Set fotografico, Piano, Allestimento e Illuminazione.

Manuale Fotografia Parte X: Set fotografico, piano, allestimento e illuminazione.

Il set è un ambiente, uno scenario predisposto per effettuare delle riprese. Più in generale si può parlare di set di ripresa ricomprendendo il set fotografico, il set cinematografico, il set televisivo.

Faretti spot
L’illuminazione di moda
Molto spesso i set sono allestiti direttamente nelle località specifiche interessate, altre volte sono riprodotti completamente in studio, altre volte sono contigui ai backlot -area appositamente attrezzata in modo permanente all’aperto o in interni per ospitare edifici, spazi e scene per la realizzazione di prodotti multimediali, cinematografici, fotografici e televisivi; i backlot, specialmente in questi ultimi anni, sono realizzati in piccola scala per risparmiare sui costi.

Il termine “set fotografico” evoca delle immagini ben chiare nella mente di un lettore. Ci configuriamo una lacation, un ambiente riservato, un meraviglioso scenario isolato dagli occhi indiscreti con flash, fondali, ed altre attrezzature fotografiche, pochi addetti e bellissime modelle. Insomma questa idea è una di quelle più ricorrenti nell’immaginario che non differesce molto, poi, dalla descrizione di un qualunque set, modelle a parte.
Un set fotografico è, insomma, un ambiente attrezzato con apparecchiature e scene appropriate e studiate dal fotografo, per ritrarre un soggetto. Il set può essere allestito in qualunque location, in studio, in interno o esterno. Chiaramente nello studio fotografico, il fotografo ha a disposizione tutta l’attrezzatura e in gran parte è già montata allo scopo; risulta dunque più facile allestire il set. Fuori studio, il set risulta più difficile da allaestire, per problemi legati alla logistica per il trasporto attrezzatura; il vantaggio è quello però di avere la scenografia parzialmente o totalmente allestita, cosa più complessa in studio (nel quale spesso occorre ricostruire gli ambienti o isolare gli ambienti con dei fondali neutri).

Piano di preparazione del set.
Le condizioni per ritrarre un soggetto sono la disponibilità di spazio, la distanza del soggetto, la luce e il tempo -considerati dati i mezzi tecnici che il fotografo ha a disposizione.
Per ciò che riguarda il tempo, ha grande importanza soprattutto in considerazione di eventi, fenomeni o soggetti che hanno una disponibilità limitata, per i quali occorre la massima attenzione, specialmente per dei servizi retribuiti e professionali. Precisione e rispetto degli orari deve essere calcolata e valutata con enorme precisione prevedendo eventuali complicazioni e ritardi.
Disponibilità di spazio e distanza del soggetto sono degli elementi interconnessi. Lo spazio deve essere sufficiente per il soggetto da riprendere, tutta la scena e la totalità dell’attrezzatura; la distanza di tutti gli elementi che devono rientrare nella scena deve essere tale da risultare compatibili con le ottiche che si hanno a disposizione e il movimento degli operatori. Per ovviare a tutte le problematiche che potrebbero sorgere durante la ripresa, è opportuno effettuare un sopralluogo preventivo appuntando le opportune osservazioni. Per i servizi più professionali, in cui non si può lasciare nulla al caso, è opportuno dotarsi anche di materiale fotografico e mappe della location su cui annotare tutti i dettagli e compiere i più opportuni studi. Per gli esterni è opportuno capire l’orientamento del Sole, le ombre che troveremo durante l’arco della ripresa; la possibilità di usufruire di punti luci nelle vicinanze; le previsioni metereologiche; gli accertamenti di altre eventuali manifestazioni o eventi alla stessa data, al Comune o dal servizio turistico della città. Per gli interni è importante capire la possibilità di accesso (libero, regolamentato), la disponibilità di luce e punti luci, possibilità di oscurare le aperture delle finestre, eventuali ostacoli per l’accesso di elementi di scena e attrezzature. Alcuni set, tipo quelli per le sfilate di moda -ove ampio è lo spazio dedicato- o quelli cinematografici molto elaborati, occorre predisporre un’illuminazione adeguata ed è consigliabile uno studio preventivo su una planimetria del locale calcolando la portata delle lampade che devono coprire efficacemente ed adeguatamente la passerella o il set (in loco vengono utilizzati degli esposimetri per valutarne la luce ideale per l’esposizione). In questi casi -compresenza di riprese fotografiche e video- è meglio utilizzare illuminatori a luce continua. Nel piano, oltre alla mappa vanno annotate le osservazioni del caso. A volte è indispensabile predisporre di tutte le liberatorie del caso, in caso di partecipazione di modelli, minori, locali privati o pubblici. Una volta valutato e studiato il piano di preparazione occorre avvertire o concordare con la produzione l’orario per la ripresa. Stabilito l’orario occorre prevedere con un margine abbondante di anticipo il vero e proprio allestimento del set che può richiedere più o meno tempo a seconda della complessità e delle disposizioni del piano. Ci sono alcuni casi in cui il piano non è necessario in quanto si conosce molto bene ciò che si va a riprendere. E’ comunque sempre bene predisporre e non lasciare nulla al caso. Poi è importante avere anche del materiale dell’allestimento, del backstage, dietro alle quinte; prima o poi sono fasi che è importante conservare se si ha avuto un qualsiasi tipo di successo diretto o indiretto.

Allestimento del set.
L’allestimento del set è una fase della ripresa molto generica e dipende dalle indicazioni del piano. A volte può accadere che siano variate le condizioni iniziali e occorre dunque riformulare il piano parzialmente o totalmente. Si sistemano gli scenari ambientali o si installano i tradizionali fondali. I fondali commerciali sono di diverse forme, grandezze, in materiale antincendio, e in colori che vanno dai tradizionali bianco, nero, grigio, argento e tutti gli altri colori. Una volta allestito il set occorre fare le rituali prove, prima testando il funzionamento delle apparecchiature singolarmente, poi delle prove generali con tutte le situazioni come nella ripresa ufficiale. Fare delle riprese di prova e valutarne i risultati direttamente sul campo e poi nella tranquillità del labotatorio. Se c’è qualche elemento che è sfuggito, si programma qualche aggiustamento e si annota sul piano definitivo.

Assicurati i requisiti essenziali, la disponibilità di illuminazione rimane l’elemento essenziale della fotografia. L’illuminazione è l’elemento essenziale del set.
L’illuminazione del soggetto da ritrarre in un set fotografico avviene in due modi diversi:
luce naturale, luce artificiale o una combinazione dei due.
La luce artificiale è generata con l’ausilio dei flash o con l’ausilio di una fonte di luce continua.
Il flash è un’apparecchiatura che sincronizza una lampada con la macchina fotografica consentendo al fotografo di illuminare il set solo al momento dello scatto. L’alternativa è quella di illuminare in modo continuo la scena con una lampada fissa (Illuminatori a luce continua).

La luce naturale è diretta o prodotta con la riflessione e la rifrazione della luce solare.
La regola fondamentale della fotografia è quella di avere il sole alle spalle per la riproduzione del soggetto nella migliore maniera, a meno di ricercare appositamente dei controluce ambiente. [A volte anche l’esposizione diretta alla luce solare genera fastidiose ombre che possono essere ammorgidite utilizzando dei pannelli riflettenti.]
La combinazione di luce naturale con luce artificiale deve avvenire in modo che l’artificiale sia possibilmente più simile a quella naturale. Non è detto che sempre si riesca perchè la luce naturale è spesso molto diversa nella tonalità in caso di cielo sereno, coperto, ombra, fasi particolari come crepuscolo e alba.

Per massimizzare la resa di ripresa video e fotografica occorre valutare la luce necessaria (lumen), fissati i valori dell’apertura del diaframma e di esposizione necessari allo scopo. In caso di foto dinamica con soggetti o scene in movimento come sfilate di moda, passerelle, ecc. occorre avere bassisimi tempi di esposizione per evitare il mosso -all’ordine di 1/125 e non superiore per le FF, per essere in grado di soddisfare il tempo di sincronizzazione del flash meccanico -sincro flash, flash sync, sincro FP o sincro X- a meno di non disporre dell’opzione Sincro elettronico, o Sincro FP (Flat Peak) per il quale il flash emette una serie di lampi come fosse solo un lampo più lungo- e chiusure piuttosto alte del diaframma per evitare che con il movimento l’AF in ritardo mandi fuori fuoco il soggetto -nell’ordine di f8, non oltre, per evitare la diffrazione. Quindi occore regolare una luce adeguata dell’illuminatore calcolandola con l’espositore esterno. E qui bisognerebbe aprire una parentesi, perchè per garantire queste condizioni occorrerebbe una luce molto elevata, per cui si suggeriasce di avere luci tra illuminatori a luce continua e flash della stessa tonalità, regolare la luce necessaria per il video e quella dei flash a parte.

Per ottenere una buona foto non occorre solo avere una quantità di luce sufficiente, ma anche una luce di qualità. La luce solare diretta è di regola la luce migliore anche perchè su di essa vengono ottimizzate le apparecchiature. Le fotocamere sono ottimizzate per una tonalità di 5.500K che riproduce proprio la luce dei raggi del sole diretti (DayLight). In tutte le condizioni diverse occorre valutare volta per volta la tonalità sia per la luce solare che per quella artificiale. Le lampade migliori hanno una tonalità più prossima a quella solare. E’ buona norma verificare sempre il “bilanciamento del bianco” ossia, una volta create tutte le condizioni di luce dello scatto, controllare che il bianco non abbia delle tendenze cromatiche particolari. A volte, specialmente in presenza di luci con tonalità o colori diversi, l’operazione detta anche “white balance” risulta più complessa. E’ importantissimo, anche se si imposta la macchina in modalità raw, effettuare il bilanciamento del bianco in maniera meticolosa perchè l’operazione evita perdite di qualità del file. Per regolare il bianco della fotocamera occorre predisporre le condizioni di luce di scena e fissato un foglio di test bianco, si regola fino ad eliminare qualsiasi elemento cromatico predominante. La regolazione del bianco serve dunque per ottimizzare la fotocamera a funzionare con le luci della scena. Una delle variabili di una lampada è appunto la temperatura colore. La temperatura colore si misura in gradi Kelvin.
Parlare di qualità della luce significa anche conoscere le diverse possibilità tecnologiche delle lampade.
-lampade fluorescenti temperatura colore 3200°K o 5400°K, hanno uno spettro di emissione non continuo;
-lampade a scarica -HMI- più costose, con temperature ridotte e temperatura della luce solare.
-lampade a scarica emettono luce in presenza di gas ionizzato con temperatura colore di 5600°K ed elevate potenze.

Attrezzatura per l’illuminazione artificiale.
L’elemento essenziale della luce artificiale è la lampada. Una sorgente luminosa artificiale che venne brevettata nel 1878 da Thomas Alva Edison sugli studi e invenzione di Joseph Wilson Swan nel 1860. La prima lampada era ad incandescenza a filamento di carbonio, e con il tempo la ricerca ha tirato fuori altri tipi: lampada ad incandescenza con filamaento al tungsteno nel 1911; lampada a scarica -emissione luminosa per luminescenza di gas ionizzato (sodio, ioduri [HMI] e mercurio) Nikola Tesla 1893-; lampada a fluorescente -Edmund Germer 1926; lampada alogena al tungsteno Elmer Fridrich e Emmett Wiley nel 1959; Led a luce visibile una tecnologia che utilizza il processo fisico “ricombinazione Elettrone-Lacuna” che emette fotoni- Nick Holonyak 1962; infine abbiamo gli studi per la lampada a polimeri organici, elementi in plastica che emettono luminosità quando sono percorsi da corrente elettrica, per elettroluminescenza.

La lampada è un dispositivo elettrico che abbisogna di energia elettrica per il funzionamento e alcuni accessori per il trasporto e l’orientamento.

Lampade.
Le lampade sono dei bulbi in vetro trasparente e sottovuoto e filamenti in tungsteno riempiti di un gas. Le lampade sono componenti sia dell’illuminazione continua che del flash.
I tipi di lampada per fotografia che possiamo incontrare per importanza sono i seguenti:
lampada a scarica HMI; led; elettroniche o fluorescenza luce fredda al neon.

La quantità di luce o molto importante ed è bene che sul set siano presenti lampade di elevata potenza. Il segreto della ripresa sta nella disponibilità di illuminazione e nella qualità. Accanto alla quantità di luce come abbiamo detto è importante la tonalità, qualità della luce e la minima presenza di calore.
La lampada più interessante per la fotografia e la ripresa è senz’altro la lampada a scarica HMI [Hydrargyrum -mercurio, Metallo -terre rare e Ioduri -composti con alogeni] che abbina alte potenze, basso consumo (elevatissima efficienza e rendimento) e calore ma alto costo. Di seguito suggeriamo le moderne lampade a Led che hanno ridottissimi consumi e calore anche se peccano un pò in potenza e in costo elevato. Seguono le elettroniche a fluorescenza a luce fredda, con prezzo competitivo, discrete potenze e consumo ridotto.

Illuminatori a luce continua.
Ci sono due tipi professionali di illuminatori: flood o illuminatori a luce diffusa e gli illuminatori a luce concentrata.

Gli illuminatori a luce diffusa hanno delle lampade con uno specchio a forma di parabola al suo retro che diffonde una luce morbida.
Gli illuminatori a luce concentrata hanno davanti alla lampada un vetro chiamato “Lente di Fresnel” costituito da sezioni circolari concentricche che permettono la regolazione dell’ampiezza del cono di emissione con una manopola che allontana o avvicina la sorgente alla lente. In questo modo si riesce a controllare l’ampiezza del fascio luminoso

Le Pinze sono dei veloci portalampada da applicare facilmente nei posti più disparati con cui è possibile avere a disposizione un ulteriore punto luce e come scorta in caso di improvvisi guasti dell’attrezzatura principale. Per il dilettante è anche una valida alternativa alla tradizionale e più costosa attrezzatura.

Occhio di bue – Inseguipersona.
E’ un’accessorio molto utile specialmente per evidenziare dei dettagli di un soggetto. Concentra la luce a seconda delle esigenze con parabole regolabili e può essere manovrato da un operatore seguendo il soggetto in movimento.

Flash da studio.
Il flash a differenza degli illuminatori a luce continua è attivata solo al momento dello scatto fornendo un’elevata quantità di luce.
Il flash professionale da studio è caratterizzato da un attacco tipo Bowens costituito da una lampada flash circolare a scarica, luce pilota interna e un caratteristico attacco a baionetta per riflettori o parabole -reflector- banks, window light -softbox- ombrelli -umbrella. La luce pilota del flash è utilizzata per lo studio delle ombre che produrrà il flash.
Per valutare un flash da studio occorre valutarne l’affidabilità, la temperatura colore, il tempo di ricarica, il regolatore di potenza (hanno il compito di variare la quantità di luce emessa, per ottimizzare l’immagine).
I più prestigiosi marchi sono Bowens ditta inglese del 1923, la Lupo snc ditta Torinese del 1932,
Elincrhom e Broncolor società Svizzere, Walimex tedesca che produce in Cina. Fomex

Per l’esterno, dove non è possibile avere a disposizione la rete elettrica sono consigliabili flash da studio monotorcia funzionanti con corrente alternata e con continua (batteria), e flash torcia a batteria da trasporto. E’ conveniente avere come generatore delle batterie stabilizzate o un generatore stabilizzato superore alla potenza totale dell’impianto.

Accessori.
Illuminatori e flash sono installati su dei supporti -stand- regolabili in altezza ed inclinazione. Possono essere di tipo treppiede -più stabili ma anche più ingombranti e meno operativi- o stativo ossia un’asta sorretta da un basamento che in genere è un treppiede basso. Stativi e cavalletti vanno scelti in base alle esigenze. Va sempre valutata la robustezza che garantisce la stabilità, la leggerezza e la versatilità che privilegia il traspoto, a seconda delle occasioni.
Stativo o cavalletto è indispensabile per sostenere ed orientare la lampada o il flash. Lo stativo ha una base di appoggio e sostegno verso il basso, regolabile e che sostiene una palina in metallo su cui si fissa la lampada o il flash. In alternativa ci sono i cavalletti, dei treppiedi regolabili, molto meno pratici per sistemare le luci.
Parabole di riflettori con luce diretta sono utilizzati per concentrare il flusso di luce.
Alette paraluce e rompiflusso, griglie e spot si impiegano per concentrare o creare zone d’ombra.

Ombrelli.
Gli ombrelli, umbrella, diffondono e ammorbidiscono, riflettendo la luce emessa dalla sorgente luminosa
Sono collegati ad un innesto a vite o a baionetta all’illuminatore e risultano molto pratici per il trasporto e l’istallazione. I colori come epr i pannelli riflettori (vedi) sono in colore bianco, argento, oro.
ombrelli forniscono, e reciprocamente compensano, l’illuminazione laterale;

Bank.
Il bank serve per attenuare i contrasti, diffondere e ammorbidire la luce diretta emessa dalla sorgente luminosa filtrata per mezzo di un tessuto traslucido in materiale autoestinguente.
I bank sono dei diffusori di luce costituiti da una scatola morbida chiamata soft box che si collega all’illuminatore tramite un attacco bowens. Il softbox è un telaio metallico rettangolare o quadrato rivestito in argento su tutte le facce tranne l’anteriore traslucida che ha il compito di filtrare e diffondere la luce dell’illuminatore. [ATTENZIONE: per evitare problemi di incendio verificate sempre il massimo wattaggio applicabile al bank]
Ci sono dei bank aerei da installare a soffitto e motorizzati tramite telecomando utilizzati per lo still life professionale.

Gli ombrelli producono minore uniformità di luce e sono impiegati specialmente per la praticità; i bank forniscono un’illuminazione con risultati più gradevole specialmente per l’ottimizzazione della diffusione della luce e risultati nelle più difficili superfici lucide.
I due sistemi possono essere usati conteporaneamente privilegiando il bank per la luce principale, e l’ombrello per quella di riempimento.

Pannelli riflettenti costruiti in PVC, elastico in vari colori
bianco luce uniforme e neutra;
argento per schiarire e mantenere contrasto;
oro conferisce tonalità calda;
nero conferisce drammaticità alla scena ed elimina riflessi indesiderati;
traslucido per diffondere meglio l’illumionazione del soggetto.
Le bandiere di schermatura e nido d’ape servono per dare tridimensionalità alla scena.
Filtri e gelatine sono utilizzate per eliminare le dominanti, o aggiungerle per la regolazione della temperatura del colore.
La Ditta inglese Lastolite è l’azienda leader per la produzione di pannelli riflettenti, softbox, ombrelli, bank per gli illuminatori fotografici.

Quasi tutte le fotocamere digitali reflex hanno un flash interno integrato utile in casi estremi, ma va utilizzato con parsimonia perchè a distanza ravvicinata crea delle irrecuperabili alte luci nella fotografia e per distanze maggiori non sortisce troppi effetti a causa della ridotta potenza.
Esistono invece dei flash portatili di dimensioni contenute, ma di discreta potenza e affidabilità, da applicare o all’adattatore apposito Hot shoe adapter della fotocamera, la cosiddetta slitta. Sono dotati di completo automatismo, parabola orientabile (che modifica l’ampiezza del lampo a seconda della distanza del soggetto, valore fornito dall’AF della fotocamera) e orientabili in orizzontale e in verticale (in modo di utilizzarlo anche come luce riflessa). Sono utili specialmente se utilizzati in due persone o su cavalletto mediante l’attacco Pc Sync, perchè molto comodi da trasportare in tutte quelle situazioni in cui è impossibile posizionare dei flash da studio.

Adattatore hot shoe è l’attacco a slitta che serve per alloggiare il flash di una fotocamera. Alla presa Pc Sync si associa il cavo Pc Sync che consente di collegare e sincronizzare flash da studio con le fotocamere. Alcuni flash hanno anche la possibilità di sincronizzarsi automaticamente rilevando l’innesco della lampada degli altri flash. Altro comando per l’innesco dei flash è il trasmettitore chiamato wireless flash trigger. Questo accessorio permette la completa libertà di movimento in quanto il comando è trasmesso via radio con un piccolo accessorio, invece del collegamento con cavo Pc Sync.

INDICE GENERALE DEL MANUALE DELLA FOTOGRAFIA PROFESSIONALE.
Parte I:Storia della Fotografia.
Parte II Tecnica fotografica.
Parte III …ancora sulla Tecnica della fotografia.
Parte IV Fotografia Professionale e Artistica.
Parte V: Leggi, Privacy, Copyrights, Liberatorie.
Parte VI: Paparazzi e Deontologia del fotografo.
Parte VII: i sensori degli apparecchi digitali [videocamere e fotocamere].
Parte VIII: l’Elettronica delle fotocamere digitali professionali.
Parte IX: Cellulari e Smartphone per la ” Fotografia “.
Parte X: Set fotografico, Piano, Allestimento e Illuminazione.
Parte XI: Fotografia per il ritratto e glamour.
Parte XII: Processori e firmware delle Fotocamere professionali.
Parte XIII: La Fotografia Fashion – Moda.
Parte XIV: Book, composit, agenzie, riviste, calendari, posa in passerella, Informatica per la Moda.
Parte XV: Post-produzione Digitale Professionale per la Fotografia.
Parte XVI:Semiotica Fotografia
Parte XVII: Fotografia in Iran
Parte XVIII: Smartphone per la Fotografia
Parte XIX: Computer per la Fotografia

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