Terremoto Centro Italia.

Grave disastro per la nuova ondata di scosse sismiche che hanno interessato il centro Italia (Lazio-Marche-Umbria-Abruzzo) per la scossa del 26/10/2016 con magnitudo di 5.9 epicentro in Castelsantangelo sul Nera in Valcastoriana e in modo speciale la Valnerina con la scossa delle 07.41 e magnitudine di 6.5 data 30/10/2016 – 42.84 N ; 13.11 E (Campi) e profondità 10 km. Dati estrapolati da emsc (European Mediterranean Seismological Centre- che rileva i dati sui terremoti per le regioni Euro-Me).pallesfiMolte città e paesi della Valcastoriana, Valnerina, Monti Sibillini hanno subito pesanti danneggiamenti a seguito degli eventi sismici. La scossa delle ore 7 e 41 oltre all’enorme violenza, è durata per oltre 3 minuti lesionando gravemente gli edifici. La ricostruzione in queste località, a seguito del sisma del 1985 e del 1997, secondo dei criteri antisismici ha permesso di salvare vite umane. Infatti, non si registrano vittime. Chiaramente i fabbricati sono gravemente danneggiati, ma questo ci permette di dimostrare che la prevenzione attuata con la costruzione appropriata antisismica è il metodo più intelligente di affrontare questa calamità naturale. *(1) Oltre 25 mila gli sfollati ed il numero sta salendo di ora in ora.

Le precedenti pesanti avvisaglie nel Lazio del 24 agosto 2016 (con epicentro in Accumoli aveva avuto una prima scossa di magnitudo 6.0 Richter alle 3.36 del mattino e una successiva, sotto Norcia, di magnitudo 5.8 con le conseguenti repliche) hanno tenuto in allerta la popolazione che non è restata impreparata alle nuove scosse. Chiaramente, la violenza di queste dell’ottobre fanno pensare ad una situazione da non sottovalutare. La spinta della placca africana verso quella euroasiatica sembra riprendere e destabilizzare le faglie di queste località sismiche. In particolare la faglia del Monte Vettore sembra essere molto attiva e i suoi movimenti possono risvegliare le altre limitrofe. Il tutto per dire che occorre essere riflessivi e vigili ed adottare tutte le misure del caso anche in località diverse da quelle finora colpite. In particolare la sismicità sta spostandosi verso nord da Accumuli a Castelsantangelo sul Nera…

Una frattura si è aperta per centinaia di metri lungo la costa del Monte del Redentore, al confine tra Umbra e Marche (Monti Sibillini) poche centinaia di metri sotto la cima.
Le faglie del centro Italia hanno una lunghezza di 25 km e possono rilasciare un’energia massima pari a 7.5 gradi di magnitudo. Il pericolo dovrebbe essere scongiurato essendo ormai fuori dalle 24-48 ore in cui collocare un eventuale scossa principale. Dunque, al massimo potremmo aspettarci delle repliche con valori inferiori al 6.0. Quindi allarme cessato, almeno per il momento, nel breve periodo. La sequenza generale delle scosse per l’intera località, potrebbe ricordare le vicende sismiche del 1703 che si protrassero per ben 2 anni ed una escalation crescente. Per i terremoti, lo studio della passata sismicità lungo la storia è molto importante, in quanto fornisce una indicazione per la previsione.

Gli studi sulla previsione dei terremoti si basano sull’individuazione di alcune correlazione dirette di fenomeni che precedono il sisma.

Il più usato è lo studio del gas radon che si sprigiona dal sottosuolo. Sembrerebbe il metodo che utilizza Giuliani per le sue previsioni. Il radon è un gas nocivo (a lungo andare e per concentrazioni alte) per la salute, che si sprigiona dalle cavità della terra. Risale per dei condotti e fessure. Molto spesso entra nelle abitazioni civili dagli scarichi. Infatti si consiglia sempre di arieggiare quotidianamente i locali in cui si vive e lavora, per far in modo di disperderlo. Nelle fessure del terreno intorno ad una faglia è possibile inserire dei rilevatori di questo gas e monitorare costantemente i valori. Sembra che nelle 24-48 ore prima di un sisma i valori hanno un incremento. In questo modo si avrebbe tutto il tempo di porre in allarme la popolazione del territorio corrispondente. Chiaramente ci sono pareri discordanti sul funzionamento di tale sistema. Anche perchè il rischio dell’allarme infondato potrebbe essere maggiore del rischio stesso.

Altra correlazione e sistema di previsione si basa sullo studio delle fasi lunari. La luna con i suoi movimenti influenza le maree, ma ha anche effetti, anche se meno consistenti, sul movimento delle faglie, essendo delle porzioni ampie di terreno che galleggiano sulla superficie terrestre, come l’acqua negli oceani.

Intanto iniziano ad apparire i primi studi. Ad esempio, lo spettro di risposta presenta delle accelerazioni orizzontali più alte mai registrate in Italia dal 1980 fino a 3G. Certamente siamo di fronte ad un sisma davvero impetuoso. Fortuna vuole che l’edilizia italiana sia del passato che attuale abbia delle modalità di consistenza, qualità e solidità elevate, anche nei confronti di altri paesi stranieri. Tanto per fare un confronto con gli Usa, per Los Angeles, un’amica stava descrivendo che il terremoto del 1994 di intensità 6.8 e durata di appena 20 secondi, causò una devastazione molto maggiore con fughe di gas, esplosioni, interruzione di acqua e luce, strade seriamente danneggiate per mesi e crolli di edifici molto generalizzate. Quindi, nella civilizzata America pare che la tecnica non sia altrettanto sofisticata. In Penisola a migliorare il quadro sono intervenute anche le normative antisismiche. Studiate già dal lontano passato, nei primi del ‘900 ma anche prima, certamente per gli edifici in muratura.
L’Architetto Le Corbusier (1887-1965) fu tra i primi a far impiegare il cemento armato *(1) nell’ambito dell’architettura contemporanea già nel 1903. In Italia iniziò a diffondersi fra il XIX e il XX secolo ma la legislazione specifica fu emanata con il R.D.L. n.2229 del 16.11.1939. Però la diffusione di costruzione secondo questa metodologia fu disciplinata in primo abbozzo con la Legge 5 novembre 1971 – n°1086 “Norme per la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica”, anche se la sistemazione più concreta e sicura si ebbe solo nel 1985. Nel 1985 inoltre il decreto individuò ed estese dettagliatamente e a vaste aree le prescrizioni antisismiche.

Con la Legge n. 64 del 2 Febbraio 1974 “Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche”.
Con Decreto Ministeriale 3 Marzo 1975 (G.U. n. 93 del 08/04/1975) “Approvazione delle Norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche”.
Con il D.M. 3 Marzo 1985, le Regioni hanno stilato una carta Sismica Regionale per individuare il grado di sismicità della zona e la relativa modalità costruttiva per garantire la stabilità degli edifici.
D.M. 27 luglio 1985 Norme per la disciplina delle opere in c.a., normale e precompresso ed a struttura metallica.
Decreto Ministeriale 24 gennaio 1986. Istruzioni relative alla normativa tecnica per le costruzioni in zona sismica.
Decreto Ministeriale LL.PP. 24 Gennaio 1986 “Norme tecniche relative alle costruzioni antisismiche”.
Decreto Ministeriale 9 Gennaio 1996. “Norme tecniche per il calcolo, l’esecuzione ed il collaudo delle strutture in c.a. normale e precompresso e per le strutture metalliche” base indicazioni della Legge n. 1086 del 5 Novembre 1971.
Circolare Ministeriale n. 65 del 10 Aprile 1997- Istruzioni per applicazione “Norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche” di cui al D.M. 16 Gennaio 1996.
Ordinanza Consiglio Ministri OPCM n. 3274 del 20 Marzo 2003 “Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e normative tecniche per le costruzioni in zona sismica”.
Decreto Ministeriale 14 Gennaio 2008 “Norme Tecniche per le Costruzioni.”
Circolare n. 617 del 2 Febbraio 2009 “Istruzioni per l’applicazione delle “Nuove norme tecniche per le costruzioni” di cui al D.M. 14 Gennaio 2008”.

Vi ricordiamo il Numero verde della Protezione civile 800 840 840 per le emergenze, che non sostituisce i tradizionali numeri di soccorso Vigili del fuoco 115, Numero unico per le emergenze e Carabinieri 112, Polizia 113, Emergenza sanitaria 118.

Cosa fare in caso di terremoto, le prescrizioni della Protezione Civile.

Ricordiamo anche che i terremoti possono avere una origine anche non naturale. Le prime sperimentazioni risalgono a Nikola Tesla (1856 – 1943) con le onde denominate extremely low frequency (ELF) cha hanno una banda di frequenze radio compresa tra 3 e 30 Hz. Sarebbero impiegate sfruttando la risonanza Schumann della terra di 7,83 Hz (fondamentale) e la ionosfera che restituirebbe amplificata la potenza impiegata. Furono studiati due progetti in grado di operare queste sperimentazioni. HAARP acronimo di High-Frequency Active Auroral Research Program in Alaska e Pamir in Russia (che fu assunto dagli Usa in seguito alla caduta dell’Urss). Inoltre ci sono i tentativi dei Russi degli anni ’70 di provocare terremoti nelle faglie a loro contigui con esplosioni nucleari ed innescare reazioni a catena per estendere il sisma in aree anche lontanissime fino ad oltre 1.500 km sfruttando il comportamento delle placche continentali.

Note.
*(1) I costi della prevenzione spetterebbero allo Stato in una Società Civile.
*(2) A distanza di molti anni dall’impiego del ca in seguito a maggiori studi più approfonditi, si sono demolite le credenze secondo cui fosse indistruttibile e più sicuro, se non opportunamente mantenuto.

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