“Modigliani, Les Femmes” a Spoleto.

’Istituto Amedeo Modigliani sta iniziando a promuovere il Centenario della morte del Maestro Amedeo Modigliani (1920-2020) con un’interessante mostra

Modigliani painting
Modigliani, Les Femmes

che contempla opere retroilluminate con tecnologia led e inediti fotografici del Pittore. Una trentina di copie (retroilluminate a tecnologia led) pressochè identiche ai ritratti originali (dimensioni e colori) che omaggiano le sue donne, un gesso autentico di un volto in bronzo, dei video documentaristici e la novità del nuovo inedito originale ancora non attribuito, Dede ribattezzato “Odette”. L’esposizione è partita il 23 giugno 2016 in occasione dello Spoleto Festival 59 di cui faceva parte delle expo arti visuali e prosegue fino al 10 settembre 2016, presso l’incantevole Palazzo Tordelli di Spoleto (Pg) in Corso Mazzini,46.
E’ un’occasione unica di vedere riunite tutte insieme in un confronto diretto opere che sarebbe impossibile alternativamente visto che i Modigliani sono in mano a collezionisti molto gelosi. Guardiamo come esempio solo alla tela “Nu Couche” (1916-18), aggiudicata con battuta d’asta al magnate cinese Liu Yiqian per 170 mil di dollari Usa e pagata tramite carta di credito. La tecnologia a servizio dell’Arte rende possibili delle riflessioni e degli avanzamenti molto interessanti. Un tempo la tecnologia, le novità, non erano molto ben viste dagli artisti. Lo stesso Modigliani (Livorno 1884 – Parigi 1920), sarebbe gelosamente sorpreso di vedere riunite in una galleria tutte le sue donne. Amedeo è un artista bohemienne rivoluzionario dell’Arte senza alcun apprezzamento per la tecnologia. Non fu mai tentato dal futurismo, dalla velocità, dalla tecnica e dalla scienza, proponendo in alternativa un concetto tutto proprio dello sviluppo dell’uomo: la bellezza dovuta allo studio del ritratto, del corpo femminile, che riproponeva espressamente nelle sue tele. Una breve vita (muore all’età di 35 anni), ma molto intensa sempre alla ricerca dell’estetica, del trasgressivo, dello stile. Dandy e bohemienne viene immortalato in un abbigliamento molto ricercato. Vestito nel tradizionale abbigliamento da caccia della terra di origine. Giacca lucchese tornata di moda negli anni ’90 tramite la famosissima sartoria Arte e Moda dei f.lli Morganti di Castagneto Carducci, che era apprezzatissima nel periodo dalla più importante nobiltà. Il risultato è sintetizzato nei colori molto forti ed intensi dalle tonalità calde, contrasti netti, semplificazione estrema dei riempimenti, cura della linea sempre molto allungata e ‘gotica’ sia del corpo, degli occhi e del collo, pose intimistiche sempre molto eleganti, pochi elementi sulla scena, simbologia.NuCoucheUna particolarità differenzia le opere che dipinge per Jeanne Hébuterne sempre con abiti molto accollati e le altre donne che mette a nudo senza pudori. Sgarbi si era già espresso nei riguardi di Modigliani. Stranamente, per la notorietà del critico verso la bellezza femminile, sostiene che non sia un autore che lo ispiri molto. Non ne fa molte polemiche, anzi lo paragona non tanto al contemporano più fortunato Picasso, per i volti delle maschere africane allungati, ma addirittura ai prerinascimentali più autorevoli. Su Odette non è riuscito ad esprimersi, ha chiesto solo la documentazione dello studio effettuato per una più accurata analisi riservandosi di esprimere giudizi per il momento.

E’ Gennaro Arbia a scoprire il dipinto in un cassonetto dell’immondizia della Capitale, dieci anni fa. Possiamo oggi vedere “Odette” nella sua originale veste. Un’occasione unica, alla portata di tutti per confrontarsi con un’opera artistica direttamente de visu, un faccia a faccia con i misteri dell’Arte.
OdetteModigliani non a caso è l’Artista su cui maggiormente si è concentrata la speculazione di attribuzione di opere artistiche. Uno stile unico come il suo non è difficile da imitare. Dopo le beffe tirate alla critica dai famosissimi studenti livornesi e soprattutto dal lavoratore portuale in occasione del centenario dalla nascita 1984. Un’operazione che ha portato a nudo il potere dissuasivo dei media e della critica ‘politicizzata’. Ma soprattutto ha messo in chiaro che nessun potere è così forte come quello del vero genio che è in grado di destabilizzare il potere stesso con la sola forza della propria comunicazione e innocuo azzardo. Eppure sembra che la lezione non sia bastata perchè l’Arte non si è mai scrollata di dosso inetti speculatori che fuorviano il mercato ostacolando la notorietà dei veri talenti. La critica, il mercato, le riviste sono piene di autori ultravalutati. Con un marketing mix tra critica, media e battute d’asta si creano campioni, che creano campioni…
Mi sono misurato direttamente molto da vicino con la Dede e non è un compito molto semplice. Malgrado tutte le ricerche scientifiche cui è stata sottoposta dietro l’esperienza dell’esimio Prof. Alberto D’Atanasio, i cui risultati forniscono una garanzia di univoca compatibilità con le date di materiali (tela e telaio) e sporco, e manchino però ancora i risultati per un’incrocio di studi per vesti abbigiamento, oggettistica, analisi storiche e quant’altro, si rimane letteralmente impotenti nel formulare un giudizio definitivo, nemmeno si fosse di fronte alla donna più bella dell’universo. Anche in uno studio fotografico di maggior impegno e dattaglio non ci sono elementi che suggeriscano qualche chiave risolutiva. Zoommando un pò nel lato destro, schiarendo lo scuro, si possono estrarre dei dettagli simbolisti che sembrano suggerire il 66 e sappiamo quanto Modì abbia avuto cura per questi elementi. Un Modigliani molto simmetrico, una espressione quasi aliena, sobria come la Jeanne, colori dalle tonalità verdognole, azzurrognole anti passionali, gli occhi non sono dipinti, capigliatura con taglio alla garconne tipico del periodo,
Di Odette Hayden, detta Dédie, prima moglie del pittore cubista Henry Hayden (1883-1970) Modigliani realizza 3 ritratti datati 1917 – 1918 -1919.
Il pool di esperti (Milano e Spoleto) hanno datato il dipinto 1917-1918 compatibile con le date e quindi confermando che non si tratta assolutamente di un falso. A questo punto possiamo avere solo due possibilità: opera di Modigliani o opera di un suo coetaneo. Se lo attribuiamo a Modigliani non abbiamo problemi. Ma se non è un Modigliani chi può aver avuto interesse al periodo a dipingere una Odette con lo stile Modigliani e firmarlo a suo nome? La compagna di Modigliani, Jeanne, lei stessa pittrice? Il marito della modella, Henry, pittore cubista, per gelosia?
Probabilmente è più coerente un’attribuzione a Modigliani stesso, ma alcuni dettagli non sono molto chiari. Dede non possiede il volume tipico delle opere di Modì e cozza contro l’analisi scientifica che conferma la compatibilità. Non dimentichiamo che Modigliani era preda di fumi, alcool, assenzio e lo stile poteva in alcune occasioni essere alterato. Comunque non possiamo che ringraziare il Prof.Datanasio, l’Istituto Modigliani, che con l’interesse verso la valutazione di questa opera artistica offrono dei momenti molto importanti per lo studio dell’Arte, avendo scoperto un olio su tela che a detta dei laboratori è compatibile con l’originalità del periodo. Già questo è un risultato apprezzabile rispetto alla chiusura degli esperti transalpini, e lezione nuova che si apprende, che se a temporeggiare nel periodo punico si vincevano le ‘guere’ nel 2016 non ci si fa poi una bella figura…
All’interno della mostra è possibile apprezzare anche un percorso biografico dell’artista con l’ausilio di guide molto preparate come la gallerista Alessandra, sempre scupolosa e premurosa verso gli ospiti e delle stagiste dei corsi universitari del Prof.D’Atanasio.

Una risposta a ““Modigliani, Les Femmes” a Spoleto.”

  1. Sempre preciso e dettagliato e scrupoloso come la gallerista, nel preparare i suoi articoli: studio, osservazione ed elaborazione. Il risultato è un’analisi chiara e completa, che mette a nudo le tematiche trattate dall’esposizione e le sfaccettature più nascoste del pittore.

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