NUMERI METEO DELL’ESTATE 2012.

Il primo settembre è stata varcata la soglia che delimita la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno meteorologico, grazie all’arrivo della perturbazione N°1. Delimitata la lunga fase estiva appena passata, possiamo finalmente condurre un’analisi più approfondita di questa anomala stagione, con particolare riferimento all’Italia Centrale.

Carta della Penisola
Immagine ‘Satellitare’
Anomala è il giusto termine, sebbene ogni stagione di ogni anno ci può sembrare anomala, perché intanto è stata la stagione più siccitosa degli ultimi 50 anni. Anomala perché è stata portata avanti da ben sette ondate di calore causate dall’espansione dell’Anticiclone Africano verso nord, cosa che non si era mai verificata in precedenza (almeno non negli ultimi 50 anni).
Infatti la tipica estate mediterranea è caratterizzata dalla spinta da ovest dell’Anticiclone delle Azzorre, una struttura di alta pressione semipermanente presso le omonime isole che tende nella stagione estiva a prender possesso del mar Mediterraneo regalando giornate di sole e temperature moderatamente calde il giorno e fresche la notte. Quest’anno invece abbiamo assistito ad un dominio assoluto di un Anticiclone Africano scatenato, sempre pronto a sollevarsi dal nord Africa, portando con se i tipici venti sahariani che ruotano attorno al cuore dell’anticiclone e che sono la causa delle elevate temperature (diurne e notturne) che abbiamo sopportato a lungo in questi ultimi tre mesi; d’altra parte una timida alta pressione delle Azzorre ha stentato ad affacciarsi oltre lo stretto di Gibilterra, rimanendo col suo massimo in pieno Oceano Atlantico per la maggior parte del periodo. E’ possibile spiegare questo fatto considerando la tendenza da parte delle depressioni atlantiche a stazionare alle medie latitudini bloccando l’azzorriano e favorendo la risalita di aria calda dall’Africa, quindi l’espansione dell’omonimo nucleo di alta pressione.
Incominciamo con l’informare il lettore che il numero medio di ondate di caldo in una estate meteorologica è all’incirca 3; quindi il numero di 7 relativo alla presente stagione estiva è da ritenere particolarmente anomalo, come abbiamo già accennato sopra. Inoltre, non deve sorprendere il fatto che le regioni che maggiormente hanno risentito di queste onde di calore siano quelle più interne (Umbria compresa) con più spiccate caratteristiche di continentalità. Infatti sotto la protezione di un Anticiclone Africano con scarsa ventilazione e cieli sereni, le temperature più elevate vengono registrate nelle valli interne, poiché meno esposte al ricambio d’aria. E’ bene precisare che nelle medesime zone vengono registrate anche le temperature minime più basse e la distanza dal mare garantisce livelli di umidità inferiori rispetto alle località marittime.

La prima onda di calore si è verificata dal 16 al 24 giugno ed ha portato valori insoliti di temperatura per questo mese: Terni con i suoi 39,0°C è stata la città più calda di tutto il centro Italia. Successivamente il caldo è diminuito, a causa di una prima timida spinta dell’Anticiclone delle Azzorre verso il mediterraneo centrale, ma non per molto. Il 28 giugno infatti l’Anticiclone Africano, al quale fu dato il nome di Caronte, ha ripreso possesso dell’Italia: un promontorio di alta pressione che ha raggiunto con il suo cuore bollente anche le regioni balcaniche (vedasi immagine 1).

Le temperature più elevate di tutta l’estate sono state raggiunte proprio in corrispondenza di questa onda di calore. In Umbria notevoli i 41,7°C di Terni, i 40,2°C di Foligno relativi al 1 luglio. A Spoleto è stato battuto il record con 39,1°C (il precedente di 38,4°C era stato registrato nell’infernale agosto 2003). Perugia situata in posizione più collinare presenta un clima con caratteristiche di continentalità molto meno marcate, infatti ha chiuso con una massima di 37,8°C. Per questo stesso motivo le temperature minime sono generalmente più elevate (23°C contro i 19°C di Spoleto sempre il 1 luglio).

La carta meteo
Figura1 – Anticiclone Africano il 1 luglio 2012

Dalla posizione del cuore dell’anticiclone si nota come l’onda di caldo fu particolarmente intensa anche su Lazio, Marche, Emilia e Toscana. Toccati i 38°C a Bologna e Firenze, punte di 40°C nel reatino e nelle campagne romane 37°C diffusi in Campania, Sardegna, Sicilia, Calabria.
Il 5 luglio finalmente è arrivato un aiuto dall’Oceano Atlantico che con le sue fresche correnti ha provocato un ridimensionamento dell’anticiclone che si è ritirato verso sud ponendo fine alla onda di calore più intensa, seppur breve, di questa estate 2012. A questo punto possiamo considerare la situazione già delineata poiché il resto della stagione ha visto un susseguirsi di espansioni dell’alta pressione dall’Africa e conseguenti ritirate causate da correnti atlantiche, a volte sospinte da perturbazioni viaggianti a quote più elevate sull’Europa centrale, a volte portate da un Anticiclone delle Azzorre che timidamente si affacciava dalla Francia e andava a lambire anche l’Italia.

La terza ondata di caldo arrivò senza farsi troppo attendere il giorno 8; fu meno intensa della precedente su scala nazionale e terminò il 15 per l’espansione dell’Anticiclone delle Azzorre, al quale venne dato il nome di Barbara. Tuttavia la configurazione barica era già favorevole per la risalita di aria calda africana poiché le correnti atlantiche lungo il bordo orientale dell’Anticiclone delle Azzorre, subirono una biforcazione in prossimità dell’arco alpino (Figura 2) andando ad alimentare, grazie a un nucleo di bassa pressione sulla Spagna, la risalita di aria calda dall’Africa per la quarta volta. Fortunatamente però il 23 luglio arrivò una perturbazione di origine scandinava, la cui coda sull’Italia si distaccò originando una goccia fredda che regalò il primo refrigerio e le prime gocce d’acqua (non pioveva dal 4 giugno al centro). Poche in verità le precipitazioni sull’Umbria, dove non fu placato l’allarme per le carenze di acqua, soprattutto nella Valnerina e nel folignate.

Il copione era già scritto, infatti dal 27 al 31 luglio una nuova ondata di caldo invase tutta l’Italia facendo schizzare le temperature a 39°C nel ternano, e sull’Emilia Romagna. Un po’ meglio al nord, ai margini dell’anticiclone e lambito da correnti più fresche.

Il mese di agosto incominciò con la sesta ondata di caldo. Il giorno 3 le temperature erano superiori ai 34°C già in molte località italiane. Terni, confermata la città più calda, arrivò a toccare i 40°C per due giorni consecutivi (il 6 ed il 7). Poco meglio per le altre città (38°C a Spoleto, Foligno, 37°C Perugia ma con minime molto alte). Le regioni maggiormente colpite, in questa sesta ondata di caldo, furono le grandi isole dove si sono toccati i 42°C a Catania, 42°C a Cagliari (dove a causa dell’elevata umidità la temperatura percepita raggiunse il valore estremo di 50°C). La temperatura più elevata in assoluto in Italia è stata raggiunta il 6 agosto in provincia di Catania, più precisamente a Palagonia dove il termometro arrestò la sua corsa a 44,7°C.
La situazione fu migliore al nord, ancora lambito da correnti oceaniche, con temperature intorno ai 33 °C ma alti livelli di umidità e minime di 24/26°C nella città di Milano. Al sud, oltre il 10% delle stazioni meteo presenti nella lista di “LineaMeteo” superò i 40 °C. A Taranto il 7 e l’8 agosto si registrarono minime di 28 e 29°C e massime di 40,1 e 40,2°C rispettivamente.
Il tempo sembrava destinato a cambiare l’11 agosto grazie ad aria fresca di origine scandinava sospinta sul nostro paese da un nucleo di alta pressione posizionato sul Regno Unito (Figura 3).
Ma per Ferragosto si ristabilì la ben nota configurazione di blocco, questa volta destinata a durare ben dieci giorni, precisamente dal 15 al 25 agosto. La settima ed ultima onda di calore fu la più intensa, almeno su scala nazionale, e fu causata da un enorme struttura anticiclonica dalle dimensioni di 3,3 milioni di chilometri quadrati, capace di estendersi fino alla Germania e ai Paesi Bassi dove sono state raggiunte delle temperature record (37,1°C a Lipsia che ha battuto il record precedente di 37°C, 40,4°C a Praga e 39,8°C a Dresda). Questa volta il promontorio anticiclonico, che venne chiamato Lucifero, si è espanso in modo anomalo, ossia lungo un asse passante per la Spagna e il Belgio, determinando una configurazione barica nota come “Blocco a Omega” su gran parte dell’Europa centrale (Figura 5). Ed infatti per sbloccare questa situazione si è dovuto attendere l’affondo di una perturbazione atlantica che ha respinto l’anticiclone verso i Balcani, ove ha piano piano perduto intensità.
In Italia il caldo si intensificò a mano a mano che la perturbazione ad ovest del Regno Unito spostava l’asse del promontorio anticiclonico, e all’apice furono toccati di nuovo i 40,5°C nella città di Terni (temperatura comunque superiore ai 40 per tre giorni consecutivi, precisamente il 21, 22 e 23 agosto). Analoghe temperature in tutta Italia, ad eccezione delle località sul basso adriatico, con 39°C a Bologna (uguagliando il record del 2003), Firenze con 40,7°C, locali picchi di 40°C nella Valpadana, con soffocanti livelli di umidità e temperature elevate anche nella notte.
Nella valle umbra si sono registrati valori superiori ai 34°C per tutti i dieci giorni di durata dell’ondata di caldo e temperature minime particolarmente elevate. Nel centro Italia risaltano i valori minimi di 24°C

Carta meterologica
Fig. 3 – Alta pressione Bretone

di Perugia e i 29°C di Macerata il giorno 23. Anche a Foligno, Todi, Orvieto, Assisi le temperature non riuscirono a scendere per diversi giorni sotto i 22°C. A Spoleto le minime rimasero sotto i 20°C ad eccezione del 22 agosto, durante il quale la temperatura non scese sotto i 20,6°C.

A partire dal 25 l’anticiclone iniziò piano piano a sgonfiarsi, anche se l’aria meno rovente si caricò maggiormente di umidità, e a slittare verso sud est ponendo fine alla più lunga ondata di caldo dell’estate sul sentro-nord, ma infiammando anche il sud (in particolare versante basso Adriatico) fino ad ora rimasto ai margini del colosso africano.

I fenomeni di caldo più intensi questa volta interessarono anche il nord Italia. 39,7°C furono toccati a Crema, 37,8°C a Milano e 37°C nel Torinese. Locali punte di 39/40 gradi sulla pianura padana, resi ancor più insopportabili dall’afa. Poi, progressivamente, l’anticiclone slittò verso il sud per la spinta di una depressione atlantica che, come da copione, non riuscì a valicare l’arco alpino, limitandosi a portare benefici con le fresche correnti oceaniche occidentali. Il sud ancora coperto da Luciferò continuò a registrare temperature ben oltre la media del periodo.
Per parlare di un netto cambio della circolazione atmosferica si dovette attendere fino al 1 settembre, quando la perturbazione N°1 di origine nord-atlantica, riuscì a scendere sull’Italia e iniziarono a verificarsi i primi fenomeni di ciclogenesi sul mar Ligure, decretando ufficialmente la fine della stagione estiva, sebbene l’Anticiclone Africano continuò a proteggere le estreme regioni meridionali senza eccessi di caldo ma con temperature comunque di 3 o 4 gradi superiori alla media.
In conclusione, secondo i dati forniti dal CNR, questa estate 2012 si colloca al secondo posto della classifica fra le più calde degli ultimi 50 anni, seconda solo alla terribile estate 2003, durante la quale l’Italia fu investita da aria sahariana spinta da una bassa pressione stazionaria alle medie latitudini che causò la fusione dell’Anticiclone delle Azzorre con quello Africano.
Nell’immagine a seguire è riportato l’andamento della temperatura a 850 hPa il 6 agosto 2003.

Notiamo che anche nel 2003 l’apice del caldo fu raggiunto grazie ad una configurazione barica simile a quella che ha caratterizzato la settima onda di calore di quest’anno: infatti un nucleo di bassa pressione (colore giallo) sull’Oceano Atlantico favorì la risalita di aria calda africana, determinando una situazione di blocco sull’Europa centrale. La maggior stabilità di questa struttura può esser dovuta alla fusione fra l’Anticiclone Africano e quello delle Azzorre causato proprio dalla bassa pressione appena menzionata. Il risultato fu extra-straordinario (per riportare lo stesso aggettivo usato dal dott. Corigliano) poiché il fenomeno non fu intenso solo nelle regioni interne, ma esteso a tutto il territorio, e anche se localmente, nell’estate 2012 sono stati superati alcuni valori di temperatura, rimane pur vero che mediamente sull’intero territorio nazionale, la stagione 2003 ha registrato una anomalia positiva ben superiore alla stagione appena passata.

Ma quindi come possiamo inquadrare questa estate 2012 per alcuni destinata a passare alla storia?
Intanto a mio parere già il numero di espansioni dell’Anticiclone continentale Africano è un dato considerevole e caratterizzante questa stagione estiva. Tuttavia l’effetto di tali espansioni si è manifestato con una certa enfasi solo localmente, a differenza del 2003. I maggiori problemi legati alle sette ondate di caldo sono stati i malesseri causati dall’afa, soprattutto per le persone anziane, e i gravi problemi idrici nelle zone più colpite dal caldo. In Emilia, Toscana, Marche, Abruzzo, Umbria e tutto il sud furono attuate strategie di razionalizzazione dell’acqua. Intorno al miliardo sono state stimate le perdite nel settore agricolo per la siccità, specialmente al sud. Sicuramente il gran caldo non ha contribuito al benessere (in senso lato) del nostro paese, già gravemente minato dalla ben nota crisi.
Simone Quondam Antonio

FONTI
1. I dati di temperatura sono stati reperiti on line grazie all’importante lavoro di networking e sharing adoperato dai membri dell’A.M.A. (Associazione Meteorologica Aquilana) e dai colleghi di “Lineameteo” che con più di 500 stazioni meteo sparse su tutto il territorio nazionale, i cui dati real time possono essere visionati, permettono un riscontro sul tempo presente su tutto il paese.
2. Le carte sinottiche riportate nelle varie immagini sono state gentilmente messe a disposizione dal Colonnello Mario Giuliacci sul sito www.meteogiuliacci.it.
3. Per il confronto con l’anno 2003 si è potuto risalire nell’archivio del sito internet www.wetterzentrale.de ove sono collezionate le varie carte relative alla suddetta estate. Nel nostro esempio (Figura 5) ci è parso significativo commentare la mappa di temperatura a 1500m, poiché questa è una delle grandezze di maggior interesse (anche il modello GFS – Ensamble fornisce come output le possibili evoluzioni dell’atmosfera in termini di temperatura in quota).
4. Gli studi per il confronto delle anomalie positive di temperatura nelle stagioni estive 2003 – 2012 è stato condotto con grande perizia dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)

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