Maria Malibran: la Diva delle dive.

Era martedì 15 settembre 1936, il Soprano, Diva del ‘900, Maria Malibran, durante il concerto, mentre stava eseguendo il quartetto del Singspiel in due atti di Ludwig van Beethoven “Fidelio” del secondo atto “Er sterbe!” si accasciò al suolo.

Diva delle dive
Spettacolo “Medicina e Musica con Maria Malibran”
Maria Malibran, (Parigi 24 marzo1808 – Manchester 23 settembre 1836), soprano e compositrice francese di origini spagnole, naturalizzata Belga.

È considerata la “Diva”, e la più famosa cantante lirica del diciannovesimo secolo. Figlia del tenore Manuel García (Siviglia 1775 – Parigi1832), aveva una voce di grandissima estensione, che le permetteva di spaziare dal repertorio del contralto a quello del soprano.

Maria, “Soprano di bravura“, termine per definire il Soprano drammatico d’agilità ottocentesco in quanto dotata di voce con un’estensione di 3 ottave che andava dal re3 al Fa6, tessitura dal sol3 al Mi6, praticamente riusciva ad eseguire tutti i ruoli dal tenore leggero fino al Soprano di coloratura con enorme carisma e intensità drammatica in quanto dotata di fortissima personalità e carattere, esuberanza e bizzarria. Si caratterizzava per potenza, flessibilità della voce e gran talento di interprete.

Aveva come fratello il celebre Maestro autore del Manuale di canto Manuel Patricio Rodríguez García (Madrid 1805 – Londra 1906) e come sorella la cantante Pauline Viardot-García (Parigi 1821 – Parigi 1910).

Apprese inizialmente la musica dal padre, poi a Napoli studia con Ferdinand Hérold (1791 – 1833) e Panseron Auguste-Mathieu (Parigi 1796 – 1859) [apprende la musica al Conservatorio di Parigi perfezionandosi poi a Bologna Padre Mattei -Maestro di contrappunto di Mozart- e a Vienna con Salieri]. A Londra entra nel Collegio di Hammersmith, seguitando la formazione musicale, culturale. La preparazione linguistica contemplava Italiano, Francese, Inglese e Spagnolo.
Malibran fece la sua prima apparizione sul palco a Napoli con il padre nell’Agnese di Paër all’età di 8 anni. Sostituì l’indisposta Giuditta Pasta nel ruolo di Rosina nel Barbiere di Siviglia.
Nel 1824, esordì in concerto a Parigi, aveva soli 16 anni. Sostenne il primo ruolo principale a Londra all’età di 17 anni nel coro del King’s Theatre di Londra nel Barbiere di Siviglia di G. Rossini.
Nel 1825, durante la tournée negli Stati Uniti -con tutta la famiglia in cui fecero conoscere l’Opera italiana per la prima volta a New York conobbe a New York il banchiere francese Eugène Malibran, di 27 anni più anziano che sposò. Qualche mese dopo il matrimonio il marito fece bancarotta e la cantante chiese il divorzio l’anno seguente e tornò in Francia e a parigi debuttò con Semiramide.
Il padre Manuel Garcia doveva interpretare l’Otello di Rossini e mancando il soprano per interpretare Desdemona, il ruolo fu affidato a Maria che lo imparò in sei giorni. Il padre le disse che se avesse sbagliato l’avrebbe strangolata in scena. Qualche anno dopo, già famosa interpretò anche il ruolo di tenore di Otello… Poi interpretò Cenerentola e seguitò con il Repertorio rossiniano.

In Italia si esibì nei maggiori Teatri: Roma, Napoli, Venezia, Bologna, Lucca, Senigallia, Milano, interpretando i Melodrammi di Rossini e Bellini.

Nel 1836 ottenne l’annullamento del matrimonio e si sposò con il celebre violinista e compositore belga Charles Auguste de Bériot, che conobbe nel 1833 e con il quale convisse sei anni e con cui diede alla luce un figlio Charles Wilfrid de Bériot (1833 – 1914).
La Malibran aveva discreta fama come compositrice di musica vocale da camera ed anche come pittrice ritrattista. Composizioni della Malibran: Spread Thy Light Wings – Il mattino – Rataplan – La Voix qui dit: je t’aime – Le Prisonnier.

Come altri Soprani di gran spessore aveva un’antagonista, Henriette Sontag (1806 – 1854). Scompare all’eta di 28 anni in seguito ad una terribile caduta da cavallo.

La morte della diva. tratto dall’articolo Medicina e Musica con Maria Malibran.

Secondo la testimonianza di William Pitt Lennox il 5 luglio del 1836 la Malibran era al Regent’s Park di Londra a cavallo con gli amici. Mentre tutto il gruppo andava ad un’andatura moderata, Maria per aumentare un pò il passo, diede una frustata troppo energica al cavallo il quale, incitato anche dagli altri animali, prese in una corsa che fece perdere il controllo alla “Diva”. In seguito alle grida dei compagni, sopraggiunse un poliziotto che fece frenare l’animale bruscamente, scaraventando così la Malibran violentemente al suolo.
La Malibran riuscì a recuperare le sue condizioni ma era affetta da una terribile cefalea e sbalzi d’umore.
La sua dieta era costituita principalmente da alici, ostriche e Porto. Era molto attenta alla dieta e amava curarsi con metodi omeopatici.
Lo spettacolo era costituito da interventi dei lettori che si alternavano alla esecuzione dal vivo di alcuni brani tratti dalle musiche della divina Malibran e quelle da lei eseguite negli ultimi periodi della sua esistenza.
Dopo l’incidente la Malibran stentava a riprendersi… Indossava una parrucca e parecchio trucco per nascondere le lesioni e i lividi
Malgrado l’enorme dolore e la serietà dell’incidente la Malibran diede luogo comunque alla serie dei quattro spettacoli al Drury Lane di Londra [London] “The Maid of Artois” al 5 e 7 luglio; Fidelio e “La Sonnambula” 6 e 8 luglio, ricevendo una marea di applausi.
Due mesi dopo la Malibran fu ingaggiata come cantante per il Festival a Manchester. Festival di Musica sacra in cui la Malibran era protagonista.
Malgrado le condizioni precarie di salute si esibì il 13 e il 14 settembre. Nel pomeriggio del 14 settembre cantò il duetto dall’Andronico di Mercadante “Vanne se alberghi in petto,” insieme a Maria Caradori-Allan (1800-1865).
Il direttore Sir George Smart’s in quell’occasione ricorda che la Malibran si era comportata dalla diva che era. Siccome la Caradori aveva improvvisato con grande successo, Maria non volle essere da meno e la seguì proponendo dei suoni che richiesero il bis del pubblico. Estenuata dall’incredibile prestazione Maria esclamò: “Se lo eseguo di nuovo, non avrò scampo”. Preoccupato, il direttore le negò di riprovarci proponendole di convincere anche il pubblico. Maria replicò: “Canterò e la sotterrerò”.
Il giorno dopo, 15 settembre, la Malibran era così affaticata e distrutta che ad un primo momento tentò di cancellare le prove in chiesa. Ma poi pensando che sarebbe stata criticata per la sua rinuncia al concerto andò ugualmente. Le sue condizioni di salute erano davvero drammatiche pensando che aveva le convulsioni, coniti di vomito e non riusciva nemmeno a vestirsi. Durante il concerto, mentre stava eseguendo il quartetto del Singspiel in due atti di Ludwig van Beethoven “Fidelio” del secondo atto “Er sterbe!” si accasciò al suolo.
Il dottor Besley prescrive di praticare il salasso malgrado il marito Charles Auguste De Beriot sul palco fosse contrario. Alla Malibran furono prevelate dieci once di sangue.
La Malibran riaprì gli occhi chiedendo se avesse eseguito bene per poi esclamare “Manchester avrà le mie ossa”.
Il 17 a Londra si rivolge per cure omeopatiche al Belluomini che prescrive taglio dei capelli, impacchi con aceto sullo stomaco e del brodo caldo.
In quest’occasione si conosce il suo stato di gravidanza e le cure vengono impostate e attribuite su quest’evento.
Belluomini prescive la segale cornuta che contenendo alcaloidi a piccole dosi inducono il parto, ma a grandi dosi è abortivo e induce sintomi come turbe gastro-intestinali, nausea, vomito, dolori muscolari, ipertensione, instabilità della frequenza cardiaca.
La diagnosi la fa da per se stessa la Malibran, consapevole del grumo di sangue che ha in testa causato dal trauma cerebrale.

Fu sepolta alla Collegiate Church di Manchester. Successivamente fu trasferita nel cimitero di Laeken a Nord di Bruxelles, località compresa attualmente nella cerchia cittadina, accanto al secondo marito. Il monumento funerario fu ideato dallo Scultore barocco Guillaume Geefs e la Cappella progettata dall’Architetto Tilman-François Suys.

5 risposte a “Maria Malibran: la Diva delle dive.”

  1. Maria Malibran e Pergolesi, due geni scomparsi a meno di trenta anni, dove sareste arrivati vivendo a lungo come tanti altri? Di uno possiamo ascoltare le composizioni, dell’altra solo sognare la sua voce dalle qualità ben rare.

  2. Interessante articolo, però errori obbrobriosi come “un’amarea” e “convulsioni” non si possono proprio guardare!

    1. Salve Francesca, grazie per le segnalazioni ortografiche, che soventemente sono errori di battitura (o pasticci dei correttori ortografici impostati male o in lingue diverse). Abbiamo corretto! Purtroppo il tempo limitato a disposizione, non ci permette di correggere le imperfezioni ortografiche, fino alla perfezione di un testo scevro da errori; e comunque gli errori di questo tipo ed anche peggiori (vedi manipolazioni degli argomenti), sono presenti anche in testate finanziate, che ne avrebbero tutte le opportunità. Anche le migliori redazioni dopo varie letture e riletture del testo (con diversi correttori di bozze) non garantiscono l’affrancatura totale dall’errore. Il nostro intento principale è quello di fornire approfondimenti di argomenti, specialmente in Lingua italiana, non trattati in rete, e analizzarli fedelmente da vari punti di vista, presentandone lo svolgimento dei fatti più probabile. Detto questo, spero che ci potrai comprendere e perdonare delle mancanze ortografiche. Un saluto, e continua a leggerci.

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