Medicina e Musica con “Maria Malibran”.

Spoletoscienza, iniziativa giunta quest’anno alla sua ventiduesima edizione, che tratta i temi più attuali della salute, della ricerca medico-scientifica e della professione sanitaria.
“Armonie, energia e salute”. Antichi accordi e nuovi spartiti.
Fondazione Sigma-Tau 27 giugno 2010 ore 11:00
Eventi Spoleto 53° Festival dei 2 Mondi 2010
Antichi accordi: Medicina e Musica con Maria Malibran.


Letture teatrali con musica a cura di Francesco Negro.
Con la partecipazione di Paola Mannoni e Massimo Popolizio.
Coordinamento musicale del M.Leonardo De Angelis.
Soprano Michela Sburlati
Pianoforte Angela Naccari
Un appuntamento altamente culturale, poco pubblicizzato ma che ha riscosso un enorme successo con una sala Frau completamente piena.
Basta solo un nome, quello della Diva delle Dive per riempire il Teatro, “Maria MalibraN”.
Coniugare scienza e arte è possibile. E’ la magia che contraddistingue lo Spoleto 53.
La scienza rappresentata dalla medicina e l’arte dal canto.
La direzione che ha preso la medicina ai giorni nostri è quella di occuparsi dei meccanismi che regolano produzione e utilizzo dell’energia del corpo umano.
E’ responsabilità del mitocondrio delle cellule di lavorare l’energia dell’organismo dell’uomo.
Il mitocondrio, insomma, è l’elemento responsabile del mantinemento della vita.
La vita dei vari organi dell’uomo è ostacolata da infinite alterazioni che alterano l’equilibrio energetico e causano la morte dell’individuo.
La medicina si distingue, dunque, nello studio dell’alimentazione dell’individuo, che se ben architettata attiva in maniera appropiata il mitocondrio.
E’ dunque una giusta dieta e un’equilibrata nutrizione che preserva la salute.
Questa risposta era stata già proposta da artisti tra i quali spiccano i nomi di musicisti e cantanti quali Niccolò Paganini e Maria Malibran.
L’appuntamento del 27 giugno pone all’attenzione del pubblico intervenuto della fervente attività della Malibran che con le sue diete e ricorso alla medicina omeopatica aveva precorso i tempi.
Occorre una breve biografia per ricordare il celebre soprano.
Maria Malibran, (Parigi 1808 – Manchester 1836), soprano e compositrice francese di origini spagnole, naturalizzata Belga.
È considerata la “Diva”, e la più famosa cantante lirica del diciannovesimo secolo. Figlia del tenore Manuel García, aveva una voce di grandissima estensione, che le permetteva di spaziare dal repertorio di contralto a quello del soprano.
Ella scompare all’eta di 28 anni in seguito ad una terribile caduta da cavallo.
Secondo la testimonianza di William Pitt Lennox il 5 luglio del 1836 la Malibran era al Regent’s Park di Londra a cavallo con gli amici. Mentre tutto il gruppo andava ad un’andatura moderata, Maria per aumentare un pò il passo, diede una frustata troppo energica al cavallo il quale, incitato anche dagli altri animali, prese in una corsa che fece perdere il controllo alla “Diva”. In seguito alle grida dei compagni, sopraggiunse un poliziotto che fece frenare l’animale bruscamente, scaraventando così la Malibran violentemente al suolo.
La Malibran riuscì a recuperare le sue condizioni ma era affetta da una terribile cefalea e sbalzi d’umore.
La sua dieta era costituita principalmente da alici, ostriche e Porto. Era molto attenta alla dieta e amava curarsi con metodi omeopatici.
Lo spettacolo era costituito da interventi dei lettori che si alternavano alla esecuzione dal vivo di alcuni brani tratti dalle musiche della divina Malibran e quelle da lei eseguite negli ultimi periodi della sua esistenza.
Dopo l’incidente la Malibran stentava a riprendersi…
Malgrado l’enorme dolore e la serietà dell’incidente la Malibran diede luogo comunque alla serie dei quattro spettacoli al Drury Lane di Londra [London] “The Maid of Artois” al 5 e 7 luglio; Fidelio e “La Sonnambula” 6 e 8 luglio, ricevendo un’amarea di applausi.
Due mesi dopo la Malibran fu ingaggiata come cantante per il Festival a Manchester.
Malgrado le condizioni precarie di salute si esibì il 13 e il 14 settembre. Nel pomeriggio del 14 settembre cantò il duetto dall’Andronico di Mercadante “Vanne se alberghi in petto,” insieme a Maria Caradori-Allan (1800-1865).
Il direttore Sir George Smart’s in quell’occasione ricorda che la Malibran si era comportata dalla diva che era. Siccome la Caradori aveva improvvisato con grande successo, Maria non volle essere da meno e la seguì proponendo dei suoni che richiesero il bis del pubblico. Estenuata dall’incredibile prestazione Maria esclamò: “Se lo eseguo di nuovo, non avrò scampo”. Preoccupato, il direttore le negò di riprovarci proponendole di convincere anche il pubblico. Maria replicò: “Canterò e la sotterrerò”.
Il giorno dopo la Malibran era così affaticata e distrutta che ad un primo momento tentò di cancellare le prove in chiesa. Ma poi pensando che sarebbe stata criticata per la sua rinuncia al concerto andò ugualmente. Le sue condizioni di salute erano davvero drammatiche pensando che aveva le convulzioni, coniti di vomito e non riusciva nemmeno a vestirsi. Durante il concerto, mentre stava eseguendo il quartetto del Singspiel in due atti di Ludwig van Beethoven “Fidelio” del secondo atto “Er sterbe!” si accasciò al suolo.
Il dottor Besley prescrive di praticare il salasso malgrado il marito Charles Auguste De Beriot sul palco fosse contrario. Alla Malibran furono prevelate dieci once di sangue.
La Malibran riaprì gli occhi chiedendo se avesse eseguito bene per poi esclamare “Manchester avrà le mie ossa”.
Il 17 a Londra si rivolge per cure omeopatiche al Belluomini che prescrive taglio dei capelli, impacchi con aceto sullo stomaco e del brodo caldo.
In quest’occasione si conosce il suo stato di gravidanza e le cure vengono impostate e attribuite su quest’evento.
Belluomini prescive la segale cornuta che contenendo alcaloidi a piccole dosi inducono il parto, ma a grandi dosi è abortivo e induce sintomi come turbe gastro-intestinali, nausea,
vomito, dolori muscolari, ipertensione, instabilità della frequenza cardiaca.
La diagnosi la fa da per se stessa la Malibran, consapevole del grumo di sangue che ha in testa causato dal trauma cerebrale.

Questi sono i brani eseguiti:
“ll mattino” di Maria Malibran.
Ti saluto, bella Aurora, Che di rose ammanti il prato.Ti saluto, luogo amato dove nacque il mio tesor. Sorgi, sorgi, o mio diletto, che l’aurora è sorta or or. Odi il canto degli augelli che d’amor van gorgheggiando. Ah! mira l’agna, che belando parla anch’essa dell’amor. Sorgi, sorgi, o mio diletto, è l’aurora, e dormi ancor? Vedi là tra sasso e sasso scorrer placido quel rio; Odi il mesto mormorio che par suono di dolor? Sorgi, sorgi, o mio diletto, Cce l’aurora è sorta or or. Tutto, tutto, a te d’intorno d’amor parla, amore intende; Ah! la fiamma che m’accende s’alimenti nel tuo cor! Sorgi, sorgi, o mio diletto, è l’aurora, e dormi ancor?
“Quartetto dell’Andronico” di Mercadante
“I Capuleti e i Montecchi” di V.Bellini
Ascolta.
Se Romeo t’ uccise un figlio,
In battaglia a lui diè morte:
Incolpar ne dèi la sorte;
Ei ne pianse, e piange ancor.
Deh! ti placa, e un altro figlio
Troverai nel mio signor.
“Oh! s’io potessi dissipare le nubi” da “Il Pirata” di V.Bellini.
“Sogno di Tartini” – composta dal marito Beriot per violino e la Malibran volle onorarla con i versi e cantarla.
Tratta dalla Sonata per violino e pianoforte, in sol minore in quattro movimenti di Tartini(Tartini considerava la sua composizione “la migliore ch’io abbia mai fatta”,
tanto che nella visita che nel 1766 lo scienziato Svizzero G.von Lalande fece a Tartini in
Padova gli narrò il sogno dell’apparizione diabolica che aveva fatto ad Assisi nel 1713.
noto anche come “Il trillo del Diavolo”.)
Io credo ancor di udirlo, ancor lo veggo
accanto al letto mio stava posato
non è che un sogno eppur ripeter chieggo
l’ardito suon dell’arco indemoniato
silenzio amica gente
ciascun suo suono ho in mente
Signor si! così il diavolo esordì!
Per ascoltar io respirava appena
Mentre ei pingea quanto più alletta il core
Quell’incendio d’amor che desta pena
E quei tormenti onde s’allevia amore
Silenzio amica gente
Ogni suono suo ho in mente
Signor si!, così il diavolo proseguì
E poscia a un tratto il genio suo
Scotea la gloria a celebrar
De vincitor e dei suoi canti
La sublime idea
Deve infiammar, deve rapire i cuori
Silenzio amica gente
Ciascun suono suo ho in mente
Signor si! così il diavolo finì
E probabilmente il brano più bello e emblematico di tutto lo spettacolo:
“Aprite alla morte” eseguito in quegli ultimi giorni dalla Malibran che cominciava a sentirsi spacciata. Il Fa come tonalità di impianto diventa il Sib minore.
“Ton ton, chi batte là? Sono la morte!”
Sono tre mesi che la salute invoco
Essa mi prende a giuoco,
Si mostra e se ne va!

Una risposta a “Medicina e Musica con “Maria Malibran”.”

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