4 risposte a “Nuovo approccio all’Archeologia: il Rilevamento Satellitare all’Infrarosso.”

  1. faccio parta di un gruppo di volontari speologici e archeologi. come si possono avere fotografie del territorio all’infrarosso? si fà richiesta a qualche ente?grazie

    1. Salve Enzo, la materia è relativamente nuova. Nell’Archeologia vengono utilizzati da tempo le fotocamere rgb montate a bordo degli aerei, quindi di più recente uso anche le camere da presa Flir. Queste ultime hanno costi molto elevati. I droni, essendo apparecchiature che si sono sviluppate più di recente, hanno un uso più limitato per ora, perché pur possedendo enorme flessibilità e un costo relativamente più basso, hanno possibilità professionali leggermente più limitate rispetto all’Aerofotogrammetria tradizionale. Per quanto riguarda gli Apr (droni), come i piloti, necessitano di certificazione Enac, specialmente per le operazioni in scenari critici. Sono apparecchiature che hanno un costo a partire da 2.500 euro almeno. Stabilizzazione (gimbal) e sensori si occupano di realizzare, controllare e automatizzare a bordo le istruzioni programmate a terra con speciali software di gestione e pianificazione del volo secondo le esigenze cartografiche. Se occorre uno studio del territorio con fotocamera termica/infrarosso/multispettrale occorre dotare il drone di questo accessorio. Alcuni droni sono ideati per riprese con doppia fotocamera rgb e flir. Comunque, per l’impiego professionale, le fotocamere termiche devono possedere una tecnologia molto avanzata con grandi sensori e buonissima risoluzione, altrimenti non si riesce ad avere un modello del suolo adeguato. Partono da prezzi di oltre 2.500 euro, con una media di circa 5.000 euro. Oltretutto non ci si può improvvisare molto perché il pilota deve avere attestato enac, il drone in genere va noleggiato, visto il costo e la programmazione del volo con i software non è troppo intuitiva. In genere vengono effettuati voli a bassa e bassissima quota e il metodo di ripresa comunque usa lo schema tradizionale dei waypoint. In quest’ultimo periodo si stanno diffondendo droni che evitano l’utilizzo dei punti d’appoggio, in quanto la navigazione è garantita dall’Rtk e fvp in tempo reale. La restituzione è un modello dtm o dem del terreno sia rgb che termico e si ottengono con software che analizzano le strisciate dei voli. Non so cosa ti occorra di preciso. Se vuoi puoi far riferimento anche al mio articolo sull’Archeologia preventiva che deriva da uno studio/intervista ad un professionista del settore. —> http://www.notitiae.info/archeologia-preventiva/ Eventualmente sono qua per ulteriori info. Saluti! e grazie per il passaggio su Notitiae.

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