MOSTRA “Leoncillo: materia e forma” & “Leoncillo privato”

SPOLETO
22 dicembre 2010 – 31 gennaio 2011Dal 22 dicembre 2010 al 31 gennaio 2011 apre al pubblico (ore 9 – 13) la mostra “Leoncillo: materia e forma” realizzata nelle sale dell’Istituto d’Arte “Leoncillo Leonardi” di Spoleto in occasione dei cinquanta anni dalla sua fondazione.
Il percorso espositivo tende ad illustrare, nelle sue diverse articolazioni, aspetti particolari della produzione artistica di Leoncillo Leonardi (Spoleto, 18 novembre 1915 – Roma, 3 settembre 1968) e l’eco che la sua lezione ha avuto sulla riflessione e produzione di giovani artisti, operanti nei settori d’indirizzo dell’Istituto, ovvero la Fotografia Artistica, il Design del Gioiello, la Scenografia.
Momento centrale del percorso è la sezione “Leoncillo privato” per la curatela di Giorgio Flamini, un allestimento realizzato grazie alla generosa disponibilità di prestatori e collezionisti.
Si tratta di pezzi finora riservati ad un godimento personale, messi a disposizione da Anna Leonardi, Simona Marchini, Gianfranco Ferola, Duccio Marignoli, Piero Raspi, famiglia Rambaldi, Alberto Mariani e Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto.
Gli eventi dedicati a Leoncillo Leonardi si concluderanno il 21 aprile 2011 con la presentazione del catalogo della mostra che raccoglierà scritti critici su Leoncillo, piccoli brani da Piccolo Diario, le testimonianze sia video che scritte, di ex Studenti, Dirigenti e Docenti illustri che hanno frequentato o comunque avuto dei contatti con l’Istituto d’Arte spoletino intitolato al grande maestro.

MOSTRA
Titolo: “Leoncillo: materia e forma”
A cura dei docenti dell’Istituto & “Leoncillo privato”
a cura di Giorgio Flamini

Apertura al pubblico: 22 dicembre 2010 – 31 gennaio 2011
(esclusi festivi e prefestivi)
Orario: 9 -13 (in altri orari su appuntamento – Tel. Mob. 320.4324082)

Luogo: Istituto d’Arte “Leoncillo Leonardi”
Indirizzo: Piazza XX Settembre – Spoleto (Pg)
Informazioni: Tel. 0743.221123 – Fax 0743.221158
Mob. 320.4324082
Ufficio stampa: Mob. 339.5993281
aciemme@virgilio.it

LEONCILLO privato

Il senso originario della mostra è stato quello di accogliere per la prima volta Leoncillo all’interno della scuola a lui intitolata da un trentennio: non più un nome sulla pietra, ma un artista che si offre attraverso la materia viva e palpitante che ha prodotto, capace di comunicare col linguaggio più familiare ai giovani, il linguaggio delle emozioni. (“Creta, creta mia, materia mia artificiale, ma carica per metafora di tutto ciò che ho visto, amato, di ciò a cui sono stato vicino, delle cose che ho dentro, con cui, in fondo, mi sono, volta per volta, identificato.” Leoncillo:” Piccolo Diario”)
Un artista grande che entrasse nella quotidianità degli studenti di un Liceo artistico di pro-vincia, che abitasse metaforicamente la scuola come una casa.
Da questa esigenza primaria è scaturita la scelta del carattere della mostra: non un anto-logica che rendesse conto del percorso dell’Artista, non una esposizione dei pezzi storici dello scultore, ma un complesso coerente di piccole opere, legate alla storia personale di Leoncillo, un Leoncillo privato, che dona opere ai familiari e agli intimi, che le scambia con gli amici artisti, le regala a critici amici, o le offre generosamente in cambio di un abito di buona fattura.
Opere, dunque, che non provengono dai grandi musei o dai grandi collezionisti, ma rin-tracciate per lo più sul filo della memoria di relazioni interpersonali, legate in gran parte ai rari, ma ininterrotti ritorni dello Scultore alla sua terra d’origine e agli amici umbri – artisti e non – mai persi di vista, e non solo come riferimenti affettivi, ma come compartecipi di un humus culturale comune, responsabile di vocazioni ed esiti professionali diversi e tuttavia riconducibili ad una condivisa iniziazione alla bellezza, alla natura, alla storia. ( “ Il senso, il sentimento del tempo , è stato assai importante per la mia adolescenza, vissuta in una piccola città di provincia. Sono nato in mezzo a vecchie pietre patinate dalla vicenda di tanti secoli, e poi gli stili diversi dei palazzi radunati in un piccolo spazio: in pochi metri di strada tanti secoli . Il tempo passato e quello presente da toccare con la mano, come si tocca un muro screpolato, e accanto lo stucco recente o, nei boschi intorno al paese, i muschi e i ramoscelli giovani…” Leoncil-lo:” Piccolo Diario”).

Una mostra periferica, ma in qualche misura unica, che ricostruisce insieme una filiera affettiva e un percorso artistico, meno esposto rispetto a quello altre volte offerto in tante indimenticate occasioni, ma non meno significativo ed esauriente, dal momento che vi vengono proposte opere inedite, che vanno dalla pensosa scimmietta in creta, prima manipolazione di un Leoncillo dodicenne della materia che non avrebbe mai più abbandonato, al posacenere-cuore di ceramica rosso sangue, destinato ad accogliere la sua ultima sigaretta.
Una mostra che raccoglie in un piccolo, ma articolato spazio volto a creare rimandi e rela-zioni, ora espliciti, ora sotterranei, disegni, carte, fotografie, piccole sculture, ma anche una grande scultura del 1962 un tronco umano – metà corteccia metà carne – corroso, suppliziato, mozzato nella sua aspirazione ad ergersi verso l’alto, per anni gelosamente custodito nella dimora spoletina di Giovanni Carandente.
Una mostra, lo speriamo, destinata ad accendere interesse e discussione intorno ad un artista amato e rispettato, salutato da Cesare Brandi come il terzo scultore italiano del ‘900, e tuttavia inspiegabilmente ai margini dei grandi movimenti del mercato dell’Arte.

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