Stampa Fotografia digitale: Fine Art.

MANUALE DELLA FOTOGRAFIA PROFESSIONALE.

Parte XX: Stampa professionale delle Fotografie.

Nell’era della Fotografia digitale le foto sono visualizzate prevalentemente sui monitor dei computer, tablet, smartphone, laptop e tv led, sono studiate appositamente per questi apparecchi.

Misure e risoluzione di stampa
Capita raramente di progettare o visionare fotografie su carta fotografica. Si osservano sempre più spesso utenti in difficoltà nel momento in cui decidono di orientarsi nella stampa su supporti cartacei delle fotografie. Prima del digitale, non si ponevano tali problematiche perchè l’offerta di sistemi e qualità era semplice e limitata. Ci si orientava sempre per impressione su rullini (100 asa per fotografie all’aperto e iso più elevati per situazioni con limitata visibilità) e carta fotografica Kodak con la tradizionale stampa all’ingranditore. Offriamo qui una panoramica per quanto riguarda la giungla della stampa delle fotografie digitali, in quanto a tecnologia delle macchine a stampa, inchiostri e supporti per comprenderne caratteristiche, vantaggi, svantaggi, qualità, prezzo, valutazione e investimenti. Per cominciare occorre ripercorrere un’esaustiva sebbene sintetica panoramica nella Storia della Stampa a partire dalla tradizionale, per giungere fino alla moderna digitale.

Stampa su supporti.
Storia della Stampa Tipografica-Editoriale.
In Cina, nel VI sec. a.C. erano conosciute tecniche per l’automazione della stampa dei libri. Tali tecniche erano basate sulla preparazione e uso di matrici in legno intagliate, inchiostrate e applicate sulla carta. Nel 1.041 d.C., Bi Sheng introdusse la tecnica a caratteri mobili, poco usata perchè la Lingua cinese scritta possiede un numero di pittogrammi molto elevati, che non giustificava l’impiego.
Nel XV sec. Johannes Gutenberg inventa, in occidente, la stampa su torchi a caratteri mobili (tiratura 300 pagine al giorno). Questa rivoluzionerà e agevolerà copia e riproduzione dei libri, che prima veniva fatta lentamente dagli amanuensi.
Il primo settimanale venne stampato ad Antwerp (Belgio).
Il primo quotidiano (Einkommende Zeitungen) venne stampato a Lipsia nel 1660.
Nel 1795 fu costruito il primo torchio in ghisa. Nel 1798 fu ideato lo Stanhope (portava le tirature a circa 3000 fogli al giorno).

Nel 1812 il tedesco Friedrich Koenig realizzò la macchina tipografica piano-cilindrica. Su di un cilindro venivano adagiati tre fogli che veniva fatto ruotare sulla forma di stampa. stampando pertanto 3 fogli ogni giro. Con queste innovazioni abbinate alla combinzione con la macchina a vapore, la tiratura passò fino a 1.600 copie all’ora.

La macchina rotativa fu inventata da Richard Hoe nel 1846 Philadelphia (Usa).
La Linotype (1886) e Monotype che usavano il principio di funzionamento della macchina da scrivere, fu inventata in Germania da Ottmar Mergenthaler.
La stampa Offset (1885 Robert Barclay su stagno; 1904 adattato alla carta da Ira Washington Rubel) consiste nell’uso della pellicola fotografica impressa su lastre di alluminio avvolte in un cilindro che passa l’inchiostro (procedimento soluzione acqua/inchiostri grassi idrorepellenti) ad un cilindro in caucciù che trasferice l’inchiosto sulla carta.
Nel 1984 Chuck Hull inventa la Stampa 3d.

Con la stampa in digitale di fotografie e specialmente di libri e riviste, si ottengono notevoli vantaggi per la diffusione della cultura. Molti autori esclusi in passato dalla pubblicazione di una propria opera dell’ingegno, possono usufruire di un più facile accesso che il digitale permette. Per la fotografia tale tecniche sono importanti perchè hanno la possibilità di creare e stampare un proprio catalogo professionale delle proprie fotografie.

Con il digitale si riescono ad evitare quantitativi minimi di stampa che con il tradizionale offset erano impossibili in quanto cliché e impianto di stampa presuppongono economie di scala vantaggiose a partire da minimi molto consistenti (almeno 600 copie).

Anche il digitale ha un quantitativo di copie minime dovute ai costi della realizzazione grafica (seppur non proibitivi) e delle iniziative generali per l’avvio delle varie procedure (legatoria, finissaggio, ecc.).

Questi possono essere ulteriormente abbattuti realizzando la grafica personalmente con il fai da te.

Ci sono numerosi software gratuiti per l’edizione grafica per combinare testo, foto ed immagini, come Open Office per il testo, abbinato a Gimp per fotoritocco raster 2d , Inkscape per il vettoriale 3d, Celtx per le sceneggiature.

Con questi programmi si riesce a produrre il file finale in formato jpg, pdf anche in combinazione che può essere utilizzato come e-book e/o per la stampa cartacea.

Certamente superata la soglia di copie per il tradizionale off-set (le 600 circa, anche se è soggetto a formato e tempi), la stampa sarà molto più a buon mercato per singola copia e con una qualità molto superiore, risoluzione di 300dpi.

Una recente rivoluzione permessa dal digitale è costituita dai libri-on-demand. I libri on demand sono libri stampati a richiesta per evitare costi e fondi di magazzino. Associati agli e-shop di libri on-line, i libri vengono stampati con velocissime tecniche alla richiesta dei clienti. In questo modo vengono contemperati disponibilità, costo e rischio del metodo di magazzino (spesa di quantitativi e stoccaggio dell’invenduto) che la stampa tradizionale comportava.

Altra innovazione che il digitale ha consentito è la vendita dell’e-book. L’e-book è il libro in formato digitale elettronico che ha l’esatto contenuto del libro cartaceo, ma un prezzo molto minore in quanto non ha i costi della stampa. Viene consegnato direttamente on-line in formato pdf, o epub all’indirizzo di posta elettronica dell’acquirente, appena effettuato il pagamento. L’e-book ha il vantaggio di essere disponibile istantaneamente, essere visualizzato flessibilmente sui dispositivi elettronici, poter essere stampato totalmente o parzialmente. Rispetto al libro cartaceo ha il limite delle più rischiosa e inferiore visualizzazione che schermi degli apparecchi elettronici consentono. Esistono comunque delle apparecchiature elettroniche appositamente studiate per preservare al meglio la vista chiamati eBook Reader.

L’eBook Reader è un dispositivo, senza emissione di luce, non retroilluminato, che utilizza la tecnologia ad inchiostro elettronico a microcapsule fluide, e-Ink.

Storia della Stampa fotografica.

Nel 1826 veniva scattata la prima fotografia in b/n, realizzata da Nicephore Niepce raffigurante una veduta panoramica dalla finestra della sua tenuta.

Il primo “selfie” era un autoscatto realizzato nel 1839 da Robert Cornelius.

La prima foto a colori fu realizzata nel 1861 dal fotografo Thomas Sutton insieme al fisico James Clerck Maxwell. Ottenuta con un primo modello di reflex fu realizzata con l’unione di 3 scatti in sequenza per ciascun colore primario e rappresentava un nastro/coccarda di stoffa.

Il tipo di Fotografia analogica veniva stampata con il classico sistema chimico all’ingranditore agli alogenuri d’argento (miscela di bromuro e cloruro d’argento) da pellicola negativa su carta fotografica.

Per la stampa digitale occorre attendere molto tempo, tra introduzione del formato digitale alla invenzione dei macchinari per la stampa digitale.

La prima immagine/fotografia digitale venne realizzata nel 1957 dall’ingegnere Russell Kirsch con uno scanner digitale per la cattura delle immagini da lui stesso inventato. La fotografia in b/n ritraeva il figlio neonato.

La stampa dei dati digitali lunga come la storia del computer, passò per la tecnologia ad impatto, sviluppata per le macchine da scrivere cui seguì l’introduzione della tecnologia a matrice di aghi nel 1970 sviluppata dalla ditta Centronics. Qualche anno più tardi Epson ideò la matrice a 24 aghi con la famiglia LQ che segnò una svolta nella qualità.

Nel 1971 la Casio diede avvio allo sviluppo della tecnologia a getto d’inchiostro piezoelettrica monocromatico.

La macchina fotografica digitale fu inventata da Kodak Steve Sasson nel 1975.
Nel 1979 HP sviluppò la tecnologia termica e nel 1982 commercializzò la paintjet, primo modello a colori. Nel 1984 Hewlett-Packard fu la prima ditta a commercializzare le stampanti a colori a getto d’inchiostro -color inkjet printers- per rendere una sorta di compatibilità con le nuove immagini delle fotocamere digitali (serie Thinkjet della HP).
Nel 1971 Xerox Corporation ideò la tecnologia laser monocromatiche costose, pesanti, ingombranti. Nel 1982 Canon commercializzò la LBP-10, prima stampante laser commerciale da tavolo.

STAMPA Tipografica.
Le attuali Tecniche di stampa editoriali per le immagini e i documenti (libri, cataloghi ecc.).

Ci sono diverse tecniche che possono essere utilizzate per la stampa delle immagini e vanno paragonate perchè offrono diverse rese in termini di qualità, gamut e durata nel tempo.

Stampa Offset a 4 colori (quadricromia) mediante l’uso del CTP (stampa a mezzo tono);

– Stampa digitale:

La Stampa digitale è una modalità di stampa di immagine, fotografia, testo o un mix di queste espressioni non verbali, registrati su file informatici, generati tramite apparecchiature elettroniche e impressi su supporti di vari materiali 2 o 3d.

La Stampa digitale è effettuata con i seguenti macchinari:
Stampanti digitali ad incisione elettrostatica con dimensioni di una piccola offset. Sono macchine completamente autonome non avendo necessità di un pc per controllarle. Hanno velocità di stampa ridotta (bagnatura, inchiostrazione e stampa per 4.000 copie/ora) e formati contenuti.

Fino a 500 copie la stampa digitale è conveniente rispetto alla offset, anche se occorre tenere in considerazione i tempi e il formato.
I tempi di preparazione delle macchine sono molto ridotti ma ha maggiori problematiche per la rilegatura e le finiture. Forniscono stampati di alta qualità con tirature contenute (circa 100 copie di cataloghi)

Le stampanti a getto di inchiostro usano una testina mobile che muovendosi parallelamente spruzza un inchiostro liquido al passaggio del supporto (risoluzione 4.800 dpi) .

Le stampanti da tavolo con formati A4 e A3 sono comunemente impiegate per le utenze domestiche mentre plotter sono usati da centri stampa digitali, cartolerie, tipografie, installatori di insegne.

I plotter vengono impiegati per la stampa di poster di grandi dimensioni in tirature ridottissime e per l’impressione su supporti rigidi di diversi materiali e l’intaglio diretto. Sono ampiamente utilizzate perchè permettono stampe di enormi dimensioni anche se sono lente, rumorose e presentano dei costi unitari molto alti quindi non adatte per lavori alta tiratura.

Stampanti laser a toner (stampanti, fotocopiatrici, multiuso da ufficio – b/n o colori – risoluzione 1.440 dpi) – usano un rullo elettrostatico che caricato all’uopo elettricamente con pigmenti in polvere, li trasferisce su supporto. Le laser a colori sono indicate per tirature limitate di manifesti pubblicitari e stampe con dati variabili.

Stampa chimica:
– Stampa all’ingranditore classica da pellicola negativa su carta baritata/politenata:
– Stampa Lambda, con esposizione digitale laser a tre colori RGB su carta baritata o politenata;
La chimica non è indicata per la stampa di libri.

Come esempio per l’edizione di pagine grafiche (testo, fotografia e immagini) possiamo portare le dimensioni standard per un catalogo d’Arte moderna dei grandi expo di 16cm x 22,5cm.

Un calcolo rapido e generale per assicurare che l’opera artistica occupi l’intero spazio a disposizione alla risoluzione di 300dpi, le dimensioni massime per posizionare l’immagine: larghezza 13cm (1535 pixel) x altezza 16cm (1890 pixel).

Premesso che qualche grafico possa rispettare le scale delle immagini nel complesso, per dare una idea complessiva delle dimensioni, attribuendo dimensioni superiori alle opere di dimensioni reali più grandi, rispettando chiaramente sempre le proporzioni in complesso delle singole opere.

Per sfruttare gli spazi per la totalità rimanendo in proporzione e assicurarsi la qualità di stampa obbiettivo di 300 dpi, le foto devono avere le seguenti dimensioni:
Per le immagini con verso verticale gli spazi sono sviluppati per la quasi totalità; larghezza 13cm (1535 pixel) x altezza 16cm (1890 pixel).
Per le immagini con verso orizzontale volendo sfruttare tutto lo spazio per rimanere in proporzione si consiglia larghezza 13cm (1535 pixel) x altezza relativa proporzionale che è variabile.

Per le immagini quadrate la risoluzione massima larghezza 13cm (1535 pixel) x altezza 13cm (1535 pixel).

Valutate comunque che la “mania” di occupare completamente lo spazio a disposizione, senza lasciare margini non sia sempre esteticamente troppo gradevole, dipende dai casi.

La tipografia tende a ridurre la dimensione dell’immagine stampata per stare sui 300dpi complessivi nel caso i file inviati abbiano dimensioni e risoluzioni insufficienti.

Verificate attentamente che le foto inviate abbiano le caratteristiche di qualità (inquadratura, esposizione, fuoco, nitidezza, bilanciamento del bianco ecc.) più pertinenti speciamente per le opere artistiche astratte di cui è più complesso verificare l’attinenza con l’opera artistica originale.

Per quanto riguarda risoluzione dell’immagine deve essere possibilmente di 300 dpi, mai comunque inferiore a 240dpi.
300 dpi è lo standard professionale di stampa della tecnologia offset.

dpi (dot per inch) punti per pollice, sono usati per riferirsi alla stampa su supporto della foto.
ppi (pixel per inch) pixel per pollice, sono usati per la definizione nella visualizzazione a schermo.

Numero massimo di pagine per una rilegatura professionale in digitale è di 380 circa.

Per la rilegatura con stampa offset il numero delle pagine che si possono unire sale anche oltre le 1.000 in quanto si può utilizzare la tradizionale fascicolazione (fogli piegati in due per 4 pagine inseriti uno nell’altro e cuciti).

La Copertina del libro può essere o di materiali pregiati come rigide in cuoio o in cartone ricoperto di tela (cartonato) o più economiche in cartoncino detto Brossura.

Fogli di impaginazione libro.
L’Occhiello è la pagina prima del frontespizio che riporta il titolo dell’opera.
Il Frontespizio è la pagina posta a inizio del libro corredata da elementi decorativi come vignette o cornici xilografiche, che contiene informazioni esaustive sulla pubblicazione o indicazioni di carattere pubblicitario.
Il Colophon è una pagina del libro (in chiusura o dopo il frontespizio) in cui si indica il nome dello stampatore, insegna dell’Editore, luogo e data della stampa. Era tradizione usare un inchiostro di colore rosso.
Ex-donis o dedica d’esemplare è l’esclusiva parte autografa del libro, usata come lettera dedicatoria. Viene scritta di pugno nel foglio di risguardo o nella pagina dell’occhiello.
La Dedica d’opera si individua nella pagina destra dopo il frontespizio prima del testo e usata per l’invio di un’opera in omaggio.
Ex Libris è un foglio di modeste dimensioni incollato all’interno della copertina del libro in cui compare uno stemma araldico o un’immagine, un motto e il nome del proprietario.

La Marca Tipografica è il logo o segno apposto sulla pubblicazione dagli stampatori, editori e librai per l’attestazione di autenticità della copia.

L’Explicit (explicit feliciter liber) è una pagina alla fine dei manoscritti che reca indicazioni su titolo, nome dell’autore, stampatore, data e località di stampa della pubblicazione.

Per le grandi tirature per la stampa commerciale la tecnica più indicata è la stampa Offset riproducendo colori ottimali per l’impressione di libri e riviste.

Per l’impaginazione Grafica a colori si usa una determinata tecnica a seconda del target, dello scopo che vogliamo prefiggerci. Si usa il metodo colore RGB nel caso in cui si progetta per una grafica web da visualizzare a video e nella casalinga (stampanti inkjet prosumer e multifunzione) “stampa digitale professionale” (macchinari digitali, plotter inkjet, stampanti laser). Nel caso si voglia progettare grafica tipografica nel tradizionale formato di stampa offset si usa il CMYK.

Il metodo di colore RGB usa la tricromia di tipo additivo a 3 canali, Red, Green, Blue (rosso, verde, blu). Partendo dallo sfondo nero, il colore viene ottenuto sommando le luminosità dei 3 colori base. Il bianco viene ottenuto sommando 100% rosso, 100% verde, 100% blu. Il principio utilizzato dai tradizionali display a colori dei monitor e delle tv.

Il metodo di colore CMYK usa la quadricromia di tipo sottrattivo a 4 canali, Cyan, Magenta, Yellow, blacK (ciano, magenta, giallo, nero).

Il colore è ottenuto come differenza della luminosità di ciascun colore. Somma 100% ciano, 100% magenta, 100% giallo si ottiene il bistro (una tonalità di marrone). Non venendo ottenuto il nero come differenza della tricromia esso deve essere aggiunto separatamente. Il principio utilizzato dalla tradizionale stampa tipografica offsett.

Il metodo RGB ha una gamma di colori maggiore rispetto al CMYK (in modo particolare per tonalità fluo, brillanti e metalliche). E’ quindi consigliabile che i lavori in RGB siano gestiti nuovamente rispetto al CMYK (la conversione da RGB a CMYK può dare un risultato pessimo specialmente se si usano colori nuovi; viceversa, la conversione da CMYK a RGB non presenta problematiche particolari specialmente se si lavora a 300 dpi di risoluzione)

La Stampa fotografica è un procedimento che segue lo sviluppo del negativo fotografico per imprimere un’immagine su una speciale carta (cartoncino baritato, carta politenata).

Lo sviluppo delle fotografie avviene nella camera oscura, uno speciale locale illuminato da una debole luce di colore rosso (la distanza della fonte luminosa deve essere di almeno 1mt e flusso luminoso inferiore a 15 watt di potenza).

Si utilizza la tecnica di stampa a contatto esponendo l’immagine sulla carta fotosensibile con un ingranditore;

con il processo di immersione chimica in soluzione riducente, vengono ridotti ad argento metallico gli alogenuri colpiti dalla luce ottenendo lo sviluppo dell’immagine latente. Una speciale soluzione elimina gli alogenuri non investiti dalla luce per il fissaggio;
segue il lavaggio per dare stabilità all’immagine eliminando i residui chimici; asciugatura.

Per la stampa a colori si impiegano ingranditori che proiettano i vari primari ciano, magenta e giallo.

Nel locale sono permesse solo lampade speciali o il buio assoluto.

La stampa fotografica digitale continua nell’impiego di questo procedimento chimico utilizzando i file digitali invece della pellicola.

La litografia tradizionale, la tecnica tradizionale ad alugenuro d’argento e la stampa offset a quattro colori, fornisce colori molto luminosi, vivaci, brillanti e tonalità continua.

Stampa digitale professionale della fotografia.

La Stampa digitale professionale delle foto è una procedura di riproduzione di file informatici, generati tramite apparecchiature elettroniche e impressi su supporti e con inchiostri di elevata qualità.

Stampa fotografica digitale professionale:
InkJet in quadricromia;
Giclèe a 9 colori (pigmenti di carbone 4/9 tonalità per il b/n) su carta cotone con grammature diverse. Giclée viene dal termine francese gicler che significa spruzzare e indica la stampa di opere artistiche realizzate con una stampante a getto d’inchiostro.
Epson Ultrachrome 10 colori – 3 livelli di nero – magenta chiaro e ciano chiaro, oltre al magenta e ciano regolari- 2880 DPI ).
Questo termine fu coniato per distinguere le immagini di questa tecnologia con quelle realizzate con Iris Graphics (società rilevata da Scitex, di proprietà attuale di Hewlett-Packard.

Inkjet alta qualità ho un costo unitario di 40 euro, stampa a quattro colori offset litografica 4 euro per una tiratura di 1000 pezzi.

Gelatine silver print e Platinum Print per lo sviluppo in bianco e nero. Il b/n puro si ottiene con l’impiego della carta baritata e stampa all’ingranditore da pellicola negativa.

Per esposizioni fotografiche in mostre e gallerie, per stampa in formato più grande si utilizzano gli inchiostri al carbone che forniscono un’ottima qualità.

Per la stampa di file digitali a colori o in b/n è consigliata per qualità e durata la tecnica Giclèe che ha superato quella chimica come la Lambda (digital c-type).

Stampa Fine Art.
La stampa fine art è impiegata per mostre in musei e gallerie d’arte.
Si caratterizza spesso per la produzione di edizioni limitate e autenticate.

Una stampa fine art è un’opera artistica che si realizza per l’esposizione.Si deve quindi curare dettagliatamente tutta la fase a partire dallo scatto, alla post produzione, fino alla stampa.

In linea generale la fotografia viene prima stampata su carta fotografica e poi applicata su pannello con biadesivo o con colle liquide speciali.

Con l’evoluzione dei macchinari ci sono sempre maggiori possibilità.

Alcuni macchinari offrono la possibilità di stampare direttamente su pannello.

Alcuni macchinari consentono la stampa diretta su adesivi che possono essere applicati successivamente su pannelli.

Il vecchio metodo tradizionale voleva la fotografia esposta tramite una cornice a giorno, un pannello posteriore in faesite ancorato con delle minuscole graffe in metallo ad un vetro di protezione.

Successivamente il vetro è stato sostituito con del vetro sintetico in materiale plastico per avere maggiore sicurezza e un peso più contenuto.

La fine art impiega carta certificata di alta qualità (carta cotone o purissima cellulosa) con assenza di acidi -Total Acid Free (TAF)- e clorine -Total Clorine Free (TCF)- che assicurano resa impareggiabile dell’immagine e durata nel tempo delle stampe.

Queste precauzioni servono per neutralizzare l’ossidazione prodotto da aria e luce, secondo la certificazione della norma ISO 9706.

Le finiture disponibili sono su carta lucida, semilucida o opaca (matte).

La carta opaca viene trattata con una patinatura (coating), secondo la brillantezza

che si vuole ottenere opaca (no coating), satinata (patinatura a trama larga) e lucida (coating uniforme).

Le carte opache sono indicate per contrasto e saturazione colori ridotti, con neri poco brillanti (bronzing).

con effetto intimo e grammatura di circa 350 grammi.

Le carte semilucide hanno brillantezza limitata e impresse su cartoncino (con effetto carte baritate).

Le carte lucide possiedono contrasti e brillantezza molto elevati. Hanno un effetto bronzing massimo con fastidioso effetto specchio.

La stampa fine art in ragione della riproduzione limitata spesso singola delle fotografie, impiega stampanti a getto d’inchiostro di altissima qualità.

I pigmenti usati sono inchiostri liquidi speciali a 9 colori che riproducono l’intera gamma tonale

conservando dettagli nelle alteluci e nelle ombre che ampliano il contrasto utilizzando il nero profondo.

Le stampanti Epson a getto d’inchiostro professionali d’alta qualità sono ampiamente impiegate.

Con 11 colori offrono una garanzia di 100 anni.

Le stampe Fineart utilizzano queste tecnologie:

ink jet (getto d’inchiostro ad alta qualità) secondo la tecnica Giclée (1991) così come definita da Jack Duganne che possiede enorme qualità cromatica, risoluzione e durata nel tempo tramite uso di nuovi inchiostri HDR (CcMmYKkkGO) e carte pregiate.

Stampa cromogenica, C-Type o Chronogenic Colour, la tradizionale stampa fotografica ad alogenuro di argento, da file digitali.

Si impressiona digitalmente con Durst Lambda, la carta fotografica di alta qualità come la Fujicolor Crystal Archive. Sviluppata con processo chimico tradizionale RA-4 sviluppo e fissaggio.

Le stampatrici professionali a sviluppo chimico, Digital C-Type – Lambda o Rightjet , sono di due tipi. Un primo tipo economico che usa la tecnologia Led, e un secondo tipo professionale a tecnologia Laser. La carta fotografica viene impressionata con fasci di luce Laser in quest’ultimo caso che è quindi molto più precisa e pulita fornendo stampe con una maggiore incisione, brillantezza e profondità, ampia gamma di toni e sfumature rispetto alla luce led.

Digigraphie.
Digigraphie è il marchio di Epson per la stampa di opere fine art realizzate con stampanti professionali dalla stessa prodotte (serie Epson Stylus Pro / SureColor SC-P).

Nel 1991 il responsabile delle stampe Jack Duganne, presso la ditta USA, Nash Edition,

coniò il termine jet d’encre che sostituì prima con gicleur (getto) e poi giclée (a spruzzo) per riferirsi alla opere dell’artista Diane Bartz

ottenute con l’impiego di stampanti inkjet. Gli artisti francesi come Philip Plisson, coniò il termine Pixographie, e il fotografo di Moda Jean-Noël l’Harmeroult usò Hyperchrome.

Per sistemare la definizione dello standard, nel 2003 Epson France registrò il nome Digigraphie. La nuova tecnologia è stata presentata nel novembre 2003 per il centenario del Salone d’Autunno di Parigi.

Ogni stampa è certificata con garanzia (originalità, qualità, accuratezza e durata nel tempo da 60 a 100 anni), a cura dell’artista o dal laboratorio accreditato, presenta il timbro a secco Digigraphie, firma e numero.

Qualità di stampa di 2880 dpi – gamma da 8 a 10 colori – Stampa con 3 livelli di nero per le fotografie in b/n

Gli inchiostri sono a base di pigmenti con resina Epson UltraChromeTM.

Sulle carte si ha la possibilità di applicare uno spray speciale di protezione contro raggi UV, acqua e umidità.

Carta RC (Resin Coated) è costituita da base in alfa-cellulosa trattata sui 2 lati con un leggero strato in polietilene (carta in plastica), e con patinatura microporosa su lato stampabile.

La carta barilata è costituita da un supporto in cotone, lino o legno. Tra carta ed emulsione viene inserito un leggero strato di solfato di bario che ne determina il bianchissimo colore.

Carte pregiate come la Hahnemuhle.

La normativa ISO 11108 stabilisce le caratteristiche di resistenza alla piegatura per le carte archivio con 2.18 MIT.

Finiture White Wall e Butlerfinish.

Diasec è un brevetto Filmolux costituito da una struttura sandwich di uno strato in plexiglass e uno in alluminio che fissano una stampa fotografica per l’esposizione e protezione.

Il Diasec è un pannello di alta qualità molto costoso. Un formato 60x90cm Plexi/Dibond 3+2 mm con Stampante Lambda su carta fortografica Digital Fuji, costa euro 300 circa.

Dibond Poliuretano tra due anime in alluminio.

Alluminio composito.

L’alluminio Dibond è un supporto d’immagine di ottima qualità per stampa diretta ed esposizione di fotografie.

Non concepito all’origine degli anni ’80 come materiale composito per la stampa fotografica.

Esso si è posto all’attenzione con il nuovo millennio, quando la tecnica di stampa su pannello ha raggiunto una qualità determinante (min.150 DPI con jpg, png in RGB).

Molto stabile nel tempo, è disponibile nel tradizionale metallico spazzolato (effetto lucentezza metallica molto fine) e nel bianco satinato.

L’allumini composito è composto da materiale in Alluminio (Al) e polietilene (LDPE) dello spessore di mm 3 e peso di 3,8 Kg/m2

resistenza alle temperature – 50°C / + 80°C – classificazione ignifuga B2 nach DINv4102-1

I formati vanno da 20x20cm a 240x120cm.

Esposizione e mostra delle fotografie.

Ci sono vari tipi di supporti per la presentazione o la mostra delle fotografie.

Nel passato, molto popolari erano le cornici a giorno, costituite da un supporto posteriore in masonite e una protezione anteriori di un vetro trasparente o un vetro sintetico in materiale plastico non riflettente.

Oggi si tende a proporre un contatto più diretto lasciando a nudo la fotografia, proponendola fissata su dei pannelli in vari materiali: l’alluminio, il dibond, supporti rigidi in metallo;

il Policarbonato il Plexiglass o il Forex pannelli in materiale plastico; il Kapaline supporto rigido in materiale cartaceo.

Preparazione e allestimento di una Mosta Artistica Fotografica.

I preparativi per una expo personale di fotografia devono partire almento 3 mesi prima.
Questo tempo occorre per organizzare
titolo e tema della mostra;
Materiali materiali come volantini, manifesto, biografia, descrizione della mostra, didascalie, brochure, segnalibri;
scelta della location, date, sopralluogo per spazi, logistica e illuminazione;
richiesta patrocini Comune, Provinica, Regione, Mibact, Associazioni artistiche e culturali;
ricerca sponsor;

comunicato stampa;

comunicazione sui social network, creazione di eventi e post nei newsgroup;

selezione e/o stampa delle foto almeno 15 foto dimensioni 50x70cm su pannelli forex di 5mm;

I file per la stampa vanno salvati ad una risoluzione di 300 dpi (non inferiore ai 240dpi)

in CMYK (quadricromia) o in RGB, a seconda del tipo di macchinari o tecnica impiegata per la stampa.

Quotazione e Investimento nella Fotografia/Fotografo.

Il valore delle Fotografie attribuite ad un fotografo segue le regole base di Estimo degli Artisti (Pittori e Scultori).

Ci sono vari tipi di valutazione. Il Valore commerciale dipende dalla domanda/offerta delle fotografie di un certo autore. Il valore è soggetto a variabili qualitative, come notorietà del fotografo (affermato, emergente o novità), tiratura dell’opera, difficoltà di realizzazione, interesse artistico o storirico dell’opera; e a variabili quantitative materiali e supporto usati, dimensioni.

Si hanno 3 diversi tipi di valore di una fotografia: Valore intrinseco – Valore soggettivo – Valore sociale.

A volte il prezzo di vendita di un’opera artistica diverge dal valore commerciale dedotto dal coefficiente dell’artista.

La convenienza d’Investimento in opere fotografiche di un certo autore dipende soprattutto dalle prospettive di crescita della valutazione nel medio-lungo periodo.

Il Coefficiente artistico -detto alternativamente parametro- è un valore numerico utilizzato in pittura per determinare il prezzo di mercato dei quadri di un artista.

Il coefficiente si ottiene dividendo il prezzo di mercato di un dipinto per il suo semiperimetro [somma tra base e altezza] secondo la formula c= pm/(b+h).

Per praticità è comune pratica dividere il coefficiente ottenuto per 10.

Invertendo le relazioni possimo stabilire il prezzo di mercato di un dipinto sapendo le dimensioni e il coefficiente. pm = (b+h) x c

Il coefficiente artistico così congegnato, possiede una caratteristica fondamentale. al raddoppio del valore c’è un incremento di 4 volte maggiore della superficie dell’opera d’arte. Quindi, quadri più grandi sono più convenienti rispetto alla superficie. In fondo il calcolo è legato al numero aureo, e la proporzione in questo caso sarebbe la dimensione e il valore di un dipinto.

Il coefficiente è un sistema aritmetico utile per un veloce calcolo del prezzo di mercato di un’opera, ma a volte è puramente indicativo in quanto ci sono molti fattori che determinano valori alternativi diversi come: età, tecnica utilizzata, stile, soggetto, estetica, recensioni, ciclo, garanzia autenticità ed altri elementi soggettivi.

Per ottenere una quotazione di mercato sicura ed attendibile occorre valutare il più vasto numero di fonti, tenendo in considerazione i limiti di ciascuna di esse e calcolarne poi una media ponderata.

Oltre alla tecnica del coefficiente si possono utilizzare le seguenti fonti:

case d’asta che hanno quotazioni affidabili anche se inferiori a quelle di mercato, ed inoltre vanno aggiunti i diritti d’asta [15-20% del prezzo d’aggiudicazione];

cataloghi e annuari;

gallerie d’arte specialmente quelle che trattano l’autore in esclusiva;

Artisti stessi forniscono le quotazioni in base ai prezzi che spuntano da clienti, galleristi e mercanti. in genere sono valori sovrastimati.

Il Decreto Legge 22/01/2004 n.42 comma 67 disciplina l’autenticità e la provenienza delle opere artistiche: “Chiunque esercita l’attività di vendita al pubblico, di esposizione a fini di commercio o di intermediazione finalizzata alla vendita di opere di pittura, di scultura, di grafica ovvero di oggetti d’antichità o di interesse storico od archeologico, o comunque abitualmente vende le opere o gli oggetti medesimi, ha l’obbligo di consegnare all’acquirente la documentazione che ne attesti

l’autenticità o almeno la probabile attribuzione e la provenienza delle opere medesime; ovvero, in

mancanza, di rilasciare, con le modalità previste dalle disposizioni legislative e regolamentari in

materia di documentazione amministrativa, una dichiarazione recante tutte le informazioni

disponibili sull’autenticità o la probabile attribuzione e la provenienza. Tale dichiarazione, ove

possibile in relazione alla natura dell’opera o dell’oggetto, è apposta su copia fotografica degli stessi.”

Caratteristiche generiche che si possono indicare: Artista – titolo opera – tipo di supporto – tecnica – materiali – dimensioni – data e luogo realizzazione – descrizione – tiratura (opera unica o n/x) – inedito – stato di conservazione – altro – timbro e firma autore e/o galleria.

Il rispetto della tiratura delle opere fotografiche stampate fa riferimento al numero di copie prodotte, il formato e il supporto in cui l’opera viene stampata.

L’artista può impegnarsi a non superare il numero di copie dichiarate nel certificato di garanzia o sottoscrivere una esclusiva.

CrowFunding consiste in finanziamenti collettivi per gli artisti.

INDICE GENERALE DEL MANUALE DELLA FOTOGRAFIA PROFESSIONALE.
Parte I:Storia della Fotografia.
Parte II Tecnica fotografica.
Parte III …ancora sulla Tecnica della fotografia.
Parte IV Fotografia Professionale e Artistica.
Parte V: Leggi, Privacy, Copyrights, Liberatorie.
Parte VI: Paparazzi e Deontologia del fotografo.
Parte VII: i sensori degli apparecchi digitali [videocamere e fotocamere].
Parte VIII: l’Elettronica delle fotocamere digitali professionali.
Parte IX: Cellulari e Smartphone per la ” Fotografia “.
Parte X: Set fotografico, Piano, Allestimento e Illuminazione.
Parte XI: Fotografia per il ritratto e glamour.
Parte XII: Processori e firmware delle Fotocamere professionali.
Parte XIII: La Fotografia Fashion – Moda.
Parte XIV: Book, composit, agenzie, riviste, calendari, posa in passerella, Informatica per la Moda.
Parte XV: Post-produzione Digitale Professionale per la Fotografia.
Parte XVI:Semiotica Fotografia
Parte XVII: Fotografia in Iran
Parte XVIII: Smartphone per la Fotografia
Parte XIX: Pc per la Fotografia.

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