Marietta Gioja Tamburini: una favola nella storia.

Marietta Gioja (Napoli 1801-1833) illustre Contralto di origini italiane, figlia del celebre coreografo e compositore di balletti per musica Gaetano Gioja -famoso per l’ideazione dei “tableaux vivants”-morto nel 1826.

Il Contralto Marietta Gioja Tamburini
Il Contralto Marietta Gioja Tamburini

La madre francese -era figlia della Marquise de Pins e del Conte Gaetani (nobile che aveva visitato la Francia nella residenza del Re di Napoli), la famiglia dovette allontanarsi dalla Francia in seguito alla Rivoluzione del 1789 trasferendosi a Napoli- Teresa Gaetani aveva sposato giovane il Marquis de Miriallia che ben presto la lasciò erede della sua fortuna a condizione che rimanesse single- segretamente sposò a Napoli l’artista Gaetano Gioja (Napoli 1764-1826), perse la sua eredità alla scoperta della violazione della vedovanza. Essa fu chiusa in un convento e ne uscì per interessamento di Maria Carolina. I due ebbero tre figli tra i quali Marietta Gioja.
Marietta Gioja dovette sostenere i primi ruoli prima del 1818 perchè in quell’anno debuttava al Teatro alla Scala di Milano con “Il barone di Dolsheim” di Pacini. Negli anni ’20 interpretava i ruoli rossiniani come “Il barbiere di Siviglia” e “L’Italiana in Algeri”. Nel 1822 Gioja incontrò il Baritono Antonio Tamburini (Faenza 1800-Nizza1876) migliore interprete del Bellini, ma anche di Donizetti, Rossini e Mercadante.
L’incontro ebbe curiosi retroscena.
Il Conte Alberto di Gaeta e il Marchese di Ronza tentano di convincere il Tamburini a non entrare in convento, in seguito alla depressione per la morte della madre. Sono riuniti  per dissuaderlo. Dopo inutili tentativi tentano la carta artistica Antonio si avvicina al piano e Ronza accompagna Tamburini in un’aria della Cenerentola. Finito il brano bussano alla porta e il postino reca al Tamburini la risposta negativa, non sarà accettato nel convento. Antonio è dispiaciuto ma non si rassegna, magari proverà in un altro convento fuori Milano. Ronza e Gaeta non sono soddisfatti ed escogitano un piano, che prevede l’intercessione della bellissima Marietta Gioja. Su Antonio, Gioja esercitava una fortissimo ascendente perchè oltre che bellissima era anche davvero talentuosa.
Il Marchese di Ronza si reca dunque in casa di Madamea Gioja. Un servitore lo riceve e lo reca nella stanza al cui centro sul tavolo c’è la Signora assorta nella lettura e la ragazza di estrema bellezza che si accompagnava al piano. Marietta si alzò dal piano per salutare. Il Marchese non potè fare a meno di fissarla così insistentemente che ella arrossì così profondamente tanto che la madre rimase estremamente contrariata e turbata. Il Marchese riconobbe l’errore e sentì l’esigenza di chiedere scusa per il comportamento fuori luogo. Chiese poi il permesso alla madre di poter avere un colloquio privato con Madame Gioja. Il Marchese formulò, dunque, la richiesta per assentire alla figlia di cantare sul nuovo Melodramma di Mercadante. Dopo un pò di riluttanza la madre assentì, anche perchè non nascose molto elegantemente che la richiesta servisse per un’opera di bene verso il Tamburini che non riusciva a riprendersi dal dramma per la scomparsa della madre. In un primo momento Marietta era molto contrariata e la convinse solo l’elemento della parola data dalla madre al Marchese. L’occasione oltretutto era ghiotta perchè la preventiva audizione era per il Melodramma “Il Posto abbandonato ” ossia “Adele ed Emerico” di S.Mercadante, per la prima al Teatro alla Scala di Milano fissato per il 21 settembre 1822. Il Tamburini rimase riluttante fino alla fine, deciso com’era per lasciare il mondo civile per quello religioso. L’unica concessione che non potè rifiutare era il concerto di saluto finale prima della partenza, per congedarsi con gli amici più intimi. L’unica richiesta del Tamburini fu quella di consegnare un pacco con tutte le sue più importanti partiture, dopo la partenza. Il Conte fu sorpreso al vedere il nome impresso. Il Tamburini avrebbe donato le sue partiture alla Marietta Gioja. Tamburini espresse la sua intensa passione per la Marietta che oltre che bellissima era anche molto brava. Abbinando la morte della madre con l’impossibilità di conquistare la bella aristocratica, il tamburini aveva perso l’entusiasmo di vivere. Si avviarono dunque nel pomeriggio nella casa di un appassionato di Lirica che aveva messo a disposizione il salone attrezzandolo in una sorta di piccolo elegante teatro per il concerto di congedo del Tamburini. Il palcoscenico era stato brillantemente illuminato e rifinito con scene ben dipinte da dare un’illusione quasi reale. L’orchestra iniziò a suonare in quell’ambiente così raffinato che lo spirito del Tamburini rimase colpito e scosso come nella sua più tenera giovinezza. A poca distanza da lui era l’eroina del brano in tutto il suo splendore e la sua nobile postura. Con un’involontaria esclamazione di sorpresa egli si mise di fronte. Antonio non scorse audacia o civetteria nel tentativo di Gioja di evitarlo, però non c’era modo di spiegarsi perchè la musica incalzava. Entrambi gli artisti eseguirono meravigliosamente la propria parte per la gioia del pubblico. Alla fine venne calato il sipario e rimasero da soli uno di fronte all’altro. Gioja girò per andare via ma Antonio le prese la mano. La fanciulla tentò di liberarsi e nello stesso tempo scoppiò in lacrime. Antonio chiese cosa le avesse mai fatto, e le mostrò tutte le sue speranze, paure e sentimenti e entrambe si abbracciarono in ardente devozione. Apparì una tonalità di rosa e violetto sulle guance di Gioja e distratta dal brusio che veniva dalla sala attravero il telo del sipario, Gioja si divincolò dalla presa per lasciare il palcoscenico, quando entrò la madre che l’afferro per la mano. Madame Gaetani ebbe parole per benedire la coppia perchè aveva capito che entrambe si amavano, e in modo speciale il Tamburini si mostrava molto sensibile alla figlia. Intanto dalla platea venivano delle urla che declamavano “Tamburini, fuori Tamburini”. Ricevettero gli applausi, poi Ronza parlò dell’imminente congedo di Tamburini, che aveva comunque ancora modo di essere a Milano per presentare il nuovo lavoro di Mercadante.

Marietta ed Antonio si sposarono durante la quaresima del 1823 e Marietta diede alla luce il primo figlio nel gennaio 1824. Il figlio di Marietta e di Antonio, Salvatore Tamburini divenne anche lui cantante, e l’altra figlia sposò il tenore Italo Gardoni.

Marietta Gioja cantò in tutte queste prime:
Stefano Pavesi “Arminio” ossia L’eroe germano (1821) -Sigismondo
Saverio Mercadante “Maria Stuarda” (1821) -Carlo
Gaetano Donizetti “Chiara e Serafina” (1822) -Lisetta
Giuseppe Balducci “Riccardo l’intrepido” (1824)
Giovanni Pacini “La gioventù di Enrico V” (1825)
Giocchino Rossini “Aureliano in Palmira” (1825)
Pietro Generali “Chiara di Rosembergh” (1826)
Gaetano Donizetti “Alahor in Granata” (1826) -Muley Hassem
Felice Frasi “La selva d’Hermanstadt” (1827) -Isabella
Francesco Carini “Pigmalione” (1827)
Giuseppe Persiani “Il solitario” (1829) -Corrado
Giovanni Pacini “Il talismano”, o sia, La terza crociata in Palestina (1829) -Berengaria
Carlo Conti “Giovanna Shore” (1829) -Alicia
Saverio Mercadante “Zaira” (1831)
Gaetano Donizetti (1797-1848) “La romanzesca e l’uomo nero” (1831)
Gaetano Donizetti “Francesca di Foix” (1831) -Edmondo
Vincenzo Bellini “La straniera” (1832)

Le colleghe e concorrenti di Gioja dell’epoca:
Isabella Colbran (Madrid, 1785 – Castenaso 1845) (S) – Rosmunda Benedetta Pisaroni (Piacenza, 1793 – 1872) (C) – Giuditta Angiola Maria Costanza Pasta Negri (Saronno 1797 – Como 1865) (MS) – Angelica Catalani (Senigallia1780 – Parigi1849) (S) – Maria Malibran (Parigi 1808 – 1836 Manchester) (C) – Giulia Grisi (Milano 1811 – Berlino 1869) (S) – Fanny Tacchinardi Persiani (Roma 1812 – Parigi 1867) (S)

4 risposte a “Marietta Gioja Tamburini: una favola nella storia.”

  1. Buon giorno,

    Ho trovato il suo articolo su Marietta Gioia molto interessante anche se la traduzione con Internet non è molto buona cuando non si parla italiano…

    Sapete che un figlio di Antonio Tamburini e Marietta Gioia, Carlo Raffaele, si è sposato in 1862 o 1863 a Spoleto con Jane Clarke , un giovane inglese di 18-19 anni ?
    Loro figlio maggiore, Antonio Mario Vittore è nato a Spoleto il 1 novembre 1863 dove è stato battezzato il 3 novembre. C’è il suo atto di nascita ed il suo atto di battesimo (pagine 9 a 12) nel sua cartella della Legione di onore francese visibile qui :
    http://www.culture.gouv.fr/public/mistral/leonore_fr

    Pensate che sia facile di ottenere una copia dell’atto di matrimonio civile o religioso di Carlo Tamburini e Jane Clarke?

    Scusate i miei errori in italiano, è interamente l’errore della traduzione per Internet : )

    Cordiali saluti.

    Praline Niedbala

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