso di San Damiano, trionfante, con gli occhi aperti, viso senza sofferenza, piedi sovrapposti e corpo reclinato a destra per la sofferenza. Giotto insomma raffigura un Cristo vivo, di tipo antico.

5- “Rinuncia agli averi.”
Francesco si spoglia dei vestiti e delle proprietà in Piazza del Vescovato. Alcuni ragazzi tengono dei sassi in mano per schernire Francesco. Il Vescovo e i suoi chierici tentano di coprirlo. Cristo, con la mano in alto, approva dall’alto il gesto di Francesco.

Francesco, già rappresentato con il saio, in visita al Papa Innocenzo III in due scene.

6- “Il sogno di Innocenzo III.”
I- Nella notte che precede l’udienza il Papa a San Giovanni in Laterano sogna una mano che regge un palazzo;

7- “Approvazione della Regola.”
II- Il Papa riconosce Francesco l’uomo del sogno e ne approva la Regola, oralmente.
Regola bollata da Onorio III, non è possibile. Nasce il nuovo Ordine, dei frati (sempre in giro) che predicano tra la gente senza sedi specifiche.

8- “Visione del carro di fuoco.”
Francesco su di un carro (biga con fregi tirata da due cavalli) a Rivotorto. I frati vedono tutti il miracolo. Essi tutti indossano i sandali. Il monumento è rifinito con fregi e ornamenti. Il riferimento è a Elia rapito in cielo da un carro di fuoco. Francesco, come Elia, è inviato da Dio, ammesso alla visione dei “Troni celesti”.

9- “Visione dei troni.”
L’Ordine Francescano è elevato alla stessa stregua di Francesco.

10- “La cacciata dei diavoli.”
Cacciata dei Diavoli da Arezzo. I cittadini posseduti dai demoni tra gli edifici civili. Nell’edificio religioso si pratica l’esorcismo con il Sacerdote Silvestro, Francesco. Torna la pace, riportata da Francesco e gli abitanti tornano ad affacciarsi dalle finestre. Anche l’Ordine viene rappresentato nella sua potenza.

11- “La prova del fuoco.”
Damietta nella V Crociata. Francesco esorta i soldati a non combattere. Francesco sfida i sacerdoti del Sultano camminando sui carboni ardenti. Il Sultano apprezza in Francesco le sue capacità di umiliare e uccidere gli avversari con la fede.

12- “Estasi.”
Francesco torna ad Assisi. Viene rappresentato con la barba. I frati nella notte vedono Francesco sollevarsi al Cielo. Francesco ha le braccia aperte e le stimmati. Si raffigura sia Francesco che l’Ordine nella Gloria. Ora i Frati predicano alle genti, ma a differenza di prima hanno delle sedi, i conventi.

13- “Presepe di Greccio.”
Natale a Greccio, un sacerdote celebra il rito all’aperto tra gli elementi del Presepe. Greccio è la nuova Betlemme. Si è in una Chiesa francescana in mezzo a clerici e laici, la messa non è ancora iniziata. Il pulpito vuoto e Francesco solleva Gesù [Cancella la predica di Francesco].

Controfacciata

14- “Il miracolo della fonte.”
Due episodi con Francesco a La Verna -su un asino, in compagnia di due frati, un contadino è assalito dalla sete e fa sgorgare una fonte dal nulla [riferimenti a Mosè e il popolo affamato e a Cristo sul Monte degli Ulivi]; –

15- “Predica agli uccelli.”
Francesco mentre predica agli uccelli [riferimento a contadini poveri e diseredati].

Parete sinistra.

16- “Morte del cavaliere di Celano.”
Profezia al Cavaliere di Celano che invita a pentirsi e a confessarsi, altrimenti morirà. L’Ordine viene mostrato nella sua potenza spirituale di consiglieri e di confessori. I Francescani possedevano piccoli conventi rispetto ai grandi edifici dei sacerdoti.

17- “Predica dinanzi a Onorio III.”
Predica di Francesco a Papa Onorio III (1223) Regola

18- “Apparizione al Capitolo di Arles.”
Ugolino (Gregorio IX) che modifica la Regola. Cardinali in vesti Prelatizie. Solo il Papa dimentica la predica di Francesco ma lo Spirito Santo fa fare un discorso molto bello.
Sant’Antonio da Padova vede entrare Francesco che benedice i Fratelli (L’Ordine è molto seguito tra le genti).

19- “Le stimmate.”
Francesco reca le stigmati nelle mani. [Cristo Serafino.] Santo ancora in vita a La Verna con Frate Leone che legge 17 settembre 1224. Angelo con sei ali e rosso, avvolto nella carità di Dio. Cristo divinizza Francesco Le stigmati non erano mai state ricevute da nessuno (Frate Elia).

20- “Trapasso.”
Porziuncola. Undici Frati [riferimento al compianto di Cristo disteso sul sepolcro] vedono ancora le stigmati . C’è anche il Clero che impartisce la benedizione. L’anima di Francesco sale al cielo trasportato da una stella Frate Agostino…

21- “Apparizioni in punto di morte.”
Monte Sant’Angelo, il Vescovo di Assisi, vede Francesco salire in cielo. Agostino vede Francesco salire in cielo da un’altra località.

22- “L’accertamento delle stimmate.”
Il giorno seguente alla morte di Francesco c’è una guardia per evitare trafugamenti del corpo. Il Cavaliere Girolamo vuole toccare con mano [riferimento a San Tommaso].

23- “Pianto delle clarisse.”
Veglia di Maria ad un Cristo dolente con piedi sovrapposti. San Michele devoto a Francesco.
La processione si arresta a San Damiano. Chiara si china su Francesco [riferimento alla Maddalena che bacia la mano di Gesù e i piedi stigmatizzati]. Dei ragazzi si arrampicano sugli alberi per assistere [Entrata in Gerusalemme].

24- “Canonizzazione.”
Canonizzazione di Francesco (1228) davanti a San Giorgio. Gregorio IX Porta sotto il baldacchino. Tomba provvisoria e definitiva. Tomba visibile in San Giorgio.

25- “L’apparizione a Gregorio IX.”
Dubbio di Gregorio IX sulle stigmati.

Tre miracoli Spagna Miracolo della donna che riacquista la vista. Liberazione di San Pietro.

26- “Guarigione dell’uomo di Lerida.”

27- “Confessione della donna di Benevento.”

28- “Liberazione dell’eretico Pietro di Alife.”

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