Spoleto 61: Festival dei Due Mondi 2018.

Entusiasmante avvio per l’edizione sessantuno dello Spoleto Festival dei due Mondi 2018.
Bilancio del primo fine settimana: città affollata di turisti e tutto esaurito per gli spettacoli.

Foro romano
La folla al Foro romano
L’opera inaugurale, rappresentata al Teatro Nuovo, “Minotauro” ha riscosso buone approvazioni da parte del pubblico. In sala per la prima era presente anche la neoeletta Deputata alla Camera della Repubblica Patrizia Prestipino, che ci ha commentato la serata attraverso il riflesso del suo allargato bagaglio culturale. Gradevolissimo ambiente, quello del Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti. Stupendo allestimento e costumi, per la prima del Minotauro. Testo scandito in modo molto chiaro per il recitativo e adattamento attinente alla trama dell’opera originale. I librettisti hanno realizzato una validissimo lavoro di adattamento. René de Ceccatty del resto è conosciutissimo nell’ambiente festivaliero per il suo talentuoso virtuosismo lirico magnificato dall’inserimento di Giorgio Ferrara come coautore. Del resto sia per la direzione musicale da parte di Jonathan Webb che per la regia dello stesso Ferrara si è assistito ad un piacevole melodramma.
Al Teatro Caio Melisso Alessandro Baricco ha letto “Novecento” (Feltrinelli, 1994) la storia di Danny Boodmann T.D.Lemon il pianista più accreditato nelle crociere oceaniche.
Nussuna particolare scenografia consona alla semplice ed univoca lettura come da programma. I lavori di Baricco si lasciano gustare per la dettagliata descrizione e predisposizione al coinvolgimento che abbinati alla lettura personale dell’autore rivivono esattamente nella dimensione del tempo della sua creazione.
Baricco, seduto sullo sgabello al lato destro del palco del Teatro Caio Melisso, offriva generosamente la sua voce al più fervido pubblico. Baricco con le sue enfasi, pause abbinate alle trovate letterarie, il contenuto musicale di Novecento, creava in sala il silenzio assoluto nell’ascolto, parendo che gli ascoltatori viaggiassero ognuno nel suo onirico, lo stesso viaggio dell’Oceano, dello stesso protagonista.
Ma la vera sorpresa della prima settimana è senza dubbio Decameron 2.0. La drammaturgia di Theodora Delavalut è stata ingegnosamente messa in scena attraverso la regia dell’ideatrice Letizia Renzini e specialmente una coreografia molto studiata da Marina Giovannini. Mettere in scena dei lavori a San Simone è una impresa molto ardua. Eppure nella semplicità e decadenza del luogo, mezzi piuttosto limitati, con un buonissimo video proiettore, un semplice schermo centrale, una live music di un musicista dotato di chitarra preparata, 4 danzatori, e animazioni coreografiche con video registrati, si è assistito ad uno spettacolo unico per il coinvolgimento. Lettura rispettosissima del Decamerone in lingua volgare, intermezzato da letture in lingua inglese, latino e linguaggio social. Tra le angosce e i lamenti degli appestati del rinascimento e la società dei social e selfie del duemila, nulla è cambiato nell’elevazione dell’uomo. Se un tempo il problema era l’indifferenza derivante dall’impossibilità di soluzioni per la limitata disponibilità di conoscenze e risorse, oggi l’indifferenza è causata dalla troppa disponibilità.
Il Festival quest’anno ha delle iniziative collaterali indipendenti molto interessanti che richiamano una vasta ed eterogenea fetta di pubblico.
C’è l’interessante scambio con la Cina del prof. Luca Filipponi che ha portato a Spoleto
l’Artista cinese Liu Chunbing, che espone alla Galleria del Druso.
L’iniziativa del Maestro spoletino Cosimo Brunetti che ha spalancato le porte del suo atelier per la seconda edizione di “Tra le mura del Rock”. Storie e racconti d’arte e cultura.
Piazza del Mercato e le vie centrali come Via dei Duchi sono ampiamente affollate ed è un piacere attendere la fine degli spettacoli, momento in cui la moltitudine della gran folla, contribuisce a raccontare l’armonia che caratterizza la Città.
Anche il meteo è estremamente clemente, generoso e confacente all’ambiente festivaliero.

2 risposte a “Spoleto 61: Festival dei Due Mondi 2018.”

  1. Completo, sintetico e meticoloso: descrive gli spettacoli principali fino a 4 luglio senza perdere mai di oggettività per l’una o l’altra parte. Mi piace vedere e pensare una città durante lo svolgimento del Festival dei due mondi di Spoleto nel 2018 così viva, dopo il rallentamento dovuto agli effetti del terremoto 2016!

    1. Grazie Paolo, sei sempre molto premuroso per il lustro della Città. E’ sempre un piacere leggere i tuoi commenti sul sito!

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